Quanta pena raggomitolata
in gesti frenetici
di un quotidiano stagnante
quanti pensieri offuscati
avranno abitato
la tua mente assopita
che viveva di riverberi del suo ricordo
chissà se le tue orecchie
avranno ancora saputo udire
dopo il suo saluto.
Solo il rumore dei suoi passi
in sottofondo
a cullare lo scorrere dei giorni
aggrappata allo stesso filo
che tessevi
sperando di non specchiarti in un miraggio
ma di poter tornare ad udire il suo respiro.
Ti immagino così
una sigaretta tra le mie labbra calde
potrei aspirare
avere il tuo sapore in bocca
trattenerlo
decidere quando respirarti
lasciarti ardere lentamente
appagata
saprei tenerti stretto
assaporarti
nel silenzio della notte
e riuscirei a spegnerti
per una volta
io..
Scivolo sulle tue parole
quasi fossero sapone
gli occhi tristi lo sguardo basso
a rincorrere riflessi di fantasie sbiadite
come una zingara abito emozioni che non mi appartengono.
La tua fune stringe
il mio cuore sanguina
sogno quiete
che mi scivoli addosso come seta fresca
mentre le stelle compaiono come cenere sul capo della notte.
Un cavallo imbizzarrito
il tuo ricordo
lo cavalco
bevendo lacrime
prigioniera di clessidre di memoria
mi faccio aria
ti rubo il respiro
sadica
ti vedo annaspare
sorrido...
facendomi le unghie sul tuo cuore
Affiorano silenti nel turbinio di sguardi notturni
pensieri irretiti
di braci roventi
delibano passati baluginanti
ridondanti di velleità.
Socchiudo antri irrelati
incedo
verso lumi che ammagano i miei passi
opachi refoli
lacerano sospiri di vita.
Tra anelli di fumo
la notte scivola con i suoi fianchi stretti e i pugni chiusi
verniciata di velluto
speziata.
Respiri violentati dai ricordi
briciole di sorrisi a rincorrersi tra albe e tramonti di emozioni
il cielo è lo stesso
al calar della sera la tua ombra mi fa da scialle…
Sporcami di vita
cullami in un cielo d’emozioni!
Tienimi stretta
come fossi una stella che trema e sta per cadere!
Le tue braccia sono sconosciute e traditrici.
Svestiti della maschera di zucchero!
le mie ferite…solchi
mai irrigati se non da lacrime intinte d’inutili presagi.
Un libeccio sfiorito il nostro tempo
vacillante di logica
Aborti di sentimento fecero capolino
struggenti interrogativi
a lapidare speranze.
Lì baciai il baratro
vidi l’oscurità
un cuore che cessa di soffrire
nessun Orfeo a sfidare gli Inferi
nessun Ulisse tornerà a ridarmi il sorriso spento
solo gelo e solitudine
ad accompagnare le mie notti maledette di tormento.
Di-vento leggiadro mi agghindo
specchi di luna ad incorniciare fluttuanti pensieri
e la notte possente mi attraversa vigorosa
ne annuso il profumo
sento il suo respiro modulare accarezzando la mia pelle.
Lingue di terra svettano nella penombra
piccoli lumini cospargono la vista
ne seguo la scia
riflessi purpurei in occhi increduli
si disciolgono in un calice di tramonto che disseta l'anima.
La notte sfuma tra vagiti di luce
la città si schiude
liberando ombre di colore.
Disperdo pensieri consunti
disdico amori dovuti.
Bussano pensieri all'imbrunire intinti di argentei riflessi
domande galleggiano sulle onde della ragione.
Di attese e lacrime i sospiri di una donna
scivolano
come polvere su spalle larghe
in equilibrio su tacchi e bivi sconnessi.
Nel loro sorriso un raggio di sole e un altro cielo misterioso da gustare.
Di follia dipinsi le lacrime del buio
montando a neve sogni di velluto
dissipo veli al presente mescolando pazienza vermiglia
cercando il tuo sapore tra silenzi d’alba .
Di lunghe attese vestirò futuri impazienti
li abbellirò di tulle di pazienza e seta di ricordi da indossare al rintocco delle stagioni
intaglierò l'anima della tua effige
sfoglierò giorni incartati di nebbia
mentre nuvole capricciose giocheranno con nuovi cieli .
In labirinti di parole finii prigioniera
tela scintillante si pose a mantello di notti insonni.
Echi lontani di sorrisi
albe
memorie di sogni che bruciano nei falò dell'anima.
Famelico smembri il mio sentire
assuefatta stringo le catene
odore di sangue
pungente
non distinguo la mia effige
immolata al tuo cospetto.
Piove sole su teste di umidi pensieri
faville scintillanti
lambiscono ombre sinuose.
Disseto la notte
vestita di corvini destrieri
lucide criniere distraggono silenzi frastornanti.
Cupa foschia
guardiana di terre sconosciute
banchetta alla corte di Bacco
mescendo nettari
deliziando menti assopite di nulla.
Leggiadre movenze....intinte d'alba a cullare nuovi sogni.
Domande dissipate perpetuano su creste marine
distanti oceani collimano in abissi emotivi.
Il sole scioglie vite di cera
il vento scalfisce urla mute
templi di silenzio ad edificare paure di sabbia
rabbia a condire giorni amari
ignari
labbra di salsedine baciano squarci di vita...
In viaggio sciolgo pensieri
come ciocche al vento.
Fardelli i ricordi
sezionano il percorso
condannano probabili libertà.
Sabbie mobili
annaspo
disperata cerco aiuto
appigli…
Nessun dolore
rabbia
echi d’interrogativi mi scherniscono come semi sparsi al vento..
Ripiego la notte su di me
raggomitolo i pensieri
un carillon di parole melliflue lubrificate di pazienza.
In me dimora il buio
vestito di pece e ingenuità macchiata di paura.
Come un serpente
anelo
trasformazioni salvifiche
abbandono la pelle
le affido ricordi di sale e fiele
li lascio scivolare
ne calpesto i riflessi.
Un soffio la vita
a rallegrarla tovaglie di mare
per saziare gli occhi
e lenzuola di sabbia
a carezzare sorrisi d’ombra.
E la notte dura ancora
v’ è in essa un sospetto di mattino...