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LE FINESTRE DEI PENSIERI - ALESSANDRO BAGNATO

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«A volte osserviamo i pensieri distesi su un grande prato come la purezza dei fiori ed essi aspettano che qualcuno si accorga della loro presenza. Restano lì fermi in attesa, ma nessuno li raccoglie. I pensieri si ritrovano come le foglie che cadono dagli alberi in autunno. Cadono, cadono e cadono e rimangono lì, pure e innocue. La gente passa e le calpesta, e neanche chiede scusa.». Le finestre dei pensieri gravita intorno a ciò di cui oggi ci occupiamo poco: il pensiero. Ci troviamo di fronte ad un flusso di coscienza che sembra nascere durante una notte insonne, in cui i pensieri vagano e si contorcono talmente che si finisce col chiedersi il perché del perché. Un testo senza pretese di scientificità che analizza un argomento già studiato e già discusso da filosofi e letterati del passato che con una rapida carrellata di analisi altrui ci porta ad un’interpretazione in chiave moderna della questione. Qui si rimette in gioco tutto ciò che è stato detto e lo si fa con gli occhi di Alessandro Bagnato, il quale in prima persona s’interroga e ragiona: le finestre dei pensieri che si aprono, si chiudono, ci fanno vedere attraverso i loro vetri e riducono allo stesso tempo la nostra visuale.

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L'INVASIONE DEGLI STORMI - ROBERTO MOSI

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Il nuovo libro di Roberto Mosi parte da uno spunto narrativo di Italo Calvino sul volo degli storni (“L’invasione degli storni”, in Palomar, 1983): «Nell’aria viola del tramonto egli guarda affiorare da una parte del cielo un pulviscolo minutissimo, una nuvola d’ali che volano. Si accorge che sono migliaia e migliaia: la cupola del cielo ne è invasa. Quella che fin qui gli era sembrata un’immensità tranquilla e vuota si rivela tutta percorsa da presenze rapidissime e leggere”. La nuova Raccolta, che segue i libri “Nonluoghi” (2009) e “Luoghi del mito” (2010), è una trilogia poetica che descrive un viaggio nel mondo contemporaneo, ormai degradato e senza centro, che parte dalla Valle dell’Inferno, luogo poetico e soprattutto campaniano per eccellenza, per proseguire nella Via del Purgatorio e raggiungere il Nuovo Cinema Paradiso. Nell’Inferno della radura del Mugello (provincia di Firenze), gli animali dimostrano tutta la loro perplessità circa il destino dell’uomo così come Gabriella, musa ispiratrice e novella Beatrice, indica la via: «La cornacchia sfoglia / le pagine, scuote la testa / mi spinge fuori dalla valle. / La cascata sbarra il sentiero / l’acqua scende fragorosa. / Salto tra le onde, sui massi / in cerca della via d’uscita. / Scopro la grotta oltre il salto / dell’acqua, Gabriella mi porge / la mano: “Dopo la valle / scoprirai il tempo dell’Attesa”» Nella Valle dell’Inferno a posto dell’armonia del passato e della ricomposizione delle contraddizioni dei giorni nostri, predominano le scaglie e i frantumi della civilizzazione presente che distrugge e inquina, invece che purificare separando ciò che dura da ciò che deve essere distrutto, ciò che è fatto per servire da quello che è puro prodotto del profitto. L’Inferno è dunque questo, l’Indistinto, il luogo nel quale tutto è mescolato e il puro è tratto nel gorgo dell’impuro: «Congestione di rifiuti urbani / nelle discariche a cielo aperto, / i topi si tengono per la coda / fanno festa gabbiani in volo / gatti impigriti dal grasso. / Ogni rifiuto giunge alla meta / differenziato per contenitore, / la Coscienza divide i rifiuti. / Umido organico: scarti / di cucina, erbe del prato. / Carta e cartone: giornali, / libri, fumetti, quaderni. / Plastica: bottiglie d’acqua, / involucri, piatti, sacchetti / Vetro: vasetti, brocche, / specchi, lampade, bicchieri. / Mondo virtuale: baci, amore, / passione, sentimento, emozione» L’Inferno è il non luogo del consumo e della minaccia, della disarmonia tra la realtà sognata e il progetto globale che la nega in nome di una smodata e forsennata corsa al profitto: dunque, la negazione di una vita armoniosa. autentica. Il Purgatorio è una Sala d’Attesa dove si scontano i peccati sotto forma di malattia. Il luogo della sofferenza, della ricerca di una guarigione che si fa aspettare infliggendo sofferenza e disagio a chi ne è la vittima spesso incolpevole, spesso inconsapevole, sempre timorosa e schiacciata dal male: «Nella Sala d’Attesa l’odore / dell’alcol, il battito del tamburo / la pelle secca della lingua. / Folla nella Sala d’Attesa / la porta aperta sul Reparto, / il gioco degli scacchi, / per pedine la vita e la morte. / Passi sulla sabbia tra miraggi / evanescenti, il Tumore / tesse il tempo dell’Attesa. / Il maglio colpisce la facciata / abbatte la parete di rosso / un boato invade l’ospedale. / Tra le gru e le escavatrici / sopravvive solo il Reparto” Ed è nel Reparto che si consuma l’Attesa fatta di squallore, sofferenza, assenza; tra le sue mura fatte di gesso e di lacrime si cerca se stessi e ci si accinge a rinnovare la propria dimensione più profonda per essere di nuovo capaci di vivere e di giungere a quel Paradiso fatto d’illusioni e di felicità che è la Fabbrica dei Sogni. Nel Reparto incombe il Ragno che tesse la tela del destino, che scandisce il passare del tempo, che annota e trattiene i passi di chi vorrebbe fuggirne ma non può. Chi ci riesce, infine, si slancia alla ricerca di qualcosa – Nuovo Cinema Paradiso - che prima, nel Reparto, gli era stato negato e che solo ora prende consistenza – ed è “la materia di cui sono fatti i sogni”: ”Suona la mia canzone, / Sam. Come a quel tempo”. / Implora dallo schermo, / lo sguardo di Ingrid, vago il suo sorriso. / “Canta: As Time Goes By”. / Ripeto le sue parole, / seguo Gabriella nel film. / Sono alle spalle di Bogart / sulla pista dell’aeroporto, / sento le parole dell’addio. // La mia mano non stringe / Gabriella, la poltrona è vuota» “La vita è fatta d’illusioni e di sogni proiettati su un telone che s’illumina della gioia immensa dell’immedesimazione con l’altra faccia della Luna. Il Paradiso è perdersi in essa e ritrovarsi dall’altra parte. Mosi – il commento di Giuseppe Panella nella Introduzione al libro - prova a raccontarci com’è andato il suo viaggio dall’Inferno al Paradiso, dal mare dell’immondizia allo schermo translucido della coscienza: la sua poesia è tutta qui, resa immobile e, pur tuttavia, agitata dalla forza del desiderio di volare. Quando ci riesce, allora, si “illumina d’immenso”.

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Riferimenti:
r.mosi@tin.it
www.poesia3002.blogspot.com
www.robertomosi.it

Il libro può essere richiesto a: r.mosi@tin.it

MEZZOGIORNO DELL'ANIMO - ENRICO PIETRANGELI

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Il poeta Enrico Pietrangeli, con quest’opera, giunge alla sua terza raccolta distillata nel corso di oltre un decennio e lo fa col trasporto più diretto e sincero permanendo, col suo sguardo, attento a quanto lo circoscrive intorno, fino a rendersi emblematico di un’inadeguata società di valori e riferimenti che vuole crescere e riscattarsi, a partire da un piano umano, lontano da viltà e omissioni. Mezzogiorno dell’animo è anzitutto una storia d’amore, “un amore mai incontrato”, spiazzante ed intenso, unico e irrepetibile nelle sue dinamiche, di quelli che comunque segnano l’anima per annullarsi od evolversi. Un amore sfortunato nel suo fiorire tra situazioni contingenti, dapprima infangato da residui di “liquefatte passioni”, ma poi progressivamente accettato per la costanza e la veemenza nel porgerlo, fino ad esplodere nella negazione dell’altro susseguita invertendone i ruoli nella mancanza di una sincronia, di una tempistica emotiva, di coerenza e coraggio devoluti a un tangibile fine. Probabile contrappasso in onestà d’intenti generato da protratta sofferenza oppure inconscia rivalsa. Un amore che “giace provvisorio, nel cimiteriale / obitorio, tomba aperta archiviata”, ma anche un percorso esegetico scandito dal dolore, che ravvisa un divino che “redige la sceneggiatura più completa, / volta all’Amore predisponendo evenienza” poiché compierlo “è il fine e non l’astrazione”, “un’epopea interiore d’indagine, intelletto, iniziazione” e “l'incompiuto coraggio / non risparmia tormento, / evita di crescere, ripete”. Un testo capace di spaziare e porre riferimenti affrontando, nei fatti, tematiche che vanno ben oltre quella amorosa, come quella sociale e spirituale tra le altre. Lo fa attraverso dodici sezioni legate al dolore e al suo ciclo di espletazione. Edito da CLEUP e in uscita nei prossimi giorni, contiene immagini di Roberto Colombo e un’appendice sulla poesia in bicicletta svolta durante la scorsa stagione. Il libro si compone di versi assemblati nel corso dell’autunno e scritti, perlopiù, a partire dall’epilogo estivo di CicloInVersoRoMagna 2011, manifestazione condotta per il secondo anno consecutivo nel nord d’Italia dall’autore a fianco di Gloria Scarperia insieme ad altri alternatisi. Un ciclo che parte con un altro biennio, realizzato in Sicilia nel corso del 2008 e 2009, e ritorna, scandito con versi, in più parti del libro: “Con ciclo inverso e diverso, / altra ruota girerà sul verso,/ l’incompiuto giro d’una pausa / in attesa di un moto perfetto” esordisce il testo, altrove si scandisce che “epica è l’anima, eroe colui / che la percorre concludendo / un ciclo” per concludere la raccolta affermando che “compiuto è un ciclo e attendo, / di virtù nel senno, altri frutti”.

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SOFFI DI VITA - SANDRO ORLANDI

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Prefazione a cura di Rosella Rapa(scrittrice)
Nei racconti che fanno parte di questa raccolta sono molti i temi del fantastico esplorati. Dalla fiaba vera e propria ai racconti surreali, ma non si tratta di una fuga dalla realtà, al contrario. L’autore ci suggerisce di volta in volta un’idea per cominciare a riflettere sul mondo e l’ambiente che ci circonda che, spesso, è più incredibile di quanto possiamo immaginare. Leggendo si resta coinvolti dalla narrazione e siamo portati anche a riflettere su noi stessi, sul come vorremmo che fosse la vita che viviamo, che quasi sempre si rivela contraria alle nostre aspirazioni. C’è inoltre il collegamento degli eventi narrati a precisi temi sociali, da sempre dibattuti senza soluzione finale e comunque da tutti molto sentiti. Un abbinamento certamente non facile, ma perfettamente riuscito all’autore. Tutto ciò che avete sognato, fantasticato, immaginato, lo si trova in queste storie e, chiudendo il libro, ritroverete il senso di quello che avete appena letto nel magico disegno della copertina, che crea la giusta atmosfera di sospensione e introspezione.

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UN INCONTRO D'AMORE- ANTONIO CAPOLONGO

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Ti cattura fin dall’introduzione, diretto e sobrio. Il registro aulico conduce il lettore in un’atmosfera dai tratti antichi. Quando la storia diventa vivida è impossibile non sentire le emozioni che vivono Sofia e Marcello palesarsi sul proprio corpo, attraverso brividi e, in certi punti, sobbalzi del cuore. È triste, è romantico, è inverosimile e… commovente. Fino alla fine tiene il lettore ancorato alle pagine del libro e lo rende ansioso di partecipare alla sorte dei due protagonisti.

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Le favole della vita - CLEONÌCE PARISI

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Le favole sono da sempre uno strumento educativo, prezioso e insostituibile, la favolista Cleonice Parisi, in questo raro taccuino di saggezza e cuore, tra metafore e rime, propone cinquanta favole, che trattano temi come la fede, la diversità, il gap generazionale, l’amore per l’ambiente, l’omofobia. Un invito alla riflessione, alla ricerca di uno stile di vita armonico, brevi storie che possiedono il dono di carezzare i cuori.

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La sabbia delle streghe - La leggenda di Primrose - Teresa Di Gaetano

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<< Una ragazza in cerca della verità. Un deserto sconosciuto e un cammino nell’ignoto dove strani personaggi si alternano e conducono la fanciulla verso la giusta via del ritorno. Un compito difficile: salvare i due sovrani de La sabbia delle streghe dal terribile Ozark. Questo romanzo ci porta nei meandri magici di un mondo dove tutto è possibile, dove ogni cosa è diversa da come appare, dove non mancano colpi di scena e sorprese. Un libro questo di Teresa Di Gaetano che ci aiuta ad andare al di là delle apparenze e a scoprire risvolti inaspettati>>
Il blog ufficiale della saga

Per acquistare l’opera: lasabbiadellestreghe@gmail.com



Sensualità - Poesie d`amore d`amare - Michela Zanarella

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Le poesie d’Amore di Michela Zanarella sono poesie d’Amare, proprio come nel sottotitolo della silloge “Sensualità” si ricorda al lettore degli afflati poetici della giovanissima poetessa.
“Sensualità”, si può considerare il classico libro per San Valentino, da abbinare al rosso delle rose, espressione cromatica dell’amore… e della sofferenza. Lo stile dell’espressione poetica di Michela Zanarella va ricercato nelle sensazioni degli elementi primordiali che regolano la nostra vita. Sensazioni che nella formazione culturale della Zanarella assumono quell’inesauribile vena poetica, sinonimo di archetipo.
Le emozioni, che fin dalle prime poesie ci danno l’incentivo per proseguire nella lettura interpretativa, si scoprono simili a quelle sottaciute per remore arcane.
La sensualità che avvolge il lettore, lentamente lo ammalia e lo cattura in vortici d’amorosi sensi, dove l’amplesso rappresenta l’unica via d’uscita all’emozione intensa.

Giuseppe Lorin

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L'AMORE NEL CUORE - Carmen Gullo e Don Giovanni Zampaglione

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“L’amore nel cuore” non vuol essere un “copia-incolla” dei versi più belli sull’amore ma è una raccolta che permetterà a tutti coloro che leggeranno, di aprire il cuore e attingere amore da ogni singolo pensiero, da ogni riflessione. Non è facile scrivere d’amore. Per molti è difficile pronunciare la parola stessa. L’amore quel sentimento nobile, dolce, sublime, colorato e distinto, a volte pungente, doloroso, orgoglioso. Si dice che chi più soffre più ama. Forse. L’amore è l’anima del mondo, è il cuore del bene più profondo. Se per un momento immaginiamo la vita degli uomini senza amore... saremmo come dei robot, tutti con gli stessi atteggiamenti, con le stesse cognizioni. Non avrebbe senso la ricerca della felicità. Ora mi chiedo cosa sia la felicità... e come un cane che si morde la coda il senso del mio discorso torna di nuovo al punto di partenza. La felicità altro non è che vivere la vita all’insegna dell’amore: in tutte le sue forme. Amare è vivere, vivere è gioire, soffrire, decidere e morire. Gesù non è forse morto per l’immenso amore per tutti noi? Ogni qualvolta il nostro cuore si sacrifica per qualcosa o qualcuno noi imitiamo il figlio di Dio. In questo libro metterò in luce la vita di alcuni Santi, le cui virtù sono la linfa che nutre l’amore. E poi troverete alcune delle più belle poesie d’amore di alcuni poeti della letteratura italiana ed estera. Spero vivamente che chi si accosterà a questa lettura possa nutrirsi dello stesso amore che mi ha portato a mettere nero su bianco tutto ciò. Buona lettura.

Carmen Gullo



SOTTOVOCE - ANNA MARIA CHERCHI

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L’ incontrai per caso, Anna Maria Cherchi, una sera d’ autunno, frugando fra la corrispondenza di face book: mezzo straordinario di comunicazione on-line, aborrito da certi ambienti culturali che lo ritengono plebeo, inelegante e- persino- diseducativo. Ebbene, quella uggiosa sera d’ autunno m’ imbattei in una breve composizione poetica di Anna Maria Cherchi che dissipò ogni malinconia. Non seppi nascondere le mie emozioni e risposi alla sconosciuta autrice con poche parole di compiacimento e congratulazioni. Fu così che la poesia divenne persona; e, dopo qualche giorno, incontrai Anna Maria nel mio studio. Furono sufficienti pochi attimi perchè entrassimo in unisono. Alta, robusta, incedeva a fatica. Aveva un viso che m’ attraeva: somigliava straordinariamente a Mariantonietta, la maggiore delle mie sorelle, che or non più; e sorrideva con timida dolcezza che sciolse subito l’ imbarazzo del primo incontro. Raccontammo, brevemente, le nostre “ imprese “ letterarie e Lei rivelò il suo “io” con tale semplicità e sofferta sincerità che ne restai avvinto: era il personaggio che avevo intravisto nella poesia di face book! Mi invitò, timidamente, a leggere le sue Poesie, ma mi fermai alle prime: mi premeva ascoltarla, capirla, leggere nei suoi pensieri, decifrare la sua storia, da romanzo. Anna Maria non ebbe tempo d’ essere bambina; le morì il padre che aveva cinque anni. Le fu negata la scuola dopo la terza elementare; “ ti basta per leggere e far di conto” – le ingiunse la mamma, ancor ferita dalla vedovanza”.E la sua fame di conoscenza non si appagava della lettura dei vecchi libri del nonno e del padre; voleva volare più alto, conoscere, sapere: per sapere, per capire il mondo che la circondava. Leggeva tutto, anche pagine strappate da lettori superficiali e di disattenti e divorava persino letture lontanissime dalla acerba conoscenza. Ciò che più l’ esaltava, però era tutto quello che atteneva la Sardegna e i Sardi: le imprese eroiche dei fanti della Brigata Sassari, il coraggio di Emilio Lussu, il suo amore per la Sardegna e la fondazione , con Camillo Bellieni, del Partito Sardo Sardo d’ Azione, la lotta antifascista, il confino a Lipari dopo l’ uccisione , a Cagliari, del giovane Battista Porrà. Mi raccontò la sua delusione quando l’ eroe lasciò i “ Quattro Mori” per migrare, per l’ influenza della moglie Joyce Salvatori, verso trincee diverse da quelle che l’ avevano chiamato ad onorare il sangue dei tanti sardi, morti attorno a lui, per dar vita e gloria ad una Patria meno avara, meno distratta, meno irriconoscente di quel che s’ era mostrata nei tanti anni di lotta per il riscatto della schiavitù austroungarica e per l’ unità d’ Italia. A 21 anni, per le premure d’ un amica , conquistò il diploma di quinta elementare, a 23 la licenza media; quindi la frequenza dei primi due anni delle “ Magistrali”. Desiderava far la “ Maestra” insegnare ai bambini quel che lei aveva appreso, furtivamente e contro il volere della mamma, dopo la 3^ elementare: dare ai picccoli quel che lei faticosamente aveva voluto apprendere da giovinetta. A 24 anni, invece, dovette ritirarsi da scuola , abbandonare i suoi sogni, rinunciare alla sua vocazione e convolare a nozze. Da aspirante maestra, quindi , fu breve la strada per diventare mamma: mamma di sei figli. Le dissi- a parziale sua consolazione- che anch’ io avevo sofferto le mie rinunce; avevo dovuto , per esigenze belliche e logistiche , rinunciare a laurearmi in giurisprudenza e all’ aspirazione di diventare un buon avvocato: “ faccio il medico da 62 anni, con grandi soddisfazioni professionali- aggiunsi- ma senza l’ appagamento che dovrebbe dare il progetto che hai in mente e la passione che tieni in cuore. Solo la politica- quella che si nutre di ideali e di passione, quella che non di soldi e benefici vive, ma di sacrifici e dedizione alla Patria e al suo Popolo – ha colmato, l’ incolmabile vuoto; anche se non ha appagato il sogno della mia giovinezza.

(dalla presentazione a cura di Efisio Lippi Serra, gennaio 2011)

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LACERE TRASPARENZE - FELICE SERINO

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Quante strade ci sono per sfiorare l'Indicibile?
C'è quella della preghiera che risucchia l'anima dal corpo e la porta altrove per tamponare momentaneamente la ferita aperta data dall' amoroso lamento di chi desidera ricongiungersi pienamente nell'eternità. E sì che l'amore forte non vuole barriere, e l'esistenza terrena invece con la sua fragilità e incompiutezza, ne ha centomila e non può liberarsene.
Anche se l'orazione appunto scosta le nuvole e più non nasconde il Suo azzurro. Questi attimi d'intimità sono il direttissimo, il treno che già assapora la meta, la stazione finale. Sono il principio ancora imperfetto dell'eternità. E gli angeli sollevano per noi lembi di cielo svelandoci l'immediato disegno quotidiano.
"Partire è la vita".

C'è poi la strada della creatività, del bello che accarezza il Mistero, e questa passa per mille interrogativi con risposte sempre in corso, una lettera aperta che non chiude il contatto con un'affrancatura e una spedizione, ma lascia in sospeso tutto perché il circolo del sangue non smette di rigenerarsi.
Entrambe le strade percorre Felice Serino, e le due si intrecciano per farsi forti come una lega metallica.
La poesia si libra anche tra LACERE TRASPARENZE e diviene preghiera.
La preghiera assume quel dolce suono melodioso del bla bla dei bambini (così parla lo Spirito) e sfocia in poesia.
I piccoli sogni possono essere grandi: dipingere arcobaleni coi colori dell'amore.
Felice Serino non chiede altro.

(recensione a cura di Andrea Crostelli, gennaio 2011)

OLTRE LO SPECCHIO - IRENE TEYXERIA

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NARRATIVA 112 pagine
Copertina Morbida - Formato 12x18 - bianco e nero
1a edizione 11/2010



Ilde è una ventiseienne degli anni Novanta, dal nome inusuale e dalla personalità atipica, che nasconde fra le pieghe del suo passato una ferita mai rimarginata. E' monomaniaca: nutre una passione viscerale per la scrittura, che occupa le sue notti, ed un'avversione costituzionale per le mattine che deve, comunque, affrontare per sopravvivere. Incurante dell'opinione della gente e con la scomoda propensione a dire sempre ciò che pensa, possiede l'inusuale abilità di passare attraverso difficoltà e brutture, mantenendo intatto tutto il suo candore. La capacità, di cui è dotata, di vedere oltre le apparenze (oltre lo specchio, per l'appunto), cogliendo la vera essenza di persone e situazioni, la porterà a percorrere sentieri poco battuti ed a dare un senso più profondo alla sua vita.

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L'ORIGINE - FABIO CENTAMORE

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ZONA 2010
pp. 154 - EURO 16
ISBN 978 88 6438 137 4
(dalla quarta di copertina)

Algol, sacra Origine, il pianeta su cui (si dice) ogni desiderio verrà esaudito e di cui si è persa l'antica rotta. Una semplice leggenda ormai semi dimenticata, qualcosa di meno palpabile del vento. Cristiano Bruno, disilluso analista matematico, misogino e dedito all'alcool, si trova invischiato in una ricerca apparentemente senza logica. Tradito dalla sua socia in affari, rapito da una banda di eterogenei delinquenti capitanati addirittura dal redivivo Walter Francis Raleigh, egli dovrà utilizzare tutto il suo innato talento nel dipanare enigmi per venir fuori da un vero e proprio labirinto. Il mistero dell'Origine, infatti, sembra saldamente intrecciato all'infinita serie di incognite che finiscono per avvolgere perfino il suo stesso recente passato. In un crescendo di continui rivolgimenti e colpi di scena, le domande senza risposta si moltiplicano come all'infinito: come può esser tornato in vita, sia pure confinato in un corpo robotico, un personaggio storico vissuto a cavallo fra sedicesimo e diciassettesimo secolo? Cosa cerca dalla sacra Origine? E tutto ciò come si intreccia alle vicende accadute nel passato di Cristiano Bruno, a bordo della cosmonave Ahab?...

Artificiale, costruito, falso. Eppure sono davvero io, Walter Francis Raleigh. Il nemico mi ha abbandonato quaggiù su questo misero, sperduto, pianeta di cenere. Tutto grigio. Cielo, terra, orizzonte...

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UNA ROSSA ROSA BIANCA - SANDRO ORLANDI

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Editore: Robin
Genere: varia
Collana: I libri da scoprire
ISBN: 8873716415
ISBN-13: 9788873716419
Data pubbl.: novembre 2010




(dalla quarta di copertina)

Alessandro coltiva rose nella sua serra, soffre d’asma e ha un solo vero amico.
Padre Sinisi è un prete anziano con molti scheletri nell’armadio che bussano per uscire.
Monica, non vedente, lavora in una profumeria, ed è dolce e bella.
Ulisse è un ragazzone poco sveglio che si trova sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato e Vincenzo un investigatore di poca classe ma di molto intuito che ama abbuffarsi della pasta del giorno prima.
Le loro vita s’incrociano e rimbalzano in una ragnatela di collegamenti che portano verso il suo centro, dove il ragno silenzioso è appostato e aspetta la sua prossima preda.
Uno spietato serial killer torna a colpire dopo nove lunghi anni e le sue vittime sono donne, uccise nei modi più brutali.
Intorno a questo spaventoso caso ruotano le vite dei nostri protagonisti.

IL MONDO SOTTOSOPRA - MARISTELLA ANGELI

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Rupe Mutevole Edizioni 2010
Collana – Poesia
Isbn 978-88-6591-028-3
pagg. 106
Euro 10,00

distribuzione@rupemutevoleedizioni.com

E’ un nuovo inno all’amore questa raccolta poetica di Maristella Angeli?
Certo che l’amore la pervade. C’è quello per il suo compagno di vita, quello per la bambina che nasce, quello per la Natura, a cui l’autrice ci ha ormai abituati, dal momento che è sempre protagonista nelle sue poesie, e c’è quello per le persone comuni che, affrontando giorno dopo giorno la vita, tentano disperatamente di vivere meglio che possono. Ma soprattutto c’è l’amore per la madre che, scomparsa da poco, lascia una ferita profonda e inguaribile nell’anima di Maristella. Una mamma che ci viene descritta pittrice, poetessa, un’artista insomma, ma anche una protagonista irriducibile della vita, una figura materna che è universale e che, come in ognuno di noi, trova il suo posto per sempre nell’anima dell’autrice. Il dolore per la sua morte però è immenso e destabilizza, ma proprio questo fa scattare qualcosa che la poetessa non ha mai manifestato precedentemente nelle sue sillogi. La ribellione! Tra le parole che, struggenti, in un afflato di sentimento davvero coinvolgente e commovente, incantano per la loro bellezza e che hanno del magico, si insinua la voglia di riscatto verso un destino beffardo e tiranno. C’è meno rassegnazione questa volta nei confronti della vita che nega e fa soffrire e che, nella sua ineluttabilità, strappa con la morte la figura della madre, la figura cioè dell’amore vero, assoluto, incondizionato e pertanto insostituibile. La poetessa soffre moltissimo, come del resto soffriamo noi, leggendo il suo dolore, vivendo insieme a lei la straziante assenza di colei che s’identifica con la stessa gioia di vivere. L’autrice mescola il proprio pensiero nel colore del mare e nel colore della nostalgia di un campo di papaveri e fiordalisi. Ritornano i fantasmi del passato, i ricordi funesti di un’infanzia che ha tolto più che regalato, e il tempo delle speranze perduto ormai per sempre, portato via dal vento che contemporaneamente ha portato via mamma Giuliana. Quindi stavolta è un amore che s’impone, non più tanto languido e malinconico soltanto, ma determinato, deciso, spavaldo, coraggioso, in una parola invincibile. La sfida alle leggi che regolano il tempo e lo spazio si legge spesso tra le righe e la ribellione dell’autrice arriva a voler capovolgere il mondo conosciuto, perché facendolo, mira a capovolgere le spietate regole che la vita ci impone. Sono convinto che tutti noi abbiamo tante volte sperato di tornare indietro, anche solo per poco, di attorcigliare indietro il nastro dei giorni, far procedere il tempo all’incontrario per vincere la morte e, nel caso della Angeli, per rivedere la madre e poter ancora parlare con lei.
Coerentemente è chiaro che l’incanto a cui la poetessa ci ha abituato nelle precedenti sillogi, come pure la ricerca di rifugio e serenità nella magica Natura, sua vera e propria musa ispiratrice, sono elementi velati di disillusione, mentre i contrasti che ne conseguono si fanno evidenti, violenti quasi a tratti, e solo la possente forza vitale della Angeli riuscirà a domare tanto annichilimento interiore.
Così l’autrice si veste di vento, malgrado i pensieri siano in balìa di fitte nebbie e la notte riporti paure da tempo sopite. La luce si contrappone ad un buio minaccioso tra bianco e nero e amore per la prima volta fa rima con dolore. Allora la poetessa alza lo sguardo al cielo, perdendosi a contare le stelle, si eleva alla luna per fuggire una realtà troppo spietata, ma la luna è a pois, ed è fredda, anche se ancora riscalda i cuori innamorati. La Angeli sembra disperata nella sua ricerca di infinito e di amore che non muore e ancora una volta chiede aiuto alla sua forza naturale, a quella incontrastata voglia di vivere, malgrado tutto, che la rende invincibile. Nel sentimento profondo e puro verso il proprio compagno ella si eleva al di sopra di tutto e finalmente riesce a sorridere, a risentire il vento soffiare da amico, la luce baciarla come sempre trasformando la voce dell’amore in un iridato arcobaleno che di nuovo e per sempre splende negli occhi innamorati.
Emanuele Marcuccio nella sua prefazione arriva ad accostare la poetica della Angeli in questa silloge a quella del grande Ungaretti, per musicalità ed essenzialità. Aggiungerei che in questa raccolta l’autrice, per la forma poetica, il respiro interiore, la dolcezza visiva e la notevole vis onirica, a mio avviso si avvicina molto, pur nella diversità, ad un’altra grande poetessa: Emily Dickinson.
Una silloge preziosa questa della Angeli, che si dimostra ancora una volta e sempre di più una grande interprete dei sentimenti umani e della vita di ognuno di noi.
Sabdro Orlandi (scrittore)
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INTIMAMENTE DANZANDO - ILARIA BONACCHI (HILA MOON)

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"E’ indubbiamente un pessimismo pacato quello di Hila Moon, nel quale però il sentimento arriva a picchi altissimi, tormenta e accarezza il suo io, lo coccola, lo stimola. Da tutto questo nasce una poetica quasi ribelle, capace di abbandonarsi alla vitalità e alla creatività del dubbio, quel quesito filosofico che è indice di intelligenza, di mente aperta e pronta a nuovi orizzonti. Ho voluto questa Autrice nelle mie collane per la sua verve a colori, con gli accenti caldi, seppure presa da strappi malinconici, con l’espressione fresca d’una sorgente cristallina, spontanea. La forza espressiva va di pari passo con il tono; sta nei significati e nelle verità che non risparmiano nulla, anche se in maniera velata, sanguinando lo scempio in cui a volte si vive, in quella maledetta precarietà dell’essere. La danza di questo volume si apre, appunto, nell’intimo, negli anfratti mai plasmati dall’indole, parte dalle pieghe insospettabili, che stanno al di sopra del bene e del male. Come un felino che per destino deve essere addomesticato, eccolo arrancare tra la rabbia e la disperazione, si avvicina al vuoto, a quel nulla di cui si sente parte ormai, ma … la forza della sopravvivenza spinge, sostiene, è magia e vince. La tigre si acquieta, si comporta da ingombrante gattone, ma rimane, in fondo, un animale da guerra. Hila Moon è una guerriera e come tale prepara le sue armi, le affila, le tiene sempre con sé, per ogni evenienza. Questo desueto alone di difesa lo si avverte in ogni onda poetica, ma non compromette il verso, anzi, lo fagocita, lo abbellisce, lo rende fulgido e misterioso, inquieto. Così quel pessimismo che è il primo biglietto da visita del libro Intimamente Danzando, si arricchisce di caratteristiche e di particolari, scalpita come cavallo selvaggio e butta fuori un turbinio di sensazioni che messe assieme rendono la nostra Autrice unica, con una poetica molto animata, tutta da sentire addosso, da vivere. Per quanto posso prevedere in base alla mia esperienza, so che Hila si evolverà in una scrittura fortissima, autonoma e certo mai banale, dolorante perché profonda, ma sempre più coinvolgente e interessante."
prefazione di Silvia Denti

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L'ALBA DI UN NUOVO GIORNO - FRANCESCO CONDEMI

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L'alba di un nuovo giorno suggerisce, già dal titolo stesso, un canto di speranza, una ricerca di ciò che di bello può offrire la vita, una ferrea volontà a non arrendersi, a guardare avanti, ogni momento, con occhi diversi, perché ogni mattino ci mostra qualcosa di nuovo, di fresco, ancora da descrivere. Lasciarsi alle spalle le fatiche del giorno prima, le pesantezze del passato per affrontare con leggerezza il nuovo, l'inesplorato, certi che andrà sempre meglio. I dolori e le difficoltà non scompaiono mai, ma può e deve cambiare il nostro modo di affrontarle, di volerle superare, senza lasciarci abbattere dalla sofferenza che può derivarne. [...] Non possiamo chiedere al cielo di non piovere più, né al fulmine di contenere i suoi danni, ma possiamo e dobbiamo essere consapevoli che la serenità è sempre lì, dietro l'angolo, pronta a fare capolino, ad aspettare il momento migliore per venire alla luce. Ed è proprio con questo fresco vento di speranza che l'autore apre la sua silloge, tratteggiando i contorni di un avvenire radioso, illuminato dall'inaspettato arrivo del sentimento totalizzante, l'amore.

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