IO

sono io
forse genio
certo pazzia
e vivo
non penso
all’oggi
né al domani
ferisco
il mio male
soffrono
le mie ossa
e cresco
così
ubriacandomi
di te
vita
e di te
amore

LE PAROLE CHE NON TI DISSI

quel che vorrei dirti
lo conservo
nel profondo del cuore
sono poche parole
forse un poco infantili
che ti parlano d’amore
sono parole da tutti usate
quelle semplici
eterni ricami d’amore
quel che vorrei dirti
non te lo dirò mai
lo conserverà un foglio di carta
che mai nessuno leggerà
e nessuno mai saprà
quanto amore porto per te
e non lo saprai neanche tu
che felice te ne stai lassù
tra il verde dei tuoi monti
ammirando i tramonti
su un mare
che sognavamo di camminare
mano nella mano
eterni noi
in un eterno mondo
ed ora lontani e persi
come le parole che non ti dissi

SERENDIPITA’

ricordi? cominciò come un gioco
una sfida a te stessa
una sfida a me stesso
e ci siamo bruciati
al fuoco d’un amore
improvviso
non cercato
ma che ci ha inchiodati

e questa serendipità
ci ha trovati felici
ma anche indifesi
a volte malinconici
ma sempre protesi
verso un destino
di cui nulla sappiamo
o forse si una cosa
una e una sola conosciamo
siamo certezza
a dispetto del fato

VIA TORCELLAN

una cucina gialla
un divano forse rosso
un copriletto variegato
verdi le persiane
noi al primo piano
un frigo che ho riempito
una doccia che abbiamo usato
la mia gioia incontenibile
la certezza di tornare
tu nuda accanto a me
il tuo sorriso che mi consola
per una magra prestazione
dovuta ad un'emozione
che sovrasta la tentazione
ma anche questo
pur nei suoi limiti
è amore
amore mio

ISTANTI

istanti
distanti
fra noi
e d’istinto
ti rivedo
tu ed io
astanti
sempre
distanti
eppur felici
un istante
fatto
d’istanti

LETTERE

le nostre lettere
viaggiano per l’etere
portano i nostri sogni
i ricordi e le speranze
sono lettere
che non hanno passato
e chissà
se avranno un futuro
le nostre lettere
sono piene di noi
che ci rincorriamo
in un mondo
tornato virtuale
dopo lo splendido
tempo reale

le nostre lettere
sono sciocche
infantili
per la nostra età
un’età
che ha perso il tempo
e che ci riporta
agli anni di gioventù
la stessa
ch’è sfiorita con noi
ma che poi
testardamente
incoscientemente
facciamo rivivere
nelle nostre lettere
parole non dette
ma solo scritte
perché a noi
non sarà dato
parlar d’amore
mano nella mano

restano le lettere
a correre nell’etere
resta la nostra età
e resta chi a noi è accanto
che mai e mai ancora
leggerà
le nostre lettere
che come noi
sono ormai senza età

NEL TACERE NON C’E’ SILENZIO

nel tacere non c’è silenzio
ma solo un vizio assurdo
che rimbalza nella mente
con ritmica frequenza
nel tacere non c’è silenzio
ma solo l’essenza
di parole taciute e unite
in un gioco lessicale
come prisma di rifrazione
di un turbinio siderale
che tu e tu sola conosci
perché tu ne sei
la depositaria vestale
nel tacere non c’è silenzio
ma l’ombra d’un ricordo
che non t’abbandona
e mai t’abbandonerà
e con eclettico volo
ti vedo sulla tua piazza
dove figuranti ed astanti
recitano a soggetto
no nel tuo tacere non c’è silenzio
ma solo un grido d’aiuto
che in gola si strozza
che io avverto con forza
e te lo dico ancora una volta
ritorna quel che eri
monella dispettosa e fetente
curiosa infedele
indiscreta e impertinente

ORA

ora che la rabbia s’è acchetata
seppellita da una bottiglia vuota
ora che i nostri corpi un tempo
assetati d’amore più non si cercano
ora che il male oscuro che ci attanagliava
è stato ucciso da una morte benigna
ora riprendiamo le nostre vite
ci siamo amati un tempo lontano
ma gli dei d’Olimpo e le umane genti
decisero diversamente o forse non eravamo pronti
“ora non è più quel tempo” mi hai detto
ma ora sono io che freno il destino
e anche se ora ti sento vicina tanto vicina
non è più quel tempo ora è tempo di mutare
non cercarmi più ma lasciami vivere la mia vita
che ora ha i colori pastello delle piazzette
e del cielo dei paesi del Veneto
le stesse che un grande Sandro Penna
ha cantato ne “La Piazzetta veneta”
ora va così abbi cura di te vivi la tua vita
la mia è accarezzata da un nuovo amore

SEI

sei un petalo di rosa sfiorato dal vento
uno scrigno prezioso ricolmo d’ori
un letto disfatto coperto di fiori
sei anche tormento se non ti sento

sei amore che a volte tace
che fugge che trema che sbaglia
ma sei anche amore rapace
che torna monello e m’invoglia

sei fuoco sulla mia pelle
e a volte gelo nell’anima
mai fantasma nella mia mente
sei ombra che al buio si dirama

sei nei miei pensieri una presenza
costante ferma e vera
un’emozione una forza un’ essenza
una carezza calda e leggera

una lacrima che muore sul mio viso
un turbinio che mi travolge
sei la mia gioia la luce il mio sorriso
sei ciò che la mia vita sconvolge

sei tu che col canto delle tue mani
giochi un eterno gioco proibito
e che come ieri oggi e domani
resti un eterno tempo infinito

da giocare insieme mani nelle mani
volando tra gli strappi cobalto del cielo
così saprò di non essere solo
in questo mio dolce folle volo

SIAMO

siamo tu ed io
l’urlo d’un
amore graffiato
le voci d’un
amore silente
il sorriso morente
d’un sole malato
il battito d’ali
d’un gabbiano ferito
la rabbia di chi
non può gridare
l’amore
e siamo anche la gioia
d’un segreto comune

STAGIONI

l’autunno incipiente
e dietro l’inverno
oscureranno i colori
del tuo vestire
e la gioiosa brigata
della bella stagione
riposerà beata
dopo aver accarezzato
il corpo tuo

io
lontano in un angolo
di mondo e d’inferno
fisserò gli occhi tuoi
ridenti in una foto
aspettando primavera
per ornare di sguardi
le tue cosce di marmo

VENDETTA

gelosa è la terra
del bacio che le foglie
daranno agli alberi
e lì immobile aspetta
che il tempo consumi
i giorni colorati di verde
per ricevere il bacio leggero
delle foglie ingiallite
e farle morire nel suo ventre

AD OCCHI VERI

ancora una volta
vorrei vederti
ad occhi veri
e fare dei giorni
di oggi quelli di ieri
vorrei vederti
ad occhi chiari
come la neve
dei tuoi monti
e le lacrime dei
miei pianti
vorrei vederti
ad occhi azzurri
come l’angolo
del tuo mare
da Caorle
a Duna Verde
regalami i tuoi
occhi veri
ancora una
e una sola volta
non ti chiederò
più niente
perché niente
tu avrai per me
solo i tuoi
occhi veri
che conservano
i ricordi di noi
e di un’altra età
persa essa
come la mia vita
che su se stessa
ormai s’avvita
cercando i tuoi occhi
i tuoi occhi veri
coperti ora
da occhiali neri

ATTESA

respiro
l’aria fresca
sul balcone
di quella casa tua
poi nostra
e ancora tua
mi saluta
il vicino curioso
ma riservato
“professore
ben arrivato”
e di rimando io
“ben trovato”
poi il solito giro
il punto Internet
“ehilà professore
ben tornato tra noi
quanto tempo
si trattiene?”
“vediamo come butta
prendo il mondo
come viene”
poi il solito bar
dove la gente
consuma
caffè ed amari
“buongiorno professore
quale buon vento
il solito Campari?”
“certo che si
senza limone e con
la solita aggiustata…”
“mi ricordo professore
con acqua gassata”
poi l’edicola
“allora da domani i soliti
professore?
Libero, Il Giornale,
la Gazzetta e il Corrierone”
annuisco stringo mani
chi m’invita a colazione
chi mi vuole a pranzo
domani
poi dalla panettiera
per le solite due michette

qui dette “zoccolette”
poi la spesa
il rientro a casa
ascolto musica
guardo la TV
poi finalmente alle tre
arrivi tu

CELLULE ASTRATTE

cosa posso dirti
che ancora non ti ho detto?
cosa posso farti
che ancora non ti ho fatto?
cosa posso darti
che ancora non ti ho dato?
cosa posso rubarti
che ancora non ti ho rubato?
niente

e di niente siamo fatti
tu ed io
amore mio

E’

…è
questo rincorrere la vita
il perenne scontro
tra chi crea e chi distrugge

…è
questo sbattere forte al vento
di canne che non si spezzano
la ricerca della stabilità

…è
questa folle corsa verso il vuoto
che regala azioni dissennate
a chi vivere più non vuole

…è
quest’utopia dei nostri giorni
che ci fa sentire come
non giovani ma vecchi Holden

…è
questa solitudine che mi fa urlare
quasi fosse un abbaiare alla luna
con latrati d’esagerato dolore

QUESTO TEMPO

è il tuo tempo
questo tempo
che tempo
non lascia al tempo
questo tempo
piovoso e grigio
come i miei occhi
senza colore
questo tempo noioso
che narra d'un amore
che s'è perso
non sappiamo dove
forse tra parole taciute
e giorni passati
come fossimo due estranei
questo tempo
inseguito dal tempo
questo tempo
che non ci appartiene
e che lento e noioso
dispettoso e minaccioso
ci allontana donandoci
solo il tempo
per i rimpianti
e nessun tempo
pei rimorsi

AD UN AMICO PERSO

è stata
la gioia d’un momento
bella come il volo
sicuro e rapace
di un’aquila
mai fallace

è stata
poi una tempesta siderale
che m’ha fatto capire
che le nostre strade
nulla avevano da dire

è stata
la nostra breve amicizia
un tesoro che arricchisce
ma il tuo silenzio suona
come colpa di chi si schermisce

è stata
la certezza dell’incertezza
che mi fa lasciare la mano tesa
e se lo vorrai amico mio
forte sarà la mia presa

AVERTI DENTRO

averti dentro
è una necessità
il giusto compendio
che schiude le porte
d'un Paradiso immenso
sei la mia droga
la mia musica romantica
sei la mia sublimazione
e la mia passione
sei più del tutto
e meno del niente
sei un lontano orizzonte
sei la mia mente
e la mia forza
la mia dolcezza
la mia violenza
sei la mia intelligenza
che crea e cammina
sei la mia anima
e la mia poesia
averti dentro
è un atto d'amore
la giusta ragione
che schiude il bisogno
ad una gioia sottile
che ritma il pulsare
d'una vita diversa
che colora i sogni
d'una gioventù persa
avermi dentro
è la tua salvezza
la tua vita
e la tua purezza
è un oceano tumultuoso
che agita i tuoi sonni
è la ragione d'una vita
che non credevi
d'aver mai vissuta
è la scoperta
di nuove emozioni
il toccare con mano
nuove sensazioni
avermi dentro
è il tuo benessere
e la tua cultura
è la scoperta d'una
ragion pura
che decanta le scorie
d'una vita
fatta di noia
è una luce che illumina
il tuo volto
è la gioia di piangere
stretta ad un braccio
è la mia speranza
per un mancato approccio

averti
riscoprire i sentieri
di fughe romantiche
percorsi segnati
da abbracci e risate

averti
il desiderio tumultuoso
di star pelle su pelle
ripete un rito vecchio
qui sotto le stelle

COME

come l’onde sugli scogli
come le fronde sugli alberi
come i raggi d’ogni sole
come le dune d’ogni deserto
come l’aria che alimenta la vita
come un ago che va in vena
come un neonato che un seno cerca
come l’urlo di chi fa un gol
come la rabbia di un innocente
come il ritmo delle stagioni
come il limitare d’ogni vita
come l’amore che ho per te

come....…

ma come cazzo si fa a sparare ste cazzate
se tu ora stai scopando
con quel tale
conosciuto ch’era appena passato Natale?

ERAVAMO

Eravamo
due voci nel silenzio
ali nel vento
l'urlo strozzato
d'un difficile momento
il sorriso del sole
l'alba tinta di rosa
il chiarore della luna
che sulla stessa
faccia si posa
eravamo gabbiani
a volo radente
e l'orizzonte
che nel cielo si perde
eravamo il nulla
eravamo il niente
ora siamo l'assurdo
d'un amore sospeso
e l'atroce peso
del tempo che corre
non aiuta la mia età
che fugge veloce
così che ai miei occhi
sfocata è la tua beltà

I BAMBINI DI KABUL

poche manciate di riso
occhi grandi che fissano il tavolo
volti spenti senza sorriso
orecchie tese per qualcosa in volo
la notte nera mette paura
la luce fioca s'è dispersa
nascosti tra le grotte dell'altura
vivono una notte diversa
solo la luna brilla in cielo
e poi gli scoppi le urla i pianti
pregano le donne sotto quel velo
raccomandandosi pure ai santi
e nel cielo appaiono mille stelle
tutte uguali lucenti e tristi
e il tremore della pelle
impaurisce volti mesti
sono stelle strane e diverse
che si affacciano nei tukul
incorniciate da facce meste
son gli occhi impauriti dei bimbi di Kabul

OGGI SIAMO TUTTI ABRAMO – per Eluana
inserita il 4 settembre 2009

non so perché io
credo in Dio
forse per convenienza
o forse perché
diffido della scienza
forse perché da peccatore
cerco il perdono
per tacitare la mia coscienza
o forse ancora
per avere chi pregare
quando il dolore
delle mie ossa
mi ricorda che poco
mi resta da campare
o anche per avere
chi bestemmiare
non bastando più i santi
da declinare in fila
tutti quanti

e mi sono chiesto
mille volte tra i miei
chiasmi filosofanti
- nelle giornate uggiose
e in quelle raggianti -
chi genera più terrore
se l’uomo o l’animale
e provo un certo orrore
nel darmi la risposta
anche se del primo
credevo di sapere
e del secondo proprio non so
la risposta che mi sono dato
in questo giorno triste
e che non m’ha confortato
è nuda e cruda
“è l’animale fatto uomo
amico mio
che azzanna un figlio
senza che di lassù
il Signore Iddio
l’avesse stimolato
confortato
come fece con Abramo
e poi fermato”

e il pensiero
corre ad Eluana
- ma domani
potrebbe essere
Flaminia Valentina
Daniele o Luana –
e a quel cuore che
pulsa in petto
a quel sondino sputato
quasi per rigetto
a quel corpo nelle cui vene
scorre sangue buono
a tutte quelle pene
- ne sono ben cosciente -
che tutti i suoi cari
tra doglie pensieri e affanni
e forse troppo soli tra la gente
portano da diciassette anni

ma proprio a voi
che siete a lei più vicini
e quel cuore sentite pulsare
quel respiro la vita alitare
io che non sono nessuno
ma solo un povero baccelliere
dal destino segnato
dico
“fermate quella mano
oggi siamo tutti Abramo”

(Terni, 8 febbraio 2009)

Palla rossa
inserita il 4 settembre 2009

a Vanessa Ferrari. Amico
del padre, la vidi nel 2002 mentre
faceva allenamento
in uno scantinato le cui pareti
erano tappezzate di poster del suo
idolo: la ginnasta rumena Nadia Comaneci

corre una ragazza
con una palla rossa
salta si libra scalza
e sembra quasi possa
con leggiadra eleganza
saltare all’infinito

e poi
studiando un mito
getta lo sguardo altrove
alla ricerca
con salti veloci
di quella che divenne
Nadia Comaneci

(Orzinuovi, 18 luglio 2002)

Vanessa Ferrari diventerà Campionessa del Mondo nel “completo” nel 2006.

E ORA SOLI
inserita il 4 settembre 2009

si perde nell’angoscioso silenzio
della mia voce che più non parla
il grido di dolore delle mie ossa
che come schegge impazzite
graffiano la mia carne con latrati
d’esagerato dolore che fa arrovellare
il mio cervello nella sua lucida
persistente mai sopita follia
e i miei sogni s’infrangono
tra notti insonni e calici di vino
rosso come quel fetente amore
che a te ancora mi lega quando so
e lo so bene che è un farci male
che gratuitamente ci imponiamo
prigioniero io d’un sogno vero
prigioniera tu d’un amore diverso

e ora soli

DANILO CON LE OSSA ROTTE
inserita il 4 settembre 2009

Danilo con le ossa tutte rotte
guarda il sole che tramonta
e aspetta solo che giunga morte
per poi trapassare come l’onda

che s’infrange sullo scoglio
e poi inghiottita dalla risacca
tra uno spruzzo e un gorgoglio
ritorna e lì ancora si rinsacca

il mio mare è ormai asciutto
come i miei occhi senza lacrime
e se dalla vita ho avuto tutto

ora tutto si riprende
lasciandomi il ricordo
di te monella irriverente

NON VOGLIO
inserita il 4 settembre 2009

non voglio tu mi veda
come sono ridotto
perché ci starei male
come male ci staresti tu
voglio che di me ti resti
il ricordo dell’ultimo bacio
come io conservo il tuo
e il sapore buono di te

non voglio tu mi dica
“sai ti trovo bene”
sapendo di mentire
e tu mentire non sai
voglio che di me ti resti
quel mio sorriso triste
come io conservo
quello tuo monello
io sono qui posato
in quest’angolo d’inferno
curvo sul mio bastone
gli occhi senza colore
precario l’equilibrio
tanta rabbia in corpo
parlo di te con me
e scrivo e scriverò
ancora e solo di te

LA MORTE MI COGLIERA’ A STENTO
inserita il 4 settembre 2009

la morte mi coglierà a stento
in un’alba di dolce primavera
e la seguirò senza un lamento
quadrando un destino che s’avvera

la morte raccoglierà le mie ossa
che dolore più non avvertono
e cupa mi porterà dov’io possa
aver pace dove tutti si perdono

sarà un giorno di liberazione
con un solo grande tormento
che sarà un’eterna ossessione

non averti più fra le mie braccia
e vivere ancora con te l’emozione
di un’alba nuova che s’affaccia

Pisa, 24 giugno 2009

A Flaminia per la sua laurea
inserita l'11 settembre 2009

era il tempo dei giochi e delle favole
ti iscrivemmo alla scuola elementare
per te una scoperta nuova componevi le parole
e i compiti a casa erano un gran da fare

crescevi così ritta specchiandoti al sole
ti erano di compagnia i libri e nuove letture
e così come di costume suole
fantasticavi un mondo d'avventure

poi un traguardo nuovo la scuola media
più libri più materie più lavoro
io ti vedevo seduta su quella sedia
assorta sui libri e il tempo passare con loro

ricordo che con tua madre agli esami di licenza
venimmo ad ascoltarti sotto la finestra
seguimmo il tuo argomentare fatto con intelligenza
e ti confesso fu un'emozione forte la nostra

poi giunse il ginnasio con il latino e il greco
una scuola pesante per non dire dura
l'affrontasti col tuo fare altero e fiero
buttandoti alle spalle ogni paura

i tre anni di liceo lascia che te lo dica
furono per te una pura formalità
e poi non è vero mica
che premiano chi ha più capacità

lo vivesti sulla tua pelle
agli esami di maturità
ti vedesti passare avanti anche quelle
che approfittarono della tua bontà

ricordo la tua delusione scritta in viso
esplodesti in un pianto singhiozzante
ti rincuorai con una mia carezza e un mio sorriso
dicendoti che per me e tua madre il 60 non era importante

poi cominciò la tua avventura all'Università
Roma t'aspettava e con essa una nuova vita
pensasti a lungo alla scelta della facoltà
poi optasti per Comunicazione alla Traspontina

cinque anni vissuti con intensità
trenta esami con esito esaltante
ti hanno portata a questo giorno qua
un giorno tutto tuo un giorno festante

hai trovato anche il tempo per l'amore
coi suoi pregi i suoi vizi le sue virtù
una vita senza non ha valore
e sono certo lo hai capito anche tu

domani sarà il grande giorno
ti sederai davanti alla commissione
sarà il giorno del non ritorno
e farai la tua discussione

non assisterò al tuo successo
troppo forte per me è l'emozione
invecchio e mi commuove ogni eccesso
anche se dentro forte è la tentazione

e sarà per me un piacere immenso
vedere il sorriso su di te mia principessa
sarà bello e avrà anche un senso
sentire gli altri chiamarti dottoressa

non so cosa a me riserverà il futuro
perso come sono dietro ai sogni e alla poesia
per te sarà roseo ne sono sicuro
del mio poco m'importa sia quel che sia

questi versi te li dedico col cuore ragione di mia vita
sono il mio regalo per il tuo dottorato
sono certo li conserverai anche dopo la mia dipartita
come retaggio di un padre che hai sempre amato.

AMICI DI UN TEMPO
inserita l'11 settembre 2009

dove siete cari amici di un tempo
tu Stefano so che ti sei laureato
architetto affermato
nello studio di Piano
e quando passo per “Zena”
quell’agglomerato color pastello
mi ricorda il tuo genio
e quello
ch’eri capace di fare
con una matita e un foglio
dare anima ad ogni disegno
col minimo impegno
e per i compiti
di latino provvedevo io
e m’ero già inventato
il “due per tre”
Cappello Tenella e te

tu Ezio fai la bella vita a Bologna
quanti ricordi in quella vecchia casa
di Piazza Wolf
e poi gli aperitivi da Majani
discutendo di politica
dell’oggi e del domani
le camminate sotto i portici
le lattine scalciate in Piazza Grande
le notti all’osterie di via dei Giudei
le stornellate con voci stonate

“osteria del vecchio asilo
paraponzi ponzi po
li stanno Ezio e Danilo
paraponzi ponzi po
Ezio e Danilo sfidan tutti quanti
a loro s’arrendon pure i santi
dammela a me biondì
dammela a me biondà

noi e solo noi contro la rive gouche
in una Bologna che c’era amica
e Guccini la cantava con
“ville e gioielli e salami n vetrina”

e tu Tinto dove sei?
ti vidi che mi dovevo sposare
al “Tempio del Sole”
- oggi San Salvatore –
m’avevi promesso
che saresti stato mio testimone
e poi nessuna notizia
arrivai tenendo per mano Patrizia
e non credevo ai miei occhi
tu eri lì vestito di tutto punto
ci abbracciammo a lungo
e tu “barò* sono qui per te”
avevi lasciato
- quasi non ci credevo -
Città del Capo
per fare da testimone a me
e lì poi sei tornato
ma al numero che m’hai dato
oggi tutto tace
Alessio mi dice
che t’ha sentito anni or sono
forse era il ’94 non ricordo
eri ad Adelaide
stai sempre in culo al mondo
ma di te non mi scordo

e tu Gualtiero
stai sempre lì
in quel freddo cimitero
quel male oscuro
t’ha portato via un giorno di primavera
era pronto il Carro del Maggio della Ferriera
e da bravo figliolo
a tuo padre dedicavi quel brano struggente
“Perdonami papà son maggiaiolo”
lui che ti voleva vedere dottore
ancora ti piange con amore
vecchio e tremante
su quella tomba sempre in fiore
dove anche io
- quando qui torno -
vengo a pregare

si parlava d’andare a caccia in Africa
fra savane sterminate
si fantasticava insieme e ci vedevamo uomini
si parlava della Giovanna
dai lunghi capelli lisci biondi
di Cinzia e dei suoi occhi splendenti
di Paola e Mirella
e di quella che tutti ci trombavamo
la Rossella
scoprivamo l’amore e si diventava adulti
gli anni passavano
e non ci preoccupavano

oggi sono un uomo
che dalla vita ha avuto molto
e tant’altro m’ha tolto
uno che ha sempre vissuto di certezze
coi miei difetti e le mie debolezze
coi miei ricordi e i miei rancori
e di quel tempo non restano
che fogli sgualciti di diari
scritti oggi con la Mont Blanc
come vorrei usare ancora
penna e calamaio
ed asciugare tutto
con la carta assorbente
la vita corre il mondo cambia
e di quel tempo non resta niente
e con nostalgia guardo
quel grembiule nero col colletto bianco
e il fiocco azzurro
in tasca c’è ancora
la gomma pane
e il lapis nero “Fila”
e in mente mi torna
la voce del Maestro Rosario
“Albani Battaglioli
Berselli Bonvicini
Capello Cappello Ceccarelli Cuccinello
De Santis Gentiletti Giannattasio

Amore
inserita l'11 settembre 2009

amore
amore
amore mio
amore caro
amore bello
amore raro
amore dolce
tenero amore
amore trasgressivo
amore violento
amore possessivo
amore focoso
amore esornativo
amore turbolento
amore burrascoso
amore tormentato
amore gioioso
amore inviolato
amore impavido
amore licenzioso
amore lepido
amore callido
amore
amore
amore mio
unico e solare
fedele e sensuale
amore ancestrale
amore immanente
amore silente
impertinente
monello e fetente
erotogeno esaustivo
amore onnisciente
amore gioia
amore dolore
amore piacere
a volte foia
amore rifugio
mia certezza
mia fiducia
mia forza
amore bellezza
amore amato
e mai odiato
amore dispettoso
amore ossessione
amore passione
amore guerra e pace
amore che tace
ascolta e riflette
amore sagace
amore
amore
amore mio
amore candido
amore viziato
amore vizioso
amore intrigante
a volte assurdo
altre sorprendente
amore puro
amore epicureo
amore duro
amore foriero
di nuove sensazioni
amore ricco di emozioni
amore lontano
amore vicino
amore sicuro
amore corrivo
sempre presente
e mai assente
amore
amore
amore mio
amore infantile
amore puerile
tangibile imprescindibile
amore versatile
venusto gentilizio
e mai fittizio
amore inchiodato
amore ferito
accarezzato
curato
amore nobile
amore salvato
amore terzo stato
amore menage
amore prepotente
amore bondage
amore suadente
amore
amore
amore mio
sei tu
tutto l’amore del mondo
sei tu
tutto l’amore sperato
sei tu
l’amore fecondo
e l’amore cercato
il mio grande amore
il seme della mia pazzia
e tu stessa
- amore – sei follia
amore prosa
amore poesia
amore incantesimo
e incantato
amore che sia
amore fiaba
amore fata
amore incantenato
amore strega
e stregato
amore agnostico
ecumenico dragoniano
domestico
amore icastico
amore stella lucente
amore stella dell’orsa
amore splendente
che mai affanna la mia corsa
amore
amore
amore mio
amore luna
amore sole
amore cruna
d’un ago insanguinato
amore firmamento
cielo stellato
stella polare
che indica la strada
amore stellare
amore calpestato
amore torturato
amore invocato
voluto e trovato
amore beato
amore pregato
ora libero
ora inchiodato
amore colorato
amore eburneo
amore ceruleo
circospetto eclettico
amore apodittico
drastico egotista
amore egoista
amore disperato
bestemmiato ucciso
urlato negato
estemporaneo corrivo
amore balzano
amore tardivo
amore
amore
amore mio
solo tu
oggi domani sempre
amore permanente
amore incosciente
amore sorprendente
a volte incoerente
amore sciocco
amore risolto
amore come
vento di scirocco
che spira caldo
agli altri sordo
amore irriverente
amore garbato
a volte impertinente
amore protervo
saliente e precipuo
amore plenario
amore proficuo
amore
amore
amore mio
amore curioso
amore ieratico
amore seriosio
amore onirico
amore di destra
e di sinistra
amore libertino liberale
ricco povero
socialista e comunista
amore regale
amore imperiale
amore innocente
amore disteso
sotto un sole bollente
amore salato
dall’acqua di mare
amore cortese
amore d’amare
amore senza pretese
amore
amore
amore mio
amore santificato
amore mutato
come dune di sabbia
amore spiato
amore che fa rabbia
amore impossibile
amore lunatico
introverso e dubbioso
amore chiassoso
sei tu
quest’amore
che il cuore mi trascina
che brucia i miei sensi
quest’amore
che s’accende la mattina
mentre fisso l’orizzonte
e so che tu mi pensi
amore che a notte fonda
si riposa
amore cui dono una rosa
quest’amore
solo nostro
che la vita ci spariglia
quest’amore
che ci scompiglia
che ci accende
e mai ci spegne
a volte saccente
quest’amore intraprendente
lo vivrò con te
amore grande
amore unico
amore dolce
questo nostro amore
che vive
perché noi viviamo
che respira con noi
quest’amore bambino
voluto cercato
e fatto incrociare dal destino
quest’amore
nato quasi per caso
quest’amore
che si ritrova
e aspetta primavera
quest’amore
che ha un solo nome
e che vive di nobile tresca
quest’amore che corre nei prati
tra fonti d’acqua fresca

Del perduto amore (a Francesca)
inserita il 25 settembre 2009

parlo di te con me
fra me
ed è un parlare sordo
che nel vento
si perde come perso
ormai è quest'amore

e nei miei interiori
assurdi silenzi
ancora urlo
il tuo nome

ma tu non rispondi
resti a me lontana
forse persa nel mio
stesso dolore

che parla d'un amore
folle
perché folli
noi stessi siamo
e oggi ancor più
che quest'amore
uccidiamo
mentre ancora
ci rincorriamo

C'eri
inserita il 25 settembre 2009

c’eri
in una parola
in un volto perduto
negato smarrito
c’eri
in un posto che non so
su universi lontani
nell’anima mia
in sogni sognati

c’eri
in domande mai fatte
in risposte non date
in un presente assente
in un futuro perso

c’eri
nel mio universo
e nel mio passato
nei miei versi maledetti
nei miei occhi velati
ormai dal peso degli anni

c’eri
nei miei giorni felici
nei miei malesseri quotidiani
e nelle mie paure
nelle ore infelici di sere d’inverno
e nelle albe di colorate primavere

c’eri
amor mio
t’ho visto miraggio
beffardo
d’una vita che beffe
ancora una volta
s’è fatta beffe di me

eppure c’eri amore mio

Il tempo che verrà
inserita il 25 settembre 2009

le onde s’infrangono spumeggianti
è calmo e quieto ora il mare
e nel cielo gabbiani volteggianti
seguiranno più tardi le lampare

fisso il largo e la spiaggia vuota
cristalli di sale sono i miei castelli
e la mia mente nei meandri ruota
a cercare sogni casti e belli

ho tredici anni e tutta la vita
rincorrerò gioie e certezze
e come gabbiano che in alto si libra

fuggirò del mondo le bruttezze
per vivere la vita ad ogni età
fuggendo la fiera della vanità

San Felice Circeo 9 luglio 1964

Omina vincit amor
inserita il 25 settembre 2009

a Francesca

la mia vita si avvita
su ricordi distanti
e brandelli di niente
mi accompagnano
in un viaggio
forse senza ritorno

ruberò il celtico
furore dei tuoi occhi
le cavigliere
dei tuoi piedi sospesi
nel vuoto del mio nulla
e la tua danza gitana
mille volte danzata per me
e conserverò
tutto con me per te

e quando tu la mano
mi tenderai mentre
frano nell’abisso
del mio tremante inferno
lesta sarà la mia
a stringere la tua
amore mio
e tornerai a danzare
ed essere tu
zingara per me

Coriandoli
inserita il 25 settembre 2009

ho raccolto i disastri della mia vita
e ne ho fatto coriandoli
che con la mia mano tremante
ho lanciato verso te
ma tu sei chiusa nella tua torre d’avorio
e sola
consumi i tuoi giorni
anch’essi coriandoli

Scivola la mia vita
inserita il 25 settembre 2009

come mercurio impazzito
tra le mani
così scivola la mia vita
si scompone e ricompone
non trova pace
e mentre tutto intorno
tace
sento il canto della tua
voce
ed è un canto
alla vita
e mai si placa
in me quello spirito
ribelle
che dentro me
bolle
e mi porta
ad aggrapparmi
alla vita
seppure tra latrati
d’esagerato dolore

L’urlo
inserita il 25 settembre 2009

l’urlo che d’improvviso
lacera l’annoiato silenzio
delle mie insonni notti
è il mio che rabbioso
si rivolge a quel
Dio misericordioso
ma verso me bastardo
e fetente che ho smesso
di cercare pregare
e forsanco amare
quel Dio che m’irride
che frantuma le mie ossa
che la mia carne ferisce
e le mie pene non lenisce

e la domanda è la stessa
ormai da giorni e mesi
che si son fatti anni
una domanda che accompagna
i miei dolorosi affanni
- che t’ho fatto io
per dovere così patire
senza neanche avere
certezza di guarire o morire? –

e tu silente nel tuo silenzio
continui a martoriare
il mio corpo sfatto
che a fatica trascino
per un mondo distratto
che ammantato in un velo
d’irridente e inutile pietà
ascolta levarsi in cielo
le mie urla rabbiose
che vogliono dire
che non sarò io
a troncare questa vita
ma dovrai essere tu
se avrai coraggio e forza
di sfidare la mia scorza