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	<title>Gli autori &#187; susanna franceschi</title>
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		<title>Storia d&#8217;Irlanda (di S. Franceschi)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 11:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia (a cura di Susanna Franceschi)]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[susanna franceschi]]></category>

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		<description><![CDATA[L’isola d’Irlanda conosce ,nel percorso della sua storia,alcuni aspetti particolari rispetto a tutta la storia e la cultura del continente europeo .
E’ forse questa peculiarità del suo percorso che ha fatto si che gli irlandesi si siano sempre sentiti non appartenenti all’Europa e che abbiano mantenute intatte attraverso i secoli tradizioni,costumi ed anche lingua.
Si hanno prove di primi insediamenti celti nell’isola già dal IV-II secolo a.C.
I celti,popolo le cui origini non sono ancora certe ,dettero all’Irlanda una struttura sociale di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’isola d’Irlanda conosce ,nel percorso della sua storia,alcuni aspetti particolari rispetto a tutta la storia e la cultura del continente europeo .</p>
<p>E’ forse questa peculiarità del suo percorso che ha fatto si che gli irlandesi si siano sempre sentiti non appartenenti all’Europa e che abbiano mantenute intatte attraverso i secoli tradizioni,costumi ed anche lingua.</p>
<p>Si hanno prove di primi insediamenti celti nell’isola già dal IV-II secolo a.C.</p>
<p>I celti,popolo le cui origini non sono ancora certe ,dettero all’Irlanda una struttura sociale di tipo tribale:la loro società era divisa in clan con uguale potere e non ebbero mai un governo centrale.</p>
<p>Le decisioni che riguardavano comunità estese venivano prese attraverso consigli ai quali partecipavano tutti i clan,e tutti gli appartenenti ai clan.</p>
<p>Per certi versi ,quindi,una struttura estremamente democratica e partecipativa.</p>
<p>I celti diffusero la loro lingua:il gaelico che tuttora ,nella sua stessa forma ,è parlato in Irlanda:è come se in Italia si parlasse ancora latino,e questo a dimostrazione della straordinaria capacità di conservare modalità culturali del popolo celtico.</p>
<p>Una condizione senza dubbio unica è quella che riguarda l’assenza ,in tutta l’età antica,di qualsiasi invasione.</p>
<p>Unica nel mondo allora conosciuto,l’isola non fu mai raggiunta dalla colonizzazione romana,né dopo ,dalle invasioni barbariche.</p>
<p>L’Irlanda rimane per molti secoli un isola fantasma nello scacchiere politico europeo.</p>
<p>Fu però raggiunta dai primi predicatori della nuova religione:il cristianesimo.</p>
<p>Nella prima metà del V secolo il vescovo Palladio e poi Patrizio evangelizzarono la quasi totalità della popolazione.</p>
<p>Può apparire una discrasia storica:la religione celtica ,con il suo animismo e i le sue collusioni con la magia ed il mondo fantastico,poco avevano in comune con il cristianesimo e con il rigore morale della parola del Dio uomo.</p>
<p>Ma se l’evangelizzazione fu completa,capillare e soprattutto sentita dagli irlandesi,che tutt’ora sono fortemente cattolici,il merito va senz’altro alla genialità di Patrizio che portò il nuovo messaggio religioso senza mai interferire con l tradizioni e la cultura locale.</p>
<p>Non dimentichiamo che Patrizio era un romano e non fece altro che applicare le regole delle conquiste politiche alla religione :sottomessi a Roma,ma liberi di mantenere usi e costumi.</p>
<p>Patrizio con Palladio fecero di più:scelsero le principali feste tribali e le inserirono con rarissime modificazioni nel calendario liturgico cristiano.</p>
<p>Un esempio su tutti le feste del sostilizio d’autunno(31 ottobre-1-2 novembre)e le feste del sostilizio di primavera(dalla prima metà di marzo a aprile).Le prime vanno a coincidere con le nostre feste dei morti fino alla festa finale celtica del dicembre che segnava il Natale cristiano,le seconde nella festa pasquale del passaggio e della rinascita.</p>
<p>Il periodo dell’alto medioevo si distingue per la costruzione di grandi monasteri,splendidi quelli di Kilkenny,Iona e Clonmacnoise.</p>
<p>Il monachesimo irlandese ha un ruolo forte e decisivo nella conservazione scritta della storia e nella codificazione della cultura,rimangino ,a prova e quasi intatti ,gli splendidi scriptoria di Clonmacnoise dove monaci dell’ordine di Patrizio trascrissero e miniarono quasi tutti i volumi dell’età classica.</p>
<p>Una grossa trasformazione dell’assetto politico avvenne  con le incursioni vichinghe.I Vichinghi provenivano dalla Danimarca e dalla Norvegia:erano un popolo forte e soprattutto avevano una struttura sociale verticistica con re  guerrieri ed una nobiltà feudale assetata di nuovi territori:Ebbero facile vittoria sui poco organizzati clan e di fatto,anche se mai formalmente,fu riconosciuta ai Vichinghi la sovranità sulle coste sudorientali.</p>
<p>La conquista vichinga,ma soprattutto la  loro compattezza sociale sposta la concentrazione della popolazione dalle campagne ai primi borghi che presto diventeranno città.</p>
<p>E’ di questo periodo la nascita di città come Dublino,Kilkenny,Limerick.</p>
<p>La conquista, come abbiamo detto,fu facilitata dalla divisione interna:nel V secolo abbiamo nell’isola cinque regni(Ulster,Munster,Meath,Connacht e Leinster)totalmente autonomi tra loro.</p>
<p>Bisogna arrivare al secolo XI per vedere i regni riunirsi sotto il grande re del Munster l’Ard –rig(in gaelico letteralmente re alto).</p>
<p>Sotto la giuda del Ard-rig Brian Boru(tutt’oggi eroe nazionale) gli irlandesi riuniti sconfissero gli scandinavi nell’epica battaglia di Clontarf nel 1014.</p>
<p>Ma alla morte di re Brian Boru nessun re delle coalizioni fu in grado di tenere uniti i clan e l’Irlanda tornò a dividersi.</p>
<p>La divisione questa volta fu fatale e determinante per il popolo irlandese:nel secolo XII i baroni anglonormanni con il favore di quel grande re che fu Enrico II il Plantageneto cominciarono ad invadere l’isola creando nuove baronie sotto la tutela della corona inglese.</p>
<p>E’ il sinodo di Cashel nel 1171 che segna la conquista anglonormanna dell’isola:il sinodo introduce l’obbligo delle decime e la supremazia dell’arcivescovo inglese di Armagh per tutte le questioni religiose irlandesi.</p>
<p>E’ l’inizio di una occupazione che continua fino ai nostri giorni.</p>
<p>Il sinodo di Cashel sancì a livello formale,ma anche istituzionale,la conquista inglese.</p>
<p>La graduale penetrazione proseguì sotto Giovanni senza terra ,figlio del Plantageneto.</p>
<p>Re Giovanni introdusse in Irlanda la Common Law(diritto comune)che portò la legislazione inglese nella terra celtica sostituendosi alle leggi dei clan.</p>
<p>L’estensione delle forme giuridiche  inglesi  si concluse nel 1217 con l’introduzione del codice della Magna Carta a tutto il territorio dell’isola.</p>
<p>Oltre a portare la loro legislazione ed i loro giudici e quindi ad avere il controllo totale sulla popolazioni celtiche,gli inglesi tentarono  quello che non era riuscito né ai predicatori cristiani ,né ai fieri vichinghi:cercarono di imporre la loro cultura e la loro lingua.</p>
<p>Gli statuti di Kilkenny ,del 1366,avevano lo scopo di bandire usi,costumi e linguaggio gaelico da ogni territorio feudale inglese.</p>
<p>Nonostante un controllo capillare ,ed anche forme di repressione piuttosto incisive,l’operazione di deculturazione non riuscì.</p>
<p>La popolazione continuò,nemmeno troppo di nascosto,a parlare gaelico e a mantenere feste e costumi antichi:la lingua inglese tuttora,sebbene parlata da tutti gli irlandesi,è considerata la lingua degli occupatori e nelle famiglie si parla solo gaelico.</p>
<p>Il tentativo di estirpare la cultura della nazione si rivoltò,in realtà ,contro gli inglesi:furono infatti gli irlandesi a “colonizzare”culturalmente gli inglesi che andarono a stabilirsi nella loro isola .</p>
<p>Il fenomeno fu macroscopico per la nobiltà inglese che aveva ottenuto in privilegio feudi su quel territorio.</p>
<p>Il potere di questa nuova nobiltà di confine crebbe a dismisura  a discapito dell’influenza che intendeva mantenere la monarchia inglese.</p>
<p>E’ anche vero che il trono d’Inghilterra era impegnato da una parte con il secolare conflitto con la Francia,da l’altro con una serie di guerre intestine di tipo dinastico,ultima di queste guerre quella delle “due rose”tra i Lancaster e gli York.,e quindi poco si occupava della” questione irlandese”</p>
<p>Emblematico di questo distacco della nobiltà anglo-irlandese dalla corona ,furono i Fitzgerald,potente casato che aveva ottenuto il privilegio della baronie all’epoca del Senza Terra.</p>
<p>Nel 1486 l’Earl(Conte) di Kildare ,il grande Gerald Fitzgerald,che si considerava irlandese e,soprattutto,voleva acquistare potere definitivo sulle sue terre,si ribellò contro la corona d’Inghilterra.</p>
<p>La rivolta dell’Earl Fitzgerald fu subito appoggiata dai baroni degli antichi casati irlandesi,ma soprattutto fu sostenuta in massa dal popolo che lesse una possibilità di cacciare gli odiati invasori.</p>
<p>Sul trono inglese sedeva Enrico VII ,lungimirante politico e coraggioso guerriero che ,fortunatamente,per l’Inghilterra,non sottovalutò la rivolta.</p>
<p>Enrico VII non considerò l’atto del Fitzgerald come una scaramuccia di confine,ma come una vera e propria dichiarazione di guerra ed un atto di alto tradimento.</p>
<p>Inviò in Irlanda Sir Edward Poynings,suo uomo fidato e il migliore  stratega dell’esercito inglese.</p>
<p>Sir Poynings fu supportato di truppe scelte e di molte armi .</p>
<p>La rivolta fu sedata in pochissimi giorni con un enorme spargimento di sangue soprattutto da parte della popolazione civile.</p>
<p>Sir Poynings ,subito dopo la vittoria,promulgò ,sotto ordine di Enrico, quello che è passato alla storia come il “Poynings Act”.</p>
<p>L’editto sanciva la subordinazione assoluta dell’Irlanda al regno inglese e,soprattutto,imponeva l’approvazione di Londra per ogni legge ed ogni sentenza emanata nell’isola.</p>
<p>Il “Poynings Act”mise fine ad ogni forma di autonomia e di autodeterminazione del popolo irlandese.</p>
<p>Alla morte di Enrico VII,suo figlio ,Enrico VIII è il primo re inglese a cingere la corona d’Irlanda.</p>
<p>Il primo di una serie lunghissima di sovrani fino ad oggi ,con Elisabetta II Windsor,regina d’Inghilterra e Irlanda.</p>
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		<title>Elizabeth Barton (di S. Franceschi)</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 10:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia (a cura di Susanna Franceschi)]]></category>
		<category><![CDATA[Elizabeth Barton]]></category>
		<category><![CDATA[susanna franceschi]]></category>

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		<description><![CDATA[La visionaria che intimorì Enrico VIII

Il momento che precedette il formale divorzio da Caterina D’Aragona e il nuovo matrimonio con Anna Boleyn fu per l’Inghilterra ,ma anche per il re ,un periodo di travaglio morale,di incertezze e di paura.
La transizione di poteri tra Roma e la Corona evolverà nel dramma dello scisma che distaccherà il paese dalla supremazia papale e di fatto lo isolerà politicamente dal resto dell’Europa.
Tra decisioni meditate,atti impulsivi d’orgoglio e tentativi diplomatici ci fu però anche una ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong>La visionaria che</strong><span style="font-size: small;"><strong> intimorì Enrico VIII</strong><br />
</span></p>
<p>Il momento che precedette il formale divorzio da Caterina D’Aragona e il nuovo matrimonio con Anna Boleyn fu per l’Inghilterra ,ma anche per il re ,un periodo di travaglio morale,di incertezze e di paura.</p>
<p>La transizione di poteri tra Roma e la Corona evolverà nel dramma dello scisma che distaccherà il paese dalla supremazia papale e di fatto lo isolerà politicamente dal resto dell’Europa.</p>
<p>Tra decisioni meditate,atti impulsivi d’orgoglio e tentativi diplomatici ci fu però anche una donna,una donna umile e sconosciuta ,che orienterà il pensiero del sovrano,non tanto per le immediate e ormai doverose prese di posizione politica,quanto sul vicino futuro.</p>
<p>Re Enrico si apprestava ormai a sposare la Boleyn con cui aveva un legame da anni.</p>
<p>Anna non era un tipino facile:prepotente,aggressiva ,a tratti isterica,sempre presupponente e superbiosa.</p>
<p>Anna non era amata né dal popolo né tanto meno dalla corte e nell’ultimo periodo,proprio a causa del suo forte carattere ,un po’ meno anche dal re.</p>
<p>Vero è che gli inglesi continuavano ad amare Caterina e a momenti anche Enrico sembrava rimpiangere la dolcezza</p>
<p>e la sottomissione piena di dedizione dell’aragonese.</p>
<p>Ma quale uomo ,ieri ed oggi,non apprezza tali virtù di una donna?</p>
<p>Elisabetta Barton fu la donna che per un periodo alimentò la nostalgia per la Regina Caterina e quasi strutturò nel popolo opposizione feroce ad Anna ed anche al sovrano e mise la Bolena in una condizione di perdita di potere.</p>
<p>Elisabetta Barton definita “la devota fanciulla del Kent”e’ stata in seguito assunta dalla chiesa romana al titolo e ruolo di mistica.</p>
<p>Nella realtà storica la donna non fu affatto una mistica,ma una visionaria con probabili allucinazioni in una condizione di lucida schizofrenia.</p>
<p>Le doti spirituali,definiamo così le sue visioni,si erano manifestate verso i sedici anni e la giovane aveva subito,incoraggiata dalla famiglia ,preso i voti.</p>
<p>Era diventata suora nel convento dell’abazia del Santo Sepolcro di Canterbury.</p>
<p>Per anni era stata una specie di oracolo del villaggio,dispensava consigli e prevedeva futuri fausti o infausti a chi lo richiedeva.</p>
<p>A causa di tutte queste predizioni e premonizioni la sua fama crebbe a dismisura e coloro che le richiedevano letture di futuro e consigli ,cominciarono ad arrivare da tutte le contee vicine.</p>
<p>Naturalmente Elisabetta,a sostegno della veridicità delle sue azioni e parole,asseriva che le erano ispirate direttamente da Dio che le compariva regolarmente e proprio Dio ispirava le sue parole.</p>
<p>Dio le aveva anche mandato visioni del Paradiso e dell’Inferno.</p>
<p>Non c’è bisogno di dire che tali visioni accadessero durante i quotidiani episodi di trance  che avevano sempre numerosi spettatori.</p>
<p>Durante le frequentazioni della fanciulla in tali luoghi  naturalmente venivano indicati anche i nomi delle varie anime che ,nel presente ,o nel futuro,vi avrebbero soggiornato.</p>
<p>Fino a questo punto poteva rappresentare uno dei tanti episodi di patologia psichiatrica con fruizione religiosa,ma ad Elisabetta venne in mente di mettere bocca nella vicenda reale.</p>
<p>E bocca ce la mise e ad alti toni:illuminata dal Signore disse che Enrico aveva messo la propria anima a disposizione del demonio abbandonando Caterina e se avesse sposato Anna avrebbe messo a repentaglio anche la propria vita.</p>
<p>La sua era una condizione di peccato mortale,Dio lo aveva abbandonato e come re abbandonato da Dio non era degno di regnare.</p>
<p>Queste parole pronunciate dalla donna amata dal popolo ed ,a suo dire ispirate direttamente dal Padre Eterno,furono per Enrico peggio della scomunica del pontefice.</p>
<p>Enrico era seriamente spaventato anche dalla possibile veridicità di queste parole:non dobbiamo dimenticare che,questo sovrano ricordato spesso per la sua crudeltà,era un uomo molto emotivo e facile preda di impulsi e paure,come di frequenti innamoramenti.</p>
<p>Il re la chiamò addirittura a corte e ,per imbonirsela,le offrì addirittura di nominarla badessa.</p>
<p>Elisabetta non si impressionò minimamente:e come poteva una che aveva il filo diretto con Dio,vendersi per un’abazia?Cominciò a vantare poteri soprannaturali:era in grado di comandare il vento e di alzare le onde del mare,di più:poteva liberare le anime dal Purgatorio..</p>
<p>Enrico era impressionatissimo,ma il colpo di grazia lo ebbe quando la monaca gli disse di aver visto Anna conversare con i demoni e far patti con loro</p>
<p>Enrico sapeva che già il popolo,ma anche la corte cominciava a parlare di questo ed oltre alla preoccupazione per la propria anima subentrò,senz’altro,la più realistica preoccupazione per il suo regno e il suo potere.</p>
<p>Anna ingoiò amaro,ma non ancora regina potè far poco nei confronti di tali allucinate maldicenze.</p>
<p>Non era tipo però da dimenticare o da sorvolare ed arrivò il momento che forse la Barton aveva sottovalutato.</p>
<p>Appena Enrico sposò Anna le profetiche parole della suorina presero il tono della vera minaccia politica.</p>
<p>La Barton in pieno delirio cominciò a predire che il re sarebbe stato deposto ed esiliato con la volontà di Dio e ovviamente spedito all’inferno</p>
<p>.Su pressione anche e soprattutto di Anna,Enrico non potè più soprassedere e la fece arrestare insieme ad alcuni suoi complici. Era il 1533.</p>
<p>Nella Torre Elisabetta parve rinsavire e dichiarò di essere stata manipolata e che non tutte le sue dichiarazioni erano vere.</p>
<p>Ma Anna ormai voleva il suo silenzio definitivo ed anche il re era preoccupato dei possibili esiti di altre “visioni”della suora.</p>
<p>D’altro canto erano stati condannati a morte come oppositori fior di gentiluomini e per molto meno.</p>
<p>Elisabetta Barton viene condannata a morte e muore nel 1534,ma i suoi  feroci attacchi alla Bolena hanno lasciato una traccia negativa ed un dubbio in tutti gli inglesi,ma quel che è peggio ,anche in Enrico.</p>
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		<title>Jane Grey (S. Franceschi)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia (a cura di Susanna Franceschi)]]></category>
		<category><![CDATA[jane grey]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[susanna franceschi]]></category>

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		<description><![CDATA[La infelice regina dei nove giorni

Nell’esaminare la storia e soprattutto la storia delle donne che regnarono tra il medioevo e l’età nuova, nessuna vicenda è più triste e dolorosa di quella della regina bambina Jane Grey.
Altre donne furono più o meno consapevoli vittime sacrificali all’ambizione dei genitori o dei mariti, o dei fratelli o parenti di vario grado, ma Jane è senz’altro l’agnello sacrificale per eccellenza.
La vicenda della giovane erede Grey si colloca temporalmente in quella Inghilterra del 1550 sconvolta ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #800000;">La infelice regina dei nove giorni</span></em></h2>
<!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nell’esaminare la storia e soprattutto la storia delle donne che regnarono tra il medioevo e l’età nuova, nessuna vicenda è più triste e dolorosa di quella della regina bambina Jane Grey.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Altre donne furono più o meno consapevoli vittime sacrificali all’ambizione dei genitori o dei mariti, o dei fratelli o parenti di vario grado, ma Jane è senz’altro l’agnello sacrificale per eccellenza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La vicenda della giovane erede Grey si colloca temporalmente in quella Inghilterra del 1550 sconvolta ed insanguinata dalle scelte di un re forte ed arrogante Enrico VIII.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Di Jane Enrico era pronipote in quanto figlia legittima di Frances Brandon , figlia a sua volta di Maria Tudor,sorella del re.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il padre era Henry Grey, nobile di corte ed appartenente ad una potente famiglia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per linea materna Jane era quarta nel diritto di successione al trono.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se il matrimonio di Enrico con Caterina D’Aragona avesse funzionato ,probabilmente Jane avrebbe felicemente sposato un duca o un barone ed avrebbe goduto di una vita normale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma nella vita di Enrico e nella storia inglese entrò una ragazza dagli occhi di cerbiatto, Anna Boleyn, e il mondo fu sconvolto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’asse ereditario fu travolto da matrimoni, nascite, morti e ripudi:chiunque fosse in linea ereditaria poteva formalmente aspirare al trono d’Inghilterra.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Immaginiamo per un’attimo come questa condizione d’incertezza e di anarchia legata solo al capriccio del sovrano e alle sue tempeste ormonali potesse alimentare,a volte in maniera ossessiva i genitori di giovani fanciulle in lizza per il potere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Da sempre le donne erano merce di scambio per collocare le famiglie a posti di potere sempre più prestigiosi:ma il trono d’Inghilterra poteva suscitare aspirazioni simili al delirio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I genitori di Jane strutturarono la vita della bambina su questa ipotesi: Jane sul trono come regina e loro a governare il paese.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per prima cosa la mandarono , a soli nove anni, a corte come damigella d’onore di una donna ch stava per divenire la più potente del regno: Caterina Parr.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La Parr,già due volte vedova di nobili potenti e ricchissimi, aveva ottime possibilità di diventare l’ottava (e sarà l’ultima) moglie del re , ormai malato e propenso a scelte matrimoniali più sagge.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Caterin poteva fare di più, per i Grey:poteva favorire l’amicizia e la conoscenza affettuosa tra Jane e il malaticcio e rachitico Edoardo VI, il figlio maschio di Enrico ed erede al trono.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questo era il progetto, sponsorizzato anche da quella vecchia volpe di corte che era Thomas Seymour, tante volte vicino al boia e tante volte tornato al potere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Jane doveva sposare l’erede , attendere la sua indubbia precoce morte e regnare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il piano però fallì.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Evento che non demoralizzo’ minimamente la famiglia Grey.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il testamento del re prevedeva infatti (almeno in quel periodo, perché ne cambierà per lo meno tre) che se il figlio Edoardo fosse morto senza eredi e cosi Elisabetta e Maria, altre figlie del re , il trono sarebbe passato a discendenti inglesi non stranieri o sposati con stranieri.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il gioco era fatto :la piccola Grey sarebbe potuta essere regina.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Subito fecero sposare la figlia con Guildfort Dudley dei conti di Northumberland , la più pura ed antica famiglia nobile inglese.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma fecero di più: convinsero Edoardo di cui Guildfort era amico e consigliere, a designare Jane sua erede in caso di morte.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A questo punto era come se Jane fosse già nella Torre ad attendere il boia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Edoardo muore poco tempo dopo ed ha designato Jane sua erede.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La ragazza ,ha 17 anni, non vuole affatto diventare regina,anche perché,nel suo istinto fanciullesco avverte pericoli immensi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma con ragione o con la forza la famiglia ed il marito la costringono ad accettare:sono consapevoli del pericolo,ma sono disposti a sacrificare il bel collo bianco di Jane ad un anello con il sigillo reale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ed il sacrificio fu consumato con tempi così rapidi che nemmeno loro prevedevano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Jane viene incoronata e regna per nove soli nove giorni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La agguerrita Maria , forte dell’appoggio del popolo e dei nobili cattolici , si fa proclamare regina e marcia su Londra tra il tripudio della folla.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Jane è deposta e chiusa nella Torre con un destino già annunciato :il boia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Dopo otto mesi di dura prigionia fu decapitata nel febbraio del 1554.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Quando , bendata, sul patibolo ,non riusci’ a trovare il ceppo, il decano di ST Paul con il quale Jane aveva avuto conversazioni durante la prigionia, la prese per mano e parlandole dolcemente , la condusse alla sua morte annunciata.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Catherine Howard (S. Franceschi)</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/07/07/catherine-howard-s-franceschi/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 16:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia (a cura di Susanna Franceschi)]]></category>
		<category><![CDATA[catherine howard]]></category>
		<category><![CDATA[susanna franceschi]]></category>

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		<description><![CDATA[Proseguiemo il cammino nella storia con un altro articolo di Susanna Franceschi, dedicato alla quinta moglie di  Enrico VIII, Catherine Howard]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } -->
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">La fitta di dolore lo attraversò come una lama di pugnale , Enrico sobbalzò sulla enorme sedia rivestita di velluto cremisi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Il piede gottoso e gonfio , quel giorno  ,sembrava pulsare  ed ogni movimento, anche il più semplice ,si propagava verso il cervello con onde concentriche di dolore.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Non era più il principe più bello della cristianità:il giovanotto dalle spalle larghe e dalle gambe affusolate che aveva fatto innamorare di se principesse,dame e contadine.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Non era più il ballerino agile che non aveva rivali nel roteare una dama nella ginga sfrenata o nell’accompagnarla con il doppio passo.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Enrico era ormai un vecchio enorme,pesava quasi 100 kg per il suo metro e ottanta di altezza, con le gambe gonfie e larghe come colonne ricoperte di ulcere sanguinanti e piene di pus , che emanavano un odore così nauseabondo che anche i cortigiani più devoti non riuscivano sempre a celare il disgusto.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Re Enrico VIII della casa Tudor, l’uomo talmente potente di aver deciso e provocato lo scisma dalla chiesa di Roma fondando una chiesa d’Inghilterra della quale si era nominato capo,il grande re era solo un vecchio ormai paralizzato .</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Aveva 50 anni ed erano tre notti che su quella poltrona non riusciva né a dormire,né a trovare pace:ma non era il dolore alle gambe ,il dolore più forte,un altro intenso e lacerante gli straziava il cuore: tre giorni prima era morta Caterina, la sua vita ,la luce dei suoi occhi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Era morta decapitata alla Torre.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Lui aveva firmato la sentenza.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Era morta come Anna,la scandalosa e bellissima Bolena,sua cugina:ma ora non c’era la dolcezza di una Jane Seymour a consolarlo.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Ora era solo con il suo potere ed i suoi ricordi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">CATERINA  LA PICCOLA REGINA</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Caterina,per fato o per caso, era la cugina di Anna Boleyn,la amatissima e infelice seconda moglie di Enrico:sua madre era infatti la sorella di Edmund,il padre di Caterina.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Caterina aveva preso pregi e difetti sia dei Bolena che degli Howard :era graziosa,non bella ,come non lo fu Anna.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Era estremamente femminile,così piccola ,minuta con i lineamenti delicati:</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Qualità indispensabile per qualsiasi donna si voglia considerare attraente ,si sapeva muovere e guardava gli uomini con uno sguardo che essi difficilmente dimenticavano.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Come i Boleyn e gli Howard era ambiziosa e arrivista ,spregiudicata fino ad essere priva di scrupoli.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi l’avremmo definita un ‘icona sexy,allora fu una donna pericolosa e come la cugina una mina vagante nella corte Tudor.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Il padre Edmond era stato fatto cavaliere ai tempi dell’ascesa di Anna,ma non aveva mai fatto carriera.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Era indubbiamente un frustrato e riversava tutte le ambizioni si Caterina.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">E lei si dette da fare per soddisfarlo forse superando le aspettative.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Edmond muore nel 1539,probabilmente per la prima misconosciuta epidemia di influenza ,chiamata allora “febbre inglese”.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Caterina entra,non si sa in base a quali raccomandazioni,alla scuola della duchessa di Norfolk :una scuola di elite che preparava le future dame di compagnia della regina.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">E’socievole,allegra ,solare,ma anche intelligente e si fa subito notare.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Nel 1540 entra,scavalcando decine di aspiranti di nobilissima genia,alla corte di Anna di Cleves,la moglie di turno di Enrico.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Alla corte di Anna di Cleves comincia la sua carriera di seduttrice:nel lo stesso anno ha una storia d’amore con Henry Mannox,maestro di musica , ma lo scarica subito perché il bellissimo ,ma modesto giovanotto non rientra nei suoi programmi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Si innamora subito dopo di Francis Dereham :con lui la passione è forte,e come vedremo durerà tutta la sua breve vita , ma anche Francis è inadeguato socialmente per la giovane Howard ,lo lascia e lui ,disperato fugge in Irlanda.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Finalmente,durante un ballo ,fa il cosidetto “colpo gobbo”: conosce Thomas Culperer ,giovane di poco fascino ,ma la introduce alla corte di Enrico.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Ora è un gioco da bambini per lei :Anna di Cleves è l’antitesi vivente della sensualità femminile :il marito la chiama “la cavallona fiamminga” (proviene da nobile e ricca famiglia delle Fiandre) e non ha una sola probabilità con la civetta Caterina.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">D’altra parte si sa che Enrico è sensibilissimo alla bellezza femminile e che soprattutto tende a sposare le donne che gli fanno perdere la testa.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Il 28 luglio il re ripudia la moglie e sposa Caterina Howard.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">C’è da dire che la Cleves tirò un sospirone di sollievo e si ritirò in buon ordine: Enrico quando non era innamorato aveva un carattere insopportabile e,soprattutto aveva la cattiva abitudine e di far tagliare la testa se proprio una lo faceva arrabbiare.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Fu quello che sfuggi’ a Caterina :ma era troppo bella il re troppo preso da lei</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Enrico aveva 50 anni, era già malato e quasi infermo,lei aveva 20 anni e si sentiva padrona del mondo ed intoccabile.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Non è diplomatica :si inimica subito l’arcivescovo Lee</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Per una banale questione di nomine nell’arcidiocesi di York.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Nemmeno la grande Caterina d’Aragona aveva mai interferito con tali questioni.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Altro passo falso si era fatta acerrima nemica Maria Tudor ,figlia di Enrico e Caterina.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Ora,e poi lo dimostrerà divenendo “la Sanguinaria”Maria aveva un carattere di ferro e non perdonava :mai.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">La esiliò in miseria con sole tre dome al seguito e la mise in cattiva luce presso quel rimbambito del padre.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Ma una caratteristica maschile è quella di rimbambire velocemente per un bel visino e due belle gambe dritte,ma di rinsavire con una capacità che quasi tutte le donne ritengono prodigiosa.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Enrico rinsavì e fu una tragedia ,anche rispetto al motivo che lo fece rinsavire :una doccia gelata quando uno ha la febbre a 40.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">La sciocchina aveva richiamato  dall’Irlanda Francis,il suo grande amore,lo aveva nominato segretario personale ci scorrazzava per la corte occhi negli occhi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Non contenta,rispolvera pure Thomas  Clupperer ed inizia una relazione con lui.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Il re porta con se Caterina in un lungo viaggio nel nord del paese;la vuole forse incoronare regina nella cattedrale di York.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Il problema è che lei si porta dietro anche i suoi amanti.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Lo scandalo è sulla bocca di tutti.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Il re ,vecchio e malato,forse chiuderebbe tutti e due gli occhi,per poter godere ancora un po’ della giovinezza della moglie e dei suoi sfrenati balli durante le feste di corte.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Ma i lord sono irremovibili,si muove anche Maria e dall’esilio,toccando le corde dell’orgoglio di dinastia ,pretende la testa dell’odiata matrigna.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">La mano gli trema:nessuno ha mai visto il re così disperato,ma firma la condanna a morte per i due disgraziati amanti e per Caterina.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">La bella regina viene condotta da Hampton court alla torre:viene decapitata il 13 febbraio del1542.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Ha 21 anni e la sua stella è brillata per 18 mesi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Copperplate Gothic Light,serif;"><span style="font-size: medium;">Susanna Franceschi </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>Ildegarda di Bingen (S. Franceschi)</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/07/02/ildegarda-di-bingen-s-franceschi/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 13:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia (a cura di Susanna Franceschi)]]></category>
		<category><![CDATA[gli autori ed i loro cuori]]></category>
		<category><![CDATA[susanna franceschi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un altro articolo di storia di Susanna Franceschi, dedicato ad una religiosa benedettina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" title="ildegarda" src="http://www.gliautori.it/blog/immagini/ildegarda.jpg" alt="" width="180" height="200" />E’ interessante a livello storico notare come il periodo più buio per la libertà femminile fu anche il più fecondo nel creare ed evidenziare figure femminili di grosso spessore intellettuale e politico.</p>
<p>Se in quest’epoca definita “buia”,ma in realtà densa di grossi avvenimenti e di rivoluzioni di pensiero,da una parte le donne venivano oppresse in matrimoni mai scelti e completamente dominate dalla figura di marito –padrone,è anche vero che in altri insospettabili luoghi emersero figure di grande spessore.</p>
<p>Monasteri e conventi,abazie furono i contesti in cui le donne del medioevo riuscirono ad emergere in un mondo decisamente maschilista:è infatti nel convento che la donna,liberata dal dovere coniugale e dalla servitù dei numerosi figli accede al sapere ed al sapere si dedica.</p>
<p>Non è questo il contesto per affrontare i motivi che portarono a questo fenomeno,ma è certo attraverso questa premessa che si può capire la figura della monaca Ildegarda.</p>
<p>Ildegarda nasce da numerosa e nobile famiglia a Bermersheim in Germania nell’Assia-Renana.</p>
<p>Ha dieci fratelli ed è probabilmente desinata alla vita claustrale dalla nascita.</p>
<p>A 5 anni comincia ad avere visioni,che d’altra parte sono tipiche espressioni dell’epoca storica,a sette viene mandata da una zia che viveva in clausura nel convento benedettino di Disiboderberg e qui viene educata,e per educata si intende introdotta alla conoscenza e all’amore per il sapere.</p>
<p>A quattordici anni prende i voti monacali,ma non abbraccia la clausura perché già sente forte in sé la vocazione di lavorare nel mondo in una visione scientifica.</p>
<p>Diviene ben presto nota soprattutto per i suoi atteggiamenti anticonformisti, è un personaggio forte e controcorrente e la sua voce intellettuale supera le mura del convento.</p>
<p>Si occupa di teologia,musica e soprattutto è appassionata di medicina.</p>
<p>Ildegarda è una giovane donna di natula fragile e cagionevole e sperimenta su se stessa l’esperienza della malattia e del dolore fisico:in straordinaria modernità di intuizione scientifica elabora una visione terapeutica che preannuncia da vicino quella della medicina olistica.</p>
<p>Ildegarda dice che per riacquistare benessere psico-fisico,e lei ritiene indivisibili le due posizioni,l’uomo deve attingere le energie dal mondo circostante e che la malattia dipende spesso dalla disarmonia con il mondo esterno.</p>
<p>E’ evidente anche un’anticipazione teorica rispetto alle posizioni della psicoanalisi e della psicosomatica.</p>
<p>Ildegarda si occupa anche di terapia e di farmacologia: è suo il più completo compendio di fitoterapia, addirittura anticipa le indicazioni della recentissima medicina di genere,personalizzando la posologia del rimedio a seconda che ad assumerlo fosse un uomo o una donna.</p>
<p>I suoi “rimedi” sono basati sulla teoria dei temperamenti,sul caldo e sul freddo,sull’umido e sul secco,e su un bilanciamento rispetto ad una carenza o ad un eccesso di sostanza.</p>
<p>Alcune delle sue intuizioni,se non tutte sono tuttora utilizzate:Ildegarda suggerisce mentuccia(menta) per l’acidità gastrica e per la nausea cumino usato largamente ancor oggi dalla scienza farmacologica,per la tosse e le malattie da raffreddamento il tanaceto ed l’estratto di foglie di salice.</p>
<p>Molto ancora sarebbe da trattare sulla Ildegarda medico,ma probabilmente occorrerebbe una biografia completa.</p>
<p>Ildegarda fu però anche altra figura e ne accennerò purtroppo brevemente:fonda il monastero di Bingen e ribalta con abilità intellettuale il concetto di vita monastica orientando anche il pensiero di Roma su una vita di predicazione aperta all’esterno ed al sociale</p>
<p>Nel sinodo di Treviri il papa Eugenio III legge alcuni suoi scritti e la riconosce autorità della chiesa romana.</p>
<p>Donna di riconosciuta intelligenza conferisce alla pari on principi e vesovi ,anticipando la posizione di Caterina da Siena,sfida Federico il Barbarossa nell’epistolario con l’amico</p>
<p>Bernardo da Chiaravalle.</p>
<p>Supera i limiti del suo tempo praticando(1169-dato non accertato) esorcismo su un uomo e la pratica è tuttora monopolio maschile.</p>
<p>Ancora è musicologa e musicista e rimangono famose le sue</p>
<p>Opere”O rubor sanguinis” e “Ave generosa”.</p>
<p>Morirà a Bingen,il”suo convento”nel 1179.</p>
<p>Papa Giovanni Paolo II nell’occasione dell’80^ anniversario la dichiara “donna forte ed esemplare” e “fiore della Germania”.</p>
<p>Non è mai stato intrapreso nessun processo di  beatificazione.</p>
<p><a href="http://www.gliautori.it/susannafranceschi.html" target="_blank">Susanna Franceschi</a></p>
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		<title>Beghine e begardi (S. Franceschi)</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/06/17/beghine-e-begardi-s-franceschi/</link>
		<comments>http://www.gliautori.it/blog/2009/06/17/beghine-e-begardi-s-franceschi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 15:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia (a cura di Susanna Franceschi)]]></category>
		<category><![CDATA[susanna franceschi]]></category>

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		<description><![CDATA[Proseguiamo il nostro cammino nella storia, con la nostra autrice Susanna Franceschi. Parliamo di beghine, di donne, ma non solo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- 	 	 -->
<p>Il nome &#8220;beghina&#8221; oggi è relativo alla denominazione di una donna ottusa dal punto di vista della critica intellettuale, e totalmente dedita a seguire le regole ed i rituali dalla religione: una donna formale ed inserita in un contesto di totale accettazione dei dogmi.</p>
<p>Niente di più falso se andiamo ad esaminare il momento storico in cui il termine fa la sua comparsa.</p>
<p>Ci sono, nella storia, quelle che gli studiosi chiamano &#8220;nicchie di conoscenza&#8221;, cioè situazioni od eventi o personaggi che pur rivoluzionando, con il loro agito o modo di interpretare la realtà, un evento o un&#8217;idea rimangono oggetto di studio di pochi.</p>
<p>Le beghine sono una nicchia storica.</p>
<p>Ho sempre affermato che il medioevo fu epoca di grandi sconvolgimenti intellettuali e di movimenti rivoluzionari e le beghine lo stanno a dimostrare.</p>
<p>Negli anni &#8216;70 in America ed in Europa nascono le comunità autogestite e i movimenti femministi fanno sentire la propria voce , parlando di libera aggregazione e di contesti comunitari basati sulla suddivisione dei provventi del lavoro comunitario.</p>
<p>Allora sembrò una ideologia assolutamente rivoluzionaria,una novità che avrebbe cambiato l&#8217;assetto sociale:nessuna falsità storica è stata più falsa di questa.</p>
<p>Nel XII secolo in Europa avevamo già delle comuni femminili che si autogestivano.</p>
<p>Il movimento delle beghine fu tra i primi nella storia in cui le donne furono dirette e libere promotrici di pensiero,di azione, ed anche di movimento religioso</p>
<p>La storia non è solo una descrizione di eventi, ma anche , e, soprattutto un&#8217;interpretazione degli stessi : non c&#8217;è storia senza storiografia e la storiografia delle beghine è strettamente COLLEGATA ALLA SITUAZIONE POLITICO-SOCIALE E CULTURALE DEL TEMPO</p>
<p>L&#8217;Europa del XII secolo era una terra dilaniata da guerre, epidemie e carestie:la mortalità era altissima, non esisteva una medicina in grado di arginare alcuna forma di patologia, le guerre , locali o, peggio ancora nazionali, coinvolgevano le giovani forze della popolazione.</p>
<p>Centinaia se non migliaia di giovani donne erano vedove o orfane e spesso impossibilitate a costruirsi una nuova famiglia per l&#8217;impossibilità di presentare una dote.</p>
<p>La dote , che era una sorta di compra-vendita autorizzata, faceva si che la donna fosse i grado di &#8220;comprarsi un marito od un cognome&#8221;.</p>
<p>Nessuna donna, priva di dote poteva sposarsi,ma tanto meno entrare in convento, luogo elettivo per la libertà femminile, dove le donne potevano studiare ed assumere posizioni di potere politico.</p>
<p>I conventi erano pochi e poche le donne di famiglia umile che potevano essere ammesse.</p>
<p>Tutte quelle, vedove di guerra o per morte da malattia, tutte quelle non protette socialmente, cominciarono a riunirsi in comunità libere:nel XII secolo nascono le prime comunità femministe.</p>
<p>La struttura di queste comunità era lineare: il modello di vita era di tipo comunitario, le appartenenti erano donne libere e non facevano né voto di castità né di povertà.</p>
<p>Non rinunciavano alla proprietà, che mettevano a disposizione della comunità in cui entravano,ma della quale potevano rientrare i possesso in qualsiasi momento, potevano uscire in qualsiasi momento per sposarsi e la convivenza moreuxorio era accettata nelle regole comunitarie, non chiedevano la carità, ma vivevano del lavoro comune:tutti i proventi erano divisi tra le appartenenti.</p>
<p>Si calcola che alla fine del XII fossero migliaia la beghine.</p>
<p>Ma la chiesa che posizione assunse nei confronti di queste comunità?</p>
<p>E&#8217; certo che in un primo momento ne sottovalutò l&#8217;importanza,per lo meno fino al caso di Marghereta da Porete,donna che tratterò in una prossima biografia.</p>
<p>Ci fu senza dubbio,un certo ed ambiguo appoggio da parte del vaticano,ma è anche vero che essendo comunità senza regole inserite i un&#8217;ottica di cattolicesimo ortodosso,molte accuse di eresia fecero buon gioco alla Santa Inquisizione: centinaia di beghine (tra cui Marghereta da Porete) furono bruciate sul rogo , non come streghe,ma come eretiche.</p>
<p>Cosa c&#8217;era di diverso? Essere bruciate come eretiche dava alle beghine un riconoscimento intellettuale e politico che le streghe, medichesse e mammane non ebbero mai.</p>
<p>Controparte maschile furono i begardi, che da subito manifestarono apeta dissidenza con la politica del papato:predicavano la povertà assoluta e la necessità della condivisione delle proprietà,che, con idea anticipatoria rispetto all&#8217;anarchismo comunista, era considerata&#8221;un furto ai deboli&#8221;.</p>
<p>Immaginiamoci l&#8217;Inquisizione : fu una strage.</p>
<p>Repressione spietata e totale;furono in pratica bruciati tutti sul rogo a dimostrazione che ad un potere puoi tentare di portare via tutto,ma non il potere stesso a la proprietà.</p>
<p>Le beghine furono logicamente coinvolte nella repressione,ma come tutte le donne ,riuscirono ad uscirne meglio.</p>
<p>Tutt&#8217;oggi sopravvivono, sconosciute ai più, 11 comunità beghine in Belgio e 2 in Olanda, quest&#8217;ultime protette dalla regina in persona.</p>
<p><a href="http://www.gliautori.it/susannafranceschi.html" target="_blank">Susanna Franceschi</a></p>
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		<title>Giovanna di Castiglia: la regina pazza (S. Franceschi)</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/05/21/giovanna-di-castiglia-la-regina-pazza/</link>
		<comments>http://www.gliautori.it/blog/2009/05/21/giovanna-di-castiglia-la-regina-pazza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 07:11:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia (a cura di Susanna Franceschi)]]></category>
		<category><![CDATA[susanna franceschi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una gradita parentesi sulla storia medievale, scritta da Susanna Franceschi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una parentesi storica offerta da una nostra autrice,  appassionata di storia medievale, <a href="http://www.gliautori.it/susannafranceschi.html" target="_blank">Susanna Franceschi</a> .</p>
<p>Cominciamo anche a conoscere gli interessi dei nostri autori &#8230;</p>
<p>Come sempre, a voi la lettura !</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 193px"><img title="Giovanna di Castiglia" src="http://www.gliautori.it/blog/immagini/giovanna.jpg" alt="" width="183" height="287" /><p class="wp-caption-text">Giovanna di Castiglia</p></div>
<p align="justify">&#8220;La storia di  Giovanna di Castiglia è senz&#8217;altro una delle storie più drammatiche della storia  medievale.</p>
<p align="justify">Giovanna folle  per amore o Giovanna donna emancipata ed intelligente schiacciata dal dovere di  stato e da regole morali e sociali che non riusciva ad  accettare?</p>
<p align="justify">La controversia  divide gli storici  da sempre ed i suoi stessi biografi contemporanei dettero  spesso versioni diverse e contrastanti dei suoi comportamenti.</p>
<p align="justify">Ma  il percorso  esistenziale di Giovanna va senz&#8217;altro inserito sia nella sua epoca, ma  soprattutto nella regole e negli scopi politici della sua  famiglia.</p>
<p align="justify">Giovanna nasce  nel 1479 a Toledo da isabella di Castiglia e da Ferdinando di Aragona  regnanti  di spagna.</p>
<p align="justify">Dico regnanti  perché, avvenimento raro per quei tempi, isabelle e Ferdinando pur unificando la  spagna in un unico regno, mantennero per patto matrimoniali, i poteri uguali e  divisi nei rispettivi regni: Castiglia e Aragona.</p>
<p align="justify">Anche la nascita  a Toledo è già premonitrice di un percorso legato ad un  ineluttabile percorso  politico.</p>
<p align="justify">Isabella, figura  forte che dominerà figli e marito per tutta la vita, usava partorire i suoi  figli in città sempre diverse della spagna, giungendo gravida agli ultimi mesi  in groppa ad una mula.</p>
<p align="justify">Oggi la  chiameremo strategia di comunicazione o valorizzazione di  immagine.</p>
<p align="justify">Ma isabella  sapeva che farsi vedere da tutti i suoi sudditi sempre, ma in particolar modo al  momento del parto dei principi avrebbe rafforzato la nuova  monarchia.</p>
<p align="justify">Giovanna fu la  terza di cinque figli: tutti destinati dalla nascita a ricoprire posti  strategici negli stati dell&#8217; Europa.</p>
<p align="justify">Tutti divennero  re e regine, basti pensare alla sorella di Giovanna, Caterina che divenne dopo  la vedovanza dal principe Arturo moglie di Enrico VIII  d&#8217;Inghilterra.</p>
<p align="justify">L&#8217;infanzia di  Giovanna fu l&#8217;infanzia solitaria ed infelice dei piccoli principi sacrificati  nel loro bisogno d&#8217;amore, come tutti i bambini, al dovere della ragion di  stato.</p>
<p align="justify">Era una bambina  silenziosa e poco socievole, divenne un adolescente ribelle problematica con un  grosso e spesso espresso conflitto con la figura della grande  madre.</p>
<p align="justify">Fu indubbiamente  nell&#8217;adolescenza che cominciarono a manifestarsi segnali di quel disturbo  alimentare, oggi definito bulimia ed anoressia che la accompagnerà tutta la  vita.</p>
<p align="justify">Ma nel 1496  Giovanna viene data in sposa a Filippo detto il bello, figlio di Massimiliano  d&#8217;Asburgo, e questo evento sconvolgerà definitivamente la vite della principessa  di Castiglia.</p>
<p align="justify">Il matrimonio  nato come alleanza strategica di due potenti regni diventa da subito rapporto di  amore e di forte passione. Giovanna è innamoratissima del bel marito e lei  vissuta nella bigotta corte spagnola è sconvolta dalla passione dei  sensi.</p>
<p align="justify">Giovanna ha 19  anni, il bello 23.</p>
<p align="justify">La corte  fiamminga appare nuova e sconcertante alla giovane spagnola che non si farà mai  accettare dalla nobiltà.</p>
<p align="justify">Ma lei ha occhi  solo per il suo Filippo e lui le basta.</p>
<p align="justify">In 10 anni  Giovanna partorisce 6 figli, tra i quali quel Carlo che diventerà Carlo v sul  cui impero non tramontava mai il sole</p>
<p align="justify">Ma se l&#8217;amore è  eterno per alcuni. non lo è per altri.</p>
<p align="justify">E se eterno lo fu  per Giovanna non lo fu altrettanto per Filippo.</p>
<p align="justify">Il giovane  principe, che le cronache descrivono come degno del suo soprannome, cominciò  presto ad avere giovani ed innominate amanti, a frequentare da solo o con amici  osterie e a dedicarsi ad ogni piacere.</p>
<p align="justify">Non era cosa che  Giovanna, principessa di Castiglia potesse accettare di buon  grado.</p>
<p align="justify">Le scenate si  ripetevano eclatanti anche nelle occasioni ufficiali.</p>
<p align="justify">Giovanna urlava,  tirava oggetti, si buttava per terra, non mangiava per giorni.</p>
<p align="justify">Filippo  rispondeva a volte con indifferenza, a volte, sempre raccontano gli storici  contemporanei, alzando le mani sull&#8217;infelice creatura.</p>
<p align="justify">La leggenda della  follia d&#8217;amore di Giovanna cominciò a correre per l&#8217;Europa ed arrivò fino alla  severa corte spagnola preoccupando isabella e Ferdinando che vedevano in tutto  ciò una destabilizzazione del loro disegno.</p>
<p align="justify">Giovanna,  isabella gravemente malata di tumore all&#8217;utero, era infatti stata designata  erede della Castiglia.</p>
<p align="justify">I reali  invitarono la coppia, Giovanna e Filippo, in spagna, al fine di conoscere  possedimenti e di farsi riconoscere dal popolo.</p>
<p align="justify">Giovanna accettò  di malincuore temendo un tranello per non farla tornare in fiandra assieme  all&#8217;amato.</p>
<p align="justify">Filippo ambizioso  vide nel viaggio e nelle stranezze di Giovanna, l&#8217;ipotesi di divenire unico re  di spagna.</p>
<p align="justify">Nel corso della  visita la situazione psicologica della principessa precipitò: le scenate di  gelosia e i digiuni seguiti da abbuffate notturne si  moltiplicarono.</p>
<p align="justify">Ormai era per  tutti &#8220;la loca&#8221;.</p>
<p align="justify">Morta isabella  Ferdinando reggente a nome di Giovanna della Castiglia, le impedisce di seguire  Filippo nel viaggio di ritorno in fiandra e la rinchiude nel castello della Mata  di Medina.</p>
<p align="justify">E&#8217; il colpo di  grazia.</p>
<p align="justify">Nel 1506 Filippo  muore probabilmente di complicanze virali.</p>
<p align="justify">Giovanna si  rifiuta di far seppellire il marito che viene imbalsamato e conservato vicino a  lei.</p>
<p align="justify">La ormai regina  di Castiglia parla per ore con il cadavere, lo accarezza, lo bacia: nessuna  donna glielo potrà più strappare. finalmente Filippo è suo, solo  suo.</p>
<p align="justify">Quando è  costretta ad abbandonare Burgos, dove è prigioniera del padre, per un epidemia  di peste, costringe il seguito a portarsi dietro il cadavere di  Filippo.</p>
<p align="justify">Ferdinando stanco  di tanta follia e consapevole del pericolo per l&#8217;unità spagnola di questa  sovrana la rinchiude nella fortezza di Tordesillas.</p>
<p align="justify">Giovanna ci  rimarrà 46 anni.</p>
<p align="justify">A conferma della  sua follia rifiuterà per 46 anni la confessione e i  sacramenti.</p>
<p align="justify">Suo figlio Carlo  v che quasi non l&#8217;ha conosciuta è ormai imperatore, altri suoi figli e figlie  sono sui troni di Europa. sua nipote maria, detta la sanguinaria, è regina  d&#8217;Inghilterra.</p>
<p align="justify">Muore vestita di  stracci, irriconoscibile, nel1515.</p>
<p align="justify">Sulla sua tomba  si recherà solo il nipote Filippo II°.</p>
<p align="justify">Le sue ultime  lettere denunciano il pensiero chiaro, consapevole e doloroso di una donna che  era vissuta in un epoca troppo distante dalla sua sensibilità e dalle sue  potenzialità intellettive.</p>
<p align="justify">Oggi Giovanna  sarebbe stata definita una sindrome bipolare con alterazioni del comportamento  alimentare: quello che viene definito il fuoco sacro, la patologia dei geni.&#8221;</p>
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