Com' è andata...
"Poesia in libertà - Toffia 2009"
Dal 12 al 16 agosto 2009, si è svolta la manifestazione "Riviviamo il centro storico" Festival dei centri storici della valle del Farfa e, in tale ambito,
si è svolta "Poesie in libertà" VI edizione della mostra itinerante di poesia, progetto e realizzazione di Paolina Carli. Patrocini: Ministero per i beni
e le Attività Culturali, Regione Lazio, Provincia di Rieti, Comune di Roma, Comune di Toffia (Rieti), Associazione disciplinare CONSCOM (Registro Nazionale
Sociologi e Consulenti della Comunicazione).
Un vero successo di pubblico per la mostra itinerante!

L'aspetto di questa iniziativa che più mi è piaciuto è aver dato, ad ogni autore, la possibilità di partecipare, senza selezione alcuna, scegliendo
per ognuno, tre testi su sei inviati. I testi sono stati esposti per i vicoli del paese in festa dal 12 al 16 agosto.
Quest'anno molte più iniziative e una maggiore partecipazione di artisti di ogni genere. Grazie a Paolina Carli, la curatrice, e agli organizzatori,
quest'iniziativa ha dato lustro alla poesia.
Durante l'anno, le poesie ed i racconti esposti, saranno letti nelle più note librerie di Roma e verrà presentata l'Antologia del premio che includerà
i testi di ogni autore.
Ho partecipato con entusiasmo a questa iniziativa, per il secondo anno, conoscendo la serietà e la correttezza dell’organizzazione. Le mie poesie esposte
sono state: 1) Petali bianchi di neve, 2) La dolce carezza, 3) Come quercia.
Vi mostro un breve reportage con foto scattate il 15 agosto 2009.
Maristella Angeli
“Sicilia Poetry Bike 2009”
Una settimana di poesia in bicicletta attraversando la Sicilia
agosto '09”
Venerdì 7 agosto si è conclusa a Messina la rassegna poetico itinerante Sicilia Poetry Bike 2009
condotta in collaborazione con Andrea Ingemi e Vittoria Arena. Diversi sono stati i momenti salienti
nel corso della manifestazione, certamente ben cadenzati dalla costante presenza a Messina, tra gli altri,
dell’energica sicilianità di Maria Costa, ma anche di notevoli interventi susseguitesi nel corso del tour,
come quello di Vitaldo Conte, Maria Froncillo Nicosia, Maria Teresa Prestigiacomo, Mario Guarna e numerosi
altri, incluso di associazioni ciclistiche.
Con la tappa conclusiva, che segna una ‘poetica’ settimana vissuta
intensamente attraverso oltre dieci eventi no-stop programmati in successione, si è tornati al punto di partenza,
ovvero il circolo del Tennis e della Vela di Messina.
Qui è avvenuta la proiezione del video di Giusy Alba Zappalà,
la quale, con solerte pazienza, assemblava i vari materiali raccolti e trasmessi dai due ciclo-poeti, Enrico Pietrangeli
e Ugo Magnanti, montandoli insieme.
Il risultato è stato un’emozionante ed ironica ricostruzione in tempo reale
dell’avvenimento in concomitanza del suo congedo sullo sfondo dello Stretto.
Un appuntamento finale contraddistinto, oltremodo, dall’intervento dello storico Nino Principato, il quale ripercorreva
le sovrapposizioni di occupazioni e “non dominazioni”, come teneva a precisare, legandole alle diverse etimologie delle
parlate siciliane con un incisivo affondo sulla scuola fiorita con Federico II.
Oltre un centinaio di artisti complessivi intervenuti hanno animato la rassegna e, anche quest’anno, oltre trecento sono
stati i chilometri percorsi in bicicletta che hanno unito l’Isola in nome dell’arte, della poesia e delle tradizioni,
attraversando Milazzo, Patti, San Salvatore di Fitalia, Randazzo e Taormina. Per la prima volta, inoltre, l’iniziativa
ha avuto anche un suo pubblico su internet, attraverso il costante utilizzo dei social network da parte degli
organizzatori. L’assessore alla cultura, Giovanni Ardizzone, per meglio rendere testimonianza all’originale progetto,
ha fatto dono di una targa ciascuno ai poeti su due ruote laziali.
“PREMIO “SERGIO MANETTI”
FESTIVAL AREZZO POESIA
GIUGNO '09”
Domenica 14 giugno 2009 è stata presentata al Festival di Villa Godiola la perfomance “E’ una fortuna vivere a Firenze ?”
(dal libro di R. Mosi,
Florentia, Gazebo Libri), risultata fra le finaliste.
Sul palco Renato, Giovanna e Roberto; Giulia è arrivata alla fine, in ritardo per un guasto al treno.
L’amico Renato ha così introdotto, in ottava rima, la perfomance davanti al pubblico d’Arezzo, fra le città
tradizionalmente rivali di Firenze:
Ecco qui un bel gruppo fiorentino
di giovani nella città d’Arezzo.
Nessun riferimento a Campaldino
quella storia s’è chiusa da un bel pezzo!
L’unica cosa per cui siamo minacciosi
è la presentazione delle poesie del Mosi
con la domanda alla vostra coscienza:
“Non è una fortuna vivere a Firenze ?”.

L’esibizione è durata circa quindici minuti, con un carrellata - fra il tono orgoglioso e quello scanzonato
- delle poesie di Florentia , sulle piazze e le vie di Firenze.
Renato alla fine ha cantato a pieni polmoni, sempre in ottava rima:
Ed ora ch’è finita la lettura
davanti a voi faccio le riverenze
ma certo sostengo con voce sicura
ch’è una fortuna vivere a Firenze!
Sono seguiti tiepidi applausi , qualche rumore...
vince la sezione racconti del Premio Città di Chieri e Colline di Torino
“Il gatto del soldato”, del pavese
Romano Augusto Fiocchi, si è aggiudicato il primo premio nella sezione racconti della VIII edizione di “IneditoTO 2009”,
Premio Città di Chieri e Colline di Torino, organizzato dall’associazione Il Camaleonte.
La premiazione ha avuto luogo sabato 16 maggio, insieme ai vincitori delle altre quattro sezioni, nello Spazio Autori B della
Fiera Internazionale del Libro di Torino. Il reading dell’opera si è tenuto nel pomeriggio a Santena a cura della cantante e attrice Saba Anglana.
Ambientato a Baghdad, “Il gatto del soldato” è un racconto di denuncia degli orrori della guerra in Iraq sviluppato in forma di fiaba.
Romano Augusto Fiocchi ha pubblicato 86 racconti in quattro raccolte e un romanzo. L’ultimo lavoro dato alle stampe, “La leggenda delle perle di fiume” (Edizioni Cardano), è dedicato al pittore pavese Pasquale Massacra.
Altre informazioni su:
rossosantena e su
Regione Piemonte
"Donne di cuori, donne di fiori, muse ispiratrici"

"La mostra ha riscosso il favore del pubblico e della critica, anche per la contaminazione che ho proposto fra diverse espressioni artistiche.
Ho ideato questa mostra prendendo l'idea dagli articoli che scrivo sulla rivista d'Arte Pegaso, articoli dedicati sempre a
donne-artiste del passato e attraverso questi articoli ho dedicato a ciascuna di queste artiste un'immagine pittorica o scultorea o poetica.
"Donne di cuori, donne di fiori, muse ispiratrici", donne che in passato hanno dovuto lottare per emergere e per superare tanti
pregiudizi, donne che hanno avuto sodalizi d'arte e d'amore con altrettanti uomini, spesso vivendo nella loro ombra, donne che
sono state anche le loro muse ispiratrici come Camille Claudel, Frida Kahlo, Isabella Morra, Berthe Morisot, ecc. Proprio per
questo ho realizzato in scultura anche le nove Muse ispiratrici.
Alcuni critici e galleristi mi hanno già offerto di riproporre la mostra, infatti,sarò a Viareggio nel mese di luglio prossimo per
un evento all'Hotel Liberty ed ho in programma altri eventi sempre legati all'universo femminile.
Sono stata selezionata anche per una mostra collettiva al Palazzo Medici Riccardi di Firenze che si inaugurerà il 17 giugno prossimo.

Sono convinta che l'arte sia quanto di più estraneo possa esserci a qualunque forma di violenza, alla guerra, ad ogni tipo di barbarie.
Forse è soltanto una debole luce in questo mondo dove l'uomo sembra abbia perso la ragione e la strada del cuore ma dobbiamo cercare di
tenerla accesa, ognuno come può e come sa, ognuno con i mezzi che ha a disposizione e ritengo, inoltre,che l'arte dovrebbe essere anche
uno strumento attraverso il quale aiutare coloro che soffrono, ad esempio attraverso aste di beneficenza o altre iniziative."
Intervista con l'artista [di Renzo Montagnoli]
[Mara Faggioli]
Florentia

Presentata Florentia , Gazebo Libri,di
[Roberto Mosi] in un nuovo caffè letterario in Santa Croce, quartiere storico del centro di Firenze.
E’ stato un incontro suggestivo nel nuovo locale meykadeh di via de’ Pepi, nel cuore di Firenze. Il nome del Caffè evoca l’idea dell’incontro
fra persone, culture, libri. Il luogo è piccolo ma elegante, raffinato e si propone come vetrina di novità culturali, diversa dai tradizionali,
polverosi, circuiti. La zona è anche, come è noto, crocevia di memorie letterarie, ad iniziare dai lavori di Vasco Pratolini che nel romanzo Il
Quartiere disegnò gli intrecci amorosi dei giovani di Santa Croce, una parte del centro cittadino con un trionfo di piazze, strade e vicoli come
via Pietrapiana, che tagliava in due il quartiere, via de’ Pepi, dove si andava a fare all’amore, via Rosa, via dell’Agnolo con Borgo Allegri e
piazza Beccaria con il suo andirvieni serale. La figura di Pratolini è costantemente presente e la sua “opera corale” è stata giustamente
definita dalla critica “come la poesia della vita cittadina, della povera gente, quella delle vie e dei quartieri popolari di Firenze”.
Questo ha rappresentato dunque la cornice ideale per la presentazione/lettura martedì 12 maggio, del libro di R. Mosi Florentia,
Gazebo Libri, 2008, la raccolta di poesie che dà un’interpretazione personale delle anime, dei volti della Firenze di oggi e di ieri.
Gabriele Ametrano, giornalista e animatore culturale del Caffè meykadeh, ha introdotto la serata che ha avuto come motivo conduttore
la lettura collettiva, e il commento, dei testi, davanti ad un pubblico partecipe e interessato, secondo un percorso preparato dall’autore
e da un gruppo di amici – Giulia, Renato, Giovanna e Severino – come incontro con la bellezza di Firenze e con la memoria viva della città.
Da Santa Croce: “Geometrie evaporano/da Piazza Santa Croce/..”
al vicino Vicolo delle Brache: “../Sopra lo spiovere scuro del tetto / un angelo bianco / muove le ali, vicino / un angelo nero, / la coda sporgente. /…”
a Piazza della Repubblica: “ Il salotto buono di Firenze / appare in bianco e nero, /i colori delle storie di Vasco: / le tute blu arrivano da Rifredi, /
la polizia è schierata, ../”,
L’oro del fiume: “ ../ Al centro cerchi di onde:/ in queste acque abitano le figlie/ del fiume, custodi dei nostri tesori.”
Fuori dalla LibreriaCafè meykadeh in via de’ Pepi, il primo incrocio è con via dell’Ulivo, la strada dove viveva Metello, il protagonista
del romanzo, con Ersilia. Una giovane donna è ora, nell’ultima luce della sera, alla finestra, forse è proprio lei, il personaggio di Pratolini.
Guarda verso via Ghibellina, la strada del Carcere delle Murate. Forse una di queste sere apparirà, uscito dal carcere, all’angolo della strada,
Metello in persona.
Le solitudini del nostro tempo
La presentazione del numero 462 della Rivista Testimonianze dedicato a “le solitudini del nostro tempo” nella Libreria Chiari di Piazza
Salvemini a Firenze (giovedì, 14 maggio), ha avuto per contrappunto il filo delle poesie di autori famosi, lette da Paolo Lelli.
La prima poesia:
C' è nel contatto umano un limite fatale
non lo varca né amore né passione,
pur se in muto spavento si fondono le labbra
e il cuore si dilacera d'amore. (Anna Achmatova)
Il compito di proporre percorsi di lettura e di approfondimento dei testi del suggestivo volume, denso di spunti e di riflessioni,
è stato svolto da Mariella Bettarini, poetessa, Sergio Givone, filosofo, dell’Università di Firenze, Andrea Bigalli, del Direttivo
della Rivista, Severino Saccardi, direttore di Testimonianze . Ha coordinato gli interventi [Roberto Mosi].
Sono molti i tipi di solitudine dei quali si può parlare, come ci ricorda Emily Dickinson:
Solitudine
Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un'anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.
La solitudine, dunque, ricercata, per trovare pace e tranquillità, per rimanere soli con se stessi, per poter riflettere,
ricercare il silenzio; la solitudine segno di un disagio, tipica dell’adolescenza. Ed ancora la solitudine come abbandono,
come perdita, del malato, del morente. La solitudine legata all’età, quella degli anziani e, per altro verso, quella dei
giovanissimi, della generazione di you tube, dei blog, dei social network.
Nel corso della presentazione è stato ripreso, in particolare, come siano molte le solitudini del nostro tempo, come quella
dell’immigrato ( la sua “identità negata”, la figura dell’immigrato come “necessario”, per un verso e per l’altro “invisibile)
e, su altre coordinate, la solitudine della “buona politica”.
Nella nostra epoca si vive di un’ingannevole gioco di specchi, nel quale ci si perde e ci si ritrova con affanno. Il paradosso
è quello di una società di massa che pur avvicinando gli individui nelle relazioni quotidiane, spezza le reti di legami
comunitari e produce modelli interamente privatizzati.
ABC (Wislawa Szymborska)
Ormai non saprò più
cosa di me pensasse A.
Se B. fino all'ultimo non mi abbia perdonato.
Perché C. fingesse che fosse tutto a posto.
Che parte D. avesse nel silenzio di E.
Cosa si aspettasse F., sempre che si aspettasse qualcosa.
Perché G. facesse finta, benché sapesse bene,
Cosa avesse da nascondere H.
Cosa volesse aggiungere I.
Se il fatto che io c'ero, lì accanto,
avesse un qualche significato
per J., per K. e per il restante alfabeto.
Presentazione del libro "Parto di Sangue"
Mercoledì 27 maggio vi è stata la presentazione del mio ultimo libro noir “Parto di sangue”.
E’ stata una bellissima esperienza, con pieno appoggio della libreria Bicros di Torino (ringrazio veramente e sinceramente Silvio, proprietario e amico).
Ringrazio sinceramente tutti coloro che sono venuti e hanno riposto la fiducia in uno scrittore emergente (in fondo è solo il 4° libro e non sono certo famoso…).
La sorpresa iniziale che mi ha spiazzato un po’ è stata la presenza della Televisione Regionale “Telestudio”,
che mi ha intervistato e manderà in onda, a livello regionale (Piemonte) la presentazione dei miei libri noir
“Parto di Sangue” e “Oscurità Fondamentale”. Anche in questa sorpresa vi era lo zampino di Silvio…
Grazie a tutti gli amici ed i blogger per il sostegno e per il “coraggio” di acquistare e leggere i miei libri !
A presto, un grosso abbraccio a tutti! [Valter Giraudo]
Recensione di
Giovanni Andrea Negrotti
Un volumetto pratico, sobrio nella sua veste editoriale, arricchito da bellissime immagini dell’autore.
Il “VERISMO” epoca letteraria del primo novecento, non è mai scomparso, bensì si è evoluto in quelle forme oggi
conosciute come “cronaca nera” o “noir”. Sono quelle opere che descrivono, come questa di Valter Giurado, una
situazione drammatica di vita, scene immaginarie così vive e crude che si animano davanti ai nostri occhi mentre
le leggiamo, proprio per la minuziosa descrizione nei minimi particolari.
Più che l’immaginario, in PARTO DI SANGUE, mi colpisce l’immedesimazione che l’autore utilizza per dar corpo al
suo racconto, breve ma molto descrittivo.
Un uomo che s’immedesima in una donna non è cosa da poco conto, il personaggio, IRMA, che vive inizialmente
l’illusione del grande amore, che presto diventerà il suo grande incubo, il suo inferno terrestre.
L’abilità di Valter Giurado, sta nel fatto che raramente, noi uomini, riusciamo ad entrare nel mondo femminile, con
le loro caratteristiche, le ansie, le paure, la forza e il coraggio, specie dove le donne sono oggetto di turpi
attenzioni e violenze da parte del maschio.
Questa abilità è però concessa a chi conosce gli strumenti artistici letterari e un elevata sensibilità umana,
l’immedesimazione è infatti una forma di retorica usata spesso dagli scrittori e dai poeti, a tal proposito,
evinco dall’opera alcune poesie, segno tangibile che la poetica è comunque presente in ogni momento della vita,
anche in quelle circostanze altamente emotive come questo racconto, che ha sfumature tenui dove si racconta
con nostalgia dell’innamoramento, ricordi di gustosi cibi della gastronomia locale, di malinconici e incantevoli paesaggi di montagna.
Per tale motivo affermo che questo “ noir” è ben condito da immagini e poesia. Il linguaggio, se pur crudo nel
raccontare scene strazianti, è scorrevole, pulito, in alcuni passi, forte e determinato in altri.
Questo è un racconto che dimostra la premura dell’autore di denunciare quella violenza che si consuma gratuitamente
tra le mura domestiche, che si nasconde dietro una bella facciata di perbenismo e civile convivenza, ma che nasconde
torbide storie di denigrazione umana, questo al secolo chiamato “ Stalking”.
Perciò l’autore c’introduce ad una presa di coscienza, iniziando il discorso su come la nostra vita sia un percorso;
nascita, invecchiamento, malattia, morte, il fatidico cerchio alla quale molte civiltà antiche hanno creduto e molte
odierne credono.
L’autore ci regala anche una nozione di psicologia, di come sia un momento particolare l’evento del parto per una
donna e il suo nucleo familiare, di come sia una vera rivoluzione psico-fisica nella donna, questo non per ricordare
alle madri quei momenti di sofferenza, ma bensì per rendere chiara l’idea all’uomo di cosa significhi PARTORIRE.
Inizia così il racconto di una donna schiava dei suoi errori di gioventù, di una vita trascorsa tra le mura fatiscenti
di una vecchia baita sui monti della Valle Varaita, negli anni ’60. Indigente al punto di commettere furtarelli
per procurarsi del cibo, ma cosa più terribile, costretta alla violenza e soprusi di un marito alcoolizato ed egoista,
trattata senza nessuna dignità, offesa e degradata, obbligata ad avere un figlio che non vuole, depressa, annientata,
spogliata di ogni considerazione. Arriverà al punto di essere una bomba carica di odio che esploderà in una violenta
deflagrazione, in un PARTO DI SANGUE, trasformandosi ella stessa, da vittima a carnefice.
Consiglio, perciò, questo racconto di facile lettura, scorrevole, intrigante, avvincente, con colpo di scena finale,
ma con un messaggio di riflessione.
“Il qui e ora della scrittura”: il Buddismo e la letteratura”

Al corso hanno partecipato 7 persone. Il pomeriggio è iniziato con una introduzione alle modalità e finalità del corso
da parte mia. Questa introduzione ricalca con qualche variazione la prima parte del materiale consegnato
ai partecipanti. Poi ci siamo accomodati in una parte del giardino, intorno ad un grande tavolo, sotto un bel pergolato di glicini.
Gli esercizi di scrittura erano a tempo, 10-15 minuti a disposizione, ed anch'io ho scritto, secondo le abitudini che ho nei corsi che
guido. Al termine, tutti i partecipanti hanno letto agli altri le loro improvvisazioni di scrittura.
Siamo partiti con alcuni esercizi sensoriali: abbiamo posto la nostra attenzione e presenza mentale al vento che domenica 6 giugno
spirava forte in quella parte del giardino; abbiamo scritto partendo dalla sensazione del vento sulla nostra pelle, lasciando
aperta l'immaginazione a qualunque immagine o evocazione che comparisse nella mente; poi siamo passati al senso dell'olfatto;
l'esercizio consisteva nell'odorare alcune foglie di alloro e scrivere cosa evocasse quell'odore.
Dopo la lettura di quello che avevamo scritto, abbiamo scelto a nostro piacimento un angolo del giardino; ci siamo
sparsi qua e là, con l'indicazione di scrivere un'improvvisazione, partendo dall'angolo di giardino che avevamo scelto.
Tornati al tavolo sotto il pergolato, abbiamo letto i nostri testi.
Poi si è fatta una sosta per consumare una merenda, e l'occasione è stata utile per conoscerci meglio anche da un punto di
vista semplicemente umano.
Il lavoro è ripreso con una mia esposizione sul fenomeno della Beat Generation in America, dal punto
di vista letterario e artistico.
Inoltre ho accennato alle quattro Nobili Verità del Buddismo in relazione ad alcuni scrittori occidentali.
Poi siamo passati alla seconda parte degli esercizi. Si è scritto a partire da alcuni brani musicali, secondo
le mie indicazioni, ovvero cercando non di descrivere la musica, ma di scrivere partendo dalle emozioni che il brano suscitava.
Dopo la lettura delle nostre improvvisazioni, il tempo a disposizione è terminato.
E' mia intenzione riprendere questo tipo di pomeriggi di scrittura a partire da Settembre,
sempre a casa mia, a Selva Malvezzi, visto che tutti si sono dimostrati interessati a ripetere questa esperienza.
La mia valutazione dell'iniziativa è molto positiva; é stato un pomeriggio intenso, sia sotto
il profilo umano, sia per la qualità dei testi prodotti.
[Dianella Bardelli]