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Amo la notte come fosse mia madre.
Libero lo spirito fondendomi con la luna,
per irradiare gli occhi di chi mi ammira perso
tra sogni e promesse.
E solo li, avvolta tra l'oscura signora e la bianca sorella,
libero i sensi e gli istinti, prigionieri di rumorose
e caotiche giornate prive di sentimenti.
Lascio vagare lo spirito ribelle, in cerca di spazi sconfinati
ove potermi librare leggera, come l'aria che accoglie una figlia.
Respiro e trattengo il fiato, nella speranza di contenere
tutta la bellezza dell'arte, nella sua essenza più pura.
Incontri, fuggevole, il mio sguardo rapito
nell'ammirare gli occhi tuoi belli,
che senza malizia si abbandonano ai miei.
E' un dolce viaggiare nella profonda bellezza del tuo Animo puro,
un errare beato nelle semplici gioie del tuo Essere Incantevole...
Esiste un luogo accessibile a esseri dotati di un' innata sensibilità d'altri tempi.
Io ho varcato l'ingresso senza ritegno e li mi son persa... e non mi son più ritrovata...
Giù dalla Villa, ove l'occhio umano non riesce subito a scorgere,
c'è un mondo di statue divine e piccole cascate dell'Olimpo.
Alberi e laghetti creati per soffermarsi a scrivere...
leggere... baciarsi... ridere...vivere di emozioni da racchiudere nel cuore.
Un giorno non molto lontano, ti regalerò questo piccolo mondo incantato,
per perderci insieme in un vortice infinito senza più ritorno.
Incantevole percezione di sogni bramati, sei Tu,
che accogli le mie parole nel tuo cuore infinitamente grande.
Occhi deliziati, i miei, mentre rubano uno scorcio
dell'immagine tua sublime.
Sei dolcezza nell'Anima turbata da echi lontani,
straziati da sofferte mancanze, dolorosamente vissute.
Immensa, brilli nel mio universo che scorre parallelo al tuo,
creando disegni indelebili nella mia mente rapita,
nello scorgere la notte contaminata da stelle
che prendono le tue sembianze.
E li, tra la Luna ed il Sole assopito,
ci sei tu che incanti il mio cuore.
la tela si rifiuta, il pennello si affanna,
hanno paura di non riuscire a cogliere la tua essenza.
I colori litigano fra loro, tutti vorrebbero ricreare la tua perfezione.
Non c'è verso di farli ragionare.
Allora, un giorno, ti verrò a trovare e, sedotta, mi seguirai.
Con le mie mani ti farò sognare e, in questa tela, bramosa della tua pelle,
t'imprigionerò.... per sempre.
Non permettere a queste dita
di tracciare scie indelebili sulla Tua pelle.
A quel passaggio lento e caotico di prospettive,
scatenerei,
una convulsa danza di particelle
che si sfiorano, toccano, baciano.
Si isserebbero in un vortice luminoso,
fino a ricreare la tua meravigliosa figura.
Fermale, prima che riesca ad imprigionare
questa fantasia contorta nella mia mente,
perchè, quando mi lascerai,
diverrà l'immagine della mia Malattia.
Evocherò gli Dei, per coprire di sublimi parole,
ogni centimetro della tua pelle che incanta.
Aprirò porte sconosciute, per avvolgerti nelle gocce del mio respiro.
Scoprirò luoghi incantati, per rapirti e farti mia.
Inventerò languidi carezze, per afferrare ogni tuo gemito
e liberarlo dalla soffocante tenebra, che rinchiude le tue fantasie.
Troverò la melodia, che rapirà per sempre la tua essenza.
Scaverò nel buio dei tuoi occhi, per ridarti finalmente la luce.
Brillerai nel firmamento gotico, dove folli poeti,
cercheranno di riprodurre tutto il tuo splendore.
bellezza eterea
lacrima di tenebra
sussulto di lividi parole
essenza di tormentati piaceri
dolce affabile agonia dell'anima
Due Anime intrecciate
che fanno l'Amore,
mescolano sangue,
saliva e pelle.
Giocano a baciarsi
mentre fuori tutto scorre...
Insaziabile Demone con le sembianze del mio amato,
tu mi chiedi di andare oltre la linea di confine
tra la vita e la morte.
Non ti bastano semplici parole e gesti affettuosi,
tu vuoi spingermi a varcare la porta dell'Oltretomba.
Oh, non sono spaventata, Io Ti Amo e, per te,
squarcerei il cuore per donartelo tutte le notti
in cambio di un tuo sguardo assente.
Guardami, ammira la tua Donna che già si cheta
sulla terra umida di rugiada.
E' qui che dovrai scavare, ma non mettermi in una bara,
cospargimi di rose fino a ricoprire la mia bianca pelle
e cantami una poesia, mentre mi ricopri.
Accetto il tuo dono simile ad una maledizione,
ed ingoio questo veleno come prova tangibile
del mio immenso sentimento.
Ma fai attenzione.
Il mio spirito irrequieto, veglierà su di te,
donandoti una vita bagnata dalla follia.
Tu non potrai mai amare nessun'altra al di fuori di me
e se solo ci proverai, ogni donna che bacerai
morirà di eterna pazzia, ed ogni volta che ti
perderai nei loro occhi, vedrai il mio volto cucito al loro.
L'abbiamo giurato Amore, non ricordi?
Io e te per sempre insieme...
Per l'eternità...
Tra il suono delle foglie irrequiete
incontrai tredici fiori
che danzavano cullati dal vento.
Mi avvicinai timidamente
e mi lasciai cadere,
sospesa da un vortice di petali vellutati.
La mia Anima nera
si colorò della loro essenza,
donandomi pensieri meravigliosamente incantati.
Tutto si fermò.
Il vento s'incantò ed il sole si placò.
Il sipario lentamente si aprì ed uscì la Luna,
estasiata da un prodigio così immenso.
Il tempo smise di camminare
e le creature danzanti tornarono a ballare.
E fu così, che rimasero per sempre insieme
Correvo, mi scontravo, annusavo l'aria ma non ti trovavo.
Cadevo, mi sbucciavo, mi rialzavo ma non ti vedevo.
Mi fermavano, mi bloccavano, dicevano di essere loro quello che cercavo.
Alla fine, ti ho sentito, una fiamma nel cervello,
bruciavi nel mio cuore e sapevo che eri tu il mio folle Amore.
E noi, non siamo una malattia, solo una dolce eterna pazzia.
Leggera mi perdo nei sentieri
che conducono a porte scorrevoli.
Ne apro una, con la speranza
di riuscire a respirare ancora,
emozioni delicate e incantevoli.
Ma, questa beffarda vita,
mi riserva impervie vie
prive di luce,
costringendo i miei occhi stanchi
ad abituarsi all'oscurità,
colma d'insidie.
La mia mente dilaniata,
combatte un'inerzia
che lentamente mi risucchia,
verso l'inesorabile morte
di tutti i miei sensi.
Oh Luna,
proprio a Voi mi rivolgo
con queste lacrime intrise
del Vostro pallore.
Lasciate che i miei desideri
seguano la scia,
che conduce alla
Vostra magnificenza.
Trattenete le mie illusioni
per tramutarle in speranza,
prima che l'Oscura Signora
sfiori con il suo inquietante sorriso,
gli ultimi battiti
di questo cuore sofferente.
Regalatemi la possibilità
di ammirarvi ancora una volta,
prima del giungere
di un'altra notte insonne.
Abbracciatemi, Luna,
come solo una tenera amante
sa fare,
per donarmi la vita
con il soffio del Vostro respiro.
Non sono folle
Non sono folle
Non sono folle
Non sono folle
'si piccolina, lo sei, se ti specchi ne vedrai il riflesso'
Folli sono coloro che tentano di rinchiudere la mia mente
Folli sono coloro che tentano le mie labbra
Folli sono coloro che non sanno guardare oltre l'apparenza del mio sguardo.
Cantavo in manicomio, cantavo continuamente la stessa litania,
fino a non sapere più se era la mia voce a volare,
o se era l'aria stantia che rimandava l'eco delle mie elucubrazioni.
Non sono folle
Non sono folle
Non sono folle.
I miei sogni sono morti
nell'infanzia mai vissuta.
Li hanno uccisi, divorati
da un vuoto profondo
come un abisso.
Un viaggio infernale
nell'oblio delle mie urla,
ove nessuno può udirle,
solo la mia mente lacerata
riesce a percepirle.
Rinchiusa in sguardi allucinati
o persi nel vuoto,
che per altri,
divengono il riflesso
di pura percezione
di follia.
La mia... La mia...
Rallentano nella speranza di unirsi
alla melodia che esplode nel tuo petto.
Incisioni come note, che raccolgono il sangue
fresco dalle tue labbra calde.
Oh creatura cristallina,
non oso sfiorare la tua pelle,
così delicata da potersi spezzare
tra le mie mani, che tremano al tuo cospetto.
Vorrei porre fine al tormento,
che lacera la mia mente dilaniata
dall'apparente felicità,
rinascere e uccidere ancora,
per respirare l'aria stantia
del tuo ultimo sussurro.
Librarmi nell'aria infinita,
ove il tempo non ha consistenza,
senza particelle insistenti
che tentano la mia mente affannata
e consunta.
Mi arrendo inerme,
in un bagno di sangue a mezzanotte.
Tutto diventa silente,
tutto muore nella mia mente.
La pace mi nutre e io mi lascio cadere,
nell'oblio della mia agognata solitudine.
che immerge lo sguardo sognante,
in un orizzonte colmo di speranze bramate,
tra rossi tramonti che piangono lacrime intrise di sogni latenti e remoti.
Questa sei tu in tutto il tuo macabro splendore,
cantato da poeti maledetti,
che invano cercavano l'ispirazione
nel tuo volto dissolto dall'amore.
La Morte chiama a gran voce
La Morte urla il mio nome
La Morte mi sta raggiungendo
La Morte penetra la mia mente
Vorrei scappare
Ma sono così attratta
Da non riuscir più a tornare
Voglio andare
Andare via
Lasciarmi invadere da questa follia
Voglio quello che tutti temono
Voglio dar tregua alle mie pene
Voglio sospendere il mio respiro
Morte arriva
Morte arriva
Morte arriva
E se mi prende
Mi lascerò portar via
Il passato è profondamente inciso
nel mio debole involucro,
al punto di corroderlo inesorabilmente.
Vene intrise di veleno,
soffocano i battiti del mio cuore consunto.
Al Crepuscolo, il mio Spirito
comincia a respirare,
intonando un canto
che si perde nell'immensità
di un cielo,
che piange lacrime di luce.
Libero, vola accanto alla Luna
per abbracciarla e coccolarla,
come una sorella che lo accoglie
nel suo grembo.
In un' estasi di libero arbitrio,
soffio una stella, che lieve,
cade fra le tue mani
donandoti un ricordo
che porta il mio volto sorridente.
Trattienilo per sempre nel tuo cuore,
liberandolo come fosse una magia,
per ritrovare la serenità dell'Anima
persa nei momenti bui della vita.
Questo è il mio dono per te,
nel giorno in cui i tuoi occhi
iniziarono a nutrirsi
delle immagini del mondo.
L'ho pregato di lasciar andare la mia gola,
lo imploravo con lo sguardo.
Ma nei suoi occhi vedevo l'odio
che attanagliava i nervi come ghigliottine.
Ora, come un macabro deja vu,
rivedo l'istante prima di essere fottuta dalla Morte per sempre.
Tu sei Morte. La tua mano. Il tuo coltello.
La tua voce graffiante come carta vetrata.
La stretta che rabbiosa, stritola il mio respiro.
Il mio Demone verrà a trovarmi
ed io gli offrirò dolci caramelle
per deliziare le sue fauci
Al mio risveglio, lo troverò addormentato
col sorriso e le labbra grondanti
del mio nettare cremisi.
Non provo odio, solo compassione
per il suo continuo vagare nella mia mente
colma di confusi pensieri aggrovigliati.
Osservo e mi perdo in quegli occhi dannati
che non sono l'incanto visto da molti.
L'immagine di un'anima irrequieta
che tenta di chetare l'orrore,
sprofondando nell'immensità,
di un mondo fatto di meraviglie contorte.
Posso scegliere di rimanere imprigionata
nella mia anima oscura,
o tornare a sorridere in questa valle di lacrime.
Fondermi con quel riflesso e non fare più ritorno.
Colgo l'attimo fuggente e mescolo le mie emozioni dannate,
bevendo un coctail di pura follia celata nell'animo ribelle.
Libero i sensi, li voglio salvare.
Imprigionati in una mente che non vuole più tornare.
Spersonalizzo la mia identità.
Spezzo le catene che mi tengono prigioniera della normalità.
Lascio questo corpo, sospeso in un oblio.
Dove non c'è tempo, dove non esiste un Dio.
Non fermate quello che vuole riaffiorare.
I ricordi si celano e si rivelano e con me li voglio portare.
Liberate questi polsi martoriati dal dolore.
La mia mente non vuole sentirne più l'odore.
La paura ed il rimorso mi tengono sospesa.
Io voglio solo lasciarmi andare e non essere compresa.
Cosa sapete voi 'normali' della pazzia?
Si cela dentro di voi, state attenti, potrebbe spazzarvi via.
Vedo il terrore nei vostri sguardi.
Tentano di fuggire da sorrisi beffardi.
Non giudicate quello che non volete vedere.
Esiste un limite, oltre il quale, vorrete solo bere.
Nutrirvi di speranze, sogni e meraviglie.
Racchiuse e lasciate galleggiare in fragili bottiglie.
A volte, la linea che divide sogno e realtà,
è talmente invisibile che m'illudo di scorgerla,
mentre cerco di vivere, restando a galla tra un incubo e l'altro...
La lama del rasoio che cerco di oltrepassare,
si è ormai conficcata così a fondo nella mia pelle,
da non lasciare altro che scie profonde di sangue e dolore.
Io cado e mi rialzo, mi guardo allo specchio
e vedo riflesso nei miei occhi l'incubo che tentava di divorarmi un attimo prima...
Vedo con occhi che pochi posso dire di possedere,
vedo oltre l'immagine riflessa e so di non essere sola.
Il respiro del demone mi accarezza il collo e mi fissa come fossi una bambola di porcellana.
Sei la Perla rara,
in questo Oceano
di ostriche vuote.
E lascerò che la mia anima vaghi
inghiottita da questa notte insonne...
Scoprirà terre lontane,
S’inebrierà di profumi
che aleggiano nell'oscurità più remota...
Ogni notte vivo una vita
ogni notte assaporo la morte...
Questa sarà la mia condanna per l'eternità.
E mi lascio trasportare sovente,
verso una luce che inebria i miei sensi.
Li nutro di particelle, che danzano felici,
sfiorando la mia bianca pelle
creando melodie rigogliose,
che afferrano dolcemente
la mia Anima irrequieta.
Alzo gli occhi al cielo
e sogno di potermi librare,
oltre l'universo che m'attende
come fosse una madre,
ansiosa d'abbracciare
una figlia scomparsa,
persa nelle tenebre
che la vogliono intrappolare.
Il mio cuore s'inebria
del canto di piccoli uccellini vivaci,
che sembrano cantare
al ritmo dei miei battiti.
Immagini vivide, logoranti, ingombranti.
Vivo una vita immersa nel buio profondo delle vostre menti.
Vorrei uscirne, ma non posso svegliarmi,
vengo risucchiata in un mondo
che non vuole staccarsi dalla mia pelle.
Ad un tratto apro gli occhi
e tutto sembra normale...
Normale, che utopia, che falsa circostanza.
I sogni mi restano apiccicati alla mente
e per scacciarli, posso solo isolarli
nella mia parte razionale.
Quel subconscio che tanto mi tormenta,
è intriso di mostri allucinanti,
che con le loro fauci,
attendono un'altra notte ancora
per pigliarmi al varco del paese maledetto,
che apre le sue porte, solo per me.
Apri la mente e lasciati scivolare,
ma cerca la forza di ritornare...
Forte è la tentazione,
di cedere alle dolci fauci dell'oblio,
che culla i pensieri logorati dalle scelte.
Scivolo, scivolo verso una vita,
che scorre parallela alle giornata
contaminate da obblighi preconfezionati.
Stringo i denti, pianto le unghie
per non percorrere le vie oscure
che come lanterne, m'attirano quasi fossi una falena.
Solo un battito, una cedevole spinta emotiva,
scaglierà la mia metà incoerente e sconosciuta,
nell'oblio di un'esistenza buia e colma di rabbia.
Sono in bilico e l'equilibrio mi sta lasciando,
come l'ultimo respiro di un corpo consunto dal dolore.
Potrei sgretolarmi, solo una spinta ancora,
potrà condurmi al nulla.
Il nulla assoluto. Il nulla onnipresente.
Il vuoto dell'anima sofferente,
che attende invano, di essere salvata.
Muoiano gli impavidi di fronte allo strazio delle urla.
Muoiano d'innanzi a quegli occhi squarciati dall'orrore,
sopravissuti ad inutili battaglie religiose.
Che possano riposare in silenzio, lontani dalle bombe,
fondersi con la Madre Terra per omaggiare con il sangue
un Signore che se ne sta in disparte ad osservare.
Ella è il tempo che scorre,
senza lasciare tracce
o solchi sul suo viso.
Fuoco nelle sue vene,
che s'accendono
come lava incandescente.
Ella brucia di vita.
Aria che accarezza i suoi occhi,
troppo stanchi d'innanzi
alla stupidità umana,
torturati troppe volte
da lacrime amare
che violentano la sua Anima.
Ella, così smaniosa
di potersi librare in un cielo
baciato dal sole.
Terra che sorregge il suo cammino,
mantenendo l'equilibrio,
nonostante le innumerevoli
vie impervie, disseminate
da buche che tentano la sua mente,
per portarla nel profondo oblio
dal quale non vi è via d'uscita.
Ella possiede la forza
della Madre che tutto circonda.
Acqua, che lieve l'avvolge per proteggerla,
come uno scudo si erge
e nulla può scalfirla.
Ella asciuga le sue lacrime,
senza che nessuno la noti.
Ella è spirito ribelle,
indomabile Dea di una vita
che non le appartiene,
Un sole che splende
nonostante le nubi tentino di oscurarlo.
Non so amare, non riesco a dirti 'ti amo',
sono brava a perdere i miei occhi nei tuoi,
silenziosamente ammaliati da quell'incanto
che porta il colore dell'Oceano.
Impara ad ascoltare i miei silenzi
e scorgerai quello che vi si cela dentro,
dentro al cuore di questa piccola donna.
Irrequieta, la mente,
se ne stava in disparte
per non disturbare.
Non osava pronunciarsi
per quel caos che l'attanagliava.
Sguardi provocanti,
la tentavano con i loro sorrisi beffardi,
ma lei si faceva silente
combattendo contro mulini a vento.
Quanto ancora potesse resistere,
non lo sapeva, era solo conscia
del suo lato oscuro
che spingeva come un demone,
intrappolato nel vaso di Pandora.
Attendeva che qualcuno lo aprisse,
per potersi librare nell'oblio
che tanto l'ammaliava.
La stupidità e l'indifferenza,
erano i suoi più oscuri nemici.
Sento il tuo respiro riempire la mia pelle,
scendere nei polmoni e darmi ossigeno.
Tra amplessi e carezze trasformate in dolci melodie.
consumiamo i nostri corpi tra sesso e amore,
con queste mani che dipingono sulla tua pelle
capolavori d'arte dimenticata.
Percorro estasiata le tue curve divine,
perdendomi ove i sospiri accelerano
i battiti impazziti.
Soffoco incontenibili grida con questa bocca affamata,
creando umidi e perversi giochi di lingue scabrose.
Il tempo, clemente, si ferma d'innanzi a tanta bellezza,
intrappolando quei momenti nelle nostre anime
divenute un'unica magnifica emozione.
Non vi sono appigli...
Lisce pareti dell'anima, che tenta di rinascere forte e profonda.
Tenta di accogliere vecchie emozioni,
per intrappolarle e rinchiuderle nello scrigno del tempo che fu.
Ma il nulla, cancella ogni speranza di rinascere.
Esso è il Re del mio spirito, che spavaldo
mi conduce all'oblio del silenzio.
Dolce il sospirar, sovente, diviene coscienza dell'Essere
ancora immersi nel remoto silenzio dell'Anima.
Tenue la luce inebria l'iride nascosta,
un velo di nera notte, ancora la trattiene.
I battiti tornano a cantare sornioni e profondi,
nella mente assonnata.
Tutto si fa limpido, d'innanzi alla consapevolezza,
che un altro giorno avrà inizio.
Il risveglio dello spirito ci richiama al mondo vivente,
che impaziente, c'attende al varco.
Sguardo fiero, all'occorrenza altezzoso,
nasconde profonde sfumature
che pochi sanno cogliere.
Lei, la donna dalle forme sinuose,
così sicura nel suo divenir luce per pochi,
tenebra per molti.
Lei, mille sfumature, una rara pietra preziosa.
Un diamante la riveste, puoi tentare di scalfirlo
e, se ci riuscirai, troverai il mondo.
Lei, miele che dolce scivola, fino al suo cuore.
I miei luoghi incantati erano campi di granoturco e fossi pieni d'acqua che scorreva a tempo di musica. L'orchestra era composta da rane nascoste dall'erba, che con il loro gracidare mi attiravano al tramonto, ed io ero la sirena che con la mia bacchetta magica faceva rivivere gli incubi più terribili che la mia immaginazione creava.
Danzavo con mostri di ogni genere che mi veneravano come si conviene a una regina.
Nella realtà dalla quale volevo fuggire, ero sola, ma nel mio mondo ero circondata da ogni sorta di creatura terrificante che si prostrava ai miei piedi.
Erano i miei amici e solo con loro potevo essere felice, mi proteggevano dalle persone che con i loro sorrisi ricchi d’inquietante desiderio mettevano fine pian piano alla mia infanzia.
Diventavo una piccola donna tra quelle carezze insistenti che violavano il mio esile corpo, baci che assaporavano la mia essenza, lingue che la rubavano.
Mi rifugiavo in quei luoghi e lavavo via l'odore che mi attanagliava in una morsa soffocante.
In bocca sentivo il sapore del sangue che usciva da quelle mani viscide e schifose, un sapore dolce che riempiva la mia gola e lentamente inondava la mia anima nera e sporca.
Nascondo l'amore in fondo all'anima.
Reprimo desideri dolci e non mi lascio andare. Vedo l'irreale in un mondo cieco.
Respiro la polvere delle mine grige delle matite.
Mi avvolgo nel nero, mentre fuori la primavera impazza.
Dialogo con me stessa, perchè ospito il mio lato oscuro.
Sono l'unica che mi capisce e per fortuna, riesco ancora a confondermi.
Ascolto i suoni al di là delle parole inutili.
Io, giudicata pazza, io che vedo e colgo tutte le sfumature
che i 'normali' non riescono a percepire.
Peccato, sarebbe una splendida esperienza, sapere della loro esistenza.
Vivo oltre e questo, spaventa i terrestri.
Non abbiate paura, sono solo me stessa.
Ascolto la mia voce, la sento nella mente consunta, non riesco ad esternare le parole...
Ci provo, ma muoiono ancor prima di arrivare alle mie labbra.
Oggi dovrai abbracciare i miei silenzi e cullarli come bambini spaventati, da un mondo che urla il mio tormento.
Amami così per come sono, concedimi la pace dell'Anima tormentata dall'ignoto.
Rubami un bacio e trattienilo nel tuo cuore, fondendo i battiti con i miei.
Non chiedermi altro, sussurrami un 'ti amo'... Portami con te e fammi vivere una quiete apparente.
Strappami al dolore di vivere senza uno scopo,
cullami in un abbraccio che riempie il mio esile corpo.
Amami senza chiedere il conto.
Pronuncia il mio nome, come fosse una splendida melodia...
Portami via... Portami via...
Tu sei emozione pura e immensa
Rara sensazione che profuma di rose delicate
Dolce miele che scende nella mia Anima inquieta
Sorriso raggiante che lieve si posa nei miei occhi velati
Solo tu...
Se solo l'intero mondo si soffermasse anche solo per un istante a percepire ciò che sta al di là delle apparenze e del visibile costruito,
allora potrebbe raggiungere la consapevolezza infinita dell'invisibile linea che ci blocca alla materia.
Si potrebbe raggiungere un'estasi dell'anima e del cuore, aprire la propria mente dominata dalle impostazioni,
essere tutt'uno con l'impercettibile confine che solo la natura può dare.
Diverrebbe tutto più chiaro nell'immensità del vasto cosmo che ci circonda,
sia esso un acaro o il più bel progetto che il sensibile essere può arrivare a vivere veramente...
A volte il dolore è così intenso,
che vorresti togliere la pelle
e scavare in fondo all'anima
per far uscire i demoni che la divorano.
La gente ti sorride,
ma tutto quello che riusciranno a scorgere,
è l'orrore impresso nello sguardo,
in quei occhi persi nel nero profondo
del baratro che li avvolge.
Il dolore mi schiaccia nell'immensità dei miei pensieri,
scorrono veloci senza tregua ed io m'abbandono al frastuono delle loro voci.
Non posso combatterli, devo solo fingere di non esistere anche solo per un istante,
reprimere il tempo che mi conduce ad una vita dilaniante.
Vorrei solo essere il nulla che tutto avvolge,
sciogliermi nel vuoto che conduce all'attesa dell'ultimo battito lieve.
Difficile concetto per chi sorride sereno, devastante emozione che conduce all'abisso.
Cammino nella nebbia
e ti vedo seduta in quella panchina di rose.
Avvolta nei petali neri
risplende il tuo volto pallido come la luna.
Sorridi, creando arcobaleni incantati
e sento l'eco della tua voce suadente,
rigenerare i miei sensi addormentati.
Per un istante, mi perdo nei tuoi occhi
infiniti come l'Oceano e annego
in pensieri beati, che solleticano
le mie fantasie.
Vorrei abbracciarti,
ma ho paura che sia solo un'illusione
persa in questa foschia.
Shss amore, non piangere,
ogni lacrima porta via
un pò di colore dal tuo volto.
E io nutro i miei occhi
con questo dipinto.
Sulle tue gote,
scorgo fenicotteri rosa
che danzano beati
nel fuoco di un tramonto.
Sulle tue labbra,
sento il sapore delle ciliege rosse
che vibrano al dolce soffio del vento.
Nei tuoi occhi,
vedo delfini che si tuffano
nel nero profondo dell'Oceano.
Sei opera d'arte per me soltanto,
essenza pura che penetra nei miei pori.
Io, che con la mia indecenza, ho danzato melodie pericolose ed invitanti.
Io, che rivivo quei ricordi di dolore, camminando a testa alta.
Io, che con il mio sguardo, catturo giudizi stampati su volti spenti dalla noia.
Io, che con queste lacrime, vorrei sfiorarti per convincermi che sei vero...
Tu, che nella tua semplice immensità, hai toccato la mia anima come nessuno ha mai osato fare.
Tu, che per me, sei un Dio nel mio universo instabile.
Tu, metà del mio spirito...
scavare tra le rovine
dita sanguinanti tra cumuli di macerie
di un passato, di un presente
non c'è vita, non c'è morte
sospensione d'immagini
ricerca di sensazioni
gocce che cadono
e bruciano la pelle
entrano tra le labbra
che si schiudono in urla
di dolore, di rassegnazione
una bestia che banchetta
con le interiora dilaniate
ossessione, indecisione
verità che ci cela
ma non si rivela
o forse nessuno la scorge
attori da oscar
rilasciano sorrisi autografati
in sguardi vuoti
che non sanno d'esserlo
ma io li conosco
e lascio così questa realtà
che non è la mia
non lo è mai stata
sragionare per vivere
ragionare per morire.
un bagno di folla
voci devastanti
sorrisi trasformati in paresi
volti deformati dall'abitudine
violenza nell'udire
nascondersi in un cappello
respirare per non vomitare
fuggire e dileguarsi
con le dita che stringono convulse
le chiavi di una gabbia
che apri per chiudere tutto il resto fuori
o forse sono io che sto fuori
mentre tutto cerca d'entrare.
Le donne,
estirpate come fiori,
lasciano aridi giardini di morte.
Se ti dico che sei mia,
non è perchè ti possiedo.
Se volessi possederti,
ti ricoprirei di petali in questo letto nudo,
dove anima e pelle si fondono,
mentre fuori tutto scorre...
Diventare buio, in giornate splendenti
dove ricerco tramonti cremisi.
Nella notte, tutti s'assomigliano,
i sorrisi di plastica non luccicano più.
Lenzuola che s'impregnano di noi.. assorbono tutto.
Anima che si spezza..
Fa male più di uno squarcio nelle vene celesti dei polsi.
I figli...
Quale meraviglia può eguagliare il loro splendore?
Non esiste...
Ma la loro esistenza fa male,
quando vorresti volar via
e loro si tengono aggrappati alla tua mano...
Siamo come farfalle, belli ed instabili...
Consapevoli di aver poco tempo da vivere,
succhiamo linfe velenose
per trascorrere attimi rubati all'inquietudine.
Moltitudine di pensieri roboanti che urlano,
aprendo squarci in occhi vitrei.
E' il cuore che decide...
Anche quando si ferma,
ti donerà la consapevolezza
di non dover più soffrire...
Altri piangeranno al posto tuo.
Oggi ho deciso che ti odio e mi odio
per averti dato le uniche meraviglie,
che respiravano nel mio ventre.
Non le meriti, non mi meritavi.
Guardati, sei patetico con le tue convinzioni.
Ti basterebbe un'ora della mia vita,
per morire soffocato.
Non sie niente, carne marcia sotto al sole.
Letame che attrae mosche senza cervello.
I segni li hai lasciati su di me
e ti fai bello nel tuo vivere beato,
una vita che ti da tutto.
Runi ossigeno a me e mentre muoio,
tu ridi!
Ti auguro d'esser felice sempre...
Ma per sempre non esiste nemmeno per te.
Cammino ma non mi muovo.
Osservo ma non vi guardo.
Dormo una morte apparente.
Squarto pensieri e li ricopro di cellophan.
Domani ricomporrò il puzle della mia esistenza.
E' più facile capire gli altri che se stessi.
Non farti troppe domande su cosa puoi avere, è un trip infinito che ti divora..
Vivi l'emozioni negative per come ti si presentano,
lasciale uscire senza frenarle troppo ma attenta a non farti male..
Alleati al nemico e fottilo per primo.
Ascolto luoghi lontani...
Assaggio profumi nell'aria...
Tocco sensanzioni profonde..
Immergo la mente, chiudendo gli occhi...
Viaggi che mi rendono viva.
Non cammino, incespico su passi incerti.
Cado e mi rialzo, non scorgo mai la riva.
Nuoto in un Oceano buio e profondo...
A volte, mi dimentico di nuotare.
Incontro simili che non posso toccare...
Distanza che toglie l'emozione di uno sguardo,
perchè le parole, a volte,
si leggono meglio negli occhi di chi le pronuncia.
Stringo la pelle livida con il laccio della morte,
divenuta puttana Signora, entra nelle mie vene
e riempio il cervello, perso nei sotterranei bui
del dolce divenir nulla.
Tutto tace.
Ode a te Signora incompresa,
che lieve accarezzi le gote di lividi sguardi.
Infinita tenebra che quieti gli animì più tumultuosi,
rallentando singhiozzi che riecheggiano nel sordido brusio
di anime perse, nell'eccesso delle loro emozioni.
Eterno rancore, crisalide che spinge imprigionata,
bisogno di contatto per librarsi nel cielo plumbeo...
Ma trovi solitudine, che spacca, morde
e cerchi accarezze inesistenti, le vedi ma non le sfiori...
Io, farfalla che vivo l'istante,
attendendo la pace senza avere il tempo
di scorgere il giorno, dopo l'ultimo dolore.
Incontrarsi...
Impossibile, il mio futuro è un buco nero.
La Fatina Verde, danza in un sogno di mezz'estate,
sfiorando labbra rosee, tessendo immagini che deliziano le menti...
Ora lasciati trasportare in questo mondo, libera i sensi assopiti,
scolpisci nella memoria il profumo delle sensazioni...
Abbandona questa dimensione e cadi in un limbo sconosciuto...
Segui la luce dell'intelletto e fondi l'anima con la mente...
Ti circondano braccia di libertà.
l'amore è malsano,
l'amore è folle,
l'amore è ossigeno,
l'amore è paura,
l'amore è agonia,
l'amore è immenso,
l'amore nutre,
l'amore ti prosciuga,
l'amore è pelle,
l'amore è violento,
l'amore è suadente...
l'amore è tutto quello che proviamo e non ce ne possiamo liberare, se
vive dentro noi...
soffrire? felicità? è il sentimento più contrastante del mondo..
fisicamente, o ti nutre o ti disidrata...
psicologicamente, ti annienta o ti porta in luoghi sconosciuti.
Non è forse magnifico, emozionarsi per una canzone?
Una nota che entra dentro e t'avvolge
in quello stato di perfetta malinconia, che non fa male,
ti abbracci come un cucciolo inerme...
Le onde del mare...
Un pianoforte che urla il suo amore...
Ogni cosa può recuperare un ricordo,
ogni lacrima la trattieni fino a berla tutta,
perchè porta con se
il nome di quel momento.
Respirare, rallentare i battiti cercando di non sentire solo quelli nella testa...
suddividere rumori che sembrano reali, ma scherzano e giocano a nascondino,
un attimo li senti, li cerchi ma non li trovi... aria, ho bisogno d'aria..
vita, ti cerco nelle poche mura che mi circondano... percezioni, vorrei non sentirvi..
un Unplugged degli Alice in Chains di sottofondo...
vorrei poteste credere a quello che scorgete nei miei occhi, ma non lo capireste..
Escludi tutto..
Chiudi quei bellissimi occhi,
lascia scivolare le lacrime bollenti
e urla il dolore che attanaglia..
Lasciati pervadere dalle emozioni anche se negative,
esorcizza questo stato che ti rinchiude..
Vomita agonia, angoscia..
Svuota l'anima e comincia a riempirla..
Fai riaffiorare il sorriso perso
e ricorda quanto immensa sei nella tua semplicità,
dell'essere un cucciolo che sta crescendo..
Ti vedo con gli occhi di bambina,
ti sento, col cuore tra parole contorte.
Alzo le braccia all'aria e immagino di sfiorarti.
So come sei, m'aiuta a respirare,
la tua voce lenisce la mente.
Il sorriso che vedo, è li solo per me,
in un istante di pura consapevolezza
che esista la metà,
l'unica che comprende ogni mio dolore.
Mescolare odore, sudore, saliva, brividi...
Perdersi mentre fuori tutto scorre...
Sospesi li, in un mondo che appartiene solo a noi...
Egoisticamente rubarci l'anima.