La favola del fieno

Del fieno era finito nelle ruote di un treno, e ne era divenuto il freno… Il treno camminava come se avesse il freno tirato, quando il motore andò sotto sforzo e ci fu un forte botto.
Cosa succede!
Disse il macchinista. Che storia è questa, chi ha tirato il freno non può fermarsi questo treno! Il macchinista era fuori di se dalla rabbia, scese dalla locomotiva con passo deciso, e prese a perlustrare prima le rotaie, e poi le ruote ed ecco che improvvisamente capì cosa aveva fermato la corsa del suo treno, del semplice quanto innocuo fieno. Il fieno si era talmente arrotolato attorno alle ruote divenendo di ostacolo al movimento del treno. Il macchinista era adirato, il suo treno era sempre puntuale ed ora questo problema avrebbe causato un ritardo alla sua tabella di marcia. Restò seduto ad osservare quell’incredibile groviglio di fieno, all’incirca una decina di minuti, pensando a come liberare le ruote. Potrei bruciare il fieno! Ma ci vorrebbe della benzina e poi con una sigaretta potrei appiccare il fuoco, o … Il macchinista pensava ad voce alta, quando improvvisamente un pastore accompagnato da un rumorosissimo gregge di pecore, si fermò dicendo: Amico ho ascoltato il tuo pensare a voce alta, se vuoi potrei darti una mano, per le mie pecore quel fieno sarebbe un pasto e tu risolveresti così il guasto. Il macchinista sorrise alla semplice soluzione del vecchio pastore, e acconsentì con un cenno del capo. Le pecorelle accorsero giulive ad un semplice segnale del pastore e in quattro e quattrotto, liberarono le ruote del treno dal fieno. Ora il treno era pronto a ripartire più veloce che mai. Il macchinista era felice, la soluzione era lì ad un passo dai suoi pensieri, mosso da un profondo senso di gratitudine si voltò per ringraziare il pastore, quando un silenzio irreale lo allarmò, il pastore e il gregge non c’erano più. Il macchinista prese a cercarli lungo l’orizzonte chiedendosi, come potesse sparire un pastore è tutto il suo rumoroso gregge nello spazio di un istante, era ancora confuso mentre li cercava, quando sentì il suo cuore commuoversi alla vista di quel meraviglioso paesaggio, immense distese di fiori variegati e profumatissimi riempivano l’orizzonte. Fu rapito da tale bellezza e quando fece ritorno da quell’istante da favola, si sentì come rigenerato e capì, che quella sosta aveva sì fermato la corsa del suo treno, ma solo ora sentiva d’aver il cuore pieno. Il macchinista corse nel prato raccogliendo fiori, tornando ad essere un bambino felice e libero, e quando ebbe riempito e adornato ogni cabina del suo treno ripartì felice. E fu così che il treno che aveva avuto le ruote bloccate dal fieno, riprese il suo viaggio o per meglio dire la sua passeggiata, perché il macchinista da quel giorno decise che la sua locomotiva non avrebbe più corso.

“Non aspettare che sia la vita a frenare il tuo treno in corsa, rallenta tu e vivi l’attimo. Ogni uomo è un treno in corsa, sino a quando una fermata non ci viene imposta, ricordati del treno che aveva come freno il fieno e che grazie a quella sosta imposta, capì che la ricchezza della vita non era nella corsa, ma nel saper godere della sosta.”