nemmeno di Morte
la gelida mano
profana il tuo candore
fanciulla che dormi
ragazza dei girasoli
la tua dimora
diventa corte
notte di falò
aria di nebbie
lontananze di volti scavati
pelle di rame
al sole crudele di campi
i sogni morti
melodie di velluto
andava elegante
nel prato dei sogni
al gelo di un cuore
cadde la danza
suadente verbo di falso profeta
nessuno tuo
tu sei il tuo stesso inganno
perfino in terra fertile
e aroma di camelie
tu non cresci
dici che vuoi tornare?
torna al deserto tuo
di sete e sassi
arido pellegrino!
ninna ninanna del pastore
sogni alla bimba
che non c’è più
non piangere contadina
canta anche tu
ninna ninanna
alla tua bambina
Il senso di un istante già comparso
quando tremante sfiorai le tue labbra
tante lune fa
la gitana che amava,
spense l’attesa
la luce dei suoi sensi
e cancellò le linee della mano
tutti domandano
“chi rubò i sogni
della gitana?”
divenne Apsara
principessa del paradiso
la vita terrena
si fece fuoco
nel centro del cerchio
riposa Hara
l’improvviso pensiero
fu la fiamma
la geisha canta
verso scomposto
cristallo e lacrime
il pudore
chi le causa scalpore?
ventaglio rotto
fiori di loto
dal volto suo
bianchissimo
grida una lacrima
scorre in silenzio
crudo il gelo
che copre la tomba
di chi volle
e non poté
di chi fu
e non lo seppe
abbracciami
vortice
nell’anima tua
voglio restare lì con te
mio samurai
dove si ferma la sabbia del tempo
lì dove niente mi tocca
abbraccia ancora
la tua principessa
morta
melodia spezzata
di respiri agitati
tu ed io
cobra reale
nella sabbia calda
sincronismo di danza suadente
tormenta nel deserto
gli amanti del momento
né buio né ombra
aurora boreale
il tuo profumo
la tua risata
pensai che saresti venuto
ma erano gli alberi del bosco
non eri tu
era il vento e la nebbia
tu non eri
la gente pensa
che seduta in auto
scrivo all’amante
invece annoto un verso
che mi ferma nel traffico
quando arriva la scena
poi continuo a guidare
e aspetto il mio poeta
che lo legga
senza velo d’apparenza
indiano dal volto scoperto
un fiume di vento
nel mondo diverso
e la muraglia crolla
all’incanto sottile
della Dea abbagliante
il sovrano vikingo
scaglia la lancia
e mio fratello danza
va alla caccia
di chi profanò
la regina del monte
sentimenti d’oceano
l’alba
riverso il mio amore sul tuo specchio
rimbalza
colpisce
mi prende
ti assorbo
mi nutro
eclissi negli occhi dell’angelo
esiziale dolore di madre
cerca in giro le ali
non crede sia volato
vorrebbe tornare
al dolore del parto
ma lui è già lontano
attraverso il cerchio
nel segno
cerco l’amor riverso
transito in armonia
la tua vita e la mia
memoria primitiva
d’una lontana Irlanda
tu eri missionario
io la sabbia