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	<title>Gli autori</title>
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	<description>il blog a misura d&#039; uomo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Jul 2010 13:55:33 +0000</lastBuildDate>
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		<title>&#8220;30 secondi di clandestinità&#8221; di Matteo F. Ponti</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 13:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Ponti]]></category>
		<category><![CDATA[michela zanarella]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tichettio del cronometro è evocato dalla sola  immagine di copertina del libro di Matteo F. Ponti, “30 secondi di  clandestinità”, edito da LibertàEdizioni.
L’intrigante storia, che ha carattere di romanzo,  prende il suo inizio dalla fine, dalla irreparabile fine terrena dei  personaggi.
Ciò che rimane scritto in un diario, ritrovato  casualmente, è quella linearità spazio-tempo che diventa discorso  dell’anima.
In quei “30 secondi di clandestinità” sono nascoste  quelle emozioni, quelle idee, quei pensieri,che fanno parte ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><img class="alignleft" style="border: 5px solid white;" src="http://libertaedizioni.net/yahoo_site_admin/assets/images/ScreenHunter_651.6811050_std.jpg" alt="" width="186" height="278" />Il tichettio del cronometro è evocato dalla sola  immagine di copertina del libro di Matteo F. Ponti, “30 secondi di  clandestinità”, edito da LibertàEdizioni.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">L’intrigante storia, che ha carattere di romanzo,  prende il suo inizio dalla fine, dalla irreparabile fine terrena dei  personaggi.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ciò che rimane scritto in un diario, ritrovato  casualmente, è quella linearità spazio-tempo che diventa discorso  dell’anima.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">In quei “30 secondi di clandestinità” sono nascoste  quelle emozioni, quelle idee, quei pensieri,che fanno parte della nostra  vita, ma che le remore dell’educazione, fanno si che non si parli  apertamente dei sentimenti che hanno legato Violetta e Sebastiano, i due  protagonisti.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il romanzo a primo impatto sembra un perfetto giallo  poliziesco, ma in seguito si evolve come saggio psicologico di due  esperienze ormai dissolte nella catena complessa dell’esistenza.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">In alcuni passaggi l’autore descrive l’inesorabile  trascorrere del tempo e riesce a proiettarci in una dimensione  inaspettata: ” Il tempo, una lunga sequenza lineare di momenti. Poi  l’orologio si ferma , e va a ritroso. Scopri che alcune cose accadono  contemporaneamente e in uno stesso momento qualcuno nasce ed inizia il  suo tempo, qualcun altro muore e lo termina (forse lo inizia). Qualcuno  sogna ad occhi aperti e vive due tempi contemporaneamente”.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">La scrittura di Ponti è dunque quel binario di vivace  intuizione espressiva dove le emozioni e gli accadimenti umani scorrono  veloci contaminando gradualmente universi paralleli.</span></p>
<p><em><span style="font-size: small;">Michela Zanarella</span></em></p>
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		<title>&#8220;Solo Quattro Mura&#8221; di Gianluca Purgatorio</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/07/09/solo-quattro-mura-di-gianluca-purgatorio/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 05:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Purgatorio]]></category>
		<category><![CDATA[michela zanarella]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[RECENSIONE DEL LIBRO “SOLO QUATTRO  MURA” DI GIANLUCA PURGATORIO
Gianluca Purgatorio approda alla narrativa horror con il libro “Solo  quattro mura”, 0111 Edizioni.
Sei brevi racconti, apparentemente slegati tra loro, rivelano  successivamente una serie di corrispondenze
incisive, offrendo al tessuto espressivo fascino e mistero, tali da  suscitare curiosità nel lettore.
La morte s’infila nella silloge fino a prendere costante possesso  della narrazione.
Balza immediatamente all’occhio la citazione “dantesca”alle prime  pagine del volume, che apre la produzione noir del giovane ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 10px solid black;" src="http://nuoviargomenti.altervista.org/wp-content/uploads/2010/07/copertina-solo-quattro-mura.jpg" alt="" width="189" height="269" />RECENSIONE DEL LIBRO “SOLO QUATTRO  MURA” DI GIANLUCA PURGATORIO</p>
<p>Gianluca Purgatorio approda alla narrativa horror con il libro “Solo  quattro mura”, 0111 Edizioni.</p>
<p>Sei brevi racconti, apparentemente slegati tra loro, rivelano  successivamente una serie di corrispondenze</p>
<p>incisive, offrendo al tessuto espressivo fascino e mistero, tali da  suscitare curiosità nel lettore.</p>
<p>La morte s’infila nella silloge fino a prendere costante possesso  della narrazione.</p>
<p>Balza immediatamente all’occhio la citazione “dantesca”alle prime  pagine del volume, che apre la produzione noir del giovane autore:</p>
<p>“Per me si va ne la città dolente,</p>
<p>per me si va ne l’eterno dolore,</p>
<p>per me si va tra la perduta gente.</p>
<p>Giustizia mosse il mio alto</p>
<p>fecemi la divina potestate,</p>
<p>la somma sapienza è il primo amore.</p>
<p>Dinanzi a me non fur cose create</p>
<p>se non eterne, e io eterna duro.</p>
<p>Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate.”</p>
<p>(Inferno, canto III)</p>
<p>Nel primo racconto “Il dottor K”, un uomo su un letto d’ospedale in  ferro zincato, nudo, dal corpo martoriato, si ritrova in una stanza  sconosciuta, senza sapere come ci è finito.</p>
<p>In un incastro d’atmosfere e personaggi surreali, s’avverte quella  suspence che smuove situazioni e linguaggi.</p>
<p>La morte, il dolore, la sofferenza si fanno ossatura compatta nella  complessità dell’animo umano, in quell’abisso di ciascuno e di tutti che  circonda spazi e tempi con immediata drammaticità.</p>
<p>“Una notte potremmo svegliarci e desiderare di non averlo mai fatto  perché, scendendo dal letto, ci renderemmo conto che i nostri ricordi  non esistono più, dimenticati; la nostra vita perduta inesorabilmente”.</p>
<p>Cosa c’è di peggio della morte? E trovare dei numeri molto strani  sotto la pianta del piede?</p>
<p>Leggendo “Il misterioso caso del Signor Smith” si riapre il paradigma  dell’esistenza, si arriva ad un rimando di dubbi e paure, tipici di una  società che tentenna e spera in un antidoto sicuro alla morte.</p>
<p>“Tutti sappiamo, in quanto uomini, di essere destinati a morire, di  essere solo di passaggio, ma ce ne dimentichiamo.”</p>
<p>Non manca nulla alle pagine di Gianluca Purgatorio per riuscire a  mantenere solida e stabile l’impalcatura “dark”di “Solo quattro mura”.</p>
<p>Il lessico è semplice e adatto ad una lettura immediata.</p>
<p>La volontà di cogliere e concedere brividi è la prova di una  scrittura che sa appassionare, tra sogno ed incubo, tra salvezza e  dannazione.</p>
<p>Michela Zanarella</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La bambola rotta&#8221; di Monia Minnucci</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/06/25/la-bambola-rotta-di-monia-minnucci/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 12:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[monia minnucci]]></category>

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		<description><![CDATA[Biografia: Monia Minnucci nasce a Sora il 5 maggio 1973 ; cura la sua attività da numerosi anni con svariate partecipazioni a concorsi letterari e numerose pubblicazioni in antologie poetiche.
Prefazione dello scrittore cantautore Marco Minnucci. 
La bambola rotta”, lavoro che tratta il tema dell’affrancarsi dal dolore, è composta da liriche che rappresentano l’opera prima dell’artista molto precedente a produzioni successive.
L’opera inquadra, quindi, i primi passi di allontanamento dal centro del dolore, una vicenda autobiografica che non impedisce all&#8217;espressione di tingersi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;"><img class="alignleft" style="border: 5px solid white;" src="http://www.alettieditore.it/emersi/giu10/MinnucciCover.jpg" alt="" width="167" height="250" />Biografia: Monia Minnucci nasce a Sora il 5 maggio 1973 ; cura la sua attività da numerosi anni con svariate partecipazioni a concorsi letterari e numerose pubblicazioni in antologie poetiche.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;">Prefazione dello scrittore cantautore Marco Minnucci. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;">La bambola rotta”, lavoro che tratta il tema dell’affrancarsi dal dolore, è composta da liriche che rappresentano l’opera prima dell’artista molto precedente a produzioni successive.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;">L’opera inquadra, quindi, i primi passi di allontanamento dal centro del dolore, una vicenda autobiografica che non impedisce all&#8217;espressione di tingersi di universalità.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: large;">Alcune poesie tratte dal libro…</span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
<em><strong>A mio padre</strong></em></span></span></span></p>
<p>Un orlo bruciato,<br />
una lancia spezzata,<br />
una poesia mai scritta &#8230; questo sei tu per me.<br />
Tornare indietro<br />
per non lasciare la tua mano,<br />
fermare nel ricordo il tuo sguardo.<br />
Ma tu padre<br />
sei la mia melanconia,<br />
la tristezza di un pensiero autunnale.<br />
L&#8217;immagine distorta<br />
Avevo bisogno dei tuoi rifiuti<br />
sentieri stretti,<br />
tortuosi,<br />
conducevano a lui.<br />
La tua scelta è un modello.<br />
Copioni da recitare infinite volte<br />
nei labirinti della mente,<br />
sortilegi della sorte,<br />
farfalle sotto-vetro,<br />
bambole rotte.<br />
L&#8217;immagine distorta<br />
da uno specchio d&#8217;acqua,<br />
accarezzo le deformità<br />
ne cerco l&#8217;origine,<br />
luce in fondo ai cunicoli.<br />
Getto la cenere dei ricordi,<br />
riprendo me stessa<br />
&#8230; porterò dei fiori alla tua tomba.</p>
<p><em><strong>Frammenti di te</strong></em></p>
<p>Ho sognato una bottiglia rotta,<br />
frammenti riflettenti,<br />
arcobaleno sul pavimento<br />
d&#8217;un sogno incompiuto.</p>
<p>Quante sono le cose che non ti ho detto,<br />
quale mistero la fatalità.</p>
<p>La fine d&#8217;un volo,<br />
la campana che rintocca triste,<br />
il lutto dei ricordi che non racconterò.</p>
<p>Sono solo pensieri,<br />
sempre lo stesso mazzo di fiori,<br />
gli stessi gesti stolti,<br />
coronati da nuvole di fumo.</p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;">Il poeta GAN ha creato un book trailer per il libro della Minnucci visibile sul canale you tube dello stesso.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;">E’ presente anche sul profilo personale della poetessa su <strong>FACEBOOK.</strong></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;ESPOSTI. LE VERITA&#8217; NASCOSTE&#8221; di Raffaele Leggerini</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/06/25/esposti-le-verita-nascoste-di-raffaele-leggerini/</link>
		<comments>http://www.gliautori.it/blog/2010/06/25/esposti-le-verita-nascoste-di-raffaele-leggerini/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 11:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[michela zanarella]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele leggerini]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Esposto= messo in mostra, è il termine che anticamente veniva usato  per definire i “bambini abbandonati”.
Raffaele Leggerini, con il suo ultimo libro “Esposti” Le verità  nascoste, MJM Editore, racconta il dramma di Bianca, una bambina  abbandonata all’interno della ruota degli esposti in un Istituto di  Spoleto.
E’ proprio Suor Benedetta, la pia ricevitrice della piccola, dal  “Diario delle Memorie” a dare voce alla prefazione del romanzo: “La  crescerò come se fosse mia, con tutto l’amore ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esposto= messo in mostra, è il termine che anticamente veniva usato  per definire i “bambini abbandonati”.</p>
<p>Raffaele Leggerini, con il suo ultimo libro “Esposti” Le verità  nascoste, MJM Editore, racconta il dramma di Bianca, una bambina  abbandonata all’interno della ruota degli esposti in un Istituto di  Spoleto.</p>
<p>E’ proprio Suor Benedetta, la pia ricevitrice della piccola, dal  “Diario delle Memorie” a dare voce alla prefazione del romanzo: “La  crescerò come se fosse mia, con tutto l’amore che potrò darle”.</p>
<p>La storia si sviluppa attorno a particolari avvenimenti e a  dettagliate rievocazioni dell’infanzia di Bianca, che cerca di portare  alla luce le sue orgini e le “verità nascoste” di chi l’ha messa al  mondo.</p>
<p>Un’intima rivisitazione delle emozioni e dei sentimenti della giovane  protagonista, ci permette di conoscere a fondo il suo itinerario  esistenziale.</p>
<p>Le immagini evocate sembrano, a volte, contaminate da una sorta di  drammaticità piuttosto imponente e lasciano il lettore vigile a cogliere  gli aspetti più duri e complessi della vita.</p>
<p>Leggerini, con la sua scrittura scorrevole e piacevole, riflette  nello specchio del tempo, le difficoltà di chi non ha una vera e propria  famiglia, cerca di trasmettere in chi legge, la fiducia necessaria per  superare delusioni e amarezze .</p>
<p>A Bianca conforterebbe conoscere il volto della madre; il suo più  grande desiderio sarebbe sentirsi sostenuta e protetta da chi l’ha  generata.</p>
<p>La vita è un dono e l’autore sa, infatti, riconoscere il valore di un  patrimonio immenso come l’animo umano.</p>
<p>Leggerini si lascia andare ad accordi di narrazione e poesia, sa  coinvolgere e risvegliare con incredibile naturalezza esperienze ancora  molto attuali.</p>
<p>“Le verità nascoste sono un sano dolore, per un sangue anonimo dentro  le vene”.</p>
<p>Michela Zanarella</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Confucio (di Valter Giraudo)</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/06/25/confucio-di-valter-giraudo/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 11:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[confucio]]></category>
		<category><![CDATA[valter giraudo]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccovi un po’ di saggezza orientale che, in un mondo così caotico, non guasta mai!
Buona riflessione&#8230;
- Il maestro disse a un suo allievo: Yu, vuoi che ti dica in che cosa consiste la conoscenza?
Consiste nell&#8217;essere consapevoli sia di sapere una cosa che di non saperla. Questa è la conoscenza.
- Il nucleo della conoscenza è questo: se la possiedi, applicala; se non la possiedi, confessa la tua ignoranza.
- Acquisisci nuove conoscenze mentre rifletti sulle vecchie, e forse potrai insegnare ad altri.
- ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><em><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">Eccovi un po’ di saggezza orientale che, in un mondo così caotico, non guasta mai!</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">Buona riflessione&#8230;</span></span></em></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Il maestro disse a un suo allievo: Yu, vuoi che ti dica in che cosa consiste la conoscenza?<br />
Consiste nell&#8217;essere consapevoli sia di sapere una cosa che di non saperla. Questa è la conoscenza.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Il nucleo della conoscenza è questo: se la possiedi, applicala; se non la possiedi, confessa la tua ignoranza.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Acquisisci nuove conoscenze mentre rifletti sulle vecchie, e forse potrai insegnare ad altri.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Le prospettive della vita dipendono dalla diligenza; l&#8217;artigiano che vuole perfezionare la sua opera deve prima affilare i suoi utensili.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Chi non fa economie, andrà in agonia.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Quando si è in un pasticcio tanto vale goderne il sapore.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Non avere amici che non siano alla tua altezza.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- L&#8217;apprendimento senza il pensiero è fatica sprecata.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Il vero signore è lento nel parlare e rapido nell&#8217;agire.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Il vero signore è simile a un arciere: se manca il bersaglio, ne cerca la causa in se stesso.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Sapere cosa è giusto e non farlo è codardia.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Per natura gli uomini sono vicini, l&#8217;educazione li allontana.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Non ho mai conosciuto un uomo che vedendo i propri errori sapesse dar la colpa a se stesso.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Ciò che vuoi non sia fatto a te stesso, non farlo agli altri.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- La gravità di contegno è solo l&#8217;involucro della saggezza, eppure la preserva.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- L&#8217;ignoranza è la notte della mente, ma una notte senza luna né stelle.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare,<br />
costui è un imbecille!</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- L&#8217;uomo superiore comprende ciò che è giusto, l&#8217;uomo inferiore ciò che vende.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Allontanarsi dal mondo, restare sconosciuti e non avere rimpianti: a questo può arrivare solo l&#8217;uomo superiore</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Imparare senza pensare è fatica perduta. Pensare senza imparare è pericoloso.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Vedere e ascoltare i malvagi è già l&#8217;inizio della malvagità.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Tutti gli uomini si nutrono, ma pochi sanno distinguere i sapori.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Non è grave se gli uomini non ti conoscono, è grave se tu non li conosci.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Un uomo che ha commesso un errore e non lo ha riparato, ha commesso un altro errore.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Chi parla senza modestia troverà difficile rendere buone le proprie parole.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- È impossibile conoscere gli uomini senza conoscere la forza delle parole.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- La parsimonia conduce all&#8217;avarizia.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Studia il passato se vuoi prevedere il futuro.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Non preoccuparti del fatto che la gente non ti conosce, preoccupati del fatto che forse non meriti di essere conosciuto.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Si può indurre il popolo a seguire una causa, ma non far sì che la capisca.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- In un paese ben governato la povertà è qualcosa di cui ci si deve vergognare.<br />
In un paese ben governato, è vergognosa la ricchezza.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Quando arriva la prosperità, non usarla tutta.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Chi desidera procurare il bene altrui ha già assicurato il proprio.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Un giovane, quando è a casa, dovrebbe essere rispettoso dei genitori, e, quando è all&#8217;estero dovrebbe esserlo dei più anziani.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell&#8217;infinito.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Vedere ciò che è giusto e non farlo è mancanza di coraggio.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Non mi dolgo di essere sconosciuto agli uomini, ma mi dolgo di non conoscerli.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- L&#8217;uomo superiore è modesto nelle parole, ed eccede nelle azioni.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- È l&#8217;uomo che rende grande la verità, non la verità l&#8217;uomo.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Se un uomo la mattina conosce la retta via, potrà morire la sera stessa senza alcun rimpianto.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Belle parole e una vistosa apparenza raramente sono associate alla vera virtù.</strong></span></span></p>
<p><em><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">E quindi&#8230; meditate gente, meditate!</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;"><br />
</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">Valter Giraudo<br />
</span></span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Ricercando la verità&#8221; di Valter Giraudo (recensione di Michele Ciardelli)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 11:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[michele ciardelli]]></category>
		<category><![CDATA[ricercando la verità]]></category>
		<category><![CDATA[valter giraudo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi piace molto come scrive Valter Giraudo. E&#8217; semplice ed essenziale. Non scrive mai parole in più e cerca d&#8217;andare sempre dritto alla meta, un po&#8217; com’è nel suo animo free-lance del periodo giornalistico.
Il libro è di una semplicità disarmante per quanto concerne la storia: Valter, il protagonista, conversa con Tony che vive una sorta di dramma esistenziale. Ha perso il lavoro e si ritrova su un masso, una roccia a meditare sul senso della vita.
Il libro è tra l&#8217;autobiografico ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><img class="alignleft" style="border: 5px solid white;" src="http://www.valtergiraudo.altervista.org/images/copertina-2--ricercando-la-.gif" alt="" width="158" height="257" />Mi piace molto come scrive Valter Giraudo. E&#8217; semplice ed essenziale. Non scrive mai parole in più e cerca d&#8217;andare sempre dritto alla meta, un po&#8217; com’è nel suo animo free-lance del periodo giornalistico.<br />
Il libro è di una semplicità disarmante per quanto concerne la storia: Valter, il protagonista, conversa con Tony che vive una sorta di dramma esistenziale. Ha perso il lavoro e si ritrova su un masso, una roccia a meditare sul senso della vita.<br />
Il libro è tra l&#8217;autobiografico e la narrazione fantasiosa di una storia. I due personaggi sono nient&#8217;altro che lo scrittore con il suo alter ego.<br />
Tony non sa come affrontare la vita, la lascia scorrere, mentre Valter cerca di dargli una via, un percorso da seguire: il buddismo. Valter non cerca di convincere Tony, non cerca di portarlo dalla sua parte, ma solo di dargli una alternativa.<br />
Le scelte migliori sono quelle consapevoli e non importa se conducono alla “buddità” oppure a scoprire Dio. La verità sta in questo? Non lo so. I maestri ogni giorno cercano di capirlo per noi, come i nostri preti. L&#8217;unica cosa certa è che se cerchiamo di razionalizzare tutto, non diamo alcuna risposta certa a niente.<br />
Valter ha trovato definitivamente la sua strada narrativa: coniuga in un solo libro immagini, massime dei maestri buddisti e pensieri dello scrittore al racconto. Valter adesso si sente migliore, si sente padrone della sua vita. Ha capito che tutto il mondo ruota intorno a noi ed ogni decisione condiziona anche quella degli altri. Se noi stiamo male, quelli che vivono intorno a noi ne sono influenzati; allo stesso modo se noi siamo felici. Ogni persona lega le altre come in una sorta di catena invisibile che vincola gli altri.<br />
L’unico neo che trovo nel libro è la mancanza di esempi per far capire meglio le sue parole.</p>
<p><em>Michele Ciardelli</em></p>
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		<title>&#8220;Ricercando la verità&#8221; di Valter Giraudo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 09:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[michela zanarella. valter giraudo]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Come riuscire ad affrontare difficoltà e situazioni complesse della  vita?
Questa è l’intenzione subliminale chiusa nello scrigno di “Ricercando  la verità “, l’ultimo libro di Valter Giraudo, Edizioni Miele.
L’autore ci mette a contatto diretto con i valori etico-sociali di  una religione in continua evoluzione come il Buddismo, che cerca di  dipanare le ansie, le angosce, le fobie dell’esistenza terrena.
Per conoscere a fondo questo universo di formazione e ricerca  ideologica, bisogna farsi artefici del proprio destino, si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 5px solid white;" src="http://files.splinder.com/00f9a4b6c42a77ebbe40d9fe6e54abfa_medium.png" alt="" width="183" height="300" />Come riuscire ad affrontare difficoltà e situazioni complesse della  vita?</p>
<p>Questa è l’intenzione subliminale chiusa nello scrigno di “Ricercando  la verità “, l’ultimo libro di Valter Giraudo, Edizioni Miele.</p>
<p>L’autore ci mette a contatto diretto con i valori etico-sociali di  una religione in continua evoluzione come il Buddismo, che cerca di  dipanare le ansie, le angosce, le fobie dell’esistenza terrena.</p>
<p>Per conoscere a fondo questo universo di formazione e ricerca  ideologica, bisogna farsi artefici del proprio destino, si deve riuscire  a trasformare il corso degli eventi secondo determinate scelte e  volontà.</p>
<p>Ogni uomo è libero di decidere il proprio cammino, è segnato dal  Karma che guida la sua esistenza tra tutti gli esseri viventi, basta  solo che si assuma le sue responsabilità ,se la sua coscienza sarà  limpida come un ruscello che sgorga dalle rupi dell’Himalaya.</p>
<p>“In relazione alla nostra concezione della vita o della morte  possiamo o meno vivere in sintonia con la Legge della vita”…e perchè no,  anche della morte, è un estratto di pensieri che Giraudo ci affida per  uscire da una spirale di paure e insoddisfazioni.</p>
<p>Qual è dunque lo scopo di queste pagine? Il libro è quasi una Guida  spirituale pronta a illuminarci, una raccolta di pillole di saggezza per  vivere in modo adeguato, dentro e fuori, con la propria anima.</p>
<p>Attraverso il dialogo con un amico, l’autore ci spiega in modo  semplice e lineare i dogmi del Buddismo, ci fa scoprire con una sorta di  indagine critica il segreto per ottenere una felicità assoluta, che è  una conseguenza della catena delle nostre esistenze.</p>
<p>“La vita è un luogo senza strade tracciate. Non esistono mappe che  possano condurci a una meta risparmiandoci le difficoltà”, ecco un altro  insegnamento, un’altra chiave per aprire le porte a nuove esperienze  terrene.</p>
<p>Si tratta di capire chi siamo veramente e da cosa siamo circondati.</p>
<p>Giraudo,attraverso uno studio approfondito della materia, rende  esplicite continue riflessioni sulle sorti del vivere.</p>
<p>“Vincere o perdere fanno parte della vita, ma io prego il Budda per  la vittoria finale”. Aprire il cuore e la mente al Buddismo consente di  conoscere in profondità l’identità che ci è stata affidata, infonde  coraggio e speranza per ottenere, all’interno e all’esterno di noi, il  gioiello prezioso della verità.</p>
<p>Per tutto questo basta credere, così come suggerisce qualsiasi fede  religiosa.</p>
<p>Michela Zanarella.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La favola del troppo</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 07:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[peppino fieni]]></category>

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		<description><![CDATA[Vercingetorige chiedeva ad Asdrubale cosa significava troppo. Tutte e due pensarono che troppo strani erano i loro nomi. Pronunciarli era difficile, scriverli non era difficile, ma bisogna stare attenti. Allora perché troppo non poteva essere l&#8217; ESSERE? Avere un nome, una identità, insomma tentare di essere qualcosa, qualcuno. Su questo Vercingetorige e Asdrubale si trovarono d&#8217;accordo, e questo solo perché quando qualcuno li chiamava, faceva una strana smorfia con il viso. Insomma la bocca si storceva, gli occhi si chiudevano ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Vercingetorige chiedeva ad Asdrubale cosa significava troppo. Tutte e due pensarono che troppo strani erano i loro nomi. Pronunciarli era difficile, scriverli non era difficile, ma bisogna stare attenti. Allora perché troppo non poteva essere l&#8217; ESSERE? Avere un nome, una identità, insomma tentare di essere qualcosa, qualcuno. Su questo Vercingetorige e Asdrubale si trovarono d&#8217;accordo, e questo solo perché quando qualcuno li chiamava, faceva una strana smorfia con il viso. Insomma la bocca si storceva, gli occhi si chiudevano quindi il sole spariva. Pensate! Questa sì che era troppo: uno non poteva chiamarsi come gli pareva, senza mettere in ridicolo il linguaggio del corpo della gente comune. Certo che c&#8217;è una morale, ma trovatela&#8230;&#8230;</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;uomo misura di tutte le cose</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 07:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peppino Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia (a cura di Peppino Fieni)]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[peppino fieni]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo diceva Protagora
Era un sofista, così lo chiamavano i greci, allora. Parlava sempre, aveva sempre ragione. Infatti alla fine disse:  l&#8217;uomo è misura di tutte le cose. Avete capito che l&#8217;uomo era lui ? Perfetto, è proprio così, era lui, aveva sempre ragione. Lunghi discorsi faceva ed era cordiale. Parlava con tutti e tutti illudeva. Direte che dopo Protagora il sofista è stato sempre in vista. Accade ancora! Certo è accaduto che tanti filosofi hanno pensato che, c&#8217;era sempre ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Lo diceva</span><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><strong> Protagora</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Era un</span><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><strong> sofista</strong></span><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">, così lo chiamavano i greci, allora. Parlava sempre, aveva sempre ragione. Infatti alla fine disse:  l&#8217;uomo è misura di tutte le cose. Avete capito che l&#8217;uomo era lui ? Perfetto, è proprio così, era lui, aveva sempre ragione. Lunghi discorsi faceva ed era cordiale. Parlava con tutti e tutti illudeva. Direte che dopo Protagora il sofista è stato sempre in vista. Accade ancora! Certo è accaduto che tanti filosofi hanno pensato che, c&#8217;era sempre un altro modo per capire, la polis nacque anche per questo, per dibattere. Che storia! Perfino</span><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><strong> Cicerone</strong></span><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"> con le sue famose orazioni nel senato romano è ancora copiato. Gli altri senatori, secondo lui, erano tutti inutili. Poi, col tempo, il sofista è stato sostituito dal cordiale. Oggi il cordiale è sempre accomodante. Gli hanno stampato il sorriso sul viso. Se uno gli dice che è un sofista lui risponde: guarda che hai preso una svista! Io sono l&#8217;uomo misura di tutte le cose e tutte le cose sono mie. Aveva ragione il nuovo sofista. Non gli si poteva dire niente. Qualcuno parlava sempre, ma inutilmente. Il sofista continuava ad essere misura di tutte, le cose proprie e anche quelle degli altri. </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il sig. F – Una scoperta a puntate (quinta puntata)</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 14:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ilsig.f]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo a puntate]]></category>

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		<description><![CDATA[Certo, pensava! Di quale mondo ancora non si sa. Ma questa mia idea, mi può fruttare. Come la frutta, ha tante facce, ma le vitamine sono sempre quelle. Be&#8217; anche qua, le facce possono non sempre corrispondere alla persona. E chi lo capisce sul video, con una quasi foto? E poi, si diceva Il sig. F, una persona può replicare la sua presenza, comunicando altri nomi, insomma un&#8217;idea che, in un mondo senza idee, può avere un&#8217;esplosione di risultati. E ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Certo, pensava! Di quale mondo ancora non si sa. Ma questa mia idea, mi può fruttare. Come la frutta, ha tante facce, ma le vitamine sono sempre quelle. Be&#8217; anche qua, le facce possono non sempre corrispondere alla persona. E chi lo capisce sul video, con una quasi foto? E poi, si diceva Il sig. F, una persona può replicare la sua presenza, comunicando altri nomi, insomma un&#8217;idea che, in un mondo senza idee, può avere un&#8217;esplosione di risultati. E poi, si diceva il sig. F, in un mondo globalizzato, chi li distingue tutti i gialli e tutti i neri? A noi, che non siamo abituati, sembrano tutti uguali. Fortuna che il video a colori. Sono salvo dice il sig. F, la mia pensata stata geniale. Tutti quei gruppi, sembrano grappoli d&#8217;uva. Certo i chicchi non erano tutti uguali. Ma neanche le facce sono tutte uguali. E&#8217; vero non hanno espressioni significative! Va be&#8217;, ma non c&#8217;è bisogno, questo solo un sogno!! Del resto virtuale, sembra proprio un sogno. Vedi un personaggio nel sogno, invece lo psicologo ti dice che un altro.  Insomma quello che ho pensato io. Adesso vado dallo psicologo e mi faccio spiegare tutto.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ci va dallo psicologo, puntuale, detto e fatto. Il sig. F, non solo uno che conosce bene la chiave per la comunicazione virtuale, anche uno che approfondisce i risvolti del virtuale, anche per capire quanto normale. Ecco normale, ma oggi che così normale? Il sig. F comincia a filosofeggiare e allora la sua idea non ha solo un risvolto sociale. Potrebbe essere anche amorale. Ma, si dice, oggi a nessuno gliene frega niente. Allora sentiamo questo psicologo!</span></span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Strano movimento del destino lo psicologo si chiamava, come abbiamo già visto Silenzio, va bene si disse sig F, se così deve essere! Al destino bisogna ubbidire. Ora sono qui, vediamo che dice, ma perché si chiedeva il sig. F proprio uno psicologo? Adesso lo scopriremo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Silenzio era conviviale, un tipo da compagnia, certo era psicologo e sapeva trattare la gente. Era suadente, colloquiale.</span></span></p>
]]></content:encoded>
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