Nato a Palermo, dove vive, nel 1974; ha conseguito la maturità classica nel 1994. Scrive poesie dal 1990, nell’agosto del 2000 sono state pubblicate ventidue sue poesie, presso l’Editrice Nuovi Autori di Milano, nel volume antologico "Spiragli ‘47". Nel 2003 ho ricevuto una menzione d’onore al concorso internazionale di narrativa, pittura e poesia "Città di Salerno", organizzato dall'associazione culturale "La Tavolozza", per la lirica "Dolce sogno", già edita in "Spiragli 47" e ripubblicata nel 2009, nella sua raccolta "Per una strada". Nel 2007 una sua poesia è stata pubblicata nella rivista internazionale "Poeti e poesia", diretta da Elio Pecora, edita da editrice Pagine di Roma. Ha anche tradotto in inglese quattro sue poesie, di cui una è stata pubblicata in America nel 2008, dalla Howard Ely Editor (Owings Mills, Maryland, USA), nella raccolta antologica di poeti esordienti "Collected Whispers" ed anche su CD, dal titolo "The sound of Poetry".
Un’altra sua poesia è stata pubblicata nell’agenda 2009 "Le pagine del poeta - Pablo Neruda", sempre dalla casa editrice Pagine, di Roma. Nel marzo 2009 è uscita la sua prima raccolta di poesie "Per una strada" (SBC Edizioni). Nel giugno 2009 due sue poesie, allora inedite, sono state pubblicate nel volume antologico di poesie e brevi racconti "Poesia e vita" (Rupe Mutevole), cinquanta autori insieme per aiutare il piccolo Emanuele Lo Bue, che da anni versa in uno stato di coma neurovegetativo.
Lodevole iniziativa di beneficenza, organizzata dalla poetessa Gioia Lomasti, per conto della casa editrice Rupe Mutevole, di Bedonia (Pr).
Una sua poesia, già edita in "Per una strada", è stata pubblicata nell’agenda 2010 "Le pagine del poeta - Mario Luzi", sempre dalla casa editrice Pagine di Roma.
Nel marzo 2010 sono state pubblicate tre sue recenti e inedite poesie, successive alla stesura di "Per una strada", nell'antologia poetica "Demokratika", Limina Mentis Editore di Villasanta (MB).
Il 9 giugno 2010 ha accettato la proposta di una casa editrice, come collaboratore editoriale esterno, per la scoperta di nuovi talenti poetici, tra giugno e dicembre 2010 ha presentato due autori, riuscendo così a far pubblicare due libri di poesie. Dal 28/3/2011 è consigliere onorario del sito promozionale “poesiaevita.com” della casa editrice.
Per la sua poesia "Là, dove il mare..." da "Per una strada" gli è stata assegnata una menzione d'onore nella sezione B (poesia singola sperimentale ispirata al tema “il mare nel conscio ed il mare dell’inconscio”) al "I° premio internazionale d'arte Europclub Messina - Taormina 2010", che si è tenuto a Taormina dal 5 all’8 luglio 2010.
Un'associazione artistica e culturale della sua città lo ha chiamato a ricoprire l'incarico di "responsabile poesia", incarico che occupa dal 13/7/2010. Dal 23/3/2011 gli è stato affidato l’incarico di "direttore artistico – culturale" della stessa associazione.
Dal 1990 sta scrivendo anche un poema drammatico, non in rima, ambientato nella terra di Islanda, al tempo della sua colonizzazione, di argomento storico – fantastico.
Dal 1991 ha scritto anche settantadue aforismi, tuttora inediti, tranne quattro pubblicati a dicembre 2010, nell'Antologia del premio internazionale per l'aforisma "Torino in Sintesi", edita dalle Edizioni Joker. Ha scritto vari pensieri di argomento spirituale e poesie di argomento religioso, tuttora inediti. Sempre a dicembre 2010 una sua poesia inedita (ispiratagli dall'immagine di copertina del suo "Per una strada") viene pubblicata nell'agenda 2011 "Le pagine del poeta - Giovanni Pascoli", edita dall'Editrice Pagine di Roma.
Leggerezza, delicatezza
soffusa e serena:
un fiore, che leggiadro
al primo suo fiorire,
espande per l’aria
gli odorosi suoi sospiri,
e irrora dolcemente,
e irradia di luce
l’aria della notte:
un’arpa ascolto,
lontano il suo suono
si perde;
sospirosi ardori,
sospirato amore,
ti chiamo
e nella notte mi perdo.
Dolcemente i suoi capelli inanellava,
e mi beava nel rimirar
il suo bel viso,
il suo sorriso,
che languente mi sfuggiva;
e cercavo d’immaginar
i suoi begl’occhi,
che all’anima profondi balenava
in un sussulto,
in un singulto,
che veloce dileguava.
Là, dove il mare è profondo,
fondo, fondo;
là, dove le onde si rincorrono,
corrono, corrono:
e le luci si disperdono
e lo sguardo si dirada,
si fa chiaro;
e l’amor mi raggiunge
col suo dolce sovvenir.
Là, dove il mondo ti dimentica;
là, dove il sole ti colpisce
col suo chiaror;
là, dove un lampo ti pervade
col suo baglior,
e in un abbraccio ti rapisce.
Là, dove l’oblio ti sommerge
con la sua luna;
là, dove il mondo ti abbandona
con la sua fine:
là voglio riposare,
e perdermi rapito
nel Sole: nell’amore infinito.
Librarsi, alzarsi:
oltre le vele,
oltre il mare immenso;
così io voglio volare,
innalzarmi
e sprofondare
nell’azzurro cielo:
vedo un albatro,
che possente
dalle ali ampie
e veloci si lancia in volo,
e non vorrebbe
più ritornare a terra,
lassù, in alto: fino in cielo.
Verdi alture frondose,
alpestri monti,
onde che si rincorrono
svettanti nell’azzurro mare,
che s’infrangono fragorose
su per la scogliera,
che si gettano a volo
in limpide cascate:
acqua pura e limpida,
fresca grazia luminosa,
natura viva e rigogliosa.
Alberati recessi luminosi,
solitarie rive, remoti monti
si espandono generosi,
e sprizzano vapori porporini
e fiammeggianti scintillano.
Vedevo le stelle, che rilucenti
sul mare si specchiavano;
lo sguardo ammirato e l'emozione
si perde e lieta s'immerge
negl'ampi rivoli del ricordo,
e le luci si rincorrevano,
e lo sguardo vi si perdeva
nella memoria,
nel ricordo che si annulla,
nel tempo passato,
che non ritorna.
N. 1
Il dolore è come il mare, nel suo indistinto ondeggiare e rifluire incessante.
N. 2
Il dolore, fuori da ogni religione, è un avvertimento a non ucciderci.
N. 3
Musica è strumento che l'uomo adopra per intuire l'universo.
N. 4
La letteratura dà voce ai sogni dell'umanità, ai suoi dolori, alle sue speranze; e leggere un classico significa immergersi in un mondo lontano ma allo
stesso tempo vicino ai nostri sogni, alle nostre speranze, ai nostri dolori.
N. 5
Felicità è essere capaci di guardare il mondo con meraviglia.
N. 6
Tutto quello di cui scriviamo, tutto quello che facciamo, è già passato.
Non possiamo fermare il presente, perché è già passato.
Ci illudiamo del futuro, ma si confonde con il presente e si dissolve nel passato.
N. 7
La follia della disperazione porta alla divisione, alla distruzione e alla guerra; la speranza alla gioia, alla concordia e alla pace.
N. 8
L'amore è l'unica arma che abbiamo contro il dolore.
N. 9
Solo al momento della morte, questo nostro orologio sconnesso della vita dirà l'ora esatta.
N. 10
L'ispirazione artistica è come una strada senza fronde, in cui si perde fuggitivo il nostro inconscio.
N. 11
Si è veramente sé stessi, se lasciamo agire il fanciullo che è in noi.
N. 12
Quando iniziamo a sognare, leggendo un libro, ecco che il tempo ci sembra scorrere più lentamente.
In realtà corre veloce, come il vento.
N. 13
Il poeta sintetizza compiendo un'analisi, lo scrittore analizza compiendo una sintesi.
N. 14
Nelle arti, come nella vita, se c'è spontaneità, c'è anche personalità.
N. 15
Se si legge un classico, si va sul sicuro e si evitano delusioni.
Perché un classico nasconde in sé, tutto un mondo da scoprire, e quel mondo ci assomiglia.
N. 16
Gli amici si mostrano tali nel momento del bisogno, gli ipocriti si tolgono la maschera e smettono di recitare.
N. 17
Possiamo giudicare e discutere sui comportamenti umani, ma non possiamo giudicare un essere umano.
Freme d’intorno un andare
nell’ombra e in inverno:
scrosci d’acqua piovigginosa
si attardano sul limitare;
nera ombra si spiana
e si dilata nell’oscurità:
rosse tempie tremende.
Andare disperso,
andare smarrito:
rimane il valore,
rimane il dolore.
* Dedicata a mio padre, che è un non vedente.
N. 18
La cultura è sempre un divenire, la cultura è viva ed è la riflessione che genera
cultura e quindi genera buoni lettori e di conseguenza buoni libri.
La cultura non è erudizione, sarebbe lettera morta e lo stesso sarebbe dei libri
che ne verrebbero fuori, di qui a cinquant'anni saranno caduti nel dimenticatoio
La stessa parola cultura, letteralmente si riferisce a tutte le cose che si stanno
per cogliere, che si stanno per coltivare, quindi la cultura dà i suoi frutti
ed uno dei frutti della cultura sono i buoni libri.
N. 19
Poesia è l'essenza dell'introspezione.
Poesia è trasfigurazione del proprio mondo e del mondo.
N. 20
Non rinneghiamo mai il proprio dialetto.
Chi rinnega il proprio dialetto, ha rinnegato la terra che lo ha generato, ha
rinnegato le proprie radici culturali.
N. 21
Agosto può raggiungerci in qualsiasi mese, quando il tedio soffocante della
solitudine ci assale, o quando ci ritroviamo smarriti e senza meta
N. 22
Quando ci incamminiamo lungo il sentiero scosceso dell'arte della scrittura, se alla base manca l'ispirazione, tutto è inutile!
La riflessione e di conseguenza la scrittura sono figlie dell'ispirazione.
N. 23
Ognuno si crede in diritto di giudicare una persona usando il verbo essere, quando invece neppure sappiamo noi chi siamo veramente!
Ogni uomo è un mistero a sé stesso.
Per parlare d'amore, non è necessario essere dei letterati o dei poeti, basta essere sinceri e guardare negli occhi la persona amata.
Questo vale più di mille poesie e di mille romanzi d'amore.
Un poeta non deve mai lasciarsi condizionare dal marketing, dal consumismo o dalle mode del tempo, la sua ispirazione non sarebbe più spontanea e sincera, deve bensì lasciar parlare la propria anima, senza alcun condizionamento.
N.26
La felicità dura il tempo di un istante ed attimi di felicità si perdono nella nebbia del tempo.
N. 27
L'ispirazione è breve, fuggitiva e svelta, ai poeti il compito di afferrarla e trattenerla stretta al proprio cuore. La meraviglia, lo stupore, i sogni, l'amore: il solo nutrimento all'ispirazione.
N. 28
La stella dei poeti è la nostra ispirazione, capricciosa padrona che spesso tarda a farci visita.
N. 29
Un cuore incapace di perdono, è un cuore debole e fragile come l'argilla e l'ira lo consumerà.
N. 30
La voce della poesia non è mai passiva. Questa voce cerca sempre di emozionare, portare allo scoperto l'anima, come scrivo in una mia poesia "l'obliato proprio sé fanciullo", emozionando poeti e lettori capaci di ascoltarla e, sottolineo ascoltarla, nell'accezione più profonda del termine.
N. 31
Spesso il poeta raccoglie sogni che altri hanno disperso e, cerca di far rivivere quei sogni emozionando.
N. 32
L'anima del mondo ha ali ad abbracciare il tutto.
N. 33
Il poeta cerca sempre di emozionare i suoi lettori, è questo il suo fine e, quando quelli capaci e nella sua stessa linea d'onda si accostano ai suoi versi, scatta la comunicazione e, di conseguenza, l'emozione e l'ascolto.
La semplice lettura rimarrebbe lettera morta.
N. 34
Ritroviamo e ricerchiamo sempre l'obliato proprio sé fanciullo perché, solo con gli occhi dell'anima di un bambino si può davvero essere se stessi e si può volare alto, anche se camminiamo per una strada spesso irta di ostacoli, problemi e preoccupazioni.
N. 35
L'uomo, del suo agire insensato, cerca sempre di accusare qualcun altro, qualcos'altro o qualche animale, da qui nasce la superstizione, piaga di ogni religione.
N. 36
Penso che la musica sia la forma di espressione umana più alta e superiore a tutte le arti, anche alla poesia. Grazie alla musica, nella sua grandezza e profondità, possiamo arrivare persino ad intuire l'universo.
N. 37
La stato non fa altro che importunarci con la sua fastidiosa e puntigliosa burocrazia che, non fa altro che pungerci e importunarci come uno sciame d'insetti.
N. 38
Chi meglio dell'autore può tradurre una propria poesia in un'altra lingua?
In un certo senso avviene una ricreazione della stessa ma, quello che più importi, è che si senta la poesia, che si ascolti la sua voce, che permanga il suo spirito, anche se l'abito è cambiato.
N. 39
Possiamo considerare la figura di Elettra, come il mito archetipico di ogni donna sottoposta ad ogni genere di violenza.
Cosicché, l'unica arma di difesa che ha la donna per sfuggire alla violenza è l'istruzione e, conseguentemente, i libri, quelli degni di questo nome e fonti di cultura per eccellenza.
Senza istruzione e quindi, senza libri, la donna sarebbe vittima di ogni genere di violenza.
Similmente, possiamo considerare Oreste, come il mito archetipico di ogni difensore delle donne, ma solo per difendere e confortare Elettra.
Purtroppo, molti sono gli Egisto e pochi gli Oreste.
N. 40
Il poeta non è solo un cultore di sogni, ma sogna, si emozione e si meraviglia lui stesso; spesso vorrebbe perdersi in quei sogni, ma deve ritornare alla realtà, alla dura realtà, che usa come filtro e come ancora per non annegare.
N. 41
La poesia non è puro artificio, non è sterile costruzione ma piacere per gli occhi e per il cuore, qualcosa che ci meraviglia e ci colma d'interesse, che ci spinge a ricercar nuovi lidi, dove far approdare questo nostro inquieto nocchiero che è il nostro cuore.
N. 42
Cupo è il nostro tempo, cupa è la scena di questo mondo e il nostro sentire in una tempesta si inabissa.
N. 43
Il poeta sogna, si emoziona, si meraviglia; in caso contrario, tutto sarebbe puro artificio, sterile e fredda creazione, come voler scrivere su di un foglio di vetro.
N. 44
Non scrivo mai, se non sono ispirato, quindi, il foglio rimane bianco solo per un attimo: l'attimo magico in cui la penna bacia il foglio ed inizia a scrivere ciò che l'anima detta.
N. 45
Penso che la cognizione del dolore ci porti a riflettere e ad interrogarci, da qui nasce in noi o la follia della disperazione o il bisogno di fede.
N. 46
La poesia è la più profonda forma di comunicazione verbale mai creata dall'uomo, il suo spirito vivrà sempre e la sua voce cavalcherà i millenni.
N. 47
Il silenzio parla al poeta e il poeta osserva anche nel buio.
N. 48
L'ispirazione è misteriosa, inconscia, fuggitiva e spiazzante; come una strada completamente spoglia di alberi, senza fronde, senza appigli.
N. 49
Sono i suoi lettori che creano l'autore e, in particolare, il poeta; un poeta non esiste senza i suoi lettori, che si servono della sua poesia per emozionarsi ed emozionare altri lettori.
N. 50
Superare le incomprensioni e riconoscere di aver sbagliato, nei propri giudizi su un autore, ci porta a crescere e a maturare in lungimiranza spirituale e intellettuale.
N. 51
L'offesa è l'arma della mediocrità e non è mai una scelta intelligente.
N. 52
Altalenanti sono le nostre emozioni, come fa un'altalena possono portarci verso il cielo o verso la terra, verso la gioia o verso il dolore.
N. 53
L'ispirazione non segue un ordine precostituito, è caos, siamo noi che cerchiamo di dargli un ordine con la scrittura.
N. 54
La chiusa ha un'importanza basilare, dalla sua riuscita o meno dipende la sensazione che rimane al lettore invitandolo a sostare e a rileggere una poesia.
N. 55
È dall'incipit che parte quel caos del primo fuoco d'ispirazione che, sviluppando una poesia giunge all'explicit con una degna chiusa.
N. 56
Il poeta modella le parole, le forma e le trasforma, le trasla nel significato e le trasfonde nel significante.
N. 57
La musica è universale e, a un genio come Beethoven, nemmeno la sordità ha impedito di continuare a sentirla nella sua anima più profonda, per poter mettere in musica le vibrazioni infinite dell'universo.
N. 58
Musicalità, fluidità e spontaneità, sintesi folgorante, ispirazione, senza mediazioni, né di metrica, né di rima: tutto questo è vera poesia.
N. 59
Il poeta è ribelle (rinnova la guerra, etimologicamente parlando) come il fuoco, niente è più ribelle del fuoco, ribelle ai canoni della prosa, ribelle anche ai segni d'interpunzione; le pause della poesia non sono le pause della prosa, la mancanza totale o parziale di segni d'interpunzione non fanno altro che dilatare il respiro di una poesia, le pause sono date dagli "a capo" e dal sentire del verso, dal suo significante.
N. 60
Una giustapposta punteggiatura ci dà il significato e l'enfasi di un verso, di ogni singola parola.
Il respiro, la profondità, la musicalità di un verso, il suo senso traslato sono dati dal significante di ogni singola parola, dal suo segno grafico, dalla sensazione, dall'emozione che ci trasmette ogni singola parola, dal suo trasfondersi su ogni singola parola.
N. 61
Sono solo due le forme di espressione che non accetto, né nella vita, né tanto meno in poesia: la bestemmia e la volgarità.
La bestemmia è sempre irrazionale, anche per un ateo.
N. 62
L'amore non è solo baci e abbracci; è dialogo che riassume tutta la propria esistenza, tutto il proprio mondo, offrendoli in reciproco dono.
N. 63
Poesia è anima che si fa parola.
N. 64
Poesia è sogno, emozione, meraviglia, "usate" dal poeta come filtro e come ancora per non annegare nella dura realtà.
N. 65
Poesia è voce nel silenzio e visione nel buio.
N. 66
Il cuore, in apparenza semplice, nasconde un profondo abisso che, solo Dio conosce, che spira a noi il vento della poesia, donandoci solo dei barlumi, dei lampi fuggevoli di questo profondo abisso.
N. 67
Penso che tra poeti, scrittori, drammaturghi e artisti in genere, si debba instaurare un rapporto di rispetto e di stima reciproca e mai di concorrenza, mai avere la presunzione di possedere la verità, purtroppo questo, raramente accade.
N. 68
Il poeta non è mai mero cronista di ciò che attentamente osserva, non è mai impersonale messaggero, bensì è interprete soggettivo che ri-crea, trasforma, trasfigura sogni, storie, emozioni.
N. 69
Parafrasando Shakespeare (cfr. La Tempesta, atto IV, scena I), siamo fatti della materia di cui sono fatte le stelle: principalmente di atomi di carbonio e di carbonio sono fatti i diamanti.
Immensa come le stelle è la vita, preziosa più dei diamanti.
N. 70
Non lasciamo che il mercato sia deciso dai vari lettori di illetteratura che, purtroppo, sono la maggioranza, bisogna che ci siano dei lettori colti e critici, capaci di fare delle scelte di cultura nelle proprie letture.
La figura dell'autore, che prima di tutto deve essere un lettore critico e colto, è l'ideale.
N. 71
La poesia è anima che si fa parola e, dietro ogni parola, è nascosto un verso della poesia che giorno per giorno ognuno scrive con le lacrime del suo cuore, di gioia o di dolore.
N. 72
La poesia non è mera imitazione della realtà, non è sua fredda riproposizione, come ad esempio l'uso dei vari termini e verbi indecorosi, espedienti fin troppo facili per esprimere rabbia e quant'altro. La poesia è "rappresentazione", nel senso di interpretazione soggettiva della realtà e, quindi, nel senso di sua ri-creazione e trasfigurazione.
Non si potrà mai dare una definizione definitiva di poesia ma solo innumerevoli interpretazioni, lo stesso verbo "definire" vuole tracciare dei confini ma, la poesia non ha confini, il suo spirito vivrà sempre e la sua voce cavalcherà i millenni.
Infatti Picasso, a proposito della pittura ha scritto: «La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto.».