Nato a Palermo, dove vive, nel 1974; ha conseguito la Maturità Classica nel 1994. Scrive poesie dal 1990, nell’agosto del 2000 sono state
pubblicate ventidue sue poesie, presso l’Editrice Nuovi Autori, di Milano, nel volume antologico Spiragli ‘47. Nel 2007 una sua poesia è
stata pubblicata nella rivista internazionale Poeti e poesia, della casa editrice Pagine di Roma.
Ha anche tradotto in inglese tre sue poesie,
di cui una è stata pubblicata in America nel 2008, dalla Howard Ely Editor (Owings Mills, Maryland, USA), nella raccolta antologica di poeti
esordienti Collected Whispers ed anche su CD, dal titolo The sound of Poetry.
Un’altra sua poesia è stata pubblicata nell’agenda 2009 Le pagine
del poeta, sempre dalla casa editrice Pagine, di Roma. Nel marzo 2009 è uscita la sua prima raccolta di poesie Per una strada (SBC Edizioni).
Nel giugno 2009 due sue poesie, allora inedite, sono state pubblicate nel volume antologico di poesie e brevi racconti Poesia e vita
(Rupe Mutevole), cinquanta autori insieme per aiutare il piccolo Emanuele Lo Bue, che da anni versa in uno stato di coma neurovegetativo.
Lodevole iniziativa di beneficenza organizzata dalla poetessa Gioia Lomasti, per conto della casa editrice Rupe Mutevole, di Bedonia (Pr).
Dal 1990 sta scrivendo un poema drammatico ambientato al tempo della scoperta dell'Islanda, di argomento storico romanzato.
Dal 1991 ha scritto anche ventiquattro aforismi, tuttora inediti.
Leggerezza, delicatezza
soffusa e serena:
un fiore, che leggiadro
al primo suo fiorire,
espande per l’aria
gli odorosi suoi sospiri,
e irrora dolcemente,
e irradia di luce
l’aria della notte:
un’arpa ascolto,
lontano il suo suono
si perde;
sospirosi ardori,
sospirato amore,
ti chiamo
e nella notte mi perdo.
Dolcemente i suoi capelli inanellava,
e mi beava nel rimirar
il suo bel viso,
il suo sorriso,
che languente mi sfuggiva;
e cercavo d’immaginar
i suoi begl’occhi,
che all’anima profondi balenava
in un sussulto,
in un singulto,
che veloce dileguava.
Là, dove il mare è profondo,
fondo, fondo;
là, dove le onde si rincorrono,
corrono, corrono:
e le luci si disperdono
e lo sguardo si dirada,
si fa chiaro;
e l’amor mi raggiunge
col suo dolce sovvenir.
Là, dove il mondo ti dimentica;
là, dove il sole ti colpisce
col suo chiaror;
là, dove un lampo ti pervade
col suo baglior,
e in un abbraccio ti rapisce.
Là, dove l’oblio ti sommerge
con la sua luna;
là, dove il mondo ti abbandona
con la sua fine:
là voglio riposare,
e perdermi rapito
nel Sole: nell’amore infinito.
Librarsi, alzarsi:
oltre le vele,
oltre il mare immenso;
così io voglio volare,
innalzarmi
e sprofondare
nell’azzurro cielo:
vedo un albatro,
che possente
dalle ali ampie
e veloci si lancia in volo,
e non vorrebbe
più ritornare a terra,
lassù, in alto: fino in cielo.
Verdi alture frondose,
alpestri monti,
onde che si rincorrono
svettanti nell’azzurro mare,
che s’infrangono fragorose
su per la scogliera,
che si gettano a volo
in limpide cascate:
acqua pura e limpida,
fresca grazia luminosa,
natura viva e rigogliosa.
Alberati recessi luminosi,
solitarie rive, remoti monti
si espandono generosi,
e sprizzano vapori porporini
e fiammeggianti scintillano.
Vedevo le stelle, che rilucenti
sul mare si specchiavano;
lo sguardo ammirato e l'emozione
si perde e lieta s'immerge
negl'ampi rivoli del ricordo,
e le luci si rincorrevano,
e lo sguardo vi si perdeva
nella memoria,
nel ricordo che si annulla,
nel tempo passato,
che non ritorna.
N. 1
Il dolore è come il mare, nel suo indistinto ondeggiare e rifluire incessante.
N. 2
Il dolore, fuori da ogni religione, è un avvertimento a non ucciderci.
N. 3
Musica è strumento che l'uomo adopra per intuire l'universo.
N. 4
La letteratura dà voce ai sogni dell'umanità, ai suoi dolori, alle sue speranze; e leggere un classico significa immergersi in un mondo lontano ma allo
stesso tempo vicino ai nostri sogni, alle nostre speranze, ai nostri dolori.
N. 5
Felicità è essere capaci di guardare il mondo con meraviglia.
N. 6
Tutto quello di cui scriviamo, tutto quello che facciamo, è già passato.
Non possiamo fermare il presente, perché è già passato.
Ci illudiamo del futuro, ma si confonde con il presente e si dissolve nel passato.
N. 7
La follia della disperazione porta alla divisione, alla distruzione e alla guerra; la speranza alla gioia, alla concordia e alla pace.
N. 8
L'amore è l'unica arma che abbiamo contro il dolore.
N. 9
Solo al momento della morte, questo nostro orologio sconnesso della vita dirà l'ora esatta.
N. 10
L'ispirazione artistica è come una strada senza fronde, in cui si perde fuggitivo il nostro inconscio.
N. 11
Si è veramente sé stessi, se lasciamo agire il fanciullo che è in noi.
N. 12
Quando iniziamo a sognare, leggendo un libro, ecco che il tempo ci sembra scorrere più lentamente.
In realtà corre veloce, come il vento.
N. 13
Il poeta sintetizza compiendo un'analisi, lo scrittore analizza compiendo una sintesi.
N. 14
Nelle arti, come nella vita, se c'è spontaneità, c'è anche personalità.
N. 15
Se si legge un classico, si va sul sicuro e si evitano delusioni.
Perché un classico nasconde in sé, tutto un mondo da scoprire, e quel mondo ci assomiglia.
N. 16
Gli amici si mostrano tali nel momento del bisogno, gli ipocriti si tolgono la maschera e smettono di recitare.
N. 17
Possiamo giudicare e discutere sui comportamenti umani, ma non possiamo giudicare un essere umano.
Freme d’intorno un andare
nell’ombra e in inverno:
scrosci d’acqua piovigginosa
si attardano sul limitare;
nera ombra si spiana
e si dilata nell’oscurità:
rosse tempie tremende.
Andare disperso,
andare smarrito:
rimane il valore,
rimane il dolore.
* Dedicata a mio padre, che è un non vedente.
N. 18
La cultura è sempre un divenire, la cultura è viva ed è la riflessione che genera
cultura e quindi genera buoni lettori e di conseguenza buoni libri.
La cultura non è erudizione, sarebbe lettera morta e lo stesso sarebbe dei libri
che ne verrebbero fuori, di qui a cinquant'anni saranno caduti nel dimenticatoio
La stessa parola cultura, letteralmente si riferisce a tutte le cose che si stanno
per cogliere, che si stanno per coltivare, quindi la cultura dà i suoi frutti
ed uno dei frutti della cultura sono i buoni libri.
N. 19
Poesia è l'essenza dell'introspezione.
Poesia è trasfigurazione del proprio mondo e del mondo.
N. 20
Non rinneghiamo mai il proprio dialetto.
Chi rinnega il proprio dialetto, ha rinnegato la terra che lo ha generato, ha
rinnegato le proprie radici culturali.
N. 21
Agosto può raggiungerci in qualsiasi mese, quando il tedio soffocante della
solitudine ci assale, o quando ci ritroviamo smarriti e senza meta
N. 22
Quando ci incamminiamo lungo il sentiero scosceso dell'arte della scrittura, se alla base manca l'ispirazione, tutto è inutile!
La riflessione e di conseguenza la scrittura sono figlie dell'ispirazione.
N. 23
Ognuno si crede in diritto di giudicare una persona usando il verbo essere, quando invece neppure sappiamo noi chi siamo veramente!
Ogni uomo è un mistero a sé stesso.
Per parlare d'amore, non è necessario essere dei letterati o dei poeti, basta essere sinceri e guardare negli occhi la persona amata.
Questo vale più di mille poesie e di mille romanzi d'amore.
Un poeta non deve mai lasciarsi condizionare dal marketing, dal consumismo o dalle mode del tempo, la sua ispirazione non sarebbe più spontanea e sincera, deve bensì lasciar parlare la propria anima, senza alcun condizionamento.