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	<title>Gli autori &#187; ospiti</title>
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	<description>il blog a misura d&#039; uomo</description>
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		<title>&#8220;30 secondi di clandestinità&#8221; di Matteo F. Ponti</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 13:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Ponti]]></category>
		<category><![CDATA[michela zanarella]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tichettio del cronometro è evocato dalla sola  immagine di copertina del libro di Matteo F. Ponti, “30 secondi di  clandestinità”, edito da LibertàEdizioni.
L’intrigante storia, che ha carattere di romanzo,  prende il suo inizio dalla fine, dalla irreparabile fine terrena dei  personaggi.
Ciò che rimane scritto in un diario, ritrovato  casualmente, è quella linearità spazio-tempo che diventa discorso  dell’anima.
In quei “30 secondi di clandestinità” sono nascoste  quelle emozioni, quelle idee, quei pensieri,che fanno parte ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><img class="alignleft" style="border: 5px solid white;" src="http://libertaedizioni.net/yahoo_site_admin/assets/images/ScreenHunter_651.6811050_std.jpg" alt="" width="186" height="278" />Il tichettio del cronometro è evocato dalla sola  immagine di copertina del libro di Matteo F. Ponti, “30 secondi di  clandestinità”, edito da LibertàEdizioni.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">L’intrigante storia, che ha carattere di romanzo,  prende il suo inizio dalla fine, dalla irreparabile fine terrena dei  personaggi.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ciò che rimane scritto in un diario, ritrovato  casualmente, è quella linearità spazio-tempo che diventa discorso  dell’anima.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">In quei “30 secondi di clandestinità” sono nascoste  quelle emozioni, quelle idee, quei pensieri,che fanno parte della nostra  vita, ma che le remore dell’educazione, fanno si che non si parli  apertamente dei sentimenti che hanno legato Violetta e Sebastiano, i due  protagonisti.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il romanzo a primo impatto sembra un perfetto giallo  poliziesco, ma in seguito si evolve come saggio psicologico di due  esperienze ormai dissolte nella catena complessa dell’esistenza.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">In alcuni passaggi l’autore descrive l’inesorabile  trascorrere del tempo e riesce a proiettarci in una dimensione  inaspettata: ” Il tempo, una lunga sequenza lineare di momenti. Poi  l’orologio si ferma , e va a ritroso. Scopri che alcune cose accadono  contemporaneamente e in uno stesso momento qualcuno nasce ed inizia il  suo tempo, qualcun altro muore e lo termina (forse lo inizia). Qualcuno  sogna ad occhi aperti e vive due tempi contemporaneamente”.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">La scrittura di Ponti è dunque quel binario di vivace  intuizione espressiva dove le emozioni e gli accadimenti umani scorrono  veloci contaminando gradualmente universi paralleli.</span></p>
<p><em><span style="font-size: small;">Michela Zanarella</span></em></p>
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		<title>&#8220;Solo Quattro Mura&#8221; di Gianluca Purgatorio</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/07/09/solo-quattro-mura-di-gianluca-purgatorio/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 05:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Purgatorio]]></category>
		<category><![CDATA[michela zanarella]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[RECENSIONE DEL LIBRO “SOLO QUATTRO  MURA” DI GIANLUCA PURGATORIO
Gianluca Purgatorio approda alla narrativa horror con il libro “Solo  quattro mura”, 0111 Edizioni.
Sei brevi racconti, apparentemente slegati tra loro, rivelano  successivamente una serie di corrispondenze
incisive, offrendo al tessuto espressivo fascino e mistero, tali da  suscitare curiosità nel lettore.
La morte s’infila nella silloge fino a prendere costante possesso  della narrazione.
Balza immediatamente all’occhio la citazione “dantesca”alle prime  pagine del volume, che apre la produzione noir del giovane ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 10px solid black;" src="http://nuoviargomenti.altervista.org/wp-content/uploads/2010/07/copertina-solo-quattro-mura.jpg" alt="" width="189" height="269" />RECENSIONE DEL LIBRO “SOLO QUATTRO  MURA” DI GIANLUCA PURGATORIO</p>
<p>Gianluca Purgatorio approda alla narrativa horror con il libro “Solo  quattro mura”, 0111 Edizioni.</p>
<p>Sei brevi racconti, apparentemente slegati tra loro, rivelano  successivamente una serie di corrispondenze</p>
<p>incisive, offrendo al tessuto espressivo fascino e mistero, tali da  suscitare curiosità nel lettore.</p>
<p>La morte s’infila nella silloge fino a prendere costante possesso  della narrazione.</p>
<p>Balza immediatamente all’occhio la citazione “dantesca”alle prime  pagine del volume, che apre la produzione noir del giovane autore:</p>
<p>“Per me si va ne la città dolente,</p>
<p>per me si va ne l’eterno dolore,</p>
<p>per me si va tra la perduta gente.</p>
<p>Giustizia mosse il mio alto</p>
<p>fecemi la divina potestate,</p>
<p>la somma sapienza è il primo amore.</p>
<p>Dinanzi a me non fur cose create</p>
<p>se non eterne, e io eterna duro.</p>
<p>Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate.”</p>
<p>(Inferno, canto III)</p>
<p>Nel primo racconto “Il dottor K”, un uomo su un letto d’ospedale in  ferro zincato, nudo, dal corpo martoriato, si ritrova in una stanza  sconosciuta, senza sapere come ci è finito.</p>
<p>In un incastro d’atmosfere e personaggi surreali, s’avverte quella  suspence che smuove situazioni e linguaggi.</p>
<p>La morte, il dolore, la sofferenza si fanno ossatura compatta nella  complessità dell’animo umano, in quell’abisso di ciascuno e di tutti che  circonda spazi e tempi con immediata drammaticità.</p>
<p>“Una notte potremmo svegliarci e desiderare di non averlo mai fatto  perché, scendendo dal letto, ci renderemmo conto che i nostri ricordi  non esistono più, dimenticati; la nostra vita perduta inesorabilmente”.</p>
<p>Cosa c’è di peggio della morte? E trovare dei numeri molto strani  sotto la pianta del piede?</p>
<p>Leggendo “Il misterioso caso del Signor Smith” si riapre il paradigma  dell’esistenza, si arriva ad un rimando di dubbi e paure, tipici di una  società che tentenna e spera in un antidoto sicuro alla morte.</p>
<p>“Tutti sappiamo, in quanto uomini, di essere destinati a morire, di  essere solo di passaggio, ma ce ne dimentichiamo.”</p>
<p>Non manca nulla alle pagine di Gianluca Purgatorio per riuscire a  mantenere solida e stabile l’impalcatura “dark”di “Solo quattro mura”.</p>
<p>Il lessico è semplice e adatto ad una lettura immediata.</p>
<p>La volontà di cogliere e concedere brividi è la prova di una  scrittura che sa appassionare, tra sogno ed incubo, tra salvezza e  dannazione.</p>
<p>Michela Zanarella</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La bambola rotta&#8221; di Monia Minnucci</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/06/25/la-bambola-rotta-di-monia-minnucci/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 12:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[monia minnucci]]></category>

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		<description><![CDATA[Biografia: Monia Minnucci nasce a Sora il 5 maggio 1973 ; cura la sua attività da numerosi anni con svariate partecipazioni a concorsi letterari e numerose pubblicazioni in antologie poetiche.
Prefazione dello scrittore cantautore Marco Minnucci. 
La bambola rotta”, lavoro che tratta il tema dell’affrancarsi dal dolore, è composta da liriche che rappresentano l’opera prima dell’artista molto precedente a produzioni successive.
L’opera inquadra, quindi, i primi passi di allontanamento dal centro del dolore, una vicenda autobiografica che non impedisce all&#8217;espressione di tingersi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;"><img class="alignleft" style="border: 5px solid white;" src="http://www.alettieditore.it/emersi/giu10/MinnucciCover.jpg" alt="" width="167" height="250" />Biografia: Monia Minnucci nasce a Sora il 5 maggio 1973 ; cura la sua attività da numerosi anni con svariate partecipazioni a concorsi letterari e numerose pubblicazioni in antologie poetiche.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;">Prefazione dello scrittore cantautore Marco Minnucci. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;">La bambola rotta”, lavoro che tratta il tema dell’affrancarsi dal dolore, è composta da liriche che rappresentano l’opera prima dell’artista molto precedente a produzioni successive.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;">L’opera inquadra, quindi, i primi passi di allontanamento dal centro del dolore, una vicenda autobiografica che non impedisce all&#8217;espressione di tingersi di universalità.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: large;">Alcune poesie tratte dal libro…</span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
<em><strong>A mio padre</strong></em></span></span></span></p>
<p>Un orlo bruciato,<br />
una lancia spezzata,<br />
una poesia mai scritta &#8230; questo sei tu per me.<br />
Tornare indietro<br />
per non lasciare la tua mano,<br />
fermare nel ricordo il tuo sguardo.<br />
Ma tu padre<br />
sei la mia melanconia,<br />
la tristezza di un pensiero autunnale.<br />
L&#8217;immagine distorta<br />
Avevo bisogno dei tuoi rifiuti<br />
sentieri stretti,<br />
tortuosi,<br />
conducevano a lui.<br />
La tua scelta è un modello.<br />
Copioni da recitare infinite volte<br />
nei labirinti della mente,<br />
sortilegi della sorte,<br />
farfalle sotto-vetro,<br />
bambole rotte.<br />
L&#8217;immagine distorta<br />
da uno specchio d&#8217;acqua,<br />
accarezzo le deformità<br />
ne cerco l&#8217;origine,<br />
luce in fondo ai cunicoli.<br />
Getto la cenere dei ricordi,<br />
riprendo me stessa<br />
&#8230; porterò dei fiori alla tua tomba.</p>
<p><em><strong>Frammenti di te</strong></em></p>
<p>Ho sognato una bottiglia rotta,<br />
frammenti riflettenti,<br />
arcobaleno sul pavimento<br />
d&#8217;un sogno incompiuto.</p>
<p>Quante sono le cose che non ti ho detto,<br />
quale mistero la fatalità.</p>
<p>La fine d&#8217;un volo,<br />
la campana che rintocca triste,<br />
il lutto dei ricordi che non racconterò.</p>
<p>Sono solo pensieri,<br />
sempre lo stesso mazzo di fiori,<br />
gli stessi gesti stolti,<br />
coronati da nuvole di fumo.</p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;">Il poeta GAN ha creato un book trailer per il libro della Minnucci visibile sul canale you tube dello stesso.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Garamond,serif;"><span style="font-size: medium;">E’ presente anche sul profilo personale della poetessa su <strong>FACEBOOK.</strong></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;ESPOSTI. LE VERITA&#8217; NASCOSTE&#8221; di Raffaele Leggerini</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/06/25/esposti-le-verita-nascoste-di-raffaele-leggerini/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 11:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[michela zanarella]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele leggerini]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Esposto= messo in mostra, è il termine che anticamente veniva usato  per definire i “bambini abbandonati”.
Raffaele Leggerini, con il suo ultimo libro “Esposti” Le verità  nascoste, MJM Editore, racconta il dramma di Bianca, una bambina  abbandonata all’interno della ruota degli esposti in un Istituto di  Spoleto.
E’ proprio Suor Benedetta, la pia ricevitrice della piccola, dal  “Diario delle Memorie” a dare voce alla prefazione del romanzo: “La  crescerò come se fosse mia, con tutto l’amore ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esposto= messo in mostra, è il termine che anticamente veniva usato  per definire i “bambini abbandonati”.</p>
<p>Raffaele Leggerini, con il suo ultimo libro “Esposti” Le verità  nascoste, MJM Editore, racconta il dramma di Bianca, una bambina  abbandonata all’interno della ruota degli esposti in un Istituto di  Spoleto.</p>
<p>E’ proprio Suor Benedetta, la pia ricevitrice della piccola, dal  “Diario delle Memorie” a dare voce alla prefazione del romanzo: “La  crescerò come se fosse mia, con tutto l’amore che potrò darle”.</p>
<p>La storia si sviluppa attorno a particolari avvenimenti e a  dettagliate rievocazioni dell’infanzia di Bianca, che cerca di portare  alla luce le sue orgini e le “verità nascoste” di chi l’ha messa al  mondo.</p>
<p>Un’intima rivisitazione delle emozioni e dei sentimenti della giovane  protagonista, ci permette di conoscere a fondo il suo itinerario  esistenziale.</p>
<p>Le immagini evocate sembrano, a volte, contaminate da una sorta di  drammaticità piuttosto imponente e lasciano il lettore vigile a cogliere  gli aspetti più duri e complessi della vita.</p>
<p>Leggerini, con la sua scrittura scorrevole e piacevole, riflette  nello specchio del tempo, le difficoltà di chi non ha una vera e propria  famiglia, cerca di trasmettere in chi legge, la fiducia necessaria per  superare delusioni e amarezze .</p>
<p>A Bianca conforterebbe conoscere il volto della madre; il suo più  grande desiderio sarebbe sentirsi sostenuta e protetta da chi l’ha  generata.</p>
<p>La vita è un dono e l’autore sa, infatti, riconoscere il valore di un  patrimonio immenso come l’animo umano.</p>
<p>Leggerini si lascia andare ad accordi di narrazione e poesia, sa  coinvolgere e risvegliare con incredibile naturalezza esperienze ancora  molto attuali.</p>
<p>“Le verità nascoste sono un sano dolore, per un sangue anonimo dentro  le vene”.</p>
<p>Michela Zanarella</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Ricercando la verità&#8221; di Valter Giraudo (recensione di Michele Ciardelli)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 11:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[michele ciardelli]]></category>
		<category><![CDATA[ricercando la verità]]></category>
		<category><![CDATA[valter giraudo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi piace molto come scrive Valter Giraudo. E&#8217; semplice ed essenziale. Non scrive mai parole in più e cerca d&#8217;andare sempre dritto alla meta, un po&#8217; com’è nel suo animo free-lance del periodo giornalistico.
Il libro è di una semplicità disarmante per quanto concerne la storia: Valter, il protagonista, conversa con Tony che vive una sorta di dramma esistenziale. Ha perso il lavoro e si ritrova su un masso, una roccia a meditare sul senso della vita.
Il libro è tra l&#8217;autobiografico ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><img class="alignleft" style="border: 5px solid white;" src="http://www.valtergiraudo.altervista.org/images/copertina-2--ricercando-la-.gif" alt="" width="158" height="257" />Mi piace molto come scrive Valter Giraudo. E&#8217; semplice ed essenziale. Non scrive mai parole in più e cerca d&#8217;andare sempre dritto alla meta, un po&#8217; com’è nel suo animo free-lance del periodo giornalistico.<br />
Il libro è di una semplicità disarmante per quanto concerne la storia: Valter, il protagonista, conversa con Tony che vive una sorta di dramma esistenziale. Ha perso il lavoro e si ritrova su un masso, una roccia a meditare sul senso della vita.<br />
Il libro è tra l&#8217;autobiografico e la narrazione fantasiosa di una storia. I due personaggi sono nient&#8217;altro che lo scrittore con il suo alter ego.<br />
Tony non sa come affrontare la vita, la lascia scorrere, mentre Valter cerca di dargli una via, un percorso da seguire: il buddismo. Valter non cerca di convincere Tony, non cerca di portarlo dalla sua parte, ma solo di dargli una alternativa.<br />
Le scelte migliori sono quelle consapevoli e non importa se conducono alla “buddità” oppure a scoprire Dio. La verità sta in questo? Non lo so. I maestri ogni giorno cercano di capirlo per noi, come i nostri preti. L&#8217;unica cosa certa è che se cerchiamo di razionalizzare tutto, non diamo alcuna risposta certa a niente.<br />
Valter ha trovato definitivamente la sua strada narrativa: coniuga in un solo libro immagini, massime dei maestri buddisti e pensieri dello scrittore al racconto. Valter adesso si sente migliore, si sente padrone della sua vita. Ha capito che tutto il mondo ruota intorno a noi ed ogni decisione condiziona anche quella degli altri. Se noi stiamo male, quelli che vivono intorno a noi ne sono influenzati; allo stesso modo se noi siamo felici. Ogni persona lega le altre come in una sorta di catena invisibile che vincola gli altri.<br />
L’unico neo che trovo nel libro è la mancanza di esempi per far capire meglio le sue parole.</p>
<p><em>Michele Ciardelli</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Ricercando la verità&#8221; di Valter Giraudo</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/06/18/ricercando-la-verita-di-valter-giraudo/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 09:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[michela zanarella. valter giraudo]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Come riuscire ad affrontare difficoltà e situazioni complesse della  vita?
Questa è l’intenzione subliminale chiusa nello scrigno di “Ricercando  la verità “, l’ultimo libro di Valter Giraudo, Edizioni Miele.
L’autore ci mette a contatto diretto con i valori etico-sociali di  una religione in continua evoluzione come il Buddismo, che cerca di  dipanare le ansie, le angosce, le fobie dell’esistenza terrena.
Per conoscere a fondo questo universo di formazione e ricerca  ideologica, bisogna farsi artefici del proprio destino, si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 5px solid white;" src="http://files.splinder.com/00f9a4b6c42a77ebbe40d9fe6e54abfa_medium.png" alt="" width="183" height="300" />Come riuscire ad affrontare difficoltà e situazioni complesse della  vita?</p>
<p>Questa è l’intenzione subliminale chiusa nello scrigno di “Ricercando  la verità “, l’ultimo libro di Valter Giraudo, Edizioni Miele.</p>
<p>L’autore ci mette a contatto diretto con i valori etico-sociali di  una religione in continua evoluzione come il Buddismo, che cerca di  dipanare le ansie, le angosce, le fobie dell’esistenza terrena.</p>
<p>Per conoscere a fondo questo universo di formazione e ricerca  ideologica, bisogna farsi artefici del proprio destino, si deve riuscire  a trasformare il corso degli eventi secondo determinate scelte e  volontà.</p>
<p>Ogni uomo è libero di decidere il proprio cammino, è segnato dal  Karma che guida la sua esistenza tra tutti gli esseri viventi, basta  solo che si assuma le sue responsabilità ,se la sua coscienza sarà  limpida come un ruscello che sgorga dalle rupi dell’Himalaya.</p>
<p>“In relazione alla nostra concezione della vita o della morte  possiamo o meno vivere in sintonia con la Legge della vita”…e perchè no,  anche della morte, è un estratto di pensieri che Giraudo ci affida per  uscire da una spirale di paure e insoddisfazioni.</p>
<p>Qual è dunque lo scopo di queste pagine? Il libro è quasi una Guida  spirituale pronta a illuminarci, una raccolta di pillole di saggezza per  vivere in modo adeguato, dentro e fuori, con la propria anima.</p>
<p>Attraverso il dialogo con un amico, l’autore ci spiega in modo  semplice e lineare i dogmi del Buddismo, ci fa scoprire con una sorta di  indagine critica il segreto per ottenere una felicità assoluta, che è  una conseguenza della catena delle nostre esistenze.</p>
<p>“La vita è un luogo senza strade tracciate. Non esistono mappe che  possano condurci a una meta risparmiandoci le difficoltà”, ecco un altro  insegnamento, un’altra chiave per aprire le porte a nuove esperienze  terrene.</p>
<p>Si tratta di capire chi siamo veramente e da cosa siamo circondati.</p>
<p>Giraudo,attraverso uno studio approfondito della materia, rende  esplicite continue riflessioni sulle sorti del vivere.</p>
<p>“Vincere o perdere fanno parte della vita, ma io prego il Budda per  la vittoria finale”. Aprire il cuore e la mente al Buddismo consente di  conoscere in profondità l’identità che ci è stata affidata, infonde  coraggio e speranza per ottenere, all’interno e all’esterno di noi, il  gioiello prezioso della verità.</p>
<p>Per tutto questo basta credere, così come suggerisce qualsiasi fede  religiosa.</p>
<p>Michela Zanarella.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“ZUCCHERO E SANGUE” di Roberto Deangelis</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 07:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Solo l’amore sa trasformare sudore in rugiada”, è questo un verso di Roberto Deangelis, tratto dal libro “Zucchero e sangue”, Linee Infinite Edizioni.
L’opera è la prima fatica letteraria dell’autore e si presenta come un “mosaico” di emozioni profondamente vissute , destinate ad essere stimolo e riflessione per chiunque .
Nella raccolta il poeta sceglie di andare in profondità nell’anima e come un “profeta” scava in se stesso per dare voce alle tante sfaccettature dell’amore.
“Zucchero e sangue” è la composizione che apre ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><img class="alignleft" style="border: 5px solid white;" src="http://www.gliautori.it/blog/immagini/zuccheroesangue.jpg" alt="" width="208" height="321" />“Solo l’amore sa trasformare sudore in rugiada”, è questo un verso di Roberto Deangelis, tratto dal libro “Zucchero e sangue”, Linee Infinite Edizioni.</p>
<p>L’opera è la prima fatica letteraria dell’autore e si presenta come un “mosaico” di emozioni profondamente vissute , destinate ad essere stimolo e riflessione per chiunque .</p>
<p>Nella raccolta il poeta sceglie di andare in profondità nell’anima e come un “profeta” scava in se stesso per dare voce alle tante sfaccettature dell’amore.</p>
<p>“Zucchero e sangue” è la composizione che apre le porte di un mondo autobiografico ben definito, dove sensazioni e sentimenti si concretizzano, mossi da una purezza e da una intimità ineccepibili.</p>
<p>Sono appunto i versi a riportare in superficie il mistero ed il fascino di una luce potente e sconvolgente come l’amore: “perche l’amore: zucchero e sangue/sgorga senza ferita alcuna/senza fermarsi/nemmeno davanti a te.”</p>
<p>Una feconda molteplicità d’immagini e suoni si fa schietta e trasparente proiezione di pensieri poetici genuini; il testo delle liriche mira a toccare con singolare tenerezza le corde del cuore di una nutrita schiera di lettori.</p>
<p>Puntualmente Deangelis esprime il suo sentire di uomo ,conservando il valore essenziale delle parole, ha quasi il bisogno naturale di ricorrere alla poesia per raccontare la vita ed offrire agli altri, stati d’animo chiaramente simili alle comuni vicende dell’esistere.</p>
<p>Nella poesia “Scrivo”, l’autore traccia una sorta di “manifesto” personale, come autentica tappa per giungere unicamente ad una consapevolezza dell’io:  “scrivo solo per leggere/leggo solo per declamare/declamo solo per apparire/appaio solo per esserci…anch’io.”</p>
<p>Originalissima “Cancellami”scritta a matita, come qualcosa che deve volutamente scomparire, come espressione di un distacco necessario:”Scrivo per lasciare un segno/sulla sabbia/e aspetto/che la marea arrivi”.</p>
<p>Roberto Deangelis ci fa assaggiare  il dolce e l’amaro della vita, ci avverte quasi paternamente della complessità dell’essere uomini, ci propone in modo quanto mai coinvolgente un pullulare di sentimenti che dovrebbero soddisfare il repertorio emozionale di tutti.</p>
<p>Nell’ultima parte del libro l’autore ci sorprende con una serie di poesie dedicate ad Alda Merini, dove esalta con affetto il maestoso poetare della sua conterranea.</p>
<p>In “Mia Regina”, Deangelis ricorda con versi molto intensi la Poetessa ,che ha “contagiato”ed ispirato  la sua anima “sporca di vita”:” I poeti sono gli ultimi/a capire la vita:/ne son troppo invischiati/per riuscire a dipanarla”.</p>
<p>E’ sufficiente leggere almeno alcune delle liriche di “Zucchero e sangue” per essere accolti in uno scrivere graffiante ed inconfondibile; si capisce  da subito che Deangelis è in possesso della chiave del baule dell’arte, per continuare degnamente il suo cammino di poeta.</p>
<p><em>Michela Zanarella</em></p>
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		<title>&#8220;Cose così&#8221; (quasi poesie) di Manuela Verbasi</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 06:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
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		<description><![CDATA[Può una raccolta poetica tradursi in un viaggio interiore, fino a svelare inesauribili emozioni?
Dalla lettura di &#8220;Cose Così&#8221; (quasi poesie) di Manuela Verbasi, edito da Giovane Holden Edizioni, si riscopre una dimensione di &#8220;meditazione&#8221;, dove le parole si fanno meta di schiettezza e strumento che conduce a conoscere in profondità le tante &#8220;stanze&#8221; dell&#8217;animo umano.
La vocazione dello scrivere dell&#8217;autrice, si denota sin dai primi versi dell&#8217;opera. Già in &#8220;Cose Così (e cosà)&#8221;:&#8221; il sole riposa/ruba sorrisi in viaggio/sorso di voli, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 3px solid white;" src="http://www.gliautori.it/img/cose.jpg" alt="" width="85" height="130" />Può una raccolta poetica tradursi in un viaggio interiore, fino a svelare inesauribili emozioni?<br />
Dalla lettura di &#8220;Cose Così&#8221; (quasi poesie) di Manuela Verbasi, edito da Giovane Holden Edizioni, si riscopre una dimensione di &#8220;meditazione&#8221;, dove le parole si fanno meta di schiettezza e strumento che conduce a conoscere in profondità le tante &#8220;stanze&#8221; dell&#8217;animo umano.<br />
La vocazione dello scrivere dell&#8217;autrice, si denota sin dai primi versi dell&#8217;opera. Già in &#8220;Cose Così (e cosà)&#8221;:&#8221; il sole riposa/ruba sorrisi in viaggio/sorso di voli, sguardi/e promette canzoni.&#8221;, la Verbasi ci rivela una contemplazione agli elementi della natura (le stelle, la luna, il sole), che prospettano una visione del cosmo asciutta, tale da illuminare l&#8217;esistenza di buoni principi.<br />
La genuinità espressiva e ritmica delle poesie, ci fa comprendere quanto l&#8217;essenzilità dei concetti e delle immagini, può diventare autentico e forte sentire. Si veda &#8220;Nell&#8217;idea d&#8217;amore&#8221; il valore semantico delle parole, l&#8217;elevato gioco di colori, che rende dinamico e fluido il linguaggio: &#8220;Senza ormeggi violo il blu sconosciuto/lascio di schiena fasci di silenzi incerti/sulla banchina delle mani buone, è già sera.&#8221;; così come in &#8220;Cose Così (acerba mela)&#8221;: &#8220;percorsi fioriti d&#8217;uva a chicchi/ovunque sparsi nella sala rossa.&#8221;<br />
Ricorrono di frequente l&#8217;amore, il sogno, il dolore, la speranza, tutte tematiche molto delicate, che sono parte integrante dei &#8220;moti&#8221; della vita.<br />
Manuela Verbasi ci offre una rivisitazione dell&#8217;io, avverte l&#8217;esigenza di tracciare un percorso interiore suggestivo ed affascinante.<br />
Una sete insaziabile di sentimenti, una voglia di inseguire fortemente la vita, popola i versi di simboli e metafore significativi e interessanti.<br />
In &#8220;Me, viva&#8221;, la poetessa impregna di stimoli positivi l&#8217;essere creature di un universo: &#8220;Mi offro<br />
alla vita senza ritegno/né pudore né paura/attraverso l&#8217;acqua profonda/che rovescia e trascina me, viva.&#8221;<br />
La bravura della Verbasi sta nel buon livello esplorativo di ricerca d&#8217;immagini, nell&#8217;apertura spontanea alle percezioni e sensazioni, nella linearità di stile che rende le liriche una rete di spunti e riflessioni universali.<br />
&#8220;Cose Così&#8221; è un libro che tramanda il fascino della poesia di pagina in pagina, è l&#8217;ingresso ad un mondo vissuto con una straordinaria partecipazione creativamente emotiva.<br />
<em>Michela Zanarella</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;STROKES&#8221; di Stefano Pitino</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 06:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[michela zanarella]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[stefano pitono]]></category>

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		<description><![CDATA[Originale e sorprendente &#8220;Strokes&#8221;, il romanzo di Stefano Pitino, giovane scrittore milanese, che sta calcando le scene della letteratura odierna.
Si tratta di un narrato davvero interessante, che offre a chiunque la possibilità di interpretare e mantenere il controllo delle tante sfumature scritturali.
Un lezzo di morte mette radici profonde in una dimensione ignota, minacciando dodici ragazzi rinchiusi in tre stanze bianche e vuote. E&#8217; un Orologio a pendolo nero che  ogni ora convoca a sè i protagonisti; le loro anime.
Ogni individuo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left;" src="http://www..gliautori.it/blog/immagini/strokes.jpg" alt="" /><img class="alignleft" style="border: 5px solid white;" src="http://www.gliautori.it/blog/immagini/strokes.jpg" alt="" width="200" height="277" />Originale e sorprendente &#8220;Strokes&#8221;, il romanzo di Stefano Pitino, giovane scrittore milanese, che sta calcando le scene della letteratura odierna.<br />
Si tratta di un narrato davvero interessante, che offre a chiunque la possibilità di interpretare e mantenere il controllo delle tante sfumature scritturali.<br />
Un lezzo di morte mette radici profonde in una dimensione ignota, minacciando dodici ragazzi rinchiusi in tre stanze bianche e vuote. E&#8217; un Orologio a pendolo nero che  ogni ora convoca a sè i protagonisti; le loro anime.<br />
Ogni individuo ha una sua unicità, un suo fascino e questo fa in modo che tutto si trasformi in un mondo misterioso, dove le apparenti diversità emotive dei protagonisti possono rivelarsi imprevedibili spinte nell&#8217;evoluzione della storia.<br />
Coesistono figure tra loro antitetiche in un ambiente dai canoni &#8220;noir&#8221;, dove è continuo un confronto-scontro di sentimenti ed emozioni, tali da intrigare il lettore.<br />
Una quotidianità scandita da un terrore costante nega la voglia ed il gusto pieno del vivere, a volte sembra quasi che il ritmo del libro sia segnato da una sorta di finzione.<br />
Sogno ed incubo ci proiettano in una realtà parallela, dove la chiave è forse nell&#8217;azione interiore dei singoli personaggi.<br />
C&#8217;è chi non ha più fiducia nell&#8217;amore e chi lo sta cercando, chi fa del denaro la sua arma vincente, chi usa la forza come possibile salvezza, chi crede in se stesso e chi invece è completamente privo di certezza ed autostima.<br />
Il libro indaga i sottili tracciati psicologici di uomini e donne, messi a dura prova nel loro cammino esistenziale, stimola a continue riflessioni il lettore, lo porta a scoprire i variegati processi emozionali di un&#8217;umanità eternamente complessa.<br />
&#8220;Strokes&#8221; è stato costruito con un linguaggio semplice, asciutto, adatto a più generazioni.<br />
Lo si può leggere tutto d&#8217;un fiato, senza mai cadere nell&#8217;ovvio.<br />
Stefano Pitino riesce a modulare parole ed immagini in modo lineare e spontaneo, fa parlare il cuore dei suoi protagonisti, li fa riaccostare alla loro natura di uomini, nutrendoli d&#8217;amore, luce e speranza.<br />
Per vincere le tenebre bisogna difendere la vita e dare ascolto a quell&#8217;io che ci appartiene.</p>
<p><em>Michela Zanarella</em></p>
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		<title>&#8220;KESA&#8221; di Francesco Amato</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/05/14/kesa-di-francesco-amato/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 06:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[francesco amato]]></category>
		<category><![CDATA[michela zanarella]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Emoziona e coinvolge la scrittura di Francesco Amato, autore del libro “Kesa, alla fine della solitudine”, edizioni Adea. La trama si sviluppa in una Milano moderna e ci porta a conoscere in profondità l’anima e la mente di personaggi che sono parte integrante della narrazione.
Mira, una quarantenne dinamica e affascinante, incontra ad una cena di amici Massimo, un ragazzino dodicenne, che vedendola è improvvisamente travolto dal ricordo delle vite passate. Un dramma insolito per la psiche di questo giovane, in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><img class="alignleft" style="border: 5px solid white;" src="http://www.adeaedizioni.it/images/copertine/53.kesa.jpg" alt="" width="190" height="300" /></span></span></span>Emoziona e coinvolge la scrittura di Francesco Amato, autore del libro “Kesa, alla fine della solitudine”, edizioni Adea. La trama si sviluppa in una Milano moderna e ci porta a conoscere in profondità l’anima e la mente di personaggi che sono parte integrante della narrazione.</p>
<p>Mira, una quarantenne dinamica e affascinante, incontra ad una cena di amici Massimo, un ragazzino dodicenne, che vedendola è improvvisamente travolto dal ricordo delle vite passate. Un dramma insolito per la psiche di questo giovane, in viaggio verso la sua maturità di uomo. Sarà Mira stessa, a percepire e rievocare la vera essenza di Massimo,e  ad accompagnarlo, tra innumerevoli difficoltà , ad una scoperta sottile e misurata della sua identità.</p>
<p>Originale e brillante l’evolversi della storia, che mette a nudo sentimenti ed emozioni, che sembravano “cristallizzati”in una dimensione quasi ammutolita.</p>
<p>L’autore ci accompagna coraggiosamente a comprendere quanto l’amore possa diventare una  forza in grado di rivelare esattamente chi siamo e cosa desideriamo, tanto da definirlo un’ancora di salvataggio per l’esistenza.</p>
<p>E’ così che il lettore scopre con un’analisi attenta delle situazioni, quanto sia importante il processo di ricerca interiore dei protagonisti.</p>
<p>Con l’intenzione di creare qualcosa di unico e autentico per il panorama letterario, Amato ci propone un’opera alternativa, fuori dai soliti schemi, dalle solite tendenze, sciogliendo il tutto in una sorta di testo “profetico”.</p>
<p>“Kesa” è un libro che sviscera avvenimenti segnati da profondi misteri, emergono parallelismi “familiari” che sembrano sfidare ogni sorta di temporalità.</p>
<p>L’autore ci affida la purezza e la potenza di un dono affettivo concreto come l’amore, ci fa scandagliare le coscienze attraverso gli sviluppi narrativi, ci assegna il compito di testimoniare lucidamente quelle verità in apparenza contraddittorie.</p>
<p>Il  linguaggio appare particolarmente avvincente, nonostante possa sembrare a tratti complesso ed impegnativo. E’ comunque uno strumento indispensabile per dare forma e vigore allo stile.</p>
<p>La verità è una luce difficile da conquistare.</p>
<p>Francesco Amato sa accendere e stimolare la fiaccola delle parole, per farne senso e traguardo delle cose.</p>
<p><em>Michela Zanarella</em></p>
]]></content:encoded>
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