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	<title>Gli autori &#187; Favola Terapia (a cura di Cleonice Parisi)</title>
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	<description>il blog a misura d&#039; uomo</description>
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		<title>La Musica del Creato  &#8211; La favola del Fiato Errato</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 11:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favola Terapia (a cura di Cleonice Parisi)]]></category>
		<category><![CDATA[creato]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Cleonice ci ricorda in questa favola che, musica e natura sono la stessa cosa. Ci ricorda che Riccardo Muti lo sa e per questo è un bravo direttore d&#8217;orchestra. Muti sa che la natura è musica per le nostre orecchie e, se gli capita di dirigere la Primavera di Vivaldi, ci fa sentire tutte le stagioni. Ce le fa sentire dentro. Cleonice poi prende un pulcino e ne fa il divino. Mai favola è stata più formativa di questa! Forse ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cleonice ci ricorda in questa favola che, musica e natura sono la stessa cosa. Ci ricorda che Riccardo Muti lo sa e per questo è un bravo direttore d&#8217;orchestra. Muti sa che la natura è musica per le nostre orecchie e, se gli capita di dirigere la Primavera di Vivaldi, ci fa sentire tutte le stagioni. Ce le fa sentire dentro. Cleonice poi prende un pulcino e ne fa il divino. Mai favola è stata più formativa di questa! Forse gli possiamo paragonare il Pinocchio di Collodi. Questo è però un PROGETTO FAVOLA, è nuovo. Cleonice: scrivine ancora!</p>
<p style="text-align: center;">Peppino Fieni</p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/02/night_sky_by_edubz02.jpg"><img class="size-full wp-image-12377 aligncenter" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/02/night_sky_by_edubz02.jpg" alt="" width="515" height="470" /></a></p>
<h1 style="text-align: center; padding-left: 30px;">La Musica del Creato</h1>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Cosa dici ? Non è possibile?</p>
<p style="text-align: justify;">Il Silenzio era andato a portare spia al Creato, di cose che aveva udito dire agli Umani.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Non è Possibile!</p>
<p style="text-align: justify;">Tuonò di rabbia il Creato e la terra tutta tremò, gli uccellini lasciarono i nidi incustoditi dal boato infastiditi, scoiattoli impazziti presero a saltare di ramo in ramo, caprette dalle lunghe barbette presero saltellare interdette, leoni a ruggire a pieni polmoni, una grande agitazione s’impossessò della Natura tutta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Creato si rese conto solo in quel momento di quel  che aveva combinato, e chiese scusa alla Natura dicendo:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Scusate mi sono adirato, a quel che il Silenzio mi ha riportato dell’umano fiato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il brusio sconvolto di ogni creatura vivente copriva quasi la voce del Creato, e lo spirito di una Quercia Antica nell’interpretare il pensiero comune disse:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Cosa può aver mai detto l’essere umano di tanto strano, per averti adirato Creato!</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Il Silenzio ha ascoltato e riportato tale dire, ed improvvisamente tutti poterono udire: &#8221; Il canto del Creato? Ora che perfettamente lo abbiamo imitato e senza dubbio superato, va intimamente dimenticato!&#8221;</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Che essere umano ingrato! Ha detto Superato, ha detto Dimenticato?</p>
<p style="text-align: justify;">Disse la Quercia Antica addolorata.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">E con cosa, di grazia l’umano avrebbe superato il canto del creato?</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Con la musica!</p>
<p style="text-align: justify;">Rispose il Creato ancora agitato.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Un usignolo offeso nel sentir sul suo cor  il peso, prese a intonare una melodia  da incanto che leggera come l&#8217;aria  penetrò nel cuore di ogni cosa, entrando persino nel ventre delle creature gravide, infondendo  gioia e serenità alle nuove vite in attesa di nascere.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Scalcia il mio piccolino!</p>
<p style="text-align: justify;">Disse felice una Puzzola.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Anche il mio!</p>
<p style="text-align: justify;">Disse una Giraffa.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Anche il mio!</p>
<p style="text-align: justify;">Disse un piccolo Topo.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Quante madri in attesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Esclamò felice il Creato.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Mi viene da dire che la natura è in gravidanza, ma certo dimenticavo che la primavera avanza!</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti presero a ridere e poi il Creato aggiunse:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">L’essere umano che  abbiamo preso per mano e portato lontano, oggi è un  ribelle che dimenticato ha il canto di grilli e stelle.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Va perdonato! Va perdonato! E’ piccolo, non ha ancora capito!</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Chi è che parla?</p>
<p style="text-align: justify;">Chiese il Creato stupito. Ed un Pulcino che dall’uovo era appena uscito, disse:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Sono io che ho parlato.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Tu? Ma se sei appena nato! Pulcino l’Umanità ha un certa età!</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">E&#8217; vero sono un pulcino e ti dico che l’umanità è ancora un &#8220;Bambino&#8221;. Ogni razza animale ha bisogno di tempo per maturare. L’umanità è figlia di un essere senza età, di tempo per maturare c’è ne vorrà, ma alla fine capirà.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Ma che saggio Pulcino che abbiamo coniato!</p>
<p style="text-align: justify;">Disse orgoglioso il Creato.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Peccato che  gli umani siano ormai così lontani.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Creato noi umani non siamo lontani!</p>
<p style="text-align: justify;">Rispose  un Bambino che aveva ascoltato il parlare del Creato e prendendo tra le braccia il pulcino, aggiunse:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Io sono quel Bambino, l’Umanità è un grande mare che un infinità di gocce vanno a formare, non fermarti ad ascoltare le voci di poche gocce di mare, se l’uomo sa musicare è solo perché il creato ha saputo ascoltare ed imitare, siete voi che lo avete saputo ispirare. Sappiateci perdonare siamo piccoli abbiamo ancora tanto da imparare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Creato si sentì placato solo dopo che quel &#8220;Bambino&#8221; ebbe abbracciato. L&#8217;Umanità doveva ancora tanto camminare e dal creato imparare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Forza della Disperazione &#8211; La favola della Forza</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2010/02/10/la-forza-della-disperazione-la-favola-della-forza/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 09:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favola Terapia (a cura di Cleonice Parisi)]]></category>
		<category><![CDATA[disperazione]]></category>
		<category><![CDATA[forza]]></category>

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		<description><![CDATA[Uomo della tua disperazione fanne mani non per scavarti la fossa, ma per risalire la china te lo dice una piccola bambina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come i bambini possono aiutarci a vivere, ce lo dice  Cleonice Parisi. Vedono meglio di noi grandi, i bambini, e bisogna ascoltarli, osservare le loro espressioni ed imparare. Farci aiutare, quando il destino sembra avere una forza superiore, quella della disperazione, non ce l&#8217;ha. Siamo noi che, leggendo il giornale, ci deprimiamo e perdiamo la forza e poi ci disperiamo. Tutto può essere una scivolata pericolosa! Leggete questa favola scritta per voi. Cleonice vi dice che la forza della disperazione si può superare e che questo lo sa perfino una bambina . Leggete!<br />
Una bambina, simbolo della nostra forza passata. Riprendiamocela, dice Cleonice! E questo è un consiglio spirituale, poi voi fate come vi pare! Siete liberi, credete! Dico che è meglio ascoltare&#8230;..</p>
<p style="text-align: right;">Peppino Fieni</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/02/abisso.jpg"><img class="size-full wp-image-3911 aligncenter" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/02/abisso.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-large; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">La Forza della Disperazione</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;"> Un Uomo era in bilico su un burrone e in quel buio abisso vi scivolò miseramente. Nel cadere ebbe il tempo di salutare la sua vita, vide la luce del cielo divenire sempre più lontana, mentre quella bocca avida lo inghiottiva rapidamente quanto voracemente, mancavano ormai pochi istanti all&#8217;impatto e l&#8217;uomo raccomandò la sua anima a Dio. Un tonfo&#8230;e un mare di fango si sollevò attorno al suo corpo.<br />
</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Morto ? Ferito? In agonia?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Improvvisamente l&#8217;Uomo ancora in uno stato di confusione, prese a muoversi, dapprima lentamente e poi persino ad alzarsi. Constatò con rassegnazione che era &#8220;<strong>caduto davvero molto in basso</strong>&#8221; e che la luce del cielo era lontanissima, preso dalla disperazione si buttò con la faccia nel fango fetido del  burrone, urlando alla vita il suo diniego.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Vita, ti disprezzo! Con la mia morte  pagherò il tuo amaro prezzo? Perché non sono morto in questo mio misero scivolare? Anche qui di me ti volevi beffare???</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">E così dicendo si mise a scavare con un energia sino ad allora sconosciuta,  una fossa in terra per seppellirsi e attendere così la sua fine. Mentre era intento nello <strong>scavarsi la fossa</strong>, un forte tonfo alle sue spalle lo fece sussultare, schizzi di fango lo colpirono sul volto e disgustato da questa ennesima viltà della vita, andò a vedere cosa fosse caduto dal precipizio e vide un corpo giacere senza vita, completamente immerso nella melma.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Un&#8217;altra vittima, Vita schifosa  questa altra putrida carcassa arricchirà la tua avida cassa!</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">E nel proferire queste ultime parole diede al corpo un violento calcio.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Aiaaaaa!!!!!!!!</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Una vocina piccola fuoriuscì dal corpo e una bambina di appena sei anni si sollevò da terra dolorante e piena di lacrime.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Perché mi hai dato un calcio?</span></em></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Scusa piccola pensavo fossi morta, e poi qui è talmente buio che neppure avevo capito che eri una bambina! Ma come mai ti trovi qui in questo profondo burrone?</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Chiese l&#8217;Uomo.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Tu sei una bambina?</span></em></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Non lo so mi ci ha buttato qualcuno!</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">La bambina prese a piangere disperata implorando la mamma di venirla a salvare, ma niente in quel profondo burrone solo l&#8217;eco della sua piccola voce:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Aiuto!!!!</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Aiuto, Aiuto, aiuto, ripeteva l&#8217;eco.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Mamma!!!</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Mamma, mamma,mamma. Ancora l&#8217;eco. La bambina era disperata, ma al contrario dell&#8217;Uomo voleva vivere, nonostante tutto voleva vivere, e prese ad arrampicarsi sulle pareti irte del profondo burrone.</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Piccola sciocca creatura, non sprecare energie per risalire l&#8217;abisso, accetta la morte sul crocifisso.</span></em></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Nooooooooooooooooooooo!!!!</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Urlò la piccola.</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;"> <em>Io devo uscire da qui!</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">La bambina aveva scalato metà abisso, quando scivolò ricadendo miseramente nel fango, e  l&#8217;Uomo che intanto si era messo comodo nella fossa in attesa della morte, prese a schernirla.</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Avresti fatto prima a scavarti la fossa e ad aspettare la morte come me&#8230;</span></em></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #333399;"><em>Nooooooooooooooooooooo!!!!</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Urlò di nuovo la bambina e ritentò l&#8217;impresa, attingendo <strong>forza dalla sua disperazione</strong>. E tentò, tentò mille volte, sino a quando riuscì a risalire l&#8217;abisso. E quando fu nella luce affacciandosi, nella gola profonda disse:</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em><span style="font-size: medium; font-family: book antiqua,palatino; color: #333399;">Uomo della tua disperazione fanne  mani non per scavarti la fossa, ma per risalire la china te lo dice una piccola bambina.</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amata &#8211; La favoletta della Donna tradita</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 05:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favola Terapia (a cura di Cleonice Parisi)]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche tu usasti quell’Uomo come salvagente quando attorno al tuo cuore non c’era niente, e per riscaldarti scegliesti di ingannarti. Questo gioco non poteva durare, il vero amore non nasce nel bisogno ma quando il prato è fiorito tutto intorno. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè, sotto i vestiti della donna tradita non c&#8217;è niente? Eppure prima, il calore del suo corpo poteva sciogliere ghiacciai. Il giaccio si riforma e la donna amata si sente delusa. Vorrebbe ancora, fare del suo uomo l&#8217;amore e invece, rimane il dolore. L&#8217;inganno ha infranto quel calore che, sempre accompagna la vita, quando è viva. Anche i ghiacciai si scioglievano. Ora è finito e l&#8217;inganno è arrivato ed è un peccato. Cleonice dice che, l&#8217;appoggiarsi può infrangersi! E ci racconta la favoletta della donna amata. E&#8217; stato un inganno!Arriva  la favoletta di Cleonice e sentiamo che qui, favoletta sta a dire, supererò anche questo inganno.</p>
<p style="text-align: right;">Peppino Fieni</p>
<p style="text-align: right;">
<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/02/amata.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-12046" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/02/amata.jpeg" alt="" width="310" height="489" /></a></h1>
<h1 style="text-align: center;">Amata</h1>
<p style="text-align: justify;">Un Uomo e una Donna completamente nudi e dal freddo intorpiditi si incontrarono sulla cima di una montagna ghiacciata:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Angelo di carne tu  tremi, vieni tra le mie braccia!</p>
<p style="text-align: justify;">Disse l’Uomo alla Donna schiudendo il suo abbraccio. La Donna vide l’Uomo tremare, e gli si avvicinò per potersi e poterlo riscaldare.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Angelo di carne su questa cima ghiacciata tu sarai per sempre la mia fata adorata e da oggi ti chiamerò:  Amata.</p>
<p style="text-align: justify;">Disse l’Uomo mentre abbracciava la Donna.</p>
<p style="text-align: justify;">E la Mente della Donna che non si spegneva mai per nessun frangente, disse:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>&#8220;Sii intelligente o tu o niente, il freddo del suo cuore cerca calore e in questo luogo desolato solo tu puoi dargli Amore. Non gli credere non è in cattiva fede,  crede a quello che ora sente e vede.</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">La Donna i canali della mente chiuse immediatamente, quando sei nel bisogno ogni cosa diviene sogno, di quella illusione vestì la sua ragione, è in quell&#8217;abbraccio veemente staccò la corrente alla sua mente, stringendosi all’Uomo fortemente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’abbraccio divenne infuocato e l’Uomo e la Donna sciolsero i ghiacci tra profondi baci ed infuocati abbracci. Un profumatissimo e variegato prato dai ghiacciai fu liberato, profumi intensi colori vividi attirarono su quel monte uomini e donne dei monti di fronte.  L’Uomo prese a guardarsi attorno e vide cento donne fare ghirlande con i fiori del suo prato e incominciò ad esserne attirato, ne  percepì i diversi odori e i colori, colto improvvisamente  fu dal calore che prese a surriscaldargli il cuore, e la donna amata fu liberata dall&#8217;abbraccio per prenderne un&#8217;altra al laccio.  La donna amata a quell’uomo si sentiva profondamente legata, e la mente dal dolore  fu bruscamente risvegliata,  la veste illusoria alla  ragione fu strappata, e la donna divenne disperata.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu in quel momento che intervenne la sua Mente che era di nuovo in corrente:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>&#8220;Anche tu usasti quell’Uomo come salvagente quando attorno al tuo cuore non c’era niente, e per riscaldarti scegliesti di ingannarti. Questo gioco non poteva durare, il vero amore non nasce nel bisogno ma quando il prato è fiorito tutto intorno. Solo quando in un giardino fiorito accetterai di un Uomo l’invito, troverai un degno marito.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">La donna che si era da sola ingannata perché su una cima ghiacciata sognò d&#8217; essere di un Uomo la Donna Amata, capì che nel bisogno ogni cosa  può prendere le fattezze di un sogno, e che il freddo del Cuore l’aveva spinta a cercare Amore, togliendo la corrente alla Mente. Ora  che sapeva si liberò della veste nera dell&#8217;odio e del rancore, prese a intrecciar ghirlande con i fiori profumati del suo ormai fiorito giardino, e i suoi odori e colori presero ad accender calori trovandosi al centro di un grande fermento, ed in quel momento la Donna cercò l’Uomo ascoltando il suo solo sentimento e non il freddo di dentro.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il Frutto Buono &#8211; La favola del &#8220;dolore di dentro&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 06:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favola Terapia (a cura di Cleonice Parisi)]]></category>

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		<description><![CDATA[E fu così che l'Uomo "riconobbe" il Frutto Buono, quello che nel Cuore aveva il suo Dolore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Non è facile per me recensire questa favola! So che voi siete adulti, che vi è capitato, come a me, di sentire un dolore dentro al cuore. Lo abbiamo sentito e Cleonice lo rende di una naturalità spirituale. Il frutto buono dell&#8217;amore, avvolge la nostra maturità. Dall&#8217;innocenza, si passa anche alla passione per la natura e per l&#8217;amore. Non ho parole, dire e sentire qua si dividono e io taccio. Parlate voi se ci riuscite! Cleonice ci indica il frutto buono.</p>
<p style="text-align: right;">Peppino Fieni</p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2008/10/brucomela.jpg"><img class="size-full wp-image-1874 aligncenter" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2008/10/brucomela.jpg" alt="" width="200" height="236" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;"><span style="font-size: xx-large; color: #99cc00;">Il Frutto Buono</span></span></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Stavolta sono stanca basta!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Disse una Mela all&#8217;Albero.</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Lasciami cadere!</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Il nulla è meglio del patire questo dolore, un verme lentamente mi sta divorando, mi fa male, fa che io non assista a questa crudeltà, fammi cadere prima.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">La Mela parlava con disperazione al suo Albero, ed improvvisamente il Bruco che la divorava prese a parlarle.</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Scusa ma parli di me? Sarei io l&#8217;essere immondo che ti porta tanta disperazione?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Il Bruco prese a grattarsi il capo con la sua piccola manina, come incredulo all&#8217;affermazione della Mela.</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Si, sei tu malefico verme delle tenebre, che minacci la mia esistenza, possa tu bruciare nel fuoco dell&#8217;inferno per il male che mi stai facendo patire.</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Gentile Mela, vorrei precisare che non sono affatto un Verme oscuro, ma un simpatico e giocondo Bruco, la mia natura è ben diversa da quel che credi, io sono destinato a divenire farfalla e non voglio si confondano le cose. Spero ti sia chiara la distinzione, sono un Bruco e non un Verme, intesi???</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Disse il Bruco profondamente  risentito e poi aggiunse:</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Del resto anche volendo non potrei scusarmi con te, io sento semplicemente fame e dovrò pur mangiare!</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Bruco o Verme non conta per me, conta solo il dolore che mi procuri ogni qualvolta apri la bocca per mangiare, devi convenirne.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Fu in quel momento che la mela fu colta da una mano.</span></p>
<blockquote>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Bella questa mela!</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Disse una voce.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;hai colta papà, ma era già matura?</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Si maturissima pensa che era talmente dolce e succosa che un Bruco se la voleva mangiare! Guarda il buchino?</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">E fece per mostrare alla figlia il piccolo foro sulla mela.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Figlia mia, ti sei mai chiesta come un buon contadino distingua un frutto buono da uno non buono?</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Dal colore della buccia papà, o forse dalla dimensione del frutto?</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">No piccola un frutto buono si distingue dagli altri, perché maggiormente attaccato dai predatori.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Perché?</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Perché la natura è un grande e solerte contadino  e sa riconoscere i frutti buoni prima di chiunque altro, ed io non faccio altro che seguirne i segnali.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Ma papà quella mela aveva un bruco dentro che le divorava il cuore? Pensa a quanto ha sofferto.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Si lo so piccola ma vedi senza quel bruco io non avrei saputo che questa mela tra tante era speciale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Ora c&#8217;è la mangiamo!</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Disse il padre.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">E il bruco?</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Lo togliamo logicamente!</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Papà non lo uccidere è tanto carino.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Disse la bambina mentre osservava piena di meraviglia il bruco camminarle sul dito.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">No piccola che dici, io uccidere un essere vivente non sia mai detto. Tutto nella vita ha la sua competenza e questo piccolo e grassottello bruco ha solo dato realizzo alla sua natura. Rimettilo sull&#8217;albero, saprà  dove andare.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">La Bambina prese il bruco e lo appoggiò con delicatezza su un ramo dell&#8217;albero, mentre il papà aveva già sbucciata  la mela.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Buonissima!!!!</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Esclamò la bimba estasiata, dopo aver dato un solo morso alla mela.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Avevi ragione non ho mai mangiato una mela più dolce di questa, quante cose ci insegna la natura.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Disse poi sospirando la piccola.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Vero piccola mia, talvolta basta semplicemente saper guardare.</span></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">E fu così che l&#8217;Uomo &#8220;riconobbe&#8221; il Frutto Buono, quello che nel Cuore aveva il suo Dolore.</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Papavero &#8211; La favola dei Gay</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 06:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favola Terapia (a cura di Cleonice Parisi)]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[comprensione]]></category>
		<category><![CDATA[diversità]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[identificazione]]></category>
		<category><![CDATA[onore]]></category>
		<category><![CDATA[orgoglio]]></category>
		<category><![CDATA[papavero]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[spigha]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Sentiamo!
Può, una favolista spirituale, superare se stessa con una differenza? Questo non lo possiamo sapere, se non leggiamo la favola del papavero! Allora leggiamo insieme, se volete. Un papavero, che tutti amiamo, ci fa sentire che sentire non è dire. Sentiamo!
Peppino Fieni

Il Papavero


Il Sole è un contadino solerte che  quando cambia coltura non avverte, egli ama ciò che è variegato e il creato lo vuole assai colorato. Un dì  lontano volle colorar un campo di grano e semi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sentiamo!</em></p>
<p>Può, una favolista spirituale, superare se stessa con una differenza? Questo non lo possiamo sapere, se non leggiamo la favola del papavero! Allora leggiamo insieme, se volete. Un papavero, che tutti amiamo, ci fa sentire che sentire non è dire. Sentiamo!</p>
<p style="text-align: right;">Peppino Fieni</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/papavero.jpg"><img class="size-full wp-image-11844 aligncenter" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/papavero.jpg" alt="" width="458" height="440" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">Il Papavero</span></h1>
<p><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">Il Sole è un contadino solerte che  quando cambia coltura non avverte, egli ama ciò che è variegato e il creato lo vuole assai colorato. Un dì  lontano volle colorar un campo di grano e semi diversi mescolò tra essi…</p>
<p style="text-align: justify;">Una famiglia di Spighe vide nascere  tra le sue radici un Papavero.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Che strano? Cosa sei?</p>
<p style="text-align: justify;">Dissero.</p>
<p style="text-align: justify;">E il Papavero nel guardarsi intorno vedendo solo Spighe rispose:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Sono una Spiga!</p>
<p style="text-align: justify;">Le Spighe incominciarono a ridere e il  Papavero restò interdetto chiedendo a se stesso:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>Cosa avrò mai detto?</em></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Quindi saresti una Spiga?</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Credo di si!</p>
<p style="text-align: justify;">Rispose ora meno sicuro.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Voi siete Spighe e poiché sono nato tra le vostre “radici”, cosa altro potrei essere, se non una Spiga?</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Tu non sei un Spiga, sei un Papavero!</p>
<p style="text-align: justify;">Dissero con disprezzo gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Papavero si intristì e dentro se ne morì.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Ma voi siete la mia famiglia?</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">In famiglia ci si assomiglia, e tu seppur con noi intrecci radice è la tua  natura che ti contraddice.</p>
<p style="text-align: justify;">Scese la Notte e il povero Papavero si addormentò piangendo. L’indomani mattina al sorgere del Sole un forte rumore prese a riempire l’aria e il campo di Grano fu interamente mietuto. Il Papavero non ebbe nemmeno il tempo di un ultimo saluto, le spighe erano tutte sparite.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Dov’è la mia famiglia?</p>
<p style="text-align: justify;">Disperato chiese al Sole.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Anche se mi hanno accolto girandomi il volto, io per loro tanto amore porto.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Lo so Papavero in realtà non sono spariti davvero, ma oggi è sparita la tua falsa identificazione in qualcosa che non ti somiglia, saranno sempre e sono la tua famiglia, ma ora osserva bene questo campo c’è chi davvero ti assomiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Papavero si guardò attorno ed ora  che nel campo erano sparite le spighe si ergevano al Sole alti e fieri un mare di Papaveri, e nel loro cuore ci vide tanto amore. In quell’istante il Papavero capì di non essere solo, e accettò la sua natura finalmente, nel cuore ma soprattutto nella mente.</p>
<p style="text-align: justify;">E il Sole disse:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Il creato è una varietà di colore, ma ogni sfumatura si chiamerà Amore, smetti di specchiarti in ciò che non ti somiglia, tu sei diverso ma questa diversità porterà luce all’umanità. Il diverso altro non è che un colore dell’Universo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Papavero chiuse gli occhi per un istante le lacrime ormai lo sommergevano e quando li riaprì tutto era ritornato come la sera prima, le sue radici di nuovo  intrecciate alle spighe che continuavano a voltargli la faccia. Ma qualcosa ora era cambiato dentro di  lui, il suo modo di  identificarsi e di riferirsi alla Vita. Prese a crescere ergendosi fiero e le Spighe notarono il cambiamento e lo guardarono ammirate dicendo:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">In te brilla una luce davvero bella, tu non sei una Spiga sei un Papavero.</p>
<p style="text-align: justify;">E il Papavero con orgoglio rispose:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Lo so! Il diverso è  un colore dell’Universo.</p>
<blockquote>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;">Lorenzo ti è piaciuta la favola?</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;">Mamma ma non credi che io sia grandicello per ascoltare ancora le tue favole?</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;">Non si è mai abbastanza Grandi!</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Rispose la madre nel sorriso.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;">Mamma e se io fossi stato diverso come il Papavero? Tu mi avresti girato la faccia come le Spighe?</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;">Figlio mio io non ti avrei girato la faccia,  perché l’Amore  guarda al cuore e non agli atteggiamenti e non alle parole. L’amore è intuitivo e comprensivo, è apertura mentale anche quando fa male, l’amore abbatte  le frontiere e le persone rende vere non bandiere, l’amore è quella cosa che con la discriminazione mai si sposa. Io ti avrei amato anche se diverso fossi nato, saresti sempre il mio figlio adorato.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;">Mamma io sono gay.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;">Lo so amore mio.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Disse la Mamma abbracciandolo forte.</span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>La Voce che cantava al Vento &#8211; La favoletta della Cimice Canterina</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 06:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favola Terapia (a cura di Cleonice Parisi)]]></category>
		<category><![CDATA[cleonice parisi]]></category>
		<category><![CDATA[favola]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevate mai pensato che una cimice canterina potesse intenerire il cuore di giganti? Forse, se avete letto Gulliver nel paese dei lillipuziani, ci avete pensato! Ma lo avete dimenticato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Avevate mai pensato che una cimice canterina potesse intenerire il cuore di giganti? Forse, se avete letto Gulliver nel paese dei lillipuziani, ci avete pensato! Ma lo avete dimenticato. Cleonice ve lo ricorda, in questa favola,che vi ha dedicato. Perché i giganti buoni siete voi, e quando siete felici cantate e Cleonice * Favolista Spirituale* lo sa, leggete e incantatevì ! Il bambimo felice è dentro di voi,liberatelo&#8230;&#8230;&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Peppino Fieni</strong></p>
<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/vocenelvento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11720" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/vocenelvento.jpg" alt="" width="445" height="525" /></a></h1>
<h1 style="text-align: center;">La Voce che cantava al Vento</h1>
<p style="text-align: justify;">Una Cimice che viveva in un Salice, cantava ad alta voce senza avere e dare pace. Era una Cimice Canterina,  e cantava dalla sera alla mattina.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Cimice ma la voce mai ti manca? Non sei mai stanca?</p>
<p style="text-align: justify;">Disse il Salice.</p>
<p style="text-align: justify;">E fu così che il Salice finse di non udir più la sua voce. Era proprio brutto cantare senza che nessuno la stesse ad ascoltare e allora la Cimice che non poteva fermar la sua voce, prese a cantare al vicino Noce. Il Noce udì il suo cantare e inizialmente se ne fece cullare e poi anche  lui non la volle più ascoltare.</p>
<p style="text-align: justify;">La Cimice non potendo fermare la sua voce, prese a cantare al vento ed improvvisamente da ogni luogo arrivarono giganti dai passi molto pesanti, la terra prese a tremare e il Salice e il Noce sentirono il loro cuore fibrillare. I giganti erano tanti  giunti da paesi distanti e quando furono nei pressi del Salice uno solo si fece avanti dicendo:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Consegnami  la Voce che cantava al vento.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">La Voce???</p>
<p style="text-align: justify;">Dissero  il Salice e il Noce.</p>
<p style="text-align: justify;">E il Gigante ripetè:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">La Voce.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu allora che il Salice capì che parlavano della Cimice Canterina:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Quella voce? Certo! Ve la consegno subito quella Cimice disturbatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendendola con due rami sottili la depositò tra le mani del gigante. Tutti i giganti  si fecero attorno per vedere quella Cimice Canterina, e il Salice notò che tutti la guardavano con ammirazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E  sorpreso disse:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Ma è una Cimice Canterina che canta dalla sera alla mattina?</p>
<p style="text-align: justify;">E uno dei Giganti rispose:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">In ciò che è piccolo si nasconde quel che è infinitamente grande, questa piccola Cimice è un Gigante.</p>
<p style="text-align: justify;">I Giganti portano via la Cimice Canterina che continuò a cantare al vento ogni suo sentimento, e da quel momento il Salice e il Noce, tesero l&#8217;orecchio per ascoltar la sua Voce.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Uomo e la Donna &#8211; La favola dell&#8217;Unione</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/12/17/luomo-e-la-donna-la-favola-dellunione/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 04:20:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favola Terapia (a cura di Cleonice Parisi)]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[unione]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete ancora capaci di commuovervi? Leggete e lo saprete
Una donna e un uomo si danno la mano. Attraversano insieme la vita, scoprono il giardino. E&#8217; l&#8217; eden? Si, lo è. Un bambino sostituisce il serpente e l&#8217;amore diventa innocente. Si amano la donna e l&#8217;uomo. Questa è la loro favola. L&#8217;amore con il cuore in mano, il loro amore unico, dice Cleonice, esclusivo, indistruttibile. Un amore che sente le cose e le usa per quello che sono, solo cose, sempre ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Siete ancora capaci di commuovervi? Leggete e lo saprete</strong></p>
<p>Una donna e un uomo si danno la mano. Attraversano insieme la vita, scoprono il giardino. E&#8217; l&#8217; eden? Si, lo è. Un bambino sostituisce il serpente e l&#8217;amore diventa innocente. Si amano la donna e l&#8217;uomo. Questa è la loro favola. L&#8217;amore con il cuore in mano, il loro amore unico, dice Cleonice, esclusivo, indistruttibile. Un amore che sente le cose e le usa per quello che sono, solo cose, sempre superate dall&#8217;amore in quel lontano&#8230;&#8230;.. presente.</p>
<p style="text-align: right;">Peppino Fieni</p>
<h1 style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-11001" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/12/mani.jpg" alt="mani" width="423" height="540" /></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #808080;">L’Uomo e la Donna</span></h1>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">In un tempo tanto lontano, che poi tanto lontano non è, esisteva una Donna proprietaria di grande Castello,  costretta a vivere però in un Tinello. Ogni porta le era preclusa e viveva da sempre in quella stanza chiusa. Trascorsero  giorni,  mesi e  anni e la Donna non evitò gli affanni, per aprir quelle porte tentò tutto persino la sorte, ma niente di quel che fece la portò oltre quella soglia, e di vivere perse la voglia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">Giunse il tempo dell’Amore e un Uomo venne a bussare alla porta del suo cuore, e con far cortese di entrare le chiese. La Donna vide che la sua dimora non era adorna e rossa di vergogna disse:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">La prego faccia un giro in paese, e venga qui non prima di un mese!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">L’Uomo s’inchinò alla Donna, dicendo:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Farò un giro in  paese e tornerò esattamente tra un mese!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">E si allontanò. La  Donna era piena di emozione, ospitare un Uomo era un onore, ma seppur proprietaria di un grande Castello non poteva che ospitarlo in un tinello. In quel breve mese tutte le sue energie spese, affinché quel tinello divenisse più che bello. Tende nuove fece, e fiori di ogni grazia adornarono la sua piccola terrazza, leccornie giunsero da ogni paese, davvero la Donna non badò a spese, e quando alla porta l’Uomo bussò, ella vi si precipitò.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Siate il benvenuto in questa umile dimora,  son sì proprietaria di un Castello ma posso ahimè viver posso solo il Tinello.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">L’Uomo entrò con passo certo, e ammirato iniziò di parole un concerto:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Di grazia tale, di bellezza che traspare, voi Donna siete l’aurora che il ciel adorna!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">La Donna era estasiata, ma ancora ribadì:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Uomo di questo grande Castello io posso abitare solo il Tinello!</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Tinello o Castello non conta, laddove il bello risiede io ci voglio intrattener piede.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">E fu così che l’Uomo prese la mano della Donna, nel palmo vi depositò una chiave. La Donna lo guardò stranita mentre quella chiave si passava tra le dita:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">E’ questa la chiave del vostro Cuore?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">Chiese poi guardandolo con amore.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">E’ la chiave che apre tutte le porte, io con Voi voglio dividere la sorte, accettate d’essere la mia consorte?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">La Donna affidò all’Uomo la sua mano ed insieme aprirono una ad una le porte, in una c’era una culla, in un&#8217;altra non c’era nulla, in un&#8217;altra ancora c’era quel che trastulla, il loro viandare per quell’immenso Castello, davvero non si può contare. La vita è lunga e larga  più del mare quando dall’amore si fa cullare. L’Uomo e la sua consorte con amore aprirono tante porte, e quando il tramonto fu vicino bussò alla porta del loro cuore un luminoso bambino:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Nel condividere la sorte, avete aperte molte porte e dal viver in un Tinello siete passati a dimorar in un Castello. E’ in ciò il miracolo dell’Amore che alberga in ogni cuore!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">L’Uomo e la Donna diedero la mano al luminoso bambino e dal Castello passaron a vivere in un bellissimo giardino.</span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #808080;">In un tempo lontano, che poi tanto lontano non è…</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perchè leggere le Favole Spirituali (di Peppino Fieni)</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 05:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peppino Fieni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favola Terapia (a cura di Cleonice Parisi)]]></category>
		<category><![CDATA[rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[favola]]></category>
		<category><![CDATA[peppino fieni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Perchè leggere le favole spirituali?&#8221;
di Peppino Fieni

E&#8217; vero, siamo tutti bambini e giochiamo a fare i grandi da grandi e da bambini cosa facevamo? Ascoltavamo le favole che ci raccontavano. Ma erano favole? Così ci dicevano, Come ci hanno detto; ora siete grandi e non credete più ai giganti. Ma questi ce li siamo trovati davanti ed erano tanti, praticamente tutti. Il direttore della scuola e c&#8217;era sempre un direttore in ogni scuola, si, un direttore sempre più grande e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center">&#8220;Perchè leggere le favole spirituali?&#8221;</p>
<p style="text-align: center">di Peppino Fieni</p>
</h2>
<p style="text-align: justify">E&#8217; vero, siamo tutti bambini e giochiamo a fare i grandi da grandi e da bambini cosa facevamo? Ascoltavamo le favole che ci raccontavano. Ma erano favole? Così ci dicevano, Come ci hanno detto; ora siete grandi e non credete più ai giganti. Ma questi ce li siamo trovati davanti ed erano tanti, praticamente tutti. Il direttore della scuola e c&#8217;era sempre un direttore in ogni scuola, si, un direttore sempre più grande e noi sempre più piccini, ma ci dicevano che stavamo crescendo, almeno questo era l&#8217;intento della natura dolce e mai dura.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;insegnante di religione ci parlava di questa, ma non era dello spirito. Quello di italiano ci faceva studiare a memoria le poesie, che venivano dal cuore del poeta diceva, ma il cuore non lo vedevamo e nè lo sentivamo battere. Vedevamo però il livore del professore quando qualcuno diceva: non ho capito professore! Ma, forse, per il professore non c&#8217;era niente da capire, bastava dire a memoria, bastava dire a memoria e al massimo commentare come il prete fa sull&#8217;altare. Dopo la scuola, il lavoro, che sembrava oro, ma l&#8217;oro non si vedeva, niente luccicava, se non la faccia sudata perché sfinita. Allora abbiamo capito: questa è la vita.</p>
<p style="text-align: justify">Allora prima le favole erano storie, poi le storie sono diventate favole e il centro eravamo sempre noi, pieni di noia e vuoti d&#8217;amore, allora è scattata la riscossa.</p>
<p style="text-align: justify">Qualcuno ci deve dire cosa è successo veramente nella nostra mente. Qualcuno, finalmente, ci deve parlare del nostro cuore, com&#8217;era e com&#8217;è. Qualcuno ci deve dire se lo spirito è nell&#8217;anima e questa in quello, senza dirci che è stato un gemello e ora è solo un anello di una catena che prima era di rodaggio, poi di montaggio, ora di oltraggio.</p>
<p style="text-align: justify">Abbiamo pensato e poi abbiamo cercato, abbiamo cercato e poi abbiamo trovato: si chiamava <strong>Favolista Spirituale</strong> quella che era congeniale al nostro cercare. L&#8217;abbiamo trovata e le abbiamo chiesto: chi sei tu che non ci incanti più?</p>
<p style="text-align: justify">Chi sei tu che ci parli d&#8217;amore col cuore senza mai poetare? Chi sei tu che dici che la nostra vita è di più di un segno del destino, che ha sostituito il cestino della merenda? Chi sei tu che ci fai vedere l&#8217;anima, la nostra anima, come se fosse la libertà della verità? Come se fosse la bontà di un al di là che sta qua per avere il quale non bisogna aspettare, ma solo osare di non essere mai uguale? Uguale a quell&#8217; uguale che non ha mai niente di geniale, ma ci ricorda che, piccoli eravamo e piccoli siamo davanti all&#8217;amore, quello vero, che non può che essere spirituale. Certo quello carnale è normale, troppo normale. Noi dobbiamo riscoprire la vita com&#8217;era e com&#8217;è.</p>
<p style="text-align: justify">Eccomi qua, disse la favolista spirituale. Abbiamo controllato e non era la solita lista, era la favola che non ci era mai stata raccontata perché non era ancora veramente arrivata. Aspettava il suo turno per dirci che il giorno era chiaro, che la notte il sole andava a dormire e poi finalmente a gioire anche all&#8217;imbrunire. La vita si guardava e diceva: finalmente ti abbiamo incontrata, tu si che sei la nostra favola, proprio quella che non ci è mai stata raccontata.</p>
<h1 style="text-align: right"><span style="color: #ff0000">Peppino Fieni </span></h1>
<h3><span style="color: #ff0000"></p>
<p style="text-align: right">scrittore, letterato, filosofo</p>
<p></span></h3>
<h1 style="text-align: right"><span style="color: #ff0000"></p>
<p></span></h1>
<div style="text-align: right">
<p><span style="color: #ff0000"><strong> </strong></span></p>
<p align="center"><span style="color: #ff0000"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/09/PEPPINO.jpg"><img class="size-full wp-image-8778 alignleft" style="border: 1px solid black" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/09/PEPPINO.jpg" alt="PEPPINO" width="167" height="250" /></a></span></p>
<h2 style="text-align: center"><span style="color: #ff0000"><strong>PARADOSSO</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000">PARADOSSO è un racconto che nasce dall’inconscio. È spontaneo perchè racconta la verità com’è, con due o più facce. La medaglia è la stessa, bisogna solo cercarla, è preziosa, come è la storia, anche quella recente. La storia siamo noi, anche attraverso altri personaggi importanti o non. Ma questo non importa. Basta essere un po’ come Amleto: il dubbio diventato amuleto.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000">Collana &#8220;Gli Emersi &#8211; Narrativa&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000">pp.56 €12.00</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000">ISBN 978-88-76<span style="color: #ff0000;">80-1</span></span><span style="color: #ff0000;">65-5</span></p>
</div>
<p style="text-align: right">
]]></content:encoded>
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		<title>OMI CI DIO &#8211;  La favola delle Matite</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/12/02/omi-ci-dio-la-favola-delle-matite/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 05:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favola Terapia (a cura di Cleonice Parisi)]]></category>
		<category><![CDATA[rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[catena]]></category>
		<category><![CDATA[la sacralità]]></category>
		<category><![CDATA[la verità]]></category>
		<category><![CDATA[non spezzare]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[preziosità]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni volta che ascolterete questa parola ricorderete, che la catena della vita è stata  spezzata e che la verità si è un'altra volta allontanata. Ogni maglia è figlia, ogni vita è una matita passatela di dita in dita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">La matita siamo noi</p>
<p style="text-align: left">Siamo dei pezzi che vanno in pezzi. Ma, dice Cleonice, anche la parola può essere scomposta, e quello che sembra un gioco, diventa un tropo. Una traslazione verso altri e più forti significati. E&#8217; proprio la favola spirituale, che sussurra Caino e Abele. Per arrivare a dire che, tra le nostre mani, avremo sempre una matita che scrive il linguaggio, lo interpreta, e continua a scorrere tra le nostre dita, per arrivare a Dio. Lui non ha colpa di essere Dio, ma gli artefici di Lui siamo noi.</p>
<p style="text-align: right">Peppino Fieni</p>
<p align="center"><img class="alignnone size-full wp-image-10806" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/11/matita_bn.jpg" alt="matita_bn" width="382" height="279" /></p>
<h1 style="text-align: center"><span style="color: #000000"><strong>OMI CI DIO </strong></span></h1>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">DIO???</span></p>
<p><span style="color: #000000">A chiamarlo con tanta insistenza era OMI, una delle ultime creature che l’essenza massima aveva creato.</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">Dimmi OMI?</span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #000000">Non sopporto più CI è un assassino violento, credimi per la Vita tutta è un tormento. Perché  lo creasti così malamente, potresti riassorbirlo immediatamente?</span> <span style="color: #000000"> </span></p>
<p><span style="color: #000000">CI che aveva ascoltato le parole di OMI,  si rivolse a sua volta all’onnipotente,  dicendo:</span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #000000">Dio  è vero non sono stato “uno stinco di santo”, nella mia vita ho peccato tanto, e “reso pan per pariglia” a chi mi era accanto. Ho fatto violenza e spezzate vite, ma pensa da dove proviene la mia esistenza, quante volte per me hanno emesso sentenza, credimi ho perso la pazienza. Se questa strada ho intrapreso è perché da quando son nato che della vita mi trascino il peso. Non mi cancellare col tuo buon cuore tu saprai giudicare! Lasciami vivere!</span></p>
<p><span style="color: #000000">OMI  continuò a chiedere a Dio di spazzare via CI, che al prossimo aveva solo fatto del male. Il suo pentimento non avrebbe riparato ogni cuore da lui tormentato, le vite che aveva spezzato.</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">Cancellalo DIO se non lo fai tu, lo farò IO!!!!</span></p>
<p><span style="color: #000000">Continuò nel dire OMI.</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">OMI è giunto il tempo che tu sappia . – Disse DIO &#8211; Quando al mondo giungesti, le stelle del cielo cantarono in coro un loro mistero e nel tuo cuore ne dipinsero il pensiero! Tu sei una matita!</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">Davvero???</span></p>
<p><span style="color: #000000">Disse stupito e colmo di entusiasmo OMI.</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">Se è così mio DIO, se nel mio cuore è celato un mistero, io del Creato allora ne sono il Fiato.  CI inutile creatura,  hai davanti a te  un eletto, dissolviti al mio cospetto microscopico insetto!</span></p>
<p><span style="color: #000000">Disse pieno di arroganza OMI, m</span><span style="color: #000000">a DIO continuò nel dire:</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">CI è giunto il tempo che tu sappia,  il giorno in cui venisti alla luce, la bianca marea che tutto crea, in te depositò la sua più luminosa idea! Tu sei una matita!</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">Davvero???</span></p>
<p><span style="color: #000000">Disse stupito e colmo di entusiasmo CI.</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">Se è così mio DIO anche io sono un illuminato? Ho sbagliato ed ho imparato, del resto solo chi sbaglia poi impara! No?</span></p>
<p><span style="color: #000000">OMI e CI ripresero a litigare stavolta, su chi dei due avesse più diritto di esistere.</span> <span style="color: #000000">E di nuovo OMI disse:</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">Cancellalo DIO se non lo fai tu, lo farò IO!!!!</span></p>
<p><span style="color: #000000">E DIO intervenne di nuovo dicendo:</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">OMI cosa ti fa arrogare tale diritto? La Vita è una catena di esistenze, ogni maglia è figlia!</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">DIO, ma come puoi dire così, CI ha fatto del male proprio ai tuoi figli?</span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #000000">OMI ogni esistenza porta con se una ricchezza immensa, ogni Vita è una maglia di una catena che non andrà spezzata, altrimenti la verità non verrà mai svelata, se ci sono esseri che nella vita hanno compiuto orrori, teneteli dalla stessa fuori, ma non macchiatevi dello stesso reato, voi che della vita ne siete il fiato.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #000000">Ma CI  è un essere sporco, non lo paragonerei nemmeno a un porco, farei all’animale un offesa!</span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #000000">La verità non è contenuta in cinque dita,  ogni vita è una matita  che traccerà una “verità finita”, solo se passerete la matita di dita in dita della Vita vincerete la partita, non spezzate la catena. Ogni maglia è figlia!</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">E DIO decise che quel dialogo non sarebbe andato sprecato, e volle racchiuderlo in una sola parola, allora prese i loro tre nomi e coniò un dire:</span></p>
<p align="center"><span style="color: #000000"><strong>OMI CI DIO</strong></span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #000000">Ogni volta che ascolterete questa parola ricorderete, che la catena della vita è stata  spezzata e che la verità si è un&#8217;altra volta allontanata. Ogni maglia è figlia, ogni vita è una matita passatela di dita in dita.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Foglia Pasquale &#8211; La favola del saper parlare</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 04:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favola Terapia (a cura di Cleonice Parisi)]]></category>
		<category><![CDATA[rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[cleonice parisi]]></category>
		<category><![CDATA[favola]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
La favola spirituale e la parola 
Non c&#8217;è favola che non usi la parola, come non c&#8217;è parola che, se ben proferita, non sia già una favola. Per Cleonice, sembra che, questa per Pasquale Foglia, sia la favola della bella parola, quella che adorna la vita! Leggiamola!
Peppino Fieni

La Foglia Pasquale
(Questa favola la dedico al mio amico Pasquale Foglia un uomo che nelle parole sa metterci il cuore)
 
Stretta è la Foglia larga è la via, dite la vostra che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #0000ff"><strong> </strong></span></h1>
<p style="text-align: center"><strong><span>La favola spirituale e la parola </span></strong></p>
<p style="text-align: left">Non c&#8217;è favola che non usi la parola, come non c&#8217;è parola che, se ben proferita, non sia già una favola. Per Cleonice, sembra che, questa per Pasquale Foglia, sia la favola della bella parola, quella che adorna la vita! Leggiamola!</p>
<p style="text-align: right">Peppino Fieni</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-10634 aligncenter" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/11/gufo.gif" alt="gufo" width="350" height="350" /></p>
<h1 style="text-align: center"><span style="color: #0000ff"><strong>La Foglia Pasquale</strong></span></h1>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.piuchepuoi.it/autore/pasquale-foglia">(Questa favola la dedico al mio amico Pasquale Foglia un uomo che nelle parole sa metterci il cuore)</a></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Stretta è la Foglia larga è la via, dite la vostra che sono Stufo di dire la mia!</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Disse il Gufo Stufo maestro della foresta, che voleva insegnar alle Foglie la via maestra. Benché quelle foglie lui amasse come figlie, al suo cospetto esse si mettevano sempre a dispetto, e talvolta troppo distratte sembrava quasi che le sue parole arrivassero distorte.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Maestro ma tu non hai ancora proferito parola?</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Davvero???</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Disse nell’accigliarsi fintamente sorpreso il Gufo Stufo.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Voi pensate che io debba ancora dire qualcosa?</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Si Maestro il tuo ruolo è nel dire, e il nostro è quello di sentire.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Era una sola Foglia a parlare e il Gufo Stufo incuriosito dal suo ciarlare disse:</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Come ti chiami Foglia?</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Dici a me?</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Si proprio a te.</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Il mio nome è Foglia Pasquale.</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Foglia Pasquale, tu credi che il mio dire in te possa aggiungere o diminuire?</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p><span style="color: #0000ff">La Foglia Pasquale guardò il Gufo Stufo e poi disse:</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Aggiungere o diminuire si può l’acqua in un catino, ma la capacità di comprensione è intrisa in ogni foglia, da quando della vita varcata ha la soglia.</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Foglia Pasquale e allora vale o non vale il mio parlare?</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Disse il Gufo Stufo.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Il tuo parlare varrà solo se ogni foglia l’ascolterà. Non è in chi non ascolta la colpa, ma è in chi il suo parlare non riesce a far arrivare. L’ascolto Gufo Stufo deve essere catturato dal Fiato Parlato.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Le foglie tutte, erano attentissime alle parole della Foglia Pasquale che aveva da sempre saputo fare del Fiato Parlato un coloratissimo e profumato prato.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Foglia Pasquale e di questo tuo Fiato Parlato qual è il significato?</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff">Gufo Stufo la foresta ti ha dato maestranza, ma nelle tue parole non c’è neppure una nota che inviti alla danza, in te il Fiato Parlato è seminato ma non è mai fiorito, il tuo parlare è scolorito.</span></p>
<p style="padding-left: 30px"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Come ti permetti Foglia?</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Disse risentito il Gufo Stufo è una vita che vi ammaestro, io della Foresta sono il Maestro.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Gufo Stufo ora capisco dov’è la falla, che al tuo Fiato Parlato non ha permesso di sbocciare in prato.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #0000ff">La falla?</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Il tuo fiato è invero Parola Frulla che ogni sentire annulla.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Ma che lingua parli Foglia? Che cosa vuol dire Parola Frulla?</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #0000ff">La Parola Frulla è quel dire che nessuno può davvero sentire, è il frutto arrogante di chi solo al suo altare si è saputo inchinare. E tu Gufo Stufo nel voler gli altri “ammaestrare” troppo hai creduto di saperti elevare, e le parole gridate da  chi si crede troppo in alto, rotolano frantumandosi giù sull’asfalto. Chi in se stesso troppo crede nella Vita non avrà riposto fede. Gufo Stufo la tua è Parola Frulla è nella testa non resta Nulla.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Il Gufo Stufo guardò con superiorità l’intero albero di foglie e disse:</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Voi della vita siete le figlie, ma questo Gufo è Stufo, se la mia Parola Frulla nella vostra testa non lascia nulla che sia che sia Foglia Pasquale a donarvi il suo Fiato Parlato, che evidentemente ha dentro i colori del prato, visto che il mio parlato a voi giunge scolorito.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Il Gufo Stufo lasciò la foresta, che sembrò per l’occasione accendersi a festa e la Foglia Pasquale da quel giorno prese al suo posto a parlare, il suo Fiato Parlato possedeva davvero tutti i colori del prato, perché le sue parole nascevano dal cuore, ed ogni dire si tingeva del colore dell’amore.</span></p>
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