Che strana nuvola
sembra un lenzuolo
tirato sul cielo
illuminato di sole,
macchiato di nero.
Di quella nuvola
mi vorrei vestire
quando infine verrà
l'eterno dormire.
Suono d'arpa, soave
drappeggia l'aria
m'avvolge d'altro tempo,
voce d'un canto ancestrale
che vibra intimo
nella conchiglia dell'anima.
Sollevami come piuma,
come petalo leggero
nota libera abbracciata
ai pilastri del cielo.
Tu mi distrai
con sinfonie di rondini
in un cielo terso,
drappeggiando d' ombre
colline assopite
in un abbraccio di luce.
Tu mi distrai
con cespugli di glicine
in giorni banali
cospargendo di profumi
dolori e sorrisi
di noi anime mortali.
Plano su una foglia
di foresta ammantata,
al verde calice votata.
Risuona dentro
goccia di rugiada
che cade a precipizio
quando la foglia
è spezzata.
Come rami intrecciati
nel bosco notturno
s'avvinghiano le nostre braccia,
son spine le dita
e i corpi umidi foglie,
nel tronco dell'anima
scaviamo un buco
per riempirlo di noi.
Vieni ad illuminare il crepuscolo,
ad accendere di fiammelle
il sentiero dei miei dubbi.
Vieni come pioggia lieve
a lavare il cuore oppresso,
a regalare attimi leggeri
come neve nei campi d'agosto.
Vieni se non puoi farne a meno
sospinto dal vento, come la piuma
che senza meta volteggia
incrociandomi silenziosa,
fino a schiacciarmi l'anima.
Minuscola,
crepuscolare voglia
di alzarsi
in vetta all'onda.
Osservare sotto
il formicolio di voci,
di visi amorfi
e indifferenze feroci,
sferzarli come vento
irriverente e fiero
che lascia un segno
dove il resto è gelo.
Cadono dagli alberi
i pensieri
come foglie d'autunno,
labbra schiudono
parole d'inchiostro
dense di piombo,
rumorosi sentimenti
sono rombo di tuono.
Infinito, disteso,
di smeraldo assopito,
tra sabbie nascoste
agli occhi lucenti
che degli amanti
cercano limpidi segni,
te ne stai ad ascoltare
i sospiri del cuore
di chi calpesta le onde
rincorrendo l'amore.
Nostalgia bastarda
tra le foglie di tiglio
aleggia polline di vita,
vorticoso appendersi
tra i rami di ricordi
intrecciando voci
misto seta di sogni,
allungo una mano
verso il fiore più alto
com'è densa l'anima
nel profumo d'un salto.
Teneramente arde
il bisogno di stringersi
attorcigliati
come tronchi d'ulivo,
teneramente si schiude
il desiderio di noi
sbocciate corolle
dai colori cangianti,
e nulla cancella
l'euritmia dei nostri cuori
neppure il peso sordo della neve
che cade e cade ancora
sui nostri corpi caldi d'aurora.