Camminiamo sulla vita
sospesi
fra venti d’abisso,
fragili equilibristi
sui fili del destino.
Malati dell’ignoto
vaghiamo come nomadi
fra sibili di sabbia.
Raminghi nella notte
– quando il dolore diventa gelo –
portiamo il peso dei nostri corpi,
come ciechi nella tormenta
fra stelle senza senso.
E mai un bagliore
nemmeno un lampo di luna
a illuminare muta
i nostri piedi nudi.
Poi fuochi di passione
accendono i nostri passi
e ci riscalda un sole
che bacia dentro l’anima.
Il domani no,
non è l’aurora
non un nuovo mattino
non è la morte che tutto spegne!
È la Vita,
è canto e sogno,
dove la musica si fa poesia
e il mistero
trasparente certezza.
Domani
saremo acqua,
brezza leggera,
silenzio che vibra.
Saremo parola senza suono
assente presenza
nell’infinito abbraccio
di forme e di colori.
Finchè nemmeno ci sarà domani,
né ieri, né oggi,
soltanto luce senza tempo
in un eterno di pace.
Derelitti del mondo
silenziose presenze
trafitte e perdute
fra angoli di strade,
davvero non siete
inutili rifiuti!
Anime naufragate
nelle tempeste della vita,
poeti, suonatori o pittori,
viaggiatori per scelta
o vocazione,
voi
cercate l’istante
di luce perfetta,
saziate lo sguardo
di spettacoli d’arte
della nuda Natura.
O spesso,
fra i rumori di città
– memori dei giorni
ormai alle spalle –
ridete dei nervi
di passanti frettolosi,
dipinti di ansie e brame.
A voi,
popolo dei senza,
restano i sogni:
non quelli meschini,
infami e ignobili
di ricchi e potenti,
ma quelli veri,
grandi
che tutto colorano
d’amore.
Petali di luna
i pianti senza fine
dei nostri figli
o le risa canterine
dei loro giochi,
donna madre.
Avremo in petto
un cuore bambino,
vedendoli crescere
con sguardo mai distolto
dai giorni dell’infanzia.
Petali di luna
le carezze di luce
della voce tua soffusa,
le sere tranquille
che venti fiabeschi
profumeranno di versi,
donna amica.
Sciami di stelle
veglieranno su di noi,
come occhi fatati
sulle nostre stanche ombre
davanti a un falò.
Petali di luna
i baci sul tuo corpo,
la notte perfetta
che saremo uniti,
donna amata.
L’alba indugerà,
silenziosa e distante
dai nostri respiri di seta.
E tu,
al risveglio,
molteplice ma unica
sarai la stessa,
compagna dei miei sogni,
donna della mia vita.