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	<title>Gli autori &#187; gli autori</title>
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		<title>L&#8217;UNITA&#8217; D&#8217;ITALIA (di Vittorio Sartarelli)</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 06:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli autori]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio sartarelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella primavera del 2011 l’Italia festeggerà i centocinquanta anni della sua unità. Certo, dal 1861 quando questa entità politica si autodeterminò, molta acqua è passata sotto i ponti e, da allora, come ebbe a dire un importante scrittore dell’epoca “ Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli Italiani”. Per certi versi, nell’odierna realtà ancora esistono scompensi sociali e quindi politici tra gl’italiani del Nord e quelli del Sud, i primi di Serie A i secondi di Serie B. Tra il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Nella primavera del 2011 l’Italia festeggerà i centocinquanta anni della sua unità. Certo, dal 1861 quando questa entità politica si autodeterminò, molta acqua è passata sotto i ponti e, da allora, come ebbe a dire un importante scrittore dell’epoca “ Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli Italiani”. Per certi versi, nell’odierna realtà ancora esistono scompensi sociali e quindi politici tra gl’italiani del Nord e quelli del Sud, i primi di Serie A i secondi di Serie B. Tra il Nord e il Sud d’Italia c’è stata sempre diversificazione e differenziazione dal punto di vista sociale, economico , produttivo e reddituale.</p>
<p>Mentre il Sud tende ad un’autonomia da sempre vagheggiata e mai raggiunta, il Nord, nella circostanza la Padania, tende alla secessione e, purtroppo, dobbiamo ammettere che esiste il rischio di disintegrare lo Stivale, altro che unità. Se alle profonde dissonanze sociali economiche e territoriali si aggiungono l’eccessiva litigiosità politica che si concretizza in un immobilismo che non permette l’attuazione di riforme e l’aggiustamento di determinati parametri dell’organizzazione sociale del paese, se si aggiunge ancora, purtroppo, il malcostume, la disonestà e la deviazione morale di alcuni uomini delle Istituzioni, il quadro non è certo semplice né edificante.</p>
<p>Né, d’altra parte, per quanto riguarda la repressione e la dissuasione a delinquere esistono sempre leggi adeguate e giustizia equa, c’è bisogno di nuove leggi e di un apparato giudiziario ben preparato e gestito in modo che la giustizia abbia il suo corso importante e decisivo nel più breve tempo possibile e nel modo più adeguato e commisurato ai crimini giudicati.</p>
<p>In questo, tipico periodo storico, di depressione connessa alla situazione di grave crisi economica e finanziaria che attanaglia l’Europa, la disoccupazione e il calo della produzione industriale determina nel paese uno stato di confusione e di scarsa fiducia nel futuro e crea ulteriori tensioni sociali tra i ceti meno abbienti e i così detti ricchi o benestanti.</p>
<p>La storia insegna che essa si ripete nei destini dei popoli e queste tensioni e questi problemi economici, sociali e di criminalità cui si assiste oggi sempre più spesso, sono quasi gli stessi problemi che, 150 anni fa, attraversavano trasversalmente quasi tutta la nostra penisola. Il Nord sempre più progredito e capace di governare ed organizzarsi socialmente ed economicamente ed il Sud, sempre più arretrato e depresso, governato da i grossi proprietari terrieri, dove il popolo viveva in modo gramo, ignorante e nullatenente, coltivando i campi dei latifondi in una economia di tipo rurale e contadina, sfruttato dai padroni.</p>
<p>La storia, quella recente, come quella Italiana non sempre è stata obiettiva, perché gli storici dell’epoca hanno insegnato e descritto, storiograficamente, quello che il loro orientamento politico, religioso e filosofico li portava ad esprimere o perché spinti dai poteri forti dominanti a raccontare la storia il suo percorso e i suoi scopi secondo l’orientamento determinante di chi comandava all’epoca.</p>
<p>E’ assodato che l’unità d’Italia si deve a Casa Savoia che fu sicuramente il  file rouge del processo d’unificazione, non per un motivo ecumenico e sociale avente per scopo il miglioramento delle condizioni di vita di tutti gli Italiani ma, per una mira espansionistica del Regno di Sardegna che sarebbe diventato, con le varie annessioni e con l’unificazione, il Regno d’Italia.  Il Principe Emanuele Filiberto ha dichiarato di recente: “Torino è per Casa Savoia il luogo della memoria, amato e rispettato, non solo l’antica Capitale del Regno di Sardegna e la prima Capitale d’Italia.” Dimenticando che dopo la spedizione del mille in Sicilia, anche se per un giorno, la prima capitale d’Italia fu dichiarata da Giuseppe Garibaldi la città  Salemi in provincia di Trapani.</p>
<p>Anche in questa circostanza la verità della Storia è stata distorta, perché allora Garibaldi essendosi autodichiarato plenipotenziario di Vittorio Emanuele II promise ai contadini siciliani di assegnare loro le terre che erano in mano ai signorotti dell’Isola, ma non mantenne poi la promessa.</p>
<p>I contadini siciliani attendevano dal ricongiungimento della Sicilia alla penisola italica la soluzione dei problemi della terra ma, essi furono rapidamente delusi. La classe dirigente costituita per la maggior parte dai maggiori abbienti,  dai ricchi proprietari terrieri e da una schiera di nobili, come principi Baroni e Marchesi, ottenne ciò che sperava dal mutamento politico del 1860. Fu decisa la vendita degli antichi feudi e poi quella delle terre delle congregazioni religiose soppresse. I latifondi, quindi, furono divisi in appezzamenti di terra e ceduti a contadini troppo poveri per acquistare sementi e materiale agricolo per le coltivazioni. Dopo pochi anni, i Baroni e i borghesi li recuperarono a bassissimo prezzo. Le cause del malcontento tra il popolo si moltiplicavano iniziò allora il fenomeno del Brigantaggio che ebbe il suo primo esordio con l’applicazione nell’Isola della legge piemontese sulla coscrizione. Questa ulteriore imposizione oltre all’aumento delle tasse, determinò la prima ribellione e il governo Piemontese applicò la legge marziale poiché i disertori erano più di 25.000, la cosiddetta Legge Pica e la repressione avvenne mediante l’impiego di 120.000 uomini al comando del mercenario Giuseppe Garibaldi. Questa fu la prima macchia che coprì la fama  dell’eroe dei due mondi, vennero condannati 2.800 eroici siciliani e la repressione aveva fatto 2.500 morti; in questa che fu una vera e propria guerra civile naturalmente s’infiltrarono anche i veri briganti e i delinquenti dell’Isola.</p>
<p>Tornando alla spedizione dei Mille, che viene definita da tutti ormai la pietra miliare dell’unità d’Italia, è giusto che si sappia che le vittorie di Garibaldi in Sicilia furono, per la maggior parte, una montatura scenografica degli scrittori dell’epoca, molti di essi, infatti, facevano parte della spedizione.</p>
<p>I prodromi  storici della spedizione dei mille si ebbero già nel 1848, quando nacque la Repubblica Siciliana, l’Isola ritorna ad essere indipendente con Ruggero Settimo che sventola l’antica bandiera  siciliana. Gli inglesi hanno numerosi interessi commerciali ed imprenditoriali in Sicilia, come la produzione del vino Marsala da parte della famiglia Whitaker o lo sfruttamento delle solfatare per l’estrazione dello zolfo e consigliano il Piemonte e quindi Vittorio Emanuele II  ad annettersi la l’Isola. I Savoia, quindi, preparano una spedizione da affidare a Garibaldi.</p>
<p>Cavour in un primo momento si oppone perché considera quest’ultimo un fuorilegge e un avventuriero senza scrupoli, a questo proposito va notato che alcuni biografi  lo descrivono come un ladro di cavalli che, quando si trovava nell’America del Sud, venne arrestato e gli venne tagliato l’orecchio destro, motivo per il quale sarà, suo malgrado, capellone a vita per nascondere la mutilazione. Il nome di Garibaldi viene abbinato, altresì al traffico di schiavi dall’Africa  all’America. Evidentemente, nonostante l’aureola di grande condottiero e grande uomo, non era certo uno stinco di santo.</p>
<p>Che questa spedizione fosse una specie di paravento storico alla futura unificazione dell’Italia è avvalorato dal fatto che Garibaldi fu rifornito di denaro dagli inglesi e dai Savoia e per la compagine di combattenti della quale era infarcita la spedizione è interessante la nota dello stesso Garibaldi sull’arruolamento:”Francesco Crispi arruola chiunque: ladri, assassini e criminali di ogni sorta”  altro fatto piuttosto singolare era costituito dall’armamento con il quale erano equipaggiati la maggior parte di questi mille uomini, alcuni fucili vecchi e mal funzionanti e senza munizioni.</p>
<p>Nel mese di Maggio del 1860, Garibaldi con la sua ciurma parte dallo scoglio di Quarto presso Genova, con due navi piuttosto malandate, tuttavia, prima di giungere a Marsala fa scalo in un  porto lungo la penisola e viene rifornito di armi e munizioni dall’esercito piemontese. Giunto a destinazione, con la protezione delle navi inglesi “Intrepid ” e “H.M.S. Argus” l’11 Maggio sbarca a Marsala.</p>
<p>Altra montatura storica è il rilievo dato alla famosa Battaglia di Calatafimi, dove all’inizio Garibaldi avrebbe detto a Nino Bixio, altro personaggio bieco e spregiudicato, che per paura non voleva quasi iniziare a combattere : “Nino qui si fa l’Italia o si muore!” altra frase roboante e propagandistica riportata dagli storici al seguito della spedizione. In effetti la grande battaglia, fu invece una modesta scaramuccia, si contarono 127 morti e 111 feriti.</p>
<p>I Borboni con minor perdite disertarono il campo e il Generale borbonico Landi fu corrotto e comprato dagli inglesi, tanto è vero che con un esercito di 25.000 uomini e notevole artiglieria, i Borboni inviarono contro Garibaldi soltanto 2.500 uomini e l’esercito ricevette l’ordine di non combattere.</p>
<p>Altro episodio deprecabile e nefando, a lungo taciuto nei testi ufficiali, per non oscurare la fama di Garibaldi, fu il massacro di Bronte un paesino medievale ai piedi dell’Etna. Il fatto in se stesso è significativo sotto molti aspetti ed indica il fortunato equivoco su cui si basa il trionfo della spedizione garibaldina in Sicilia  e, in fondo, la realizzazione stessa dell’unità d’Italia.  Il 10 Agosto 1860 da un bordello di Corleone, Nino Bixio ordina il massacro di Bronte, ivi si scontrarono le masse contadine ed un gruppo di garibaldini guidati da Bixio: da un lato, quindi, le stesse forze con le quali si era ingrossato il numero dei Mille e dall’altro un personaggio discusso e discutibile che rappresentava, in questo caso non la rivoluzione ma l’ordine, non gli interessi dei contadini affamati di terra, ma quello dei proprietari scacciati e spesso linciati dalla folla inferocita.</p>
<p>Processi sommari e fucilazioni in piazza furono il risultato dell’azione repressiva di Bixio, nella circostanza, era consapevole Garibaldi che stava ingannando quelle folle alle quali, come eroe della cacciata dei Borboni, aveva promesso le terre? Era già convinto che le necessità politiche e militari e gli ordini delle autorità piemontesi lo avrebbero costretto alla repressione? Forse si, ma la “paga” e la “ragion di Stato” erano prevalenti.</p>
<p>La “Questione meridionale” esistente già prima dell’unificazione, purtroppo, esiste ancora e va considerata come una priorità da affrontare e risolvere per il bene e l’interesse del Paese. “Affrontare la questione meridionale nei termini attuali – ha detto giorni fa il Capo dello Stato – non è solo il maggiore dei doveri della collettività nazionale, per fare della trasformazione e dello sviluppo del Mezzogiorno una delle missioni fondamentali della Stato unitario.”</p>
<p>In conclusione, a 150 anni dall’unità d’Italia, questo processo di unificazione dello stato italiano è ancora incompiuto, oggi al Sud si può constatare che il vecchio latifondo e praticamente scomparso, che la produzione agricola ha registrato incrementi, che l’industrializzazione si è intensificata, ma gli squilibri tra Nord e Sud sopravvivono con sentimenti acuti di frustrazione e scontento.</p>
<p>Di recente il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha detto: “ Nord e Sud non possono che crescere insieme, non c’è alternativa nel crescere insieme” – ha poi aggiunto che- “unità e sistema delle autonomie della varie regioni non possono essere viste in contrapposizione ma, come piena realizzazione del disegno pluralistico della democrazia  che trovò applicazione nella Costituzione Repubblicana. “ Infatti per Fini “ Le caratteristiche dell’italianità nascono dalla pluralità di territori che caratterizzano l’identità nazionale. Questa pluralità è un patrimonio unico in Europa e nel mondo e se non scade nel localismo è arricchimento, che fa dell’italianità un patrimonio inestimabile”</p>
<p>La questione, tuttavia, purtroppo resta aperta, i poteri locali, a volte, continuano ad essere condizionati o addirittura complici, dei gruppi mafiosi e malavitosi, come la cronaca di ogni giorno ci fa constatare, certo, è un lavoro arduo e sempre più complesso, ma un imperativo morale ci impone di partecipare tutti quanti e di sacrificarci perché un benessere stabile dia uguale dignità a tutti gli italiani.</p>
<p><em><strong>Vittorio Sartarelli</strong></em></p>
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		<title>Intervista al gruppo &#8220;Lo scrittore&#8221;</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/03/21/intervista-di-gruppo/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 08:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli autori]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[lo scrittore]]></category>

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		<description><![CDATA[21 marzo Giornata Mondiale della Poesia
Per festeggiarla un&#8217;intervista al gruppo “Lo scrittore” a cura di Maristella Angeli
Simone Fieni, Carmela Russo, Monica Iacobbe, Gioia Lomasti, Emanuele Marcuccio, Damiano Oberoffer, Michela Zanarella, Valentina Bellettini, Luigi Gulizia, Cleonìce Parisi, Teresa Di Gaetano, Rocco Chinnici, Maristella Angeli, Felice Serino, Simone Ferrara, Stefania Menegatti, Luisa Amendolara, Alberto Liguoro

Gli autori del gruppo della nostra community &#8220;Lo scrittore&#8221;, hanno risposto alle domande che ho posto. Ho chiesto di tenere in considerazione, quanto espresso dagli scrittori già intervistati.
(Domanda ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong><span style="font-size: large;">21 marzo Giornata Mondiale della Poesia</span></strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>Per festeggiarla un&#8217;intervista al gruppo <a href="http://gliautori.ning.com/group/loscrittore">“Lo scrittore”</a> a cura di Maristella Angeli</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>Simone Fieni, Carmela Russo, Monica Iacobbe, Gioia Lomasti, Emanuele Marcuccio, Damiano Oberoffer, Michela Zanarella, Valentina Bellettini, Luigi Gulizia, Cleonìce Parisi, Teresa Di Gaetano, Rocco Chinnici, Maristella Angeli, Felice Serino, Simone Ferrara, Stefania Menegatti, Luisa Amendolara, Alberto Liguoro<br />
</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Gli autori del gruppo della nostra community <a href="http://gliautori.ning.com/group/loscrittore">&#8220;Lo scrittore&#8221;</a>, hanno risposto alle domande che ho posto. Ho chiesto di tenere in considerazione, quanto espresso dagli scrittori già intervistati.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a Simone Fieni) Leggendo le interviste agli autori, quale definizione di &#8220;Poesia&#8221;, potremmo trarre?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Anche se non sono d&#8217;accordo con le definizioni, che per natura sono troppo riduttive</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">e tendono ad escludere le sfumature, credo che hai scritto bene tu: la Poesia è quella con la &#8220;P&#8221; maiuscola,</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">un desiderio quasi incontrollabile, più forte di noi, di prendere un foglio e</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">scrivere versi. Ma è anche Poesia il mettersi a nudo, confrontarsi con i nostri sentimenti,</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">anche quelli che forse conosciamo meno. In fondo è una sorta di catarsi,</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">questo ho letto nei nostri autori.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a</strong><strong> Carmela Russo) Come nasce l&#8217; ispirazione?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">É una domanda molto complicata perché penso che nessuno sappia come nasce l&#8217; ispirazione, ovvero quale sia quella situazione mentale che può scatenarla, poi dipende anche da cosa si scrive e perché si scrive, io purtroppo ho iniziato a scrivere per situazioni familiari molto tristi e la mia ispirazione nasce solo dalla tristezza, ma si può scrivere anche per gioia spero e spero di poterlo fare anche io un giorno.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a </strong><strong>Monica Iacobbe) Credi che siti e blog, favoriscano o sfavoriscano la conoscenza di un autore esordiente?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Credo che blog e siti internet non pregiudichino ne’ favoriscano la popolarità di un autore esordiente. Siamo gocce nel mare, come dice qualcuno, e ciò che un tempo poteva apparire originale ed efficace, quale strumento di marketing e visibilità, oggi appare dispersivo e a mio parere poco influente, se pensiamo a quanti si affaccino a queste finestre e a quanti pochi si soffermino a leggerne attentamente l&#8217;unicità.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Trovo però che sia uno spazio di utile incontro tra autori, per confronti e stimoli, e che donino dinamismo in un mondo sempre più omologato nella cultura e nei rapporti.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a </strong><strong>Gioia Lomasti ) Le trasmissioni radiofoniche, favoriscono la conoscenza di un autore e delle sue opere?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">&#8220;Ritengo importante la visibilità anche per quanto concerne la radio.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Essendo anche curatrice di puntate realizzate sotto forma di laboratorio creativo per autori e cantautori soprattutto emergenti non posso essere che favorevole a questo genere di promozione per gli autori stessi per dar modo a loro di presentarsi e di farsi conoscere.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a </strong><strong>Emanuele Marcuccio) Perché uno scrittore, preferisce scrivere poesie?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Penso che uno scrittore preferisca scrivere poesie, come nel mio caso, perché la poesia è la più profonda forma di comunicazione verbale mai creata dall&#8217;uomo per esprimere i più reconditi sentimenti umani, le più profonde emozioni; la poesia riesce a portare allo scoperto l&#8217;anima, come scrivo in una mia poesia &#8220;l&#8217;obliato proprio sé fanciullo&#8221;. La poesia riesce a far conoscere se stessi, riesce ad interrogarci, riesce a farci riflettere, riesce ad emozionarci, riesce a rendere l&#8217;ordinario straordinario e, in qualche maniera, anche a migliorarci, a renderci più sensibili nei confronti degli altri.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">La poesia, infatti, è piacere per gli occhi e per il cuore, qualcosa che ci meraviglia e ci colma d&#8217;interesse, che ci spinge a ricercar nuovi lidi, dove far approdare questo nostro inquieto nocchiero che è il nostro cuore.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">La poesia si nutre di sogni e il poeta non è solo un cultore di sogni ma, sogna, si emozione e si meraviglia lui stesso; spesso vorrebbe perdersi in quei sogni, ma deve ritornare alla realtà, alla dura realtà, che usa come filtro e come ancora per non annegare.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">La poesia si nutre anche di musicalità, di armonia tra le parole, senza necessariamente fare uso della metrica o della rima.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Con tutto il rispetto la narrativa e la prosa in genere, preferisco leggerla e non scriverla ma, anche nella prosa possiamo trovare della poesia.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Infine, come scrivo in un mio aforisma: &#8220;Un poeta non deve mai lasciarsi condizionare dal marketing, dal consumismo o dalle mode del tempo, la sua ispirazione non sarebbe più spontanea e sincera, deve bensì lasciar parlare la propria anima, senza alcun condizionamento&#8221;. Quindi, nessuno può dirmi di scrivere un romanzo, perché ci sarebbero più lettori ma, mancherebbe la cosa più importante: l&#8217;ispirazione.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a </strong><strong>Damiano Oberoffer) Scuole di scrittura, Agenzie Letterarie, Case Editrici. Quali possibili scelte per un autore?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">&#8220;Un autore che aspiri a diventare scrittore ha già dentro di sé un dono che altri non hanno o hanno a metà: quello del corretto uso del linguaggio e della capacità di elaborare e rielaborare a penna un po&#8217; di tutto.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Le scuole di scrittura vanno bene per chi vuole specializzarsi, perfezionarsi. Altri, invece, preferiscono fare gli autodidatti, con un notevole sforzo, tra l&#8217;altro, però forse più emozionante.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Un autore esordiente, aggiungerei, è meglio se inizia con un libro semplice edito da una casa editrice &#8220;normale&#8221;. Andare a cercare le agenzie letterarie, per carità, va bene tutto, ma a parer mio, si rischia soltanto di allungare la filiera&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a </strong><strong>Michela Zanarella) Se avessi una bacchetta magica, quale magia vorresti fare affinché la poesia riemerga agli alti onori di un tempo?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Se avessi una bacchetta magica per portare la poesia agli alti onori di un tempo, darei uno spazio adeguato a quanti hanno nell&#8217;anima e nel cuore qualcosa da esprimere, creerei dei luoghi nuovi e originali per far conoscere il linguaggio e la funzione della poesia, soprattutto ai giovani.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Mettere in contatto i bambini con l&#8217;universo poetico, credo sia il modo migliore per reinventare e difendere la scrittura.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Riuscire a unire più generazioni, creando un ambiente semplice e accogliente, dove si può comunicare esponendo le proprie emozioni, mi sembra una strategia di sostegno alla cultura.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Portare la poesia, ma non solo la poesia, anche la voglia di vivere tra la gente, senza trasformarla in &#8220;linguaggio da salotto&#8221;, richiede un&#8217;onestà intellettuale che può gratificare chi scrive, ma anche chi vuole affrontare una maturazione personale nella società.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a Valentina Bellettini</strong><strong>)</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>Le poesie non vendono, così dicono gli editori. Cosa è possibile fare per promuovere la poesia?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Non so perché, ma la prima cosa che mi viene in mente è la radio (forse mi ha colpito l&#8217;iniziativa di Gioia Lomasti! Inoltre la radio ha un grande potere divulgativo); se tra una canzone e l&#8217;altra una qualsiasi trasmissione inserisse una breve poesia, magari con un sottofondo musicale&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a </strong><strong>Luigi Gulizia</strong><strong>) Quali sono le tematiche affrontate dai poeti e dai narratori?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Secondo me il tema è assolutamente generale.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Ho scritto anch&#8217;io, moltissimo tempo fa, alcune poesie e qualche breve racconto che, in ogni caso, per quanto mi riguardava, erano comunque legati a interrogativi esistenziali.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">C&#8217;è un volume poetico che rappresenta per me una delle espressioni più alte in questo campo ed è l&#8217;&#8221;ANTOLOGIA DI SPOON RIVER&#8221; di Edgar Lee Masters come ci sono opere narrative che mi hanno segnato e che appartengono ad Albert Camus, ad Ernest Hemingway, a Ray Bradbury, a George Orwell.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Credo che l&#8217;espressione poetica o narrativa dipenda dalle specificità individuali e che, in ogni caso, rappresenti una forma più immediata rispetto ad altre come la saggistica nella quale l&#8217;esigenza individuale è quella della riflessione e dell&#8217;analisi.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Ma, in definitiva, poesia, narrativa o saggistica sono comunque il frutto di personalità umane che, probabilmente, hanno qualche corda vibrante in più che necessita di esprimere il suono della mente.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Se questa musica risulti più o meno commovente per gli altri è un altro discorso.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a </strong><strong>Cleonìce Parisi</strong><strong>) Quali possibilità ci sono per un autore esordiente, di diventare maggiormente conosciuto?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">L’autore esordiente che dell’umiltà ne fa veste, che sulla pazienza investe, che della costanza ne fa danza e della lungimiranza speranza, per me ha molte possibilità di divenire un autore di successo. Il successo insegue se stesso, in un cammino fatto di passi avanti e di passi di arresto, l’uomo modesto il primo successo lo trova in se stesso, tutto il resto fa da cornice al suo contesto.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a </strong><strong>Teresa Di Gaetano</strong><strong>) Poesia e narrativa, quali elementi differenziano un poeta da un narratore?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Bé&#8230; il poeta traccia una rapida immagine di una sensazione, di un&#8217;emozione che ha vissuto. Il narratore invece racconta una storia più o meno lunga costellata di personaggi. Mentre il poeta ha poco spazio da riempire e per lo più uno spazio fatto di versi e rime, lo scrittore può occupare tutta la pagina e far proseguire la storia per pagine e pagine.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a </strong><strong>Rocco Chinnici</strong><strong>) Quali esperienze ritieni necessarie per un poeta?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Credo che non ci sia una esperienza specifica perché possa permetterti di scrivere poesie. Intanto, con questa bellissima dote, si nasce, ed è una fortuna per chi ce l&#8217;ha, in quanto riesce ad apprezzare le meraviglie che madre natura ci dona: dal semplice tramonto, al dolce cantare di un passero in amore&#8230; Se poi si frequenta gente con: gravi problemi di salute e di disabilità varia, allora il gioco è fatto, perché le sofferenze&#8230; anche se degli altri, avendo l&#8217;animo sensibile, ti toccano tantissimo, quindi ecco che arriva quella dannata voglia di scrivere su di un foglio l&#8217;elaborato di ciò che hai vissuto. E comunque l&#8217;importante non è scriverla la poesia, ma saperla vivere tutti i giorni.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a </strong><strong>Maristella Angeli) Dalle interviste, rilasciate dagli autori, che cosa ti ha particolarmente colpito?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Ho potuto conoscere, virtualmente, persone davvero stupende, poeti, narratori, saggisti e un personaggio come Giuseppe Lorin.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Confrontarsi ed “incontrarsi” è, secondo me, fondamentale. Sappiamo che i grandi letterati s’incontravano e dall’esperienza dell’altro traevano insegnamento, aderivano a nuovi movimenti e tendenze. Oggi sembra che questo si ritenga meno importante di un tempo.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Mi viene in mente una poetessa che ad una premiazione espresse il suo parere, sbandierandolo a tutti i presenti: “Io leggo solo le mie poesie, non voglio farmi condizionare da quelle degli altri”. Credo che si cresca proprio, con molta umiltà ma determinazione, nel momento in cui si è “in ascolto”, tenendo conto che ogni scrittore ha qualcosa che l’altro non ha.</span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a<strong> </strong></strong><strong>Felice Serino) Quali eventi, incontri, studi o casualità, incidono maggiormente nella vita di un poeta?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Casualità, incontri, che possono incidere, positivamente, fino a cambiarti la vita come nel caso del poeta affermato che ti indirizzi nel vasto mondo della rete per permetterti di espanderti facendo sempre più nuove conoscenze. O anche eventi che possono verificarsi nel tuo percorso di scrittore e poeta, come la scomparsa prematura di un amico poeta appena conosciuto che ti ha arricchito spiritualmente e culturalmente, o di un altro, più giovane, i cui studi universitari lo hanno inaridito nella sua vena poetica finché è stato costretto a tagliare i ponti nei confronti di chi lo frequentava nel campo delle lettere e della poesia. Sono i casi della vita, con le sue esaltazioni e le sue delusioni.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a</strong> <strong>Simone Ferrara) Quali scelte dovrebbe fare uno scrittore, per procedere positivamente nel suo percorso letterario?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Deve fare scelte coerenti, con un filo logico. L&#8217;insensatezza oramai fa parte del mondo, e un poeta, uno scrittore deve diluire, dimezzare l&#8217;insensatezza con il suo metro di giudizio, con il suo occhio sempre molto attento. Qualsiasi scelta deve essere dettata anche e soprattutto dal cuore.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong><strong>(Domanda a</strong> Stefania Menegatti) Quali sono i poeti più letti?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Pessoa, Hesse, Dickinson, Plath, Woolf, Merini, Sanguineti, ma anche poeti non istituzionali come De Andrè e Maria Teresa di Calcutta. Ma vi dirò che ultimamente dedico molto del mio tempo alla lettura di poesie che si trovano numerosissime sui vari siti, blog e forum che la rete ha fatto fiorire dando voce a migliaia di signori &#8216;nessuno&#8217; (come me), e ve ne sono di davvero straordinarie! C&#8217;è un vero e proprio &#8216;popolo azzurro (così mi piacerebbe battezzarlo il popolo della poesia, il popolo della cultura, dei valori, della pace auspicata!) straripante di idee, sentimenti, cultura e buona volontà, che prima dell&#8217; era web rimaneva nell&#8217;ombra, ma che se ora prendesse coscienza di sè potrebbe essere il cuore pulsante della necessaria e urgente “rivoluzione culturale” di cui il mondo interno ha tanto bisogno!<br />
Il mio cuore, la mia mente e la mia modesta penna vanno in questa direzione.<br />
Un caro saluto a tutto il “popolo azzurro!!!”.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;"><strong>(Domanda a Luisa Amendolara)</strong> <strong>Quali sono le difficoltà di un poeta esordiente ? </strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Le difficoltà per un esordiente sono legate in primis al collegarsi ad un bravo editore. Ricevere più ascolto per inserire le proprie creature in un libro tanto amato. Spesso accade che l&#8217;editore si confà ai suoi desideri. Interagire per me è fondamentale.</span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong><span style="font-family: georgia,palatino;">(Domanda a </span></strong><strong>Alberto Liguoro) Quali eventi, possono essere determinanti nel percorso letterario di un autore?</strong></p>
<p>Gli eventi determinanti cambiano a seconda degli autori. Per chi una nascita, per chi un lutto per intenderci. C&#8217;è un’unica riflessione da fare, secondo me. L&#8217;animo umano è imperscrutabile. Quindi non ci resta che accettare (di buon grado &#8211; non siamo robot) il mistero!</p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Ringrazio tutti i poeti per la loro disponibilità e simpatia.</span></p>
<!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->
]]></content:encoded>
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		<title>Francesco Condemi</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 08:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il libro &#8220;Da una porta socchiusa&#8230;uno spiraglio di luce&#8221; di Francesco Condemi è una raccolta poetica che rappresenta qualcosa di autentico per la realtà in cui viviamo.
Il poeta, nato nel 1957, ad isola di Capo Rizzuto, ci accompagna nella sua metrica semplice e musicale, dimostrando un equilibrio ed una chiarezza notevoli nello scrivere in versi.
La tematica dell&#8217;amore si propaga frequentemente tra le pagine, rievocando senzazioni ed immagini maturate nel corso di un&#8217;esistenza ricca di intensità, ne dà esempio la poesia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 5px solid white;" src="http://www.gliautori.it/img/portasocchiusa.gif" alt="" width="110" height="171" />Il libro &#8220;<strong>Da una porta socchiusa&#8230;uno spiraglio di luce</strong>&#8221; di Francesco Condemi è una raccolta poetica che rappresenta qualcosa di autentico per la realtà in cui viviamo.<br />
Il poeta, nato nel 1957, ad isola di Capo Rizzuto, ci accompagna nella sua metrica semplice e musicale, dimostrando un equilibrio ed una chiarezza notevoli nello scrivere in versi.<br />
La tematica dell&#8217;amore si propaga frequentemente tra le pagine, rievocando senzazioni ed immagini maturate nel corso di un&#8217;esistenza ricca di intensità, ne dà esempio la poesia &#8220;A Silvia&#8221;, che dal titolo ricorda &#8220;A Silvia&#8221; di Giacomo Leopardi, &#8220;A Silvia e al suo sorriso/ a Silvia amore mio/a Silvia e al nostro futuro&#8221;.<br />
Da &#8220;Per te&#8221;: Per te, Silvia/scriverò cose mai scritte/e farò cose mai fatte&#8221;<br />
Condemi prende spesso spunto dalla malinconia per completare i suoi messaggi poetici e ne parla come se egli fosse allenato a convivere con una sorta di fragilità permanente.<br />
Il suo è un continuo interrogarsi sul senso delle cose, un&#8217;esplorazione interiore consapevole dei limiti dell&#8217;essere uomo del mondo.<br />
Da &#8220;Malinconia&#8221;: &#8220;Arriva lenta la malinconia/mentre ti vedo andare via/e che voglia di correrti dietro/ e prenderti alle spalle&#8221;.<br />
La poesia diventa il mezzo per manifestare in modo diretto la sensibilità del proprio animo, per far respirare al lettore una &#8220;devozione&#8221; verso la donna amata.<br />
Da &#8220;La mia poesia&#8221;: &#8220;Eccomi ancora/a scrivere per te/cercando nuove parole/per dirti che tra noi/è sempre stato grande amore&#8221;.<br />
Sul tema dell&#8217;olocausto è incentrata &#8220;Il giorno della memoria&#8221;, un amaro descrivere il dramma della storia, sprigionando un alternarsi doloroso di realtà terrificanti, &#8220;Auschwitz/il treno arriva sulla rampa/le mani nelle mani/i ricordi lontani&#8221;.<br />
Il poeta sa che la poesia è uno strumento nelle sue mani per rielaborare concetti e riscoprire un&#8217;essenzialità espressiva.<br />
A sostegno della sua semplicità quasi disarmante il concreto affidarsi alla vita, il coglierne la voce nell&#8217;universo, svelando una freschezza e limpidità di sentimenti.<br />
Dalle profondità del cuore un incastro di emozioni compatte e inconfondibili, pronte ad afferrare il tempo e ciascuno di noi.</p>
<p>(di Michela Zanarella)</p>
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		<title>Valentina Bellettini</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/03/16/valentina-bellettini/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 08:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli autori]]></category>
		<category><![CDATA[favola]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bellettini]]></category>

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		<description><![CDATA[IL GRANCHIO CHE TEMEVA L&#8217;ACQUA
C’era una volta, un granchio di nome Fluc.
Fluc soleva zampettare in una spiaggia di un luogo lontano, trascorrendo gran parte del tempo a scavare piccoli buchi nella sabbia: entrava, usciva, e così via, per scavare sempre più in profondità e costruire tunnel che si congiungevano sottoterra e costituivano la Città Insabbiata.
Tutti i granchi del posto si comportavano allo stesso modo, con la differenza che ogni tanto risalivano in superficie e si lasciavano raggiungere dalle onde del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong><span style="font-size: large;">IL GRANCHIO CHE TEMEVA L&#8217;ACQUA</span></strong></p>
<p>C’era una volta, un granchio di nome Fluc.</p>
<p>Fluc soleva zampettare in una spiaggia di un luogo lontano, trascorrendo gran parte del tempo a scavare piccoli buchi nella sabbia: entrava, usciva, e così via, per scavare sempre più in profondità e costruire tunnel che si congiungevano sottoterra e costituivano la Città Insabbiata.</p>
<p>Tutti i granchi del posto si comportavano allo stesso modo, con la differenza che ogni tanto risalivano in superficie e si lasciavano raggiungere dalle onde del mare: ovunque fossero, sentivano il richiamo dell’acqua; udivano la rinfrescante melodia delle onde che accarezzavano la sabbia, vedevano la bianca spuma ed i riflessi dorati sull’oceano limpido, ed era impossibile fuggire all’istinto. Soprattutto al tramonto, i granchi abbandonavano la spiaggia; finivano il lavoro giornaliero e rincasavano nel mare. Ma il mare non era la casa di Fluc: lui aveva paura dell’acqua.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --> <!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><img class="alignright" src="http://www.gliautori.it/blog/immagini/granchio1.png" alt="" width="238" height="157" />Sapeva, però, di essere nato nell’oceano: sua madre lo aveva custodito con le altre uova nella tasca addominale, ed era proprio nelle profondità marine che le uova si erano schiuse. Quel giorno, Fluc aprì gli occhi vispi e assieme ai fratelli provò l’emozione di zampettare furtivo sott’acqua, ma fu fin troppo rapido perché presto, si trovò solo, lontano dalla mamma e dai fratellini: l’unico che non lo perse d’occhio, fu un grosso barracuda. Il pesce gli si parò davanti: sapeva che Fluc era l’elemento debole, inoltre, sotto il guscio duro c’era una polpa così soffice e gustosa, che riusciva quasi a sentirne il sapore. Il cacciatore lo fissò con gli occhi grigi e di colpo, spalancò la bocca: Fluc vide i denti aguzzi e si spaventò talmente tanto che prima difuggire in tutta fretta, si mise a zampettare frenticamente nello stesso punto, sollevando sabbia fino agli occhi del barracuda. Quando il pesce riacquistò la vista, il piccolo granchio era ormai al sicuro, sulla spiaggia. Da quell’episodio, la scelta di non tornare mai più nei fondali.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --> <!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><img class="alignleft" src="http://www.gliautori.it/blog/immagini/granchio2.png" alt="" width="233" height="192" />Le disavventure di Fluc, non finivano qui, infatti, aveva paura di qualcos’altro: gli umani. Fluc non immaginava che potessero catturarlo per servirlo in un ristorante di pesce, piuttosto, i suoi timori derivavano da una vecchia vicenda: in un giorno assolato come tanti, un’ombra improvvisa lo sovrastò; il granchio si spostò velocemente, ma l’ombra sembrava seguirlo&#8230; Era una bambina, ma Fluc non lo sapeva e si sentiva minacciato, in pericolo. Credeva che quei piedi, che a lui sembravano giganti, lo avrebbero schiacciato da un momento all’altro, così, per la prima volta, usò le sue chele non per lavorare, bensì per difendersi. La bambina gridò talmente forte che a Fluc gli rimbalzarono gli occhi: mai più avrebbe usato le sue possenti chele per missioni diverse dal suo lavoro ordinario.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><img class="alignright" src="http://www.gliautori.it/blog/immagini/granchio3.png" alt="" width="269" height="265" />Invece, una mattina, tutto cambiò.</p>
<p>Fluc uscì dalla Città Insabbiata che pioveva.</p>
<p>Il sole era oscurato da minacciose nubi nere, così non poté vedere il proiettarsi delle ombre, bensì, si trovò improvvisamente circondato da tanti piedi umani, adulti; pestavano violentemente la sabbia, agitati. Il povero granchio non sapeva dove rifugiarsi: si era involontariamente allontanato dalle buche che portavano ai tunnel mentre si era avvicinato alla fonte delle sue paure, l’oceano. I <em>piedoni</em> non cedevano il passo, anzi, avanzavano sulla riva, bagnandosi; le piccole onde che provocarono, si unirono al moto di un mare già in tempesta e Fluc ne fu investito. Nel panico, non si rese conto di nuotare agilmente, se ne accorse quando la confusione era ormai lontana.</p>
<p>Lui, Fluc, nuotava armoniosamente, le sue zampette fluttuavano tra coralli profumati di libertà. Che fifone era stato! Era quella la sua casa, lo sapeva bene! Così si dilungò in girotondi, giravolte, capriole in avanti, capriole indietro, slalom tra le ostriche e doppi salti mortali dalle spugne.</p>
<p>Nell’attimo in cui fece una pausa, notò un’ombra sferica poco distante. Fluc non aveva più motivo di temere l’acqua, ed era così felice della sua scoperta che non aveva nemmeno paura del barracuda o di qualsiasi altro pesce ostile, così si avvicinò: la sfera presentava diversi “buchi”, però più grandi rispetto a quelli realizzati da lui sulla sabbia&#8230; all’interno, c’era una ragazza con la coda da pesce.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.gliautori.it/blog/immagini/granchio4.png" alt="" width="220" height="223" />« Ti prego, aiutami! Mi hanno intrappolata. »</p>
<p>« Ma&#8230; tu cosa sei? Una sirena? »</p>
<p>« Sì, sono Tania, la principessa della Città Inabissata. » Affermò dondolando la testa di capelli blu.</p>
<p>« Oh », s’imbarazzò il granchio, « io sono Fluc, un semplice operaio della Città Insabbiata. »</p>
<p>Le presentazioni furono interrotte da un sordo boato e da uno spostamento improvviso di acque.</p>
<p>« Hanno acceso il motore, ora il peschereccio mi porterà via! Scopriranno che le sirene non sono solo una leggenda. »</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->« Forse lo sanno già », rifletté Fluc, « ecco spiegata l’agitazione sulla riva; gli umani stavano per schiacciarmi, presi com’erano della notizia della tua cattura! »</p>
<p>« Fluc, tu sei un granchio, le funi di questa rete si possono spezzare grazie alle tue chele! »</p>
<p>« Principessa Tania, non posso&#8230; le mie chele sono pericolose&#8230; fanno paura persino a me. »</p>
<p>« Tu e le tue chele siete la mia unica possibilità di salvezza! Coraggio Fluc, io non ho paura!»</p>
<p>La nave cominciò a spostarsi.</p>
<p>« Ti prego, Fluc! Sei l’unico che può salvarmi! » Gridò.</p>
<p>Fluc esitò, ma quel grido gli rimbombava nel cuore assieme al suo battito agitato. Si decise.</p>
<p>Nuotò e raggiunse la rete; fece per aggrapparsi, ma la fune si spezzò sotto le chele. Rimase indietro, ma si avvicinò di nuovo, entrò da un foro della trappola e la principessa Tania lo sorresse con le dita per proteggerlo dalla corrente; in questo modo il granchio riuscì a spezzare le corde una ad una, creando un varco così ampio da riuscire a liberare la sirena.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Fluc rimase nella Città Inabissata: un giorno, sfidò il vecchio barracuda e fu uno scontro così avvincente che la principessa lo scelse come guardia del corpo; Fluc divenne l’eroico “Chela d’oro” nonché migliore amico di Tania&#8230; e visse per sempre felice e contento.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.gliautori.it/blog/immagini/granchio5.png" alt="" width="321" height="258" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.gliautori.it/valentinabellettini.html" target="_blank">leggi gli altri testi di Valentina</a></p>
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		<title>Floriana Porta</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/02/26/floriana-porta/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 09:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli autori]]></category>
		<category><![CDATA[floriana porta]]></category>

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		<description><![CDATA[Arte
Nel cesto dei ricordi
ho tenuto viva
solo un&#8217;emozione, solo un gesto.
Quello dell&#8217;Arte!
Arte,
Musa ispiratrice
d&#8217;amore e di follia,
ossessioni me, e la mia mente
della tua magia!
Leggi altre poesie di Floriana sul nostro sito
Il suo sito web personale
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arte</strong></p>
<p>Nel cesto dei ricordi<br />
ho tenuto viva<br />
solo un&#8217;emozione, solo un gesto.<br />
Quello dell&#8217;Arte!</p>
<p>Arte,<br />
Musa ispiratrice<br />
d&#8217;amore e di follia,<br />
ossessioni me, e la mia mente<br />
della tua magia!</p>
<p><a href="http://www.gliautori.it/florianaporta.html" target="_blank">Leggi altre poesie di Floriana sul nostro sito</a></p>
<p><a href="http://www.florianaporta.it" target="_blank">Il suo sito web personale</a></p>
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		<title>Claudio Moica</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 20:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli autori]]></category>
		<category><![CDATA[claudio moica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovunque
Aspettare
il tuo mattino
vestito di  intenti di farfalla.
Viaggio  mancato
riflesso nel  segno
dell’attesa.
Averti pianto
tra la gente  assorta
ha distratto  il sorriso del tempo
senza  dispiegare
il volo  dell’azzardo.
Tu
il dubbio  della paura.
Ovunque andrò
mi vestirò dei  tuoi perché
abbracciando i  limiti della tua  pelle
e ti amerò
con la voce  sospesa nell’abisso dei tuoi occhi
per  sconfiggere
il timore  della passione.
Guarda il video della poesia
Leggi gli altri testi di Claudio sul nostro sito &#8230;
Il suo blog
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ovunque</strong></p>
<p>Aspettare</p>
<p>il tuo mattino</p>
<p>vestito di  intenti di farfalla.</p>
<p>Viaggio  mancato</p>
<p>riflesso nel  segno</p>
<p>dell’attesa.</p>
<p>Averti pianto</p>
<p>tra la gente  assorta</p>
<p>ha distratto  il sorriso del tempo</p>
<p>senza  dispiegare</p>
<p>il volo  dell’azzardo.</p>
<p>Tu</p>
<p>il dubbio  della paura.<a href="http://claudiomoica.myblog.it/media/00/00/1949053550.jpeg" target="_blank"></a></p>
<p>Ovunque andrò</p>
<p>mi vestirò dei  tuoi perché</p>
<p>abbracciando i  limiti della tua  pelle</p>
<p>e ti amerò</p>
<p>con la voce  sospesa nell’abisso dei tuoi occhi</p>
<p>per  sconfiggere</p>
<p>il timore  della passione.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1zGJbt8oKS0" target="_blank">Guarda il video della poesia</a></p>
<p><a href="http://www.gliautori.it/claudiomoica.html" target="_blank">Leggi gli altri testi di Claudio sul nostro sito &#8230;</a></p>
<p><a href="http://claudiomoica.myblog.it/" target="_blank">Il suo blog</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Michela Zanarella</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/02/25/michela-zanarella/</link>
		<comments>http://www.gliautori.it/blog/2010/02/25/michela-zanarella/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 14:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli autori]]></category>
		<category><![CDATA[michela zanarella]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gliautori.it/blog/?p=745</guid>
		<description><![CDATA[ALLA CITTA&#8217; DEI SENSI
C&#8217;è pelle che prega
carezze vestite d&#8217;amore
e nei sentieri rosa
incide  il suo destino.
Viene un vagare dolce
di sospiri senza  stagione,
effervescente l&#8217;istante
si fa luce tra fianchi
e  vapori.
Nell&#8217;acqua più antica
del piacere,
tra filari di brividi
e  piramidi di voce,
io corro alla città dei sensi.
Tu dici vado in  mare
nei miei baci,
ti muovi in me
con le pupille ebbre  d&#8217;esistenza.
Teneramente esploro
gli scogli del tuo fiato,
la città  vive
ed io penso a morire
negli angoli delle tue labbra.
Leggi  gli altri testi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ALLA CITTA&#8217; DEI SENSI</strong></p>
<p>C&#8217;è pelle che prega<br />
carezze vestite d&#8217;amore<br />
e nei sentieri rosa<br />
incide  il suo destino.<br />
Viene un vagare dolce<br />
di sospiri senza  stagione,<br />
effervescente l&#8217;istante<br />
si fa luce tra fianchi<br />
e  vapori.<br />
Nell&#8217;acqua più antica<br />
del piacere,<br />
tra filari di brividi<br />
e  piramidi di voce,<br />
io corro alla città dei sensi.<br />
Tu dici vado in  mare<br />
nei miei baci,<br />
ti muovi in me<br />
con le pupille ebbre  d&#8217;esistenza.<br />
Teneramente esploro<br />
gli scogli del tuo fiato,<br />
la città  vive<br />
ed io penso a morire<br />
negli angoli delle tue labbra.</p>
<p><a href="http://www.gliautori.it/michelazanarella.html" target="_blank"><em><strong><em><strong>Leggi  gli altri testi di Michela  sul nostro sito&#8230;</strong></em></strong></em></a></p>
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		</item>
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		<title>Simone Ferrara</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/02/25/simone-ferrara/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 13:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli autori]]></category>
		<category><![CDATA[simone ferrara]]></category>

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		<description><![CDATA[NELLA LOGICA
Ogni pensiero è,
frutto di un ragionamento.
Che ragionamento veste un pensiero
Privo di riflessione?

Ogni passo è dato da un’attenta analisi,
ogni passo in più costruisce la meta.
Che meta costruisce,
un passo insensato,che non costruisce,
ne un punto di partenza,ne uno punto di destinazione?

Ogni gesto o azione
È una catena ben strutturata,
di mosse e di riflessi già collaudati.
Che reazione può avere il cuore,
a un azione del tutto sconosciuta?

Ogni parola segue una grammatica e un ordine  prestabilito,
per dare senso al fiato che emettiamo.
Ogni parole è dotata ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><strong>NELLA LOGICA</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">Ogni pensiero è,</p>
<p style="text-align: center;">frutto di un ragionamento.</p>
<p style="text-align: center;">Che ragionamento veste un pensiero</p>
<p style="text-align: center;">Privo di riflessione?</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">Ogni passo è dato da un’attenta analisi,</p>
<p style="text-align: center;">ogni passo in più costruisce la meta.</p>
<p style="text-align: center;">Che meta costruisce,</p>
<p style="text-align: center;">un passo insensato,che non costruisce,</p>
<p style="text-align: center;">ne un punto di partenza,ne uno punto di destinazione?</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">Ogni gesto o azione</p>
<p style="text-align: center;">È una catena ben strutturata,</p>
<p style="text-align: center;">di mosse e di riflessi già collaudati.</p>
<p style="text-align: center;">Che reazione può avere il cuore,</p>
<p style="text-align: center;">a un azione del tutto sconosciuta?</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">Ogni parola segue una grammatica e un ordine  prestabilito,</p>
<p style="text-align: center;">per dare senso al fiato che emettiamo.</p>
<p style="text-align: center;">Ogni parole è dotata di metrica e ritmo.</p>
<p style="text-align: center;">Che senso avrebbe,</p>
<p style="text-align: center;">un ordine insensato e casuale,</p>
<p style="text-align: center;">di miliardi di parole,dette solo per ingannare il tempo?</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">Ogni cosa ha una propria logica.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">Ogni cosa è costruita su di uno o più criteri.</p>
<p style="text-align: center;">Che criterio ha un gesto dettato dalla follia?</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.gliautori.it/simoneferrara.html" target="_blank"><em><strong>Leggi gli altri testi sul nostro sito</strong></em></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Maristella Angeli</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/02/23/maristella-angeli/</link>
		<comments>http://www.gliautori.it/blog/2010/02/23/maristella-angeli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 16:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli autori]]></category>
		<category><![CDATA[maristella angeli]]></category>

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		<description><![CDATA[Notte taciturna
Appoggio il pensiero
sulla luna Comanches
lo appendo e dondolandosi
nel buio cielo
trastulla il tempo.
 
Troppo freddo il buio
discendo sui prati
nella tenera erba
riposo lo sguardo.
 
Tiepido sole di primavera
che segna il giorno
abbandonando la notte
che taciturna si assopisce.


Maristella Angeli
(da Antologia “Il Tempo” LAB G. Perrone Editore, Roma)
Leggi gli altri testi di Maristella sul nostro sito&#8230;

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"><span style="font-family: times new roman,times;"><strong><em>Notte taciturna</em></strong></span></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">Appoggio il pensiero</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">sulla luna Comanches</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">lo appendo e dondolandosi</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">nel buio cielo</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">trastulla il tempo.</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;"> </span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">Troppo freddo il buio</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">discendo sui prati</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">nella tenera erba</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">riposo lo sguardo.</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;"> </span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">Tiepido sole di primavera</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">che segna il giorno</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">abbandonando la notte</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">che taciturna si assopisce.</span></span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;"><br />
</span></span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">Maristella Angeli</span></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">(da Antologia “Il Tempo” LAB G. Perrone Editore, Roma)</span></span></em></p>
<p><a href="http://www.gliautori.it/maristellaangeli.html"><em><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;">Leggi gli altri testi di Maristella sul nostro sito</span></span></strong></em></a><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: times new roman,times;"><a href="http://www.gliautori.it/maristellaangeli.html">&#8230;</a><br />
</span></span></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Carmen Gullo</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/02/23/carmen-gullo/</link>
		<comments>http://www.gliautori.it/blog/2010/02/23/carmen-gullo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 14:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli autori]]></category>
		<category><![CDATA[carmen gullo]]></category>

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		<description><![CDATA[IL FOLLE SENSO DELL&#8217;AMORE
DI FOLLIA PARLI.
EUTANASIA DI EMOZIONI.
PER NON SOFFRIRE PIU’  SFIORO DELICATAMENTE I PENSIERI,
CHE PUNGONO COME SPINE I MIEI SENSI.
MA  TORNO SEMPRE LI,
A SENTIRNE IL PROFUMO  PRIMA CHE UN ALTRO SOFFIO DI  VENTO
NE RAPISCA GLI ODORI.
SEMPRE ACCECATA DALLA BELLEZZA DI  FALSE SENSAZIONI
CHE D’IMPETO MI PORTANO A SBAGLIARE.
COME  CAVALIERE CHE INTRAPRENDE UN LUNGO VIAGGIO
PER ANDARE A SALVARE LA  SUA TRISTE PRINCIPESSA.
VIAGGIO TRA LOTTE E AFFANNI,
CONSAPEVOLEZZA  DI FORZE MANCATE,
PROIBITE FERMATE.
L’AMORE E’ UNA FOLLIA ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong>IL FOLLE SENSO DELL&#8217;AMORE</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: georgia,palatino;">DI FOLLIA PARLI.<br />
EUTANASIA DI EMOZIONI.<br />
PER NON SOFFRIRE PIU’  SFIORO DELICATAMENTE I PENSIERI,<br />
CHE PUNGONO COME SPINE I MIEI SENSI.<br />
MA  TORNO SEMPRE LI,<br />
A SENTIRNE IL PROFUMO  PRIMA CHE UN ALTRO SOFFIO DI  VENTO<br />
NE RAPISCA GLI ODORI.<br />
SEMPRE ACCECATA DALLA BELLEZZA DI  FALSE SENSAZIONI<br />
CHE D’IMPETO MI PORTANO A SBAGLIARE.<br />
COME  CAVALIERE CHE INTRAPRENDE UN LUNGO VIAGGIO<br />
PER ANDARE A SALVARE LA  SUA TRISTE PRINCIPESSA.<br />
VIAGGIO TRA LOTTE E AFFANNI,<br />
CONSAPEVOLEZZA  DI FORZE MANCATE,<br />
PROIBITE FERMATE.<br />
L’AMORE E’ UNA FOLLIA CHE NON  HA SENSO<br />
E NEL TEMPO TI IMPRIGIONA E TI TORTURA,<br />
TI LOGORA DI  GELOSIA<br />
E COME UNA MINACCIA ARRESTA  IL CAMMINO DI SERENITA’.<br />
COME  ACQUA DI FIUME,<br />
TORBIDA E FREDDA,<br />
TI TRASCINA FINO AL MARE E LI  TI LASCIA  AFFOGARE ………..<br />
TRA STORMI DI NEFANDEZZE TI COSTRINGE A  MIGRARE<br />
E ANCOR PIU’ TI SPINGE<br />
IN LUOGHI REMOTI E  LONTANI<br />
IN  CUI L’ANIMA SI PERDE IN UN’AMARA FOLLIA.<br />
DI GESTI,DI SUONI,DI TRISTI  COGNIZIONI.<br />
L’AMORE  E’ FOLLIA.<br />
LA FOLLIA E’ AMORE.<br />
E  FOLLE E’  IL SENSO DELL’AMORE.</span></span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: georgia,palatino;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=bg80R_dTTG8" target="_blank">GUARDA LE SUE VIDEO-POESIE</a></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: georgia,palatino;"><a href="http://www.gliautori.it/carmengullo.html" target="_blank">Leggi gli altri testi di Carmen sul nostro sito&#8230;</a><br />
</span></span></strong></p>
]]></content:encoded>
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