Un vortice che scuote
e scrolla le impalcature mortali,
una voragine sulle nostre offese alla Natura...
e l'inizio di un esodo per le zolle tettoniche
alla ricerca della pace
per non soccombere
per non finire
tra la polvere
delle nostre emozioni.
Oggi
un occhio
sembra più ampio della notte.
Il bisogno di una vita
è la speranza di un futuro
che possa essere illuminato,
la ricerca di un percorso
sulle pietre scheggiate della terra.
E tu Luna
che ci guardi... infelice
risplendi di una polvere
che non piango.
Nella valle
si arrancava fra le tenebre
fra urti e contusioni procedevamo
ciechi
cercando di respirare la via
di comprenderne gli argini
che ci illudono, che ci illusero.
Ma ecco che la Luce
irrompe come fulmine
squarcia le tenebre
dilania il velo
e da uomo fragile terracotta
miscuglio di polvere e fango
viviamo come torce di spirito
illuminate fiaccole di Dio
semi sparpagliati sulla terra
in attesa di attecchire alla certezza
Uscire dai sepolcri
per intraprendere il cammino
e riconoscerti come Nostro Signore:
è così che inizia
la storia della Liberazione
da ogni prigionia
che tende ad annullarci
da ogni peccato subdolo e mortificante
che è tenebra e morte dell’anima
da ogni polvere
che sembra offuscare
la nostra speranza di redenzione.
Ma solo il Rigenerante Tuo Spirito
potrà farci rivivere nella Luce
rianimandoci nel corpo
e facendoci risorgere spiritualmente
perché possiamo contemplare in aeterno
la Tua Immagine Salvifica.
La lingua di discepolo
è sferzata per l’anima
partitura musicale in cerca d’armonia
miniatura che reca la speranza
a chi riconosce un corpo flagellato
come vestimento per la santificazione
e la remissionem peccatorum.
Noi siamo corpo
ma è lo spirito che lo anima
e lo rende sacro.
Parola di pace
che ci porta a sperare
a cui tendere orecchio
quotidianamente
come sentinella del mattino.
Non si possono asciugare le lacrime
ma possiamo capire
come renderle sante.
Il vento ha la capacità di spazzare via
ogni traccia umana sulla terra.
come la memoria instabile ed ingannevole
soffia sulla capacità di immagazzinare eventi.
Ma quando alla pioggia delle purificazioni
segue l’interiorizzazione dei comportamenti
non ci sono fuochi né venti impetuosi
che possano annichilire la speranza d’emozioni.
Consapevoli di una terra che è atomo
e non regno di tenebra
piccolo granello in movimento
fra tumulti, illusorie staticità.
Come il tempo
quando non si segue più
e lascia i solchi della vita
ed il ricordo delle nostre trasformazioni
in virtù della nostra libertà d’anima
che può essere polverizzazione o trasfigurazione.
Non c’è luna
che non argenti il paesaggio
e scavi nel cuore
alla ricerca d’amore.
E muto, assorto, in contemplazione,
rimani
riscaldato dall’occhio di Dio
che risolleva gli afflitti.
Ogni giorno
sgretoliamo i muti
tagliamo recinzioni
cerchiamo di sortire dall’Egitto
da quella sottomissione che ci offende
per essere liberi nell’essenza.
Non importa
se nei secoli si è continuato
a cancellare la nostra speranza
ma è da quel tempo
che abbiamo trovato
la forza di resistere
anche quando hanno spalancato le fornaci
ci hanno inquadrati nei lager
per cancellare la nostra dignità umana.
Ogni giorno
cerchiamo di uscire dal peccato
da quella mortificazione d’anima
per riacquistare la speranza
grazie alla misericordia divina.
E’ la Luce del Cristo
che ci rinnova
e ci permette di superare
la morte della nostra coscienza
in saeculiis saeculorum.
“Elì,Elì, lemà sabactàni”
grido quotidiano del Figlio dell’Uomo
sconfitto dalla morte.
Quanti hanno gridato queste parole
dopo aver scoperto in vita
la fragilità terrena.
Tutte le glorie, tutti i poteri
inseguiti con ardimento
effimeri si rivelano.
Tutte le angherie
ed i soprusi contro il prossimo,
che rendono l’Uomo
un tiranno delle passioni,
sono flagelli sul corpo che si disfa.
Un giorno
il Figlio di Dio
fu acclamato a Gerusalemme
poi tradito
e trattato come un criminale.
Con il suo dolore
gridò l’innocenza;
ma i suoi aguzzini
compirono lo scempio sul corpo.
La morte si rivelò
fallimento dell’Uomo
col fardello dei peccati.
Ma un Dio-compagno
grida dalla carne umana
che il Cristo conduce alla Verità.
Il Padre rimette i peccati del mondo,
sacrificando il suo Figlio
e aprendo le porte del Paradiso.
Cristo risorge
rinasce di nuovo nello Spirito
e la croce rimane
santificante legno
unica via
che porta alla Salvezza
e
alla Contemplazione eterna
del Padre.
Faremo festa
mangeremo dell'agnello con gli azzimi
per celebrare la vittoria della vita eterna sulla morte,
il capovolgimento di quanto creato dagli uomini
con i loro peccati
rimessi
dal Figlio di Dio
immolato e risorto dopo tre giorni.
Faremo festa perchè è confermata la nostra speranza,
una speranza che è ormai certezza
per le nostre quotidiane resurrezioni
come il Maestro Nostro Signore ci ha insegnato.
Faremo festa
per la nostra salvezza
che si rivela ogni volta
che entriamo in comunione con Dio.
Luce della mia luce
Certezza delle mie speranze
Mèta Ultima del mio spirito.
Ora l’Uomo non è più triste
la nostra pasqua è giunta.
ogni speranza è diventata certezza
l’Agnello di Dio immolato
ci ha salvato dai peccati del mondo.
Rinasce l’uomo a nuova vita
come seme su un terreno ubertoso
l’innaffia l’acqua benedetta
ed il fuoco purifica gli immondi.
Lo Spirito scende nel mondo
La Fede ha trionfato nell’oscurità.
Il pane è azzimo
perché anche una piccola porzione di lievito
può corrompere l’impasto
come gramigna nei campi.
Il fuoco purificatore
ne cancella le tracce
ogni granello si trasfigura
come fedele in preghiera.
Sprigiona la sua potenza d’amore
come farmaco di vita.
Il pane è cielo
inondazione di grazia
imperativo d’anima
tsunami
di pace luce e vita eterna.
Pòrtaci il tuo sacrificio
su un ostensorio di argento
perché le nostre sofferenze
possano rimarginarsi come ferite.
La costante lettura della Parola
sia interpretazione della buona novella
come cellophane protettivo
contro ogni male e sopruso.
E seguiremo il Pastore
non come pecore con il capo basso
ma come uomini consapevoli del Bene
fiduciosi della Vita
e pregni di Speranza
che la strada verso la Luce
è unico sentiero di Carità ed Amore
e anticamera verso il regno dei Cieli.
Un mondo così
un atomo d’universo
sarà
giaciglio del seme di Dio in eterna fioritura
e non conoscerà odio
né razzismo o sofferenza
ma melodia ed armonia del Creato.
Parola biascicata
come la stanchezza s’un cammino
scivolata sulle rotaie di treni senza speranza
memoria di martiri dell’olocausto umano
offerti al dio del Potere
al vitello d’oro
plasmato dall’ingordigia umana.
Santi ebrei seviziati da Caino
gòlgota del novecento che urla.
Quella croce
piantata ai crocevia polacchi
che il comunismo aveva cercato di sradicare
svetta
ora sul campo arato
innalzata
da un uomo vestito di bianco.
Sulle spalle il fardello del mondo.
Mi sento smarrito
quando non leggo la tua Parola, Dio mio
e le corde della mia anima
non vibrano della tua armonia.
Sei la nostra bussola in vita
e ci conduci,
mano nella mano,
nei verdi pascoli del Cielo
come pastore il suo gregge
che non si cura dei pericoli del cammino
perché sicuro della sua Fede,
alimento della Speranza
certezza della Sicura Destinazione.
Mèta Ultima
della nostra glorificazione e trasfigurazione
come step di purificazione
particella del Nostro Dio
che ritroviamo dentro il nostro amore cellulare.
(Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II)
E quando Tua Madre
rivolgerà il suo misericordioso sguardo
a questa umanità in cammino,
ascoltando la prece unitaria
rivolta al Padre che ci accoglie,
sorriderà della tua beatitudine
riconosciuta dal mondo terreno
e ti prenderà per mano.
Una voce
che ci ha guidato nello smarrimento
una luce
accesa sulle tenebre del Mondo
un uomo vestito di bianco
che ha percorso ogni sentiero
per insegnarci a seguire Cristo
senza aver paura
fortificati dallo Spirito
e missionari del suo Vangelo.
Cammina col suo abito bianco il rosario tra le mani assorto nella contemplazione di un paesaggio, dono di Dio. Cammina per le strade del mondo nel cuore la preghiera negli occhi il riflesso del Padre in mano la mano del fratello condotto sulla via della salvezza. Un uomo, un papa, un beato che eleva un pensiero per il mondo una supplica che sconvolge alla Madre per intercessione. E con il rosario fra le mani ci svela come diventare uomini di pace in ginocchio nella cappella privata o nel giardino del nostro scorrere quotidiano per essere figli che amano e fratelli che confortano.
Tante volte
ossessionato dalle tenebre
ho invocato il tuo nome, mio Signore.
E subito si sono spalancati dirupi
si sono aperti ingressi di Luce
con l’accrescere della Fede
nel tuo Sguardo misericordioso.
La pace ha trionfato
come cartiglio
del tuo messaggio di salvezza
istruzione
in un mondo
dell’incredulità e dell’insensibilità
nonostante i segni divini della tua Chiesa.
E ci siamo glorificati del Tuo Spirito
con una preghiera che è Amore
del Figlio Tuo
per noi, suoi miseri fratelli.
Mi chiedi cos'è la Verità.
Non ti accorgi
che è il tuo interrogarti
e che l'interrogazione
porta già la risposta
che esiste prima della domanda
dogmaticamente
e che l'annulla.
Più ricordi la verità
più è in te il dubbio
e la riflessione che è certezza
ha per ancella la filosofia
che ci porta a meditare.
Fede e Ragione:
due visioni
che portano
alla contemplazione della Verità.
Ma guai a privilegiare
la ragione dall'altra.
Creeremmo la cecità dell'orgoglio
di una conoscenza autonoma
autòs nomos.
La ragione
esiste
se è unita alla Fede.
Solo così potrà spiegare il Mondo.
Si discute spesso
cercando di organizzare un macth
se la Fede o la Ragione
portino alla Verità.
Ci si arrovella
nel dare un primato
a l'una più che all'altra
e nel passato
una è stata considerata
nemica acerrima dell'altra.
Ma Tommaso d'Aquino
ci ha indicato
che tali doni celesti
non possono opporsi.
Se Ragione
porta a conclusioni contrastanti
con la Fede
subentra la Rivelazione
che corregge gli errori.
Talune verità rivelate
posso essere comprese dalla Ragione
ma altre
si elevano al di sopra
delle sue capacità.
Anche se orientato
a raggiungere il celeste orizzonte
un cammino
è sempre avventura.
Prosegue il viandante
e non sa
se il vento possa alzarsi
o la pioggia
cerchi di cancellarne la traccia.
Eppure
continua nel suo percorso.
Anche se i fulmini lo sfiancano
ed i tuoni lo terrorizzano
anche se il deserto lo disorienta
ed il serpente tenta di morderlo
prosegue
perchè è pregno di Spirito Santo
ed ha ben chiaro il suo porto
la sua mèta
ed il ritorno ab origine
è certezza della Fede lo sorregge.
Si accorge
che non è solo avventura
ma un percorso di crescita
che innalza e suscita la sua anima.
Riconoscerò il tuo Amore
in ogni volto del mio prossimo
in ogni sofferenza umana
e sarà conforto e dedizione
per ogni volta che ricerco Dio.
Amore sconfinato eterno
incommesurabile
prodotto di due versanti
inscindibili
come nell'albero
la radice dalla chioma.
Più si ama Dio
più intenso è amor fratrum sororumque
più il prossimo è parte della tua vita
più profondo è amor Dei.
Abba, padre
il mio grido è preghiera
la mia pace
sintonia con Te ed il mondo
comunione, amicizia viscerale
in ogni aspetto d'animo
in ogni aspetto d'animo
che è attimo d'amore infnito.
Avrai creature da custodire
cuori da confortare
occhi da asciugare
carezze da elargire.
Proverai emozioni lungo il cammino:
il primo dentino
lo slancio a camminare
la prima lezione alla scuola elementare
la comunione
le vacanze assieme
la prima ragazza al tuo fianco.
E comincerai a soffrire
in silenzio
perchè questa è la vita.
Col tempo sarà più assente
la sera sarai in trepidazione
notti in bianco ad aspettare il rientro
e una principessa te lo porterà via.
Non ci sarà più tempo
per andare a trovare la mamma:
il lavoro, gli impegni, il matrimonio...
E nella stanzetta in solitudine
a ricamare il vestitino per il nipotino
sarai come statua senza lacrime
a rivedere le stagioni della tua vita.
E una crepa nel cuore
inizierà ad allargarsi
sempre più piano
fino a diventare baratro d'anima.
Non piangere, figlio
non sprecare lacrime
fra i solchi della vita
fra i rovi del cammino
perchè sei frutto dell'amore
di un amore sconfinato
che oltrepassa ogni ostacolo
così come io
lo sono stato per alcuni
e valevo per loro come tu per me.
Non piangere, figlio
perchè sei la vita
la speranza del futuro
e non è giusto
trascorrere tristemente
i giorni
che sono dono del Signore.
Non piangere, figlio
per le sconfitte e le delusioni
per i tormenti e le debolezze
e fìdati sempre di Dio
come compagno del viaggio.
Mi troverai sempre a te vicino
anche quando le forze saranno flebili
e gli occhi appannati,
anche quando qualcuno
potrà consigliarti di dimenticarmi
troverai le mie braccia tremanti spalancate
anche quando, perchè occupato dalle cose della vita,
deciderai di non avere tempo
per donarmi il tuo saluto
aspetterò il giorno in cui mi prenderai per mano
e correremo assieme verso il sole,
anche quando ti racconteranno di me
(e chi ti dirà che sono stato grande
e chi ti rivelerà che non valevo niente)
sarà solo importante
sapere quanto per te lo sono stato
come amico, come fratello, tuo padre.
E un giorno
quando ci sarà il figlio tuo
a cui racconterai di te,
solo allora capirai queste parole
e quanto importante sei stato per me.
E una scossa ti scintillerà nel cuore.
Il Signore proclama
beati coloro che credono senza aver visto.
Tanti, però,
hanno esitato e continuano ad esitare
sulla sua risurrezione,
tanti Tommaso necessitano
di affondare il dito nella piaga.
"Pace a voi".
O Signore,
allontana il dubbio nella vita umana
per costruire un mondo
con la Tua Misericordia.
Nel frattempo
docilmente
ascolteremo la Tua Parola
che è vita,
ci ciberemo del Tuo corpo
che nutre la nostra fame,
pregheremo in sintonia
con te e con tutti i fratelli
e condivideremo i nostri beni
per sollevare il prossimo dal bisogno
e uniti
godere della vita eterna.
Quante volte
l'ira, il litigio,la rabbia, l'accecamento nella vita
ci hanno portato a non riconoscere Nostro Signore
nei volti di chi ci sta attorno
e non abbiamo ascoltato lo straniero
che ci accompagnava lungo il viaggio.
Come ad Emmaus
Gesù scende sulla strada
dell'uomo triste e deluso
per rinvigorire la sua speranza
attraverso la certezza della Scrittura
così ogni giorno è con noi
ogniqualvolta si spezza il pane
e ci cibiamo del suo Corpo
e dal calice beviamo il suo Sangue.
Chi, però,
o per orgoglio
o perchè irretiti dal materialismo effimero
diserta la Sua mensa
non potrà mai incontrare
il pellegrino nel suo cuore
e non si ciberà del Pane Eterno.
E la sua vita
sarà
baratro
abisso
vuoto
deserto
dove nè acqua
nè luce
penetreranno l'anima
per santificarla e redimerla.
Sarà silenzio
la sua vita
e una continua ansia lo percorrerà
come terremoto che sconquassa.
Che delusione, che rabbia!
Le donne ci hanno sconvolto
hanno raccontato la loro visione angelica
ma noi non l'abbiamo visto.
Che delusione, che rabbia!
Presi dallo sconforto e dallo scontro verbale
dal rinfacciarci di aver sperato
in un liberatore d'Israele
dal gridare l'uno contro l'altro
dal conversare e discutere
nella tristezza e nella delusione
noi due, discepoli di Emmaus,
non riconoscemmo il Nostro Maestro Risorto.
Avevamo dimenticato
cosa dicevano i profeti
e che Cristo patì le sofferenze
per redimere i peccati del mondo
ed entare nella sua Gloria .
Occhi velati, orecchie spente
speranze deluse
tristezza nei cuori.
Ma l'invito a rimanre
perchè s'era fatta sera
fece abbattere il muro
dell'indifferenza e della delusione.
Spezzò il pane
e lo riconoscemmo.
"Ogniqualvolta noi mangiamo questo pane
e beviamo questo vino
ricorderemo
che Tu sei in mezzo a noi".
Riprendemmo ad essere
testimoni della nostra certezza
pieni di Spirito e di Fede.
"Davvero il Signore è risorto
ed è apparso a Simone !"
Ritrovo la Tua Parola
nei volti dei miei fratelli
negli sguardi sinceri
di chi si dona a Te
e crede fermamente
nel riscatto dell'aldilà.
Ma spesso
ho incontrato
sguardi truci, sorrisi ipocriti,
visi beffardi ed arroganti
ed ho pregato per loro
affinchè un raggio di luce
potesse rischiarare
la tenebra del loro esistere.
La terra è un teatro,
dove chi finge
par raggiungere la vanità del tutto,
chi è innocente
sembra soccombere all'arroganza.
Ma il Cielo è certezza
e chi finge è scoperto
e sopravvive
solo se converte il suo cuore all'Amore,
chi è innocente
contempla perennemente l'Immagine di Dio.
Raccoglierò il seme della Verità
per spargerlo su ogni campo
con gesto fermo e sicuro,
percorrerò le strade più impervie
per suscitare il desiderio di Dio
calzando sempre nuovi sandali,
diffonderò la potenza del tuo Amore
perchè negli uomini possa annidarsi la colomba
e lo Spirito discendere per la pace condivisa,
raccoglierò ogni tipo di arma
da quella di Caino a quella nucleare
per annichilirne le potenze
e trasformarle in strumenti di sopravvivenza,
pane per gli affamati
acqua per gli assetati
conforto per gli infermi.
Solo così
missionario tra i popoli
vivrò al servizio del prossimo
per lenire i dolori della vita
per amare ogni creatura infinita.
S'intrecciano i destini
come viandanti fra le strade
trafitte da traverse d'ogni direzione.
Al centro della via
cinque alberi spazzano il cielo
e raccolgono stelle sul loro telo.
Sarà solo un merlo
a scavare fra il muro
e a fuggire spaventato
per l'arrivo di un soffio di vento.
Dal digradare del monte
un cielo batuffolato
fa filtrare una luce che acceca.
La casa non definita
mostra le sue ossa scarnificate
e riposa sotto il raggio.
Un fiumiciattolo in mezzo all'asfalto
restituisce la sua vita
al passaggio delle ruote del carro.
Sarà un folto ficus
a conservarne la memoria
all'ombra di un terrapieno
dimenticato dal tempo.
Cosa resterà
degli sguardi cambiati
delle corse condivise
cosa resterà.
Il vento che scombina
la luce che disorienta
abbaglia
i nostri progetti d'ansia
e restituisce alla terra
i desideri d'acqua.
Una pozzanghera
riflette
le striature d'anima.
Sarà perchè è sera.
Perdonare
è un dono che ci distingue
dalla condizione animale
da quell'alterazione dell'equilibrio bestiale
che logora ogni affratellamento.
Perdonare
è avere dignità di fratello
e riconoscere che tutti possono sbagliare
in quanto fragili creature di terracotta
oltre ogni limite d'orgoglio.
Perdonare
per essere perdonati
ogni irrazionalità aberrante
pretesa di essere superiori
nella corsa illogica del proprio interesse
al fine di produrre maschere d'ipocrisia
per alterare i rapporti
e seminare discordie e zizzanie.
Solo quando l'uomo
avrà estirpato le radici del suo orgoglio
riuscirà a rispecchiare il sole interiore
e un raggio proiettare la sua anima nel mondo.
Siamo palme sotto il sole
illusi di produrre un segno
o polvere, fragile equilibrio,
in un paesaggio isolano.
Come gusci di noci
galleggiano le nostre speranze
certi di un repentino cambiamento.
Non sappiamo quale mèta
presuppone la raccolta di conchiglie
come reperto della peregrinazione equorea.
Ma guadagneremo un gettone
nella salubrità aerea
quando il vento sfuggirà dal governo
e s'avventurerà in cerca della fronda
per continuare a sognare nel tempo.
Scriverò
le mie emozini
perche possano diventare eterne
ogni volta che la memoria
graffierà i nostri animi
ed un virgulto di legalità
sboccierà
come simbolo di speranza
fra le macerie ed il vento.
Tutta una vita
arrampicato al precipizio
con le radici allargate alla roccia
per ricercare la Verità.
E quando
sembrò arrivare la primavera
ecco l'autunno precipitare
e la sua pioggia continua
a smorzare i sogni
e a rivelare le illusioni.
Dal rudere
una colomba
spicca il volo.
Il cielo plumbeo
sovrasta
le chiome sempreverdi
e le
braccia
alzate
ad afferrare i sogni.
Apertura divina
nel grigiore della vita.
Un cuore turbato
ha un'esistenza senza certezze
ed inevitabili sono gli sbandamenti
che allontanano dalla giusta Via, Verità e Vita.
Spesso, però, l'uomo
non riesce ad afferrare Dio
e a capirlo.
Ed assume l'atteggiamento di Tommaso che dice:
" Non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?"
Non riusciamo a comprendere
che Cristo è mèta e mezzo per raggiungerlo
fine e strada per arrivarci.
La Via non è, dunque, un sentiero da percorrere
ma Persona da seguire
la Verità non è solo teoema da conoscere
ma Persona da vivere
la Vita non è solo unione di cellule
ma Persona che dona Amore da amare.
Il Padre
scruta la nostra umanità
e sa
che è difficile per noi
comprendere la sua misericordia.
Figli ingrati
quando vogliamo spiegare
con la sola verità della scienza
la bellezza del creato.
Vedere Cristo
con gli occhi del cuore
con l'apertura dell'anima
vuol dire contemplare il Padre.
Perchè Egli è nel Padre
ed il Padre è in Lui.
Solo chi crede in Nostro Signore
e nel Rapporto Trinitario
potrà compiere opere di fratellanza e d'amore,
amor di Figlio
roccia indistruttibile
certezza di Vita Eterna.
Volgo gli occhi al cielo
attraverso la preghiera
e m'inebrio di spirito
trasmutato in altra dimensione.
Pace
d'indescrivibile beatitudine
levità
come volo d'angeli
cuore
offerto nelle mani di dio.
Un cielo che è trasparenza
innocenza d'anima
sede della Luce
dono, offerta incondizionata,
come dovremmo saper fare
per ogni fratello
che nel bisogno
tende la mano.
Come cambiare la propria vita?
Uscire dalla frenesia del mondo
da quella condizione
che è potere
lotta continua
guerra
per un posto di comando,
acclamazione di clientes
che hanno vuote parole di lode
per ottenere favori
pietre lanciate alle spalle della nostra vanità.
Soluzione
che cura con la dolcezza del tepore
composto d'amore dedizione
offerta continua di sè stessi
totalmente immersi in Dio.
Preghiera
che è comunicazione
via per la beatitudine
verità del cielo
vita eterna.
Non darmi scaglie di mare
che s'allungano all'orizzonte
ma spicchi di luna
o fette di sole
ogni volta che il sogno
è appagamento dei nostri desideri.
Spesso le maschere sociali
sono composizioni di certa
che il sole spacca e logora il vento,
sono frammenti ipocriti
per recitare la vita
ed essere riconosciuti dagli altri attori.
Eppure s'indossano
per sopravvivere.
Perchè quando si mostra la propria sincerità
diventi gioco degli altri
ti boicottano, ti spiazzano
utilizzano mezzi per annichilirti,
E ti portano a scegliere
una vita da mascherato senza speranza
o un'esistenza libera ma di sacrificio.
Pochi strappano la loro maschera
vanno via da chi ti isola
ed hanno il coraggio di vivere
per difendere i propri valori.
Altri, sepolcri imbiancati,
muoiono ogni giorno
ma con una doppia immagine,
esterna, per chi ti circonda
interna, di cui renderi conto a Dio
Hai abusato della tua solidarietà
quando chi hai aiutato
non ha saputo essere riconoscente
o ha disdegnato la tua elemosina.
Ed allora hai maledetto il tuo aiuto
hai imprecato la punizione di Dio
su quel fratello che ti ha deluso,
non è diventato la tua pubblicità
non ha suonato il tuo trionfo
non ha proclamato la tua solidarietà.
E hai trasformato il tuo cuore
in un sasso vendicativo
sperando che su di lui
possa scendere una vendetta divina
ad opera delle tue maledizioni.
Ma il caritatevole
non ha bisogno della propaganda,
offre sempre il proprio cuore
anche quando sembra
che gli altri lo rifiutino.
Non aspetta ricompensa
ha un cuore prosociale
ed è pago e felice
quando sul viso del fratello
appare un arcobaleno di felicità.
Finchè c'è luce
la margherita bacierà il narciso
ed una pioggia di raggi
inonderà la campagna.
Finchè c'è cielo
la brina s'adagierà sul filo d'erba
e le radici avranno sostentameno
alla propria arsura.
Nulla dovranno al vento
nè al freddo esternare
delle proprie emozioni
e sarà polvere ogni sforzo,
polvere di memoria
fino a quando esisterà il tempo.
Sereni gli occhi del cielo
e di luce i sogni
riflettono speranze di primavera.
Tappeto d'erba
nel concavo della mano
trattiene la primula sbocciata.
Una rosa
s'arrampica sicura
nel muro bianco della casetta.
Porta il profumo Santo
della Madre di Dio.
Alle sollecitazioni dello Spirito
bisogna offrire
la nostra predisposizione all'Amore
e non essere pietre
lasciate sulla strada
che il sole batte e lava la pioggia
e che sembrano eterne nella loro fissità.
Le pietre
hanno la possibilità
che eventi atmosferici possano levigare
la loro maschera immobile.
Di contro
il nostro percorso mortale
ci obbliga a far presto
a coltivare il nostro giardino
per far sbocciare il virgulto della Santità.
Abbandona quindi
il tuo volto di plastica
ed offri quello vero e sincero al Signore.
Cambierà per sempre il tuo cuore
e la vita sarà solo tributo d'amore.
Non ci sarà muro
a delimitare la notte
nè pensiero di libertà
a costruire illusioni
perchè la primavera è giovane
e forte l'imperativo alla vita.
Spiazzerà il mare
ogni barca
che vomita la speranza.
Alcuni nuoteranno
altri saranno sommersi dalle onde
altri ancora scopriranno
di non aver mai imparato
E solo quando l'acqua
avrà allagato la stiva
riemergeranno
come dopo un titanic generazionale
che porta alla speranza
ma promette illusioni.
Sarebbe bello
se continuasse per tutta la vita
ma nel momento
in cui sembra realizzarsi il progetto
tutto si dissolve
come una bolla di sapone...flop...
e schizzi di sogno da ogni parte.
Che ne è dell'amore?
E delle tormentose cure?
Il vento spazza la frenesia
e si ritorna al punto d'inizio
quando casualmente
una lucertola s'era arrampicata
sul muro coperto dalle muffe.
Scivolano i pensieri
perdono l'equilibrio
ora che bisognava raccogliere i frutti
cadono come speranze mature.
E vicino alle radici
un manto di illusioni e delusioni.
Sarebbe stato bello
se fosse continuato per tutta la vita.
Il fico
steso al sole
sembra rifrangere i raggi
e scalare con le foglie
manon con mano
la corda sino al cielo.
Una campanula
attende
il suo momento di sole.
Le fanno compagnia
sette margherite gialle.
Ora hai occhi più profondi
e sospiri più intensi
per scrutare la clorofilla
dei nostri sogni comuni.
Nel paesaggio a gradoni
la pianta arrampica
le sue braccia al cielo
quasi a volersi ricongiungere
con la luce.
S'illude di afferrare il sole
anche se conduce la sua vita
in sintonia con l'acqua ed il raggio.
Noi rimaniamo uniti
seppur ai margini del mondo
e costruiamo la storia
fra ritagli di sole
e rifrazioni d'alba.
Quant'è difficile ai nostri giorni
trovarsi in una comunità d'amore
dove ognuno dà e riceve
in un interscambio disinteressato.
E quanto è complicato
riconoscere la sincerità dall'ipocrisia,
una maschera dal vero volto
un trucco dalla reale condizione
tanto è sofisticato
l'interesse personale.
Più si è legati alle cose del mondo
pù si brama il potere
e ne rimani schiavo.
Lascia, dunque, i progetti di dominio
e cura la tua anima.
Sarai ricco di spirito e felice d'amore,
deriso da tanti, assetati dal mondo,
ma appagato e ricolmo
dalla fervente e amorosa condizione del tuo cuore.
Oltre l'infinito
oltre ogni contingenza mortale.
Vagare per l'universo
e accorgersi che tale condizione
non è essere ascoso in un cantuccio del cosmo
ma essere una presenza continua
nuova presenza eterna.
"Io sono con voi tutti i giorni
fino alla fine del mondo".
L'Emmanuele
è fratello figlio padre spirito
che fa risorgere dalla tristezza e dal dubbio
e porta con sè nell'ascensione
tutte le nostre spine e catene.
Evoluzioni e silenzi
nell'impetuosità dell'anima,
"trance" e levitazione
attraverso un violino acceso.
E nella disposizione del destino
una sfera piatta
che offre la sua memoria.
Esistono varie musiche
nell'armonia naturale del creato
ed il crepuscolo che porta al frutto
di un sentimento sconvolgente.
Un percorso che ha caratteri
riferimenti di vibrazioni.
E l'amore, la speranza e la vita
come sfere
presenti in un'unica Persona.
Quanti lacrime
quante sofferenze
si sarebbero potute evitare
se avvessi rinunciato all'egoismo
e senza arrogarti il diritto
di parteggiare per ideologie e sistemi,
avessi intrapreso
un camminio di giustizia,
di sincera fraternità.
E' che l'uomo, eterno egoista,
pensa a realizzare se stesso
e non si accorge dei fratelli sofferenti.
Che vale, dunque, possedere tanti beni
ostentare il proprio lusso
condurre la vita ricca di superfluo
e vedere
gli occhi imploranti di un prossimo
che inaridisce e si sgretola
sotto i colpi del sole cocente.
Rimane l'arsura di giustizia
e ne avverti la sofferenza
solo quando cerchi di pregare
nei momenti di bisogno
e abituato ad avere tutto e subito,
ti stupisci che nessuno può ascoltarti.
E' come quando perdi la parola
e cerchi di parlare,
sei convinto di parlare,
ma nessuno sente la tua voce
quella voce, quella richiesta di soccorso,
così come tu non l'hai sentita negli altri.
Ormai l'erba è seccata.
Il campo sembra un tappeto giallo.
Il canto rauco del gallo
annuncia l'inizio della mattinata.
Come faremo senza il mare verde?
Senza la brina mattuttina?
Nella casa romita una tenue lampadina
diffonde luce, si disperde.
Ma in mezzo a tanta desolazione,
nascosto dall'onda paglierina,
un germoglio s'alza fra ogni spina
ed intona note di una nuova canzone.
Sarà la speme della creazione
questo virgulto che respira sempre più forte.
Fra le mura un pianto, sconfitta della morte,
accende una vita e la sua emozione.
Nei placidi cieli erbosi
le nuvole gravitano
in cerca dell'orizzonte.
S'inarcano, s'incuneano
fra picchi svettanti;
hanno solo canti
che ricordano la loro esistenza.
Sarà un virgulto
un germoglio
un tenero apparire alla vita
a segnalare la speranza.
Attesa di un evento
un ordinario orientamento
che possa indicare la via
ad una carezza di melanconia
A sentire lo sciabordìo delle onde
gli scogli son fatti bianchi,
chè accolgono ogni speranza ed ansia.
Muti si stagliano nel manto equoreo
in attesa delle metamorfosi del cielo.
Solo il raggio solare li scompone,
chè si illudono di perdere la loro umidità.
Ma il vento li risveglia
e piangono assieme alle loro illusioni
mentre i gabbiani gridano
e migrano verso l'entroterra.
Riaffiorano
come onde sull'acqua
attorno al sasso lanciato
o come pietra levigata
a pelo di mare
che sobbalza per un lungo tragitto
i sogni.
Sono imperativi della vita
per guadagnare il giorno
e progettare un futuro migliore.
A volte s'avverano,
altre volte sono illusioni.
Ma quando diventano delusioni
precipitano come corvi sui campi.
E gracidano come rane nello stagno
o strisciano come serpi in fuga
tra le piante di melenzane
ed arbusti di pomodoro.
Scorre
come fiume dal pendio
coinvolge tutto quello che incontra
s'attorciglia nei meandri
s'incunea nelle speranze
e procede il suo percorso
fra gli alberi del sogno
e gli arbusti delle illusioni.
Passa
come vortice che sconvolge
e cambia gli animi
e le nostre certezze.
Propone un resoconto finale
e spesso ci fa accorgere
che le nostre scelte
potevano essere meno indolori
lungo il raggio del sole che acceca
o santifica nella fede.
Sarà il bisogno di evasione
che ci proietta verso l'isola,
lontano dai condizionamenti quotidiani,
come conchiglia abbandonata sulla rena
che un tempo fu albergo di vita
ora è involucro cullato dalla risacca.
Naufrago per scelta
in una natura incontaminata
dove ogni violenza è prevedibile
non come quella di caino
dalla notte dei tempi.
Ricostruiremo i frammenti
immersi nella polvere
per organizzare il nostro tempo
e ci faremo cullare dal vento
che sa essere inpetuoso o docile
per raggiungere nuove mete
ed esplorare nuovi orizzonti.
Saremo fermi nelle nostre decisioni
e navigheremo l'aria
con il passaporto in mano
per farci riconoscere
e sorridere ai compagni di viaggio.
Varcheremo il confine della storia
e sarà il vento a disperderne i pensieri
per ricostruirli in una nuova speranza
che è destinata a non spegnersi mai.
Io lo so
che sotto il mare che si rotola
vige una tranquillità divina.
Le onde barocche
non sono altro che illusioni
con le loro spume di rabbia.
Il cuore rimane placido
a confermare un senso
che la superficie tende a significare.
E le interpretazioni sono visioni
di una realtà che sembra non esistere
ma che si arrovella a proliferare
nel sottobosco dell'anima.
Così è
la nostra condizione
di monadi che non s'incontrano mai
e continuano ad esistere
mostrando una maschera che è artefatta
e che tenta una comunicazione dell'innocenza
attraverso onde che non si vedono.
Un vagone buca il paesaggio
e lento attraversa i pensieri.
Sarà un raggio di sole, una tenera face
in un paesaggio di stoppie desolate
a riaccendere la speranza
per questa umanità dell'ipocrisia.
Saremo ancora assieme
tutte le volte che si avvisterà tempesta,
ognuno di noi capitano dell'altro,
e scongiureremo il naufragio.
Le vele spiegate
ad illuminare l'orizzonte
ed una bussola polare ad indicarci la strada
della nostra redenzione.
Per il nostro bene comune
ci abbracceremo
a confermare il nostro intento
ed il paesaggio equoreo sarà scintilla di fuoco
per i nostri frammenti d'anima
raccolti e cementati sopra ogni muro
dell'insensibilità quotidiana.
Nel giardino ogni albero
sarà fiore notturno
e la civetta suggerà il miele
alla nostra vita nel mondo.
Ti amerò
per ogni respiro che emetterai
per ogni sospiro che farai
ti amerò
e sarai la stella del mattino
ogni volta che percorrerai un sogno,
una luce seguirai che abbaglia
e ti renderà stella del mattino.
Nel pigolìo siderale
sarai a razzolare nell'aia
sperando di realizzare le tue illusioni.
Ma cii ritroveremo, tu in giro per l'universo
ed io ad inseguirti per darti un bacio,
abbracciarci come in un dipinto di Chagall
e scalare questo nostro castello d'amore.
Sarà colomba
o volo ordinato di uno stormo
spirito che s’espande
o mano scesa dal cielo
ad aiutare
la fragile creatura di terracotta.
Ma la rondine che non aprirà mai ali
non potrà volare
e precipiterà nella routine quotidiana
percorrendo un itinerario di nerofumo
senza sapienza senza intelligenza.
La luna
ha benedetto il bene che è vita
e illumina con la forza delle stelle
porgendo il costato alla malvagità
per non credere all'infelicità eterna.
La stella
orienta come canna ondeggiante
e sviluppa il suo quotidiano canto
per non restare sola
per non addormentarsi sui nembi.
Sarà solo il connubio ad potenziare il mondo
e la speranza di non scarnificarci
senza aver compreso il valore del nostro seme.
Un fanciullo entrò in una chiesa illuminata
solo dal chiarore di quattro candele
ed ebbe un sussulto nel cuore
quando udì una sommessa chiaccherata.
La prima candela era la Pace
e lamentava un mondo fatto di guerra.
Non si sentiva più capace
di rimanere saldamente accesa in terra.
Allor si spense tristemente...
La seconda era l'Amore a tutto tondo
e lamentava la gramigna d'odio umano nelle dita
che aveva infestato il mondo
...e non trovando più ragioni di vita,
si spense.
Anche la terza che era la Fede,
tristemente abbandonata dai popoli della terra,
pianse la sua disperazione accanita
e si lasciò spegnere come dentro ad una piccola serra.
Il bimbo atterrito di rimanere al buio
gridò: " Cosa fate?
Al buio non mi lasciate
perchè possa ammirare le cose del creato."
La quarta candela lo confortò:
" Non ti preoccupare, figlio, io sono la Speranza.
E fin quando rimarrò accesa
potrai riaccendere le mie compagne
e godere della luce del nostro universo."
Sol così il bimbo vide la luce in quella chiesetta
e capì che finchè nel mondo ci sarà speranza
mai della fede, dell'amore e della pace potremo rimanere senza.
Ti ho pensato all'alba
quando timidamente riordino i pensieri
ed i sogni accecano la mia realtà.
Era un pensiero sacro
carico d'amore e di speranza
di progetto e di fatica,
il vero significato
ai palpiti giovanili
alle passioni della maturità
alle carezze dei nostri giorni.
Ti ho pensato all'alba...
quando mano nella mano
ci avvicendavamo alla vita
lungo un percorso petroso ed accidentato.
Ma il segreto è stato
non averci mai lasciato la mano,
soccorrendoci vicendevolmente
quando inciampavamo nei crepacci
o rasentavamo il dirupo.
Ti ho pensato all'alba
e ti ho ritrovato accanto a me
con la tua luce d'amore
i capelli scomposti
ma profumati di paradiso.
Delle luci avverto il tepore
solo quando sembrano irradiate con amore.
Ogni neve si scioglie
ed il ghiaccio si frattura
al raggio di quella luce santa.
Un viatico pastorale
celebra la nascita del re dell'universo.
Non feste, non trattenimenti
ma parole sublimi
messaggi divini
per chi nella culla è amato dal suo concepimento.
Dovremmo riflettere
come raggio di sole
e diffondere il vangelo nella vita.
Un piccolo bimbo, un tenero virgulto
porterà la speranza di riconciliazione.
Il dono più bello di un Padre
che sacrifica suo Figlio, sè stesso
per inondare di pace questo nostro mondo.
Farò dei miei passi
la speranza della mèta
come traguardo che non ha confini
e comporta la sofferenza del limone.
Ne vedi i rami contorti
quando gareggia con il fico in inverno
con le ossa che aspettano le gemme
princìpi di primavera.
Ne farò orme da seguire
e da far seguire
per non rimanere nel nulla
ad inseguire il senso di questa vita.