Biografia

Michela Zanarella è nata a Cittadella (Padova) il 01-07-1980.
Ha frequentato l'istituto tecnico commerciale Giacinto Girardi di Cittadella conseguendo il diploma di perito aziendale e corrispondenza in lingue estere nel 1999.
Inizia a scrivere poesie nel 2004 e scopre un talento naturale nella espressione della vita in versi. Ottiene parecchi premi a livello nazionale.
Ha pubblicato tre libri, il primo "Credo", ed.MeEdusa, il secondo "Risvegli", ed.Nuovi Poeti, il terzo "Vita, infinito, Paradisi", ed.Stravagario.
E' stata ospite alla trasmissione radiofonica di Rosanna Perozzo su Radio Cooperativa a Padova. Alcuni articoli sono presenti su quotidiani quali il Mattino di Padova, il Gazzettino di Padova, il Padova, la voce dei Berici. Ha partecipato alla trasmissione televisiva "Poeti e Poesia" di Elio Pecora su Televita, a Roma.

Il pianto del manichino

Una giacca rossa, come un cuore
estraneo, mi soffoca
con dura eleganza.
In vetrina vivo all'ombra delle luci
di strada,
stranito dallo sguardo violento
e confuso di qualche esteta.
Lo scandalo è che disprezzo
il mio splendore,
mi tormenta la mia condizione.
Muto, tra i miei panni
inghiotto lacrime come capricci
di plastica,
mentre la gente non crede
alla mia anima.
La sensualità si consuma
nel vuoto della sera,
quando il mio corpo
si rintana dietro una vecchia
saracinesca.
Intorno a me gli inutili angoli
di una parete
e la stanchezza.
Svuotata la rabbia
tra i piedistalli
mi abbandono al silenzio
che mi fa quasi vergognare
d'essere così nudo
e solo.

Cielo in frantumi

Ancora una volta
la polvere della solitudine
ha affollato la mia anima.
Le tristezze
sempre più vicine
al suono della neve,
vagano nel gonfiore
dei miei occhi
come l'ombra di un sole
irregolare.
A sventolare tra i bucati
del silenzio
il biancore delle lacrime
ed un onesto singhiozzo
trascinato da un dolore immutato.
Io, rannicchiata in un angolo
di confusione,
mi lascio spaventare
dalle mie stesse mani
e torno bambina
quando il buio ride
al mio fianco.
Mi fanno davvero paura
i deserti e le angosce.
Alienandomi dal mondo,
sento l'odore della mia pelle
tra gli avanzi di un cielo
in frantumi.

Invidia

Si smarriscono lacrime
confusi brividi nell'acqua
come parole spezzate
da inutili addii.
Non sono sbadigli
ma grovigli d'invidia
gli sguardi impazziti
di un orizzonte freddo e lontano.
Rimangono frammenti
di collera
un fuoco nero
che imbratta le nuvole
di assordanti silenzi.
Immobile
la luna rischia di calpestare
se stessa
tra le schegge d'ambra
d'un istante eterno.
Solo per infrangere
ogni morbida trasparenza
il buio sceglie di macchiare
il mattino con un tenero sorriso.

Tramonto settentrionale
(inserita il 6 marzo 2009)

Così rosso, del rosso di una vendemmia
di verità
alla soglia delle campagne
imbevute di nebbia
perduto nel fondo di una lite
di confine
un sole nudo e pazzo
salta sulle braci della sera
stringendosi al freddo padano.
Viene dall'ignoto il suo esercito
carminio
che aspetta dalla paglia
e dal fango la lucidità
per riprendere il sonno
tra le pianure.
Se ne vanno le schiene
di montagna come fuochi abbandonati
in sogni lontani,
mentre dalle polveri di strada
una goffa luce dall'aria veneta
porta con sè un tramonto
interminabile.

Chiare sembianze
(inserita il 6 marzo 2009)

Il cielo che amo
ascolta la mia voce
come luce e anima
di una saggia innocenza.
Un filo d'azzurro
è l'unica certezza
del mio vivere.
Cammina tra le altezze
il mio destino
in bilico tra la polvere
e l'arancio del mattino.
E ciò che vedo
sopra le nuvole
è un antico infinito
che non aspetta altro
che il mio minuscolo respiro
per sussurrare alla terra
silenzi e speranze.
So che in un angolo nascosto
mi attendono le mie chiare
sembianze,
una vita diversa
un tempo misterioso.
La mia esistenza
come omaggio all'eterno
che s'affaccia.

Frammenti di un uomo
inserita il 14 aprile 2009

Chiedendo la tua storia
mi tornò negli occhi
quel sentiero selvaggio nella montagna.
Coprivano la schiena delle pietre
i grandi abeti invecchiati con la tua stessa pelle.
Nel silenzio di un'aria gelida
parlavi alle tenere luci della campagna,
solamente per sentire l'astratta presenza
di una figlia lontana.
In realtà ti tremava il cuore ogni volta
che vedevi una bambina confortare il padre
con un sorriso.
Potevano risponderti le vigne ed il ciliegio,
mentre finivi le tue nostalgie
con un innocente bicchiere di vino.
Venivano i mattini in cui uscivi svelto
di casa per un fresco appuntamento
con l'alba.
Stringevi il corpo dentro un cappotto
scuro e ti allontanavi con la tua sigaretta
tra le dita,
rosso del freddo di gennaio.
Nel bianco colore delle cime
la quiete ti riscaldava l'anima,
consolando le tue enormi fatiche.
E la dolcezza che si stendeva
sulle tue lacrime agli odori di bosco,
nascondeva i frammenti di un uomo
che faceva d'ogni filo di fieno
la sua vita.

Un pò d'amore
inserita il 14 aprile 2009

Un pò d'amore
consuma le vecchie tristezze,
chiude le ferite dell'anima
addormenta le basse vergogne.
Quasi senza paura
il cuore si lascia afferrare
da battiti testardi,
addolcito da improvviso calore.
Le ore sembrano confuse
le stanchezze abbandonano
le menti
e la vita riappare come l'impronta
di una nuova gioventù.
In un qualunque istante
il piacere ancora ignoto
invade occhi palpitanti,
getta luce agli angoli
delle labbra
e sulle strade della fronte
ingenui istinti si spingono
con generosità dentro al pudore.
Vengono all'assalto
sussurri disordinati
e pelli investite da vivaci
incendi.
Umano, dimenticare
il tempo per ricalcare un brivido
nel petto.

Il mio tempo
inserita il 14 aprile 2009

Accecante sbadiglio
nero lo sbaglio
fuoco il tempo
suicidio di un sogno
parlanti silenzi
escogitano il mondo.
Rosse le primavere
l' Africa è neve
l'egoismo ridicola voce
l'odio una croce.
Miliardi di viventi
natura che appare
solitudine alle spalle
metallo come feto
ancora caldo
sull'asfalto.
Nelle vene paura
d'amare
pioggia di nevrosi
tramonti esplosi
senza luce l'ignoto
nell'anima il vuoto
come cielo il deserto
di cera il destino.
Proibita l'identità
nell'atmosfera il disordine
amaro senza gioia
il testamento della libertà.

QUALCOSA DI GRANDE
inserita il 10 luglio 2009

Come ieri
il mio amore rotola
verso i tuoi sogni.
Qualcosa di grande
vive nei nostri silenzi.
Oltre il rosa di un'alba
al di là di una carezza divina,
ogni istante è timido fiato
che sposa l'odore della terra
lontano dai sudori della pioggia.
Emozionarci
dell'euforia del vento
e dei sorrisi delle linfe,
è straordinario limite.
Un gioco di entusiasmi
nasce nell'intreccio
delle nostre anime,
leggere, senza forma.
Non vuole smettere il cielo
di difendere i nostri brividi ingenui.
E infinito ci guarda
affidare vertigini ad un bacio immortale.

INFERNO A VIAREGGIO
inserita il 10 luglio 2009

Fuoco.
E la stazione
un lenzuolo di fiamme.
Ciuffi di carne
già croce tagliente.
Battaglie di rosso
ad ogni respiro,
il calore ignora le rughe
e la paura dei lampioni.
La notte è gelido cielo
di cenere,
urla sonnolente
l'incubo al resto del mondo.
Muore lo stormo
di occhi e di mani.
L'istante sembra
un inferno troppo eterno.

AFFRESCHI D'AMORE
inserita il 10 luglio 2009

Di te conosco la rugiada che l'anima confessa.
Parlo alle tue vene
perchè possa il tempo
chiamarmi a gocciolare brividi.
Credo di esistere attorno alla tua schiuma,
nell'eco di un disordine che affonda sulla pelle.
Il piacere che porta il tuo orizzonte nel mio,
supera gli eroismi di una follia.
Respirando il fulmine dei tuoi occhi,
nutro il sangue
di giovani affeschi d'amore.

L'ECO BIANCA DELLE STELLE
inserita l' 11 agosto 2009

E' notte,
un rincorrersi buio di sogni
sotto l'eco bianco delle stelle.
Cerco il rumore chiaro della luce
tra le gonne di una luna in equilibrio.
Aquiloni neri confondono
le gerarchie del cielo.
Vorrei capire,
capire e sentire il passo veloce
delle distanze,
aggrappandomi alle labbra
di un silenzio quasi perfetto.
Al contatto con i miei occhi
le allegrie di una cometa
annusano le lenzuola del confine.
E fuggo con la pelle
a godere
il naufragare lento di un nettare
d'estate.

Nel tempo della luna
inserita il 25 settembre 2009

Mi sfiora ogni notte la tua anima
e nel tempo della luna
il silenzio cerca tra le lenzuola
le acque di un amore in fiamme.
Mi sveglia una luce di ciglia
assetata della mia carne.
La passione vive quando ancora
il cielo tace.
E quel frugare tra le labbra
eternità,
quel gridare all'alba il volto del piacere
è eco di paradiso sul cuore.

E non penso a nulla
inserita il 4 dicembre 2009

In poco silenzio
muovo i vetri del mio fiato.
Stanotte inganno
l'infanzia della voce,
la montagna che solleva ad arco
chiari letarghi d'anima.
M'hanno dato un urlo
da percorrere,
come un chicco d'uva e luce
da amare sopra ogni cosa.
Spalanco in segreto vene
ed occhi
e ad ossa nude tocco l'abbandono
ad una terra
fatta di croci al galoppo,
lievito e argilla di cielo.
Per non essere addentata
dalla ragione carico le carni
di vertigine,
e non penso a nulla.
L' eco di un bosco folle
spreme tutta la bellezza
di una gola piena di foglie.

La metamorfosi di un'ombra
inserita il 4 dicembre 2009

Gli occhi intorno al tempio
della memoria
vanno a sciogliere le chiome
e gli altari di una delicata sorte.
Forse consolano un silenzio
che torna dal nulla,
che porta l'odore di un volto,
di un santo, di un' onda perduta.
Arrivano ad incrociarsi nell'anima
confessando lacrime sotterranee
ed inverni accartocciati.
Una maratona di orizzonti
basta a confondere il volere del sangue.
Non sa uno sguardo
quale fuoco risponde alla strada
di una polvere.
Ed io per non ripetere la metamorfosi
di un'ombra
lascio alle cornee l'afa di un ricordo
astratto.

La casa degli istinti
inserita il 7 gennaio 2010

La linea del cielo
risciacqua una poesia
nella tua voce.
Io sto in ascolto.
Con il cuore da bambina
soffio l'infinito che si specchia
nell'aria
e rinasco nel sughero della tua bocca.
La casa degli istinti è vicina,
sotto la buona pioggia di un tremore,
dentro l'onda giovane di uno sguardo
senza misura.
Le mie labbra nascondono fulmini,
una sequenza di baci illuminati,
l'ossessione paziente
di un amore che copre intere stagioni,
zolle, orizzonti.
Cade passione su tutte le vene
e così vivo e ferisco di gioia
il fondo della memoria.
Ti vengo a cercare nella capigliatura
dell'anima e
ti trovo rugiada che veglia
piacere eterno sul pavimento
degli occhi.

IO NELL'AMORE
inserita il 3 febbraio 2010

Io nell'amore,
in mezzo ad orti di fiato
rivelo agli istinti umiltà.
Sempre un brivido senza vento
rincorre pianerottoli di voce
dove la notte insegna un chiudersi
di labbra agli orizzonti.
Mi chiami il torrente
al mistero sacro del piacere
contro il fusto d'occhi e gelsi,
mentre le pelli giocano in grido
alla verità dei bambini
come aromi innocenti al primo
passo in sogno.
Ciò che le ciglia attendono
è l'incantesimo di un seno in agguato,
assorto tra metallici riflessi
di una schiena che cade aggredita
dal vapore d'ignoto.
Ho sceso i destini tanto simili
all'irrequietezza del tempo
e nell' affrontare la luce
ho impedito che il fuoco
uscisse dalle nostre unghie,
dal nostro palato.

EMOZIONI DEDICATE (a Pier Paolo Pasolini)
inserita il 24 settembre 2010

Vengo al tuo umido sogno
di uomo
a cercare mascelle volgari
di tempo.
Nella stessa solitudine
restiamo intatti a percorrere
deserti miracolosi.
Sulle palpebre nascondiamo
paesaggi a digiuno d'amore
e la croce confusa della ragione.
Poesia ha dominio
dei nostri tendini,
come madre intorno ad un feto.
Amiamoci di brividi incoscienti
lontani dalle schiavitù dell'aria,
svuotiamo la sete d'orizzonti
in polvere
e salviamoci di scandali necessari.

Ad una Padova leggera
inserita il 24 settembre 2010

Occhi d'una città
tanto fine e ritrovata,
vi ascolto nel batticuore d'una vita
animata di radici e ricordi
senza pudore.
C'è come un puro amore
ad una Padova leggera e adolescente
in questo mio clamore
di battiti e respiri.
Subito vivo, sparsa sulle piazze,
nelle ombre di raffinati marciapiedi
e semafori.
La mia presenza sembra
muta timidezza alle nuvole,
precoce fantasia che trema limpida
l'origine.
Vengo tra gli amici
e tra gli adulti sentieri
a partorire lo spirito di una terra
tanto cara e coetanea.
Nel bianco odore dell'aria,
dentro la rugiada che è mia,
ardo d'emozioni antiche.

Na piova de ricordi
inserita il 29 ottobre 2010

So drio pensar al me paese
a e vècie che fa marcà
fora in strada de sera.
Vedo i campi de fen
e panocie
i pomi che cresse
el profumo de vin.
So drio viver de campagna.
Vardo e foto de na volta
de quando me mama
me meteva e scarpe
par portarme in bicicleta.
No me so desmentegà
i omeni col capèo
che fumava e sigarette
sentai so na mureta,
le vosi le sento
go tegnuo tuto in mente,
na piova de ricordi
par sempre.

Una pioggia di ricordi

Sto pensando al mio paese
alle vecchie che chiacchierano
fuori in strada la sera.
Vedo i campi di fieno
le pannocchie
le mele che crescono
il profumo di vino.
Sto vivendo di campagna.
Guardo le foto di una volta
di quando mia madre
mi metteva le scarpe
per portarmi in bicicletta.
Non mi sono dimenticata
gli uomini col cappello
che fumavano le sigarette
seduti al muretto,
le voci le sento
ho tenuto tutto in mente,
una pioggia di ricordi
per sempre.

La mia terra sott'acqua
inserita il 12 novembre 2010

Nella retina il bruciore
di un precipizio liquido,
la mia terra sott'acqua.
Dal cielo gerarchie di pioggia
rantolano dentro zolle gonfie
e scalze.
Sequenze di tuono
e spighe invecchiate
sembrano in guerra
ad altra nazione di mare.
Come odora di disperazione
il fango che spia nocche e lacrime
di paesi rimasti senza forma
e colore.
Mi sforzo a divorare in memoria
l'ordine affettuoso di perfette pianure,
il pudore di betulle e pascoli felici.
Qualcuno in un girotondo
di sordi detriti e pallidi vigneti
riassume l'inferno sotto i piedi.

Il rumore della polvere
inserita il 1 febbraio 2011

Non c'è che il rumore della polvere

in questa strada bianca

decorata da croci accecate

da polline astratto, rosso scarlatto. Poco il sole che si concede

agli occhi danzanti del destino.

E' l'azzurro a storcere le labbra

e a stringere a sé il vuoto.

Questa terra porta l'amaro

di docili fiati d'ebrei che si svuotano

tra capricci d'arie spinate,

questa terra somiglia

alle vene di un tramonto

costretto a brindare col male

e a tingersi il volto di nebbia.

Rastrellano carni e ghiaie

i gas alle baracche,

numeri in stoffe zebrate

si abituano in fretta

a profili di lager.

Salive adulte e bambine

inciampano rapide in uno sparo.

Non c'è più tempo per esistere.

Nudi orrori dormono in fila

accanto alla neve.

Il profilo di te
inserita il 28 marzo 2011

L' amore lo vorrei
su queste labbra,
come febbre sotto le mura
di un silenzio che suda.
Si parla di destino,
di quei brividi che erano sogni
luminosi e puliti.
Potrebbe uccidere il fuoco
che scende in fondo alle caviglie
e ruba tutte le acque
alle fessure rosse dell'istinto.
Bisognerebbe prendere il verde
di un'eternità
e le mie carezze avrebbero il profilo
di te,
che continui con cura
a farmi donna e insieme isola.

(estratta dal nuovo libro "SENSUALITA' - POESIE D'AMORE D'AMARE" - Sangel edizioni)

Un Dio per l'Africa
inserita il 3 giugno 2011

Se è vero che ci sei
appari
qui, Dio,
dove la sete
sgretola le gole,
dove le mosche
abitano il ventre,
dove un nome
non è
che arida polvere.
Guarda la terra
com'è impotente,
vive tra il nulla
ed il niente,
gronda del sudore
di un cuore che muore,
ogni istante
straniero.

Imperfette coincidenze d’asfalto
inserita l'8 luglio 2011

Imperfette coincidenze d’asfalto
accecano palpebre di caviglia.
Nelle pieghe di un suolo paterno
affondano ossa ed altezze
elette a dolore inatteso.
Riconosco l’amore
in un singhiozzo azzurro
che si aggrappa alla radice
di un tessuto in bilico.
Nel tragico cadere
in voragini di sorte
raduno le mie fragili schegge
a respirare
nel l’eco di un pensiero luminoso.
Ad una vita che mi stringe
tra buio e paradiso
prometto forza
ed un vanitoso scalpitare
di sogni.

Un'antica promessa
inserita il 14 ottobre 2011

Forse la vita è nel mio sfidare
le correnti,
sopra le voci esili della luce,
nell'ultimo canto di una stagione
confusa.
Passano ombre dentro i miei giorni
come mani affamate di speranza.
Cerco di non abbandonarmi
tra le pareti di un silenzio ingombrante
e raccolgo tutto il bene
che la terra mi offre.
Attraverso lo specchio dell'anima
riconosco il mio umile respiro,
sono ad un passo dal destino.
Ecco la luna che mi cammina
accanto, ecco le ali di un fratello
candido.
Tornano i miei cari a cullare
il mio pianto,
ricomincio a giocare con il ventre
del tempo.
Scopro che l'esistere assomiglia
ad una lunga strada di nuvole,
è un'antica promessa che non
si può fermare.

Dialogo di 2 anime
inserita il 14 ottobre 2011

(poesia a 4 mani di Michela Zanarella e Vincenzo Cinanni)

" DIMMI se tutto un orizzonte
ci regge entrambi
per salvarci la pelle
d'azzurro.
Un buon trionfo di luce
mi ricalca l'anima
come sonorità maschile
d'aurore.
Cogli dal mio esistere
la formula
di un credo fiducioso.
Possiamo rifugiarci
nelle stanze di un silenzio...
ed aprire
parole come confini.
Il nostro incontro si perse,
con tracce d'anima...
che disposi nel mio io.
Legai le corde di un aquilone...
lo feci volare...
come pensiero
che sa attraversarci.
VEDEMMO NASCERE...
AL SOLE...
IMPARAMMO VIA.

Ad ogni respiro (a mio padre)
inserita il 4 novembre 2011

Invidio la pianura
che assiste le tue rughe
e le sorde rugiade
che si affacciano rosse
fra il silenzio e la tua ombra.
Mi appaga
il tuo paterno calore
che si spalanca quotidiano
ad ogni respiro.
Prima d'esserti lontana
ho chiuso tutto l'incenso
del tuo amore
in uno sguardo di coraggio.
Mi basta
una nudità di fiume
ed un trionfo di flauti
per maturare la tua presenza
oltre confine.

Delle lacrime
inserita l'11 novembre 2011

Delle lacrime
che in questi giorni
vedo,
cerco l'odore della luce,
il vapore di una terra
che calmi le febbri del tempo.
Alcuni di noi
hanno perso l'anima
in pavimenti di detriti,
sono inciampati nelle estremità
della corrente.
Passa la natura
a svuotare le pareti
e gli inchiostri.
Sul fiume
la vita che resta
è affollata di dolore.

Non dimentichiamo
inserita il 25 novembre 2011

Non dimentichiamo
gli eroi esclusi
in una terra che arrotola
crudeltà a leggerezza,
violenza ad esitazione.
Del nostro tempo
si trovi il senso di una patria,
si cerchi il dorso
di una storia invasa
da ferite ancora calde.
Non dimentichiamo
le disperate stagioni,
i palazzi crollati,
la nuda eredità al terrore,
il demone della guerra.
E' nostro dovere
tenere in luce
tutte le lacrime perse nei secoli,
le febbri del passato,
il fango che ha circondato l'umanità
d'opaco dolore.

Comete e pastori
inserita il 16 dicembre 2011

Dicembre accoglie
comete e pastori,
sabbie che hanno appreso
la fede in ritmi di preghiera.
Torna in un rapido brillare
il segreto di un sangue
che si dona eterno.
Ogni cosa si consacra
in un vapore di pace,
nel bisbiglio di una culla
che domina le clessidre
del destino.

Prendo vita
inserita il 13 gennaio 2012

Prendo vita
da un'acqua materna,
raccolta in tralci
di sangue sapiente
e destino che matura.
Il cielo crea
la mia impronta
e mi immerge
in equilibri di luce,
fiducioso
delle mie chiare fondamenta.

La vita è nelle stanze materne
inserita il 17 febbraio 2012

La vita è nelle stanze materne,
in quel pavimento amniotico
dove ogni acqua è sensibile.
Uno scalpitare di battiti ad indicare
che la strada sia lunga,
un vagito dopo l'altro
nel fascio di cellule
e forme nuove.
In un profilo paffuto
coincide la meta
di linfe e destini.