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	<title>Gli autori &#187; approfondimento</title>
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	<description>il blog a misura d&#039; uomo</description>
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		<title>INTERNET COMUNICATIVO</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 10:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peppino Fieni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-size: small;">Mi viene un dubbio. Questo potete risolverlo Voi, se volete, oppure lasciarlo cadere. Io continuerò a scrivere e ad esprimermi. Ma la comunicazione dicono sia la nostra vita oggi. Senza comunicazione non ci sarebbe addirittura azione. Strano caso. Habermas, sociologo e filosofo tedesco ha scritto la sua summa proprio come San Tommaso, che si chiama l&#8217;Agire Comunicativo. Ve lo devo raccontare? Ve lo risparmio, anche se è interessante. Habermas dice una cosa nuova, mette insieme parola e azione. Quando ho letto il libro ho pensato: ma questo non lo aveva già fatto Gesù? Non lo avevano già fatto Gandhi , Martin Luther King, Maria Teresa di Calcutta, e tanti altri? Allora sorge spontanea la domanda. Lui è sociologo e questo, forse si capisce meglio. Anche se non si capisce niente. E&#8217; anche filosofo e questo è ancora più chiaro. Ha studiato molto bene Kant, conosce la Critica del Giudizio e tutto il resto. Mi sono chiesto però: perché parla solo di rapporti reali tra le persone e dimentica quelli che oggi contano di più? I rapporti virtuali. Ancora quelle onde elettromagnetiche, ancora il computer, ancora il nuovo modo di parlarsi, da lontano. Allora ecco la differenza, l&#8217;azione a distanza. Parlarsi a voce e già interagire, parlarsi via internet lo è? O diventiamo solo più autoriferiti. Solitudine in mancanza di elementi esterni? O invece parlarsi via internet attenua e ammorbidisce la nostra innata voglia di avere ragione sempre. Siamo egocentrici per natura. Internet ci può aiutare a migliorare. La risposta non deve necessariamente essere immediata con internet, quindi è più mediata e migliora la riflessione. Non più stimolo e reazione, alla Pavlov. Comprensione e tempo per capirsi, riflettere, scambiarsi moderatamente le opinioni. Evitare lo scontro su cose sulle quali si può non essere d&#8217;accordo. Insomma mediare il passare del tempo, riflettere di più. Essere costretti a scrivere e quindi scrittura autoformativa, ma questo lo sanno già quelli che seguono questa escursione. Escursione, si proprio escursione, non è quella che facciamo con i programmi che usiamo per comunicare con qualcuno? Messenger, skipe, posta elettronica, video camera. Icone d&#8217;espressione, qualche volta inventarsi un sistema per farsi capire meglio. Non è certo questo l&#8217; Agire Comunicativo di Habermas? E&#8217; comuque l&#8217;agire che internet ci mette a disposizione. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Qualcuno comincia a dire che la coscienza tecnologica ha superato quella umana. Qualcuno, per la precisione Konrad Lorenz, l&#8217;etologo, ha accennato che noi stiamo diventando meno umani. Lui ha studiato bene animali e uomini, ha detto che entrambi sono portatori di un istinto di aggressività. Questo, sono nell&#8217;uomo è intraspecifico, gli altri animali diventerebbero aggressivi solo con specie di altro tipo e solo se attaccati. Direte, ma questo che c&#8217;entra con internet comunicativo? C&#8217;entra. Habermas, nell&#8217;Agire Comunicativo, voleva risolvere proprio il problema di come si possono compiere azioni che non siano aggressive. Guerre e quanto altro, insomma conflitti. Poi ha capito che ormai i sistemi, quindi anche noi, erano autoriferiti. L&#8217;agire comunicativo non riusciva a spiegare politica, vita interpersonale. Queste si riferivano solo ad elementi al loro interno. Far comunicare questi diventava la soluzione. Habermas ha optato per la teoria dei sistemi generali pensata da un altro. Insomma ha abdicato. Poi è venuta la globalizzazione e ancora niente spiegava quel niente che niente era già.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Io ho pensato che internet comunicativo, poteva essere una soluzione più avanzata per la comunicazione. Allora mi sono fatto delle domande e mi sono dato delle risposte che sono queste: internet rende più liberi? Si mi sono risposto. Internet ci fa essere meno aggressivi? Si mi sono risposto. Comunque media i diversi caratteri con il filtro delle onde. Ci fa sentire meno soli in un mondo dove la folla vera è diventata anonima? Si mi sono risposto. Ci fa imparare l&#8217;ortografia e scrivere con una testiera, allenando le mani? Si, mi sono risposto. Ci dà la possibilità di scegliere le informazioni? Si mi sono risposto. Ci fa conoscere persone che altrimenti non avremmo mai conosciuto? Si mi sono risposto.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Alla prossima su internet comunicativo. Ce ne sono ancora di cose, naturalmente potete dire la vostra.</span></p>
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		<title>INTERNET PERIPATETICO</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 05:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peppino Fieni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cerchiamo subito di capirci! Io “cerco” di essere innovativo, l&#8217;innovazione ormai la mangiamo anche a colazione, almeno dicono. Ho cominciato questa escursione psicologico-linguistica con LA SCITTURA AUTOFORMATIVA, un&#8217;  introduzione per dire, in fondo, che anche se qualche volta lo dimentichiamo, possiamo essere gli artefici di noi stessi. Io credo molto nell&#8217; autoformazione. La scrittura che, secondo Derrida, filosofo francese dell&#8217; ultima generazione, nella storia dei popoli, è venuta prima della parola. Cosa grossa questa, cosa che merita una riflessione, perché ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Cerchiamo subito di capirci! Io “cerco” di essere innovativo, l&#8217;innovazione ormai la mangiamo anche a colazione, almeno dicono. Ho cominciato questa escursione psicologico-linguistica con LA SCITTURA AUTOFORMATIVA, un&#8217;  introduzione per dire, in fondo, che anche se qualche volta lo dimentichiamo, possiamo essere gli artefici di noi stessi. Io credo molto nell&#8217; autoformazione. La scrittura che, secondo Derrida, filosofo francese dell&#8217; ultima generazione, nella storia dei popoli, è venuta prima della parola. Cosa grossa questa, cosa che merita una riflessione, perché noi saremmo non ciò che abbiamo parlato, ma ciò che abbiamo scritto, fin dalla preistoria. Gli scrittori, secondo me, dovrebbero riflettere su questa importante tesi. Io credo sia così, ne sono convinto e non perché l&#8217;ha detto Derrida, filosofo della differenza, ma perché è logico e appartiene sicuramente alla scala evolutiva descritta da Darwin. L&#8217;Homo Sapiens non poteva avere che il linguaggio scritto, segni comunicati ai presenti e lasciati alla storia. Semplice, fino qua ci arrivo: non c&#8217;era ancora la parola, non c&#8217;era ancora il linguaggio parlato, se non quello che potremmo definire gutturale e del corpo, quello che segnalava con versi e mosse. Poi è arrivata la possibilità della parola, partendo dal nostro sistema nervoso centrale, mediatore tra noi e il mondo esterno, già iscritta nella nostra cellule. Quella che Noam Chomsky ha definito linguistica generativa. Certo, già Piaget aveva parlato dell&#8217;epistemologia genetica. Wittgenstein nei giochi linguistici, conosciuti come Ricerche filosofiche, ha tracciato un quadro del linguaggio in evoluzione, come era secondo lui. Stop, per il momento.</p>
<p>Aristotele ha ideato una scuola, ai suoi tempi, che si chiamava peripatetica perché veniva da lui e perché insegnava passeggiando con gli allievi. Bella mossa, sicuro, si respirava mentre si imparava e si ascoltava. Aristotele, come sapete, è stato uno dei filosofi greci che più hanno influenzato la storia. Certo non c&#8217;era ancora il Colosseo e quindi non c&#8217;erano le case intorno da “ comprare”. Ma, quella volta, era diverso il verso che facevano gli uomini. Stiamo parlando di questo, il verso è stato successivo alla scrittura. La parola è venuta dopo. Il “ Verbo”, l&#8217;ha condita per darle un senso più profondo. Ma questo lo sapeva  anche Platone. Allora non c&#8217;era il Colosseo, ma c&#8217;era già il Partenone che oggi la cancelliera tedesca ha “ chiesto” alla Grecia, per risanare il debito pubblico. Sembra che questo non c&#8217;entri con la scrittura autoformativa. Sembra, ma riflettete! Ancora oggi solo la scrittura ci può far risalire ai fatti. Carta parla e villan dorme, dice un detto popolare ed è normale, infatti occorrono fatti. La scrittura è un fatto. INTERNET PERIPATETICO è proprio questo: è la nostra passeggiata su un mezzo che viaggia per onde elettromagnetiche, una camminata per imparare più velocemente il mondo, perché questo si muove con una velocità diversa da quella volta di Aristotele. Ecco dunque che siamo diventati peripatetici anche con l&#8217;informatica. Direte che manca l&#8217;aria! Quella era una passeggiata all&#8217;aria aperta, in un viale. E&#8217; vero, ma come è cambiato il modo di scrivere, pensate ai geroglifici egiziani ( abbiamo dovuto aspettare la Stele di Rosetta per saperne qualcosa) e alla tavole etrusche che ancora non riusciamo a tradurre. Avete ragione, è proprio così. Ma l&#8217;aria oggi è quasi irrespirabile e allora, se possiamo, facciamone a meno. Rimane il principio che la nostra su internet è una passeggiata peripatetica. Internet peripatetico ci può insegnare e gli scrittori lo possono usare per dialogare con se stessi o, come si dice, chattare, con altri. Un feedback come quello che Aristotele promuoveva con i suoi allievi. Insomma internet può essere la cultura greca moderna, se vogliamo!</p>
<p>Vi aspetto ad INTERNET COMUNICATIVO, se volete, prossimamente.</p>
<p>﻿</p>
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		<title>LA SCRITTURA AUTOFORMATIVA</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 06:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peppino Fieni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le televisioni, tutte ormai di stato, ci propinano, continuamente, esperti di tutto il sapere. Tutto lo scibile umano dentro le nostre orecchie. Questi, gli esperti, ci parlano, quasi sempre, di formazione e innovazione. Finanza ed economia la fanno ormai da padroni. Quelli che ci hanno portato quasi alla bancarotta, ci dicono come possiamo evitarla, paradossale! I fondi alle scuole vengono tagliati. Forse si vuole evitare che la gente impari a leggere e a scrivere. Noi non facciamo “politica”, anche se ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Le televisioni, tutte ormai di stato, ci propinano, continuamente, esperti di tutto il sapere. Tutto lo scibile umano dentro le nostre orecchie. Questi, gli esperti, ci parlano, quasi sempre, di formazione e innovazione. Finanza ed economia la fanno ormai da padroni. Quelli che ci hanno portato quasi alla bancarotta, ci dicono come possiamo evitarla, paradossale! I fondi alle scuole vengono tagliati. Forse si vuole evitare che la gente impari a leggere e a scrivere. Noi non facciamo “politica”, anche se siamo per la polis greca. Ma ormai che importa! </span></p>
<p>“<span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">L&#8217;uomo a una dimensione”, famoso libro del filosofo-sociologo Marcuse è in cantina. Orwell, col suo”1984”, ha già detto.</span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Io non mi rassegno.</span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Per me già la SCRITTURA è AUTOFORMATIVA , è una terapia per la vita.</span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Note sono ormai le scuole di scrittura creativa. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Nota è anche l&#8217;asimmetria tra materie tecnico-scientifiche e materie letterarie. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Gli studenti delle medie superiori preferiscono il percorso scientifico a quello classico. Questo non è un caso. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Un certo itinerario della cultura ufficiale indirizza la coscienza degli studenti. L&#8217;epistemologia, analisi del valore reale delle scienze, è diventata più una critica di queste, che non un&#8217;analisi di verità.</span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">La filosofia, almeno una parte della nuova, parla del pensiero debole. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">La letteratura, quindi anche la poesia, è caduta nella rete della odierna cultura pragmatica. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">La mente umana assorbe nuovi esempi dal mondo sociale e istituzionale.</span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Insomma, non siamo messi bene “pedagogicamente” parlando. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Utile tornare a Jung, alla sua distinzione, nei “Tipi psicologici” tra introversione e estroversione. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Utile pensare al subliminale ed alla sua carica inconscia. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Accennare solo alla metapsicologia freudiana, richiederebbe un trattato, che non vogliamo fare. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Citare sant&#8217;Agostino,le sue Confessioni e i filosofi esistenzialisti, a partire da Essere e Tempo di Heidegger, sarebbe troppo lontano dai nostri intenti, anche se utile. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Posso però condividere con voi cosa intendo per autoformazione. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Siamo noi stessi che lasciamo liberi i nostri pensieri, li facciamo parlare per associazione, e dopo non ci stupiamo che siamo noi ad averli pensati. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Non ci stupiamo che sono il nostro sentire messo in parole. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Che la parola è venuta dopo il “ Verbo”, e che questo accompagna il senso di quello che diciamo. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Che l&#8217;analisi logica non è solo la grammatica della lingua, ma anche il suo potere su di noi che, mentre ne siamo gli utilizzatori, ne siamo anche i trasformatori. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Quindi trasformiamo noi stessi, mentre trasformiamo il linguaggio, la semantica che l&#8217;accompagna. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Il sentire diventa nostro e, finalmente, lo esprimiamo con quello che viene da dentro, utilizzando strumenti appresi. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">E&#8217; questa l&#8217;introversione di cui parlava Jung? </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">E&#8217; questo il subliminale che sempre si nasconde dietro all&#8217;apparenza? </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">E&#8217; questo il modo per essere noi stessi e autoformarci? </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Io crediamo di sì. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">L&#8217;apprendimento è solo il nostro sedimento. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Come diceva Leibniz, filosofo tedesco, noi siamo una monade. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Come ha detto Lumhann, noi siamo una sistema autoriferito e dobbiamo solo metterne insieme gli elementi, ma tutto questo spontaneamente. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">L&#8217;intuizione è forse la chiave dell&#8217;autoformazione. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Se notate, è il bambino che, per fortuna, ancora è dentro di noi. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Proprio quello, per esempio, che ci permette di scrivere poesie e romanzi. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Quel bambino che ha già imparato, ma che dobbiamo solo liberare, perché imbrigliato dalle pastoie della nostra storia. </span></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Questa è anche la scrittura autoformativa.</span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="color: #800000;"><em><strong><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;">Prossimamente: </span>INTERNET PERIPATETICO</strong></em></span></p>
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