Nella vera poesia le espressioni che suonano più semplici ci riempiono di
sorpresa e di gioia perché rivelano noi a noi stessi.... così scriveva
Benedetto Croce ed è quello che riesce ad esprimere Salvatore Ambrosino.
Un poeta poliedrico , in lui ci si immedesima il lettore , perchè scrive se
stesso, la quotidianità, la vita di tutti i giorni.
La sua semplicità ne fa un autore a cui non si può non voler bene.
Le sue emozioni ti entrano dentro, fin nelle viscere, perchè ha ideali e
valori tangibili, li guarda, li osserva e ne sviscera sensazioni
Quando lo leggi , entri nella sua anima in totale armonia diventando tutto
uno con i suoi pensieri.
Scrive le sue emozioni rendendole creative e vere agli occhi del lettore.
Salvatore Ambrosino lo considero un poeta contemporaneo, radicato alle sue
origini, è estemporaneo
e da lui si può attingerne l'umiltà e prendere da esempio.
Poesie intime e intimiste.
Poesie, per dirla con Benedetto Croce, ricche di espressioni, le
più semplici, che ci sorprendono e ci fanno gioire perchè rivelano lui stesso a se
stesso e a noi ...
Roberta Calce
conduttrice radiofonica e poetessa
Triste
cerca
luce nel vuoto
in profondità
uno spiraglio
per dar senso
alle parole
all'incredulo gesto
subito
sporcata
lava l'anima con il pianto
ma...
la macchia resta
E' notte fonda
la luna ha uno sguardo mesto
tutto sembra fermo
in equilibrio
privo di suoni
In un batter d'occhio
il silenzio
è frantumato da uno scoppio
un carro armato
le urla di spavento
delle donne e bambini
si mescolano con lo scoppiettio dei fucili
Poi... il fumo della morte
annebbia ogni cosa
le stelle si spengono
la luna si copre
con un panno di lutto.
il buio ,la morte ,il silenzio.
Non guarda la luna
ma, le stelle
e
ad ognuna
un pensiero
di colore
dell’arco baleno
Il poeta di notte
contempla
scava nella realtà
e ne estrae
l’ attimo
tramutandolo in versi
Il poeta di notte
resta
tale anche
al sorgere del sole
resta
un sognatore
E'notte fonda
Luci pettegole
intrigante
premurose o maliziose
si spengono
il buio cola
acquattando ogni cosa
in attesa dei primi raggi del sole
Un cuor solitario veglia
gli fa compagnia
la scia di un auto che va via
il battito del cuore
che mai l'abbandona
E'notte fonda
la brezza
s' addentra
nei vani
senza ripari
placando
l'afa insidiosa
ed io
mia sposa
non so
se è amore
forse
è solo poesia
soffiare sull'ultima candela
dirti buona notte
domani
al sorgere del sole
ti rivedrò ancora
Fumo si levo al cielo
sradicando dall’amata terra
un’anima nobile
pronta al sacrificio
che si concedeva
in cuor suo
forse
l’ultimo saluto
L’arroganza assassina
trionfò
lasciando
fra macerie e fuoco
corpi straziati
sangue dello stesso sangue
senza versar lacrime.
Nell’attentato gli agenti Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima
donna a far parte di una scorta), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e
Claudio Traina, sono morti facendo il loro dovere. Erano uomini e donna di
Sicilia, uomini e donne di Palermo che difendevano la città, perché il Giudice
era Palermo in quegli anni.
Formicolio,
sensazione di svuotamento
prevale nell’anima
Parole
smorzate dal pianto
s’ ingoiano in silenzio
fissando
il vuoto che lascia
all’improvviso.
Increduli
A te
infido verro
che estirpi
l'innocenza ai pargoli
sfracellando la loro innocuità
pur di saziare la tua bramosia
A te
infame
scellerato
sappi che il tuo gesto
segnerà
per sempre
come chiodo al vetro
l’anima
di chi hai preso per mano con inganno
A te maledetto
A te
il mio dire
sperando
che si schiarisca il nero
che infagotta il cuor tuo
Scruto lo sbocciar del germoglio
deliziandomi
della sua bellezza
dei suoi colori
delle sue sfumature
del suo essere
del suo essere,unico
ma…
il cuor mio
si vela di tristezza
nel pensarlo
già fiore.
(L'accidia)
Intruglio di pensieri
allentano la presa
lasciandoci scivolare
sul palo colato di cera
fin al vuoto
dove nulla ha senso
(l'ira)
inviperito
(superbia)
Slaccio
la cinghia
afferrandomi con maestria
l'intendo
frenare la discesa
e
godermi la vita
(invidia)
Chi osserva dal basso rode
(Avarizia)
Nulla hanno fatto
per evitare il peggio
(gola)
or
spetta mi
il piacer del palato
(lussuria)
Negando ad ognuno ciò che io ho meritato
Mani speranzose
raccolgono il fiore
strappato
dalla amata terra
in segno di vittoria
lo innalzano al cielo
Hanno reciso un fiore
ma non il suo ideale
che
impregna
le mani di chi lo sfiora
rosso
il sangue versato
nero
il" no" all'arroganza del potere
verde
il colore della rinascita
Parole sconce
frantumano
cristalli fragili
inconscia -mente
silenziosa- mente
Non resta
che chinar il capo
e
raccogliere i cocci
a malincuore
Tonfo
dell'anima
nel vuoto
l'istinto
frena
poi passa
silenziosamente
lasciando scia
Tempesta cala
sulla quiete
scompigliando
frettolosamente
foglie e spilli
Petali di rosa
non più profumati
Nulla resta al suo posto
Ogni cosa irrequiete
sconsolata
cerca nuova sede
L'unico spiraglio
ammucchiarsi
e
darsi calor proprio
per non perire
Beffa
bastarda
un cerino
ed è la fine.
Troppo tardi
or che ho capito
cos'è la vita,
Se potessi
lascerei
scivolar dalla mia pelle
il darsi da fare per il nulla
Stizza m'agguanta
or
nel ricordo
di non essere
stato bambino
non importa
sognerò ancora.
Sognerò lento
fin quando
gli occhi
s'apriranno
al bagliore Divino.
Fulmine a ciel sereno
squarciò
la quiete
amarezza
inondò il cuor tuo
ma... al suo innocente piagnucolio
l'amaro si mutò
in miele
e fu gioia
natural- mente
(Poesia dedicata ad un'amica che poco prima di partorire seppe del figlio con
una malformazione, alla nascita del figlio la sua disperazione si muto in
gioia)
Sfilano
composti
pensieri
vestiti di nero
Allo sparo
si rincorrono
sincronizzati
come stormo d'uccelli
ombrando
quanto resta di luce
sensazione atroce
l'impotenza
del non gestire
Non importa
aspetterò
Aspetterò
che le parole
impregnate di verità
come il sole
scioglieranno
lastre di ghiaccio
portando alla luce
acque limpide
dissetanti
pulite
In quelle acque
il riflesso del cielo
del sole
delle stelle, della notte
e ...della verità
Libidine
s'annida
nei miei pensieri
mentre
con garbo
petali di rosa
distendo
ai tuoi piedi
scivolando lentamente
in parole e gesti
puerile.
Son pronto,
sono pronto in ogni momento
a cogliere l'istante per sbranarti
sfacciati
i miei occhi assetati di passione
ti spogliano le carni
ma...
ragionevolezza
oscura le mie follie
prevalendo
al mio istinto
animale
e
mi lascio cullare
dalla razionalità
mentre ascolto
con lo sguardo perso al vuoto
il tuo dire
in silenzio
ingoiando la mia libidine.
È come togliersi
uno spillo dal cuore
donar pace alla propria anima
dar luce
all'oscurità
con semplice parole
quelle vere
quelle pulite
ed è
gioia immensa
servirle su un piatto dorato.
Contemplar
il tuo agire
cosi cortese
è
un incanto
un piacere immenso
unico
Linda
è la tua anima
così il tuo dire
come il tuo far
garbatamente.
Il mio dir
scivola
su lastre
di noncuranza
lasciando un appanno
non il segno
Sordità
altrui
sfuma
le parole
nulla resta
se non l'amarezza
in cuor mio
Occhi fissi nel vuoto
restano muti
in attesa
di un raggio di sole
che scioglie loro
le angosce
gli acciacchi
Movimenti lenti
seguono sospiri di lamenti
che soffocano il sorriso
nelle strazianti posture
del muso
Parole smorzate
voce tremante
pianto
ansia, panico e dolore
labbra secche
sbuffi noia
in un attimo la vita cambia
per ritornar al prima
tempo al tempo
Privi di avversione
orgogliosi e fieri
portano al petto
il sigillo di pace
Per loro
fra le disperazioni e pianti
della povera gente
assetati di libertà e democrazia
Si annida la falce
e… il manto nero.
Sguardi persi
dall’immensità del vuoto
frantumano certezze
accrescendo l’angoscia
Confusi
Scavano nelle reminiscenze
stanando solo il male
di quel che fu
madre delle loro pene
Il senno
travagliato
s’infiacchisce
legiferando la sua stessa fine
Orsù
partano le avanguardie
corazzate di ogni bene
Il reagire è la salvezza
il penarsi è terra arida
che sgretolandosi tumula il futuro
Castelli s’accartocciano al suolo
mani convinte
cercando di dargli forma
degna di uno sospiro
Disossati di ogni certezza
non reggono
CROLLANO.
Speranza ultima
concessa
un miracolo
Basterebbe, una carezza sul viso di mano divina.
e
per incanto tutto si risolve
Corrono
pensieri
a piedi nudi
con le braccia legate
per le vie rocciose
e ripide della vita
Soffermandosi
per dolor e affanno
all'ombra dell'albero
della speranza
Frescura
slega nodi
lasciando levare al cielo
braccia stanche
dal tormento
Soffoca
il
respiro
la
dolorante
attesa
Paura
cresce
in
contrazione
viscerali
Poi
Il nulla
il
nulla
che riempie
il
vuoto
mentre
il
silenzio
tuona.
Intingo lingua
nelle ferite aperte
di chi ha il cuor adirato
per angheria subite
succhiando dal taglio
sangue, dolore
chiodi e bruciore
...Poi
Lo sputo
sulla terra arida,
di chi cuore non ha
null’altro io posso fare
null’altro, che poetare