Tu sei

L’amore è un sentimento che fa rumore,
all’inizio era un frastuono difficile da decifrare,
poi ho scoperto che solo tu potevi dare armonia a quelle note.
Quelle note prima abbandonate sullo spartito della mia anima ora urlano la loro felicità, ora urlano il loro amore per te, un amore che non ha paragoni.
Tu sei musica che nessuno mai potrà ostacolare
tu sei musica che risuona all’infinito,
tu sei musica di chi ti vuole solo vicino,
tu sei musica che sfiora con calde carezze un corpo abbandonato all’estasi dell’amore.
L’amore è una luce che non si può rappresentare,
tu sei luce che ispiri le emozioni più profonde,
tu sei luce i cui colori sono scaldati dalle tinte della passione,
tu sei luce che sorprende all’improvviso chi pensava di aver visto tutti i colori dell’amore.
Tutti sanno dipingere cuori, solo tu puoi donare al mio i colori dell’amore,
con colori che la mano di un pittore ha preso da un cuore che per te morirebbe,
tu sei la musica e i colori che danno un senso al mio cuore.

(tratta da "Emozioni per caso ..." che puoi acquistare qui)

I miei pensieri

I miei pensieri, parole ritrovate nel buio, in silenzio, accompagnate da dolci noti di misteriose melodie.
I miei pensieri, parole che vagano smarrite nel bosco della memoria,
parole sconosciute illuminate da luce che inaspettata appare tra i rami lungo il sentiero di una foresta misteriosa.
I miei pensieri parole liberate all’improvviso, la meraviglia del volo di una farfalla catturata in un istante, lo stupore di un’esperienza mai provata prima, intuizione inattesa di parole messe insieme pronte a esplorare nuove vie.
I miei pensieri, irrinunciabile vizio, peccato mortale,
un’ossessione in bianco e nero, parole ripetute all’infinito che non potrai guidare con la tua arrogante danza verso strade che non vogliono percorrere.
I miei pensieri, parole che vorresti ascoltare ma che non farò violentare da chi le vorrebbe pronunciare con lingua biforcuta
I miei pensieri, parole che si devono fermare per trovare nuova linfa, parole sempre nuove alimentate dalla scoperta di emozioni e sensazioni fino a ieri sconosciute.
Nuove emozioni, nuove sensazioni l’elemento indispensabile per far sgorgare, da misteriosa fonte, gocce d’acqua che senza sosta si rincorrono.
I miei pensieri una visione del mondo fragile come gocce d’acqua sospese su una ragnatela parole che come gocce d’acqua si frantumano perdendosi nell’oceano della vita.
I miei pensieri, gocce d’acqua che fuggono dall’oceano in frantumi della vita.

(tratta da "Emozioni per caso ..." che puoi acquistare qui)

Hai sbagliato

“Hai sbagliato!”
Sbaglio, errore, parole scandite con tono solenne, una tragica cerimonia ha sancito la mia condanna.
“Hai sbagliato!”
“Ho sbagliato! Con chi ho sbagliato?”
Nei confronti di un altro o, forse, con me stesso. È molto probabile.
Panico, confusione, scoramento: “Ho sbagliato, non lo dovevo fare”
“Ho sbagliato, ho fatto un passo che non dovevo fare”
“Ho sbagliato! Vorrei porre rimedio”
Vorrei porre rimedio…
“Questa volta non puoi porre rimedio!”
Una strana vertigine mi assale, pensieri dal suono distorto risuonano nella mia mente, non riesco più a respirare.
Ho sbagliato, torno indietro sui miei passi, ripercorro al contrario la strada che ho compiuto fino a oggi.
Ho sbagliato, parole disordinate si rincorrono nella mia mente. Perché, quando, come, dove, non lo sapevo, basta, non lo farò più, mai più. E poi mi sapresti dire cosa vuol dire sbaglio, errore. Chi decide che ho sbagliato, chi decide che ho commesso un errore.
Qualcuno mi spiega tutta questa confusione, qualcuno mi sa dire cosa ho fatto, perché ho sbagliato, quali sono le mie colpe.
Perché, perché, perché… il perché di questa ossessione chiamata errore?
Tante parole, troppe parole, una dietro l’altra, non finiscono più, si scontrano, il loro rumore accompagna una danza selvaggia che annebbia la mente, mi confonde le idee, non ce la faccio più.
Hai sbagliato, per questa volta è andata, rassegnati, non ci puoi più fare niente!
Hai sbagliato, non puoi più porre rimedio, ormai puoi solo pensare a guardare avanti
Ho sbagliato, ho capito, ho sbagliato.
Ho sbagliato soprattutto nei miei confronti, ora devo solo guardare avanti, non devo più aspettare nessuno, non devo più tornare indietro.

(tratta da "Emozioni per caso ..." che puoi acquistare qui)

Cap. 4 - L'ingresso nel mondo del lavoro

Lavorare, quindi, è importante. Per lavorare è necessario compiere alcuni passi fondamentali, in primo luogo è indispensabile trovare un lavoro e, proprio in questo momento, incomincia l’avventura del signor Bonaventura. No, per la verità quello era un altro, un tizio semplice ed onesto che riusciva a monetizzare le sue sventure diventando ricco da far paura. I Bamboccioni sono pure loro tizi semplici e onesti ma riusciranno a monetizzare le proprie sventure? Più avanti vedremo. Ritorniamo al momento della ricerca del lavoro spinti dall’illusione di capire come funziona veramente.
Una volta terminato il corso di studi, il Bamboccione inizia la ricerca che, con il passare del tempo, diventa sempre più affannosa, porta quasi all’asfissia. La ricerca inizia con l’ambizione di cercare un lavoro interessante che permetta di sviluppare le competenze acquisite nel corso degli anni consumati sui libri e consenta un guadagno decente. Ambizione che, con il passare del tempo, diventa una semplice illusione, così come il pensiero di un guadagno dignitoso. Come si cerca il lavoro? Giornali specializzati e non, internet, in alcuni casi programmi TV, radio o passaparola. Quest’ultima possibilità è davvero molto remota visto il periodo di crisi, chi la menziona forse si riferisce a un noto gioco a quiz. L’inizio pare promettente, trova il lavoro che ti piace la frase che attira di più l’attenzione. Trova il lavoro che ti piace e giù una caterva di consigli, considerazioni e indicazioni che ti dovrebbero guidare alla vittoria. Il Bamboccione inizia con il leggere tutta una serie di valutazioni che possono essere fatte dal selezionatore dell’azienda di turno nei confronti di chi cerca un lavoro che gli piace. Tante domande che sembrano una sventagliata di Kalashnikov offerte di prima mattina quando hai gli occhi ancora chiusi, sei a stomaco vuoto e hai solo il desiderio di un caffè caldo. Domande che non ti sei mai fatto in tutta la tua vita e che, spesso, richiedono un grosso sforzo di immaginazione, soprattutto per chi è alla ricerca del primo impiego. «Come immagina una sua giornata lavorativa tra 5 anni?» , «Che idea si è fatto della nostra azienda?». Un boh stile bovino la prima cosa che viene in mente. Domande che sembrano una presa per i fondelli, «Non Le sembra di avere poca esperienza?», che meriterebbero risposte adeguate, del tipo: «Cazzo, ma chi ti ha messo dietro quella scrivania? Non sai neanche leggere un CV? Ho scritto che sono alla ricerca del primo impiego e quindi so di non avere esperienza», oppure: «Quanto vorrebbe guadagnare?» «Io, guadagnare? Poco, molto poco, vorrei lavorare aggratis». Domande che continuano ininterrottamente, quasi volessero prendere in giro lo sventurato Bamboccione all’avventura: «Cosa pensa di questo lavoro?», domande che rendono lo sguardo fisso e vuoto, volto a castigar colui che dovrebbe star nell’alto dei cieli e che la ragione avversa quando le povere orecchie del Bamboccione odono domande… troppo del cazzo. Nonostante tutto, seppur in maniera poco urbana, il Bamboccione prova a immaginar qualche risposta, «Se mi spieghi che cazzo fa un Key Account Manager, un Logistic Manager o un Bid Engineer, magari mi dici chi è un Accounting Specialist, Tactical People DBA Oracle, G.I. Research Category Manager, se prima riesco a pronunciarlo, e poi, se nel frattempo non si è incastrata la lingua, riesco anche a scriverlo, forse te lo dico». In ogni caso risposte fantasiose premieranno le domande più originali nel corso dello svolgimento del colloquio vero e proprio, lo vedremo meglio dopo. Digerita la sventagliata di mitra gentilmente offerta di prima mattina, inizia la ricerca vera e propria. Si sfogliano pagine di giornali, si naviga nel Web e la maggior parte degli annunci per i novelli alla ricerca del primo impiego riguarda offerte per Venditori Junior, operatori di call center. Trova il lavoro che ti piace… A me di fare il venditore non me ne può fregar di meno e tanto meno di lavorare in un call center. Lavoro che ti piace, annunci di lavoro che non interessano in alcun modo il Bamboccione ed annunci ambigui che accendono vane speranze, soprattutto nella Repubblica delle BANANE. Ambosessi, anche prima esperienza, per attività. La lettura di quell’annuncio e la mente vola verso la storia di due amici. Un Bamboccione e una Bambocciona tratti in inganno da quell’annuncio, una piccola divagazione. «Hai letto l’annuncio?» dice il Bamboccione all’amica con gli occhi accesi da una strana luce dalle sfumature libidinose, anzi sarebbe meglio dire arrapato come non mai.
«Sìììììììì» risponde lei con voce profondamente da porca, troppo profonda e troppo da porca, degna della versione più hard del celebre Gola profonda e una luce che risplende negli occhi sempre più intensa, «hoooooo lettooooooooo». La lettura di quell’annuncio ha riempito i loro occhi di un intenso verde smeraldo, sono pieni di speranze più che mai.
Si trattava di due Bamboccioni vergini, troppo consumati sui libri. Due amici, troppo amici anche per trombarsi a vicenda e togliersi ogni curiosità, talmente amici e vogliosi di togliersi ogni curiosità da essere arrivati ad ODIARE profondamente la parola AMICIZIA ed aver scelto la canzone Amici mai come loro inno generazionale.
Quell’annuncio ambiguo la loro illusoria ancora di salvezza. Una strana eccitazione e un irrefrenabile entusiasmo li trascina al giorno del colloquio, una confezione gigante di preservativi ed anticoncezionali di ogni tipo al posto del curriculum. Inutile raccontare la faccia del selezionatore e la loro disperata delusione nel momento in cui furono costretti a confrontarsi con la dura realtà, quell’annuncio non aveva nulla a che fare con il sesso. Alla fine della giornata riempirono i preservativi con tutte le lacrime versate nei drammatici momenti in cui si resero conto che quell’annuncio non era la via che gli avrebbe permesso di perdere la verginità e si misero a lanciare gavettoni (preservativi pieni di lacrime, abbondantemente lubrificati, ai gusti di fragola e banana) contro i malcapitati passanti.
In questo caso il verde smeraldo che inizialmente illuminava i loro occhi, quel verde che avrebbero voluto trasformare in un rosso piccante da togliere il fiato si trasformò nel nero di una disperazione cupa e intensa come non mai.
Annunci ambigui e non solo. Bamboccione con forte attitudine al problem solving e geograficamente mobile. Problem solving, «Ancora non ho risolto i miei problemi e pretendi che debba risolvere i tuoi?». Geograficamente mobile, in geografia ero piuttosto scarso, però c’è mobile. E scoprire che quel mobile significa cambiare città ogni sei mesi, da un capo all’altro della RDB, solo per cambiare ipermercato dove fare sempre la stessa cosa. Il problema non è quello che fai, qualunque lavoro svolto onestamente è rispettabilissimo, la questione è dover cambiare città ogni sei mesi per dover fare sempre la stessa cosa, sistemare underwear e altra roba nei reparti. Quale sarà la logica che mi sfugge? Qualunque essa sia… «Cazzo, io non sistemo l’underwear a casa mia e dovrei andare in giro per la RDB a sistemare quello degli altri?» è la prima cosa che viene in mente. Last but not the least, l’annuncio macabro. Head Hunter, ricercano talenti in tutta la RDB «Head Hunter? Cosa vorrà dire?». Il Bamboccione non trascura nessun annuncio, si piomba come un falco sul vocabolario e, in men che non si dica, trova la traduzione: “Head Hunter = Cacciatori di teste”. Un attimo di panico, «in giro ci sono personaggi che vogliono decapitare nuovi talenti», le prime parole sgomentate pronunciate ad alta voce. Il panico dura poco, il tempo di capire che si tratta di gente che cerca nuovi talenti. La realtà, in seguito, dimostrerà al Bamboccione che la macabra sensazione provocata in un primo momento da quelle parole non era poi così sbagliata.
Ok, ho letto tutti gli annunci, nel dubbio e nell’attesa di quello giusto li ho selezionati tutti o quasi, ora preparo il Curriculum.
Il Curriculum Vitae deve essere vincente e, anche in questo caso, un’infinità di consigli è pronta a travolgere tutto e tutti. Si comincia dal modello di CV: lungo, corto, europeo, in inglese, perfetto. Come scrivere un CV perfetto? Boh, le mucche cominciano ad aumentare. «Di questo passo, con tutti questi boh, fino alla fine mi faccio una mandria! Cazzo, io pensavo si trattasse di scrivere semplicemente i miei dati anagrafici, gli studi compiuti e, invece, mi scontro con una selva di modelli da scegliere. Europeo, corto, lungo. Il mio è macchiato! È successo l’altra mattina mentre facevo colazione, è solo una macchia di caffè, nulla di grave. Va bene lo stesso?». Ok, il curriculum deve essere vincente. Leggo i consigli e mi manca il fiato. CV letto in meno di 10 secondi, devi trovare il modo di darti una possibilità, deve essere interessante e poi, dulcis in fundo, le cose che un’azienda non ti dirà mai: «è uno scherzo o è un curriculum serio?», «però, hai preso 38 alla maturità, interessante...» cestinato. Cazzo, nell’ultimo caso mi viene in mente la storia di un ragazzo diplomato con 36 a causa della scelta imposta dal padre sul corso di studi da intraprendere alle scuole superiori. Lui, quel ragazzo, non amava decisamente il Liceo delle Banane antiche. Poi, una volta liberato dai consigli dell’opprimente genitore, una volta che è riuscito a imporre la sua scelta si è laureato con 110 e lode. Come lo valuteranno? Cestinato anche lui? Ok, sì ma quante storie. Sono alla ricerca del primo impiego, dati anagrafici e titolo di studio, la mia bella laurea in materie umanistica, scientifica, giuridica, economica con specializzazione astrofisica nucleare messa in bella forma non è sufficiente per il mio spot di 10 secondi con il quale mi dovrei presentare alla tua “MERAVIGLIOSA” azienda? Dai su, non fare troppe storie!
Preparato il Curriculum Vitae vincente si passa alla lettera di presentazione, non servono più consigli, deve essere vincente, deve essere il tuo spot, deve essere interessante. «Scommetti che ho indovinato?». Verifichiamo, www.letteravincente.com e vediamo cosa succede. Verificato, ho indovinato. Visto, non sono poi così stupido come sembra! Letti i consigli su come fare una lettera vincente, che sia il mio spot interessante, ho le idee chiare solo e soltanto su una cosa, i saluti e i ringraziamenti finali. Lì non ci sono dubbi, il resto boooooohhhhhhh, un'altra mucca nella mia mandria. Non essere banale, non essere troppo originale. Arrivano, poi, le considerazioni di tipo esistenziale: chi sono e perché sto scrivendo. Cazzo hai svegliato il mio lato esistenzialista mi sento Sartre quando scriveva La nausea. No, di questo passo, ti mando solo il CV macchiato. CV macchiato dal caffè e non solo, anche da qualche sporadica esperienza lavorativa. Lavoro rigorosamente in nero svolto nel periodo universitario: cameriere, dopo scuola, volantinaggio, baby sitter e tutto quanto possa servire a raccimolare qualche grammo di oro al Bamboccione di turno.

(tratto dal libro: "Io, me, medesimo, sottoscritto scrivente... Uno della bamboccione generation" che puoi acquistare qui)