Venduto definitivamente a un microprocessore. Certo era messo in comune con gli altri, bastava un microprocessore per tutti, tanto erano tutti uguali.

Non come nei tribunali, dove non si sa mai se vincono i giudici o gli imputati. Qui vincevano tutti. Il bello che non si sapeva se questi tutti esistevano veramente, o se era sempre la stessa gente.

Ma si sa, le onde elettromagnetiche non sono come le onde del mare. Con le prime, ognuno fa come gli pare, con le seconde, basta un secondo che si può andare a fondo.

Allora il sig. F capì che non doveva fare niente, ma faceva tutto la gente. Si complimentavano e si commentavano reciprocamente e poco gliene importava se tutto non portava niente.

A loro interessava solo che si tesseva. Proprio come quei telai moderni, con cui basta premere un bottone a tutte le ore. Era questo il problema: dovevano premere il bottone a tutte le ore.

Di giorno o di notte, ormai gli ormeggi erano rotti e si poteva navigare senza badare alle onde. Erano elettromagnetiche e avevano un magnetismo come il magnete, che piace alla gente.

Quale dite?

Il proprio egocentrismo.

Un altro ismo che si andava a sommare agli altri.

Ma tutti erano indaffarati non a fare affari, ma a sentire gli affanni.

Affanni che, pensava il sig. F, portavano danni agli altri, non a lui.

Ma quali danni?

Peppe andò dallo psicologo a farsi curare la dipendenza da quella danza, il suo primo incontro finì con uno scontro, certo virtuale.

Anna,Giovanna, Attilio, Gianluca e tutto il calendario ambrosiano finirono col dire il rosario. Funzionava così giorno e notte.

Tutti si lamentavano perché i fans una volta aumentavano e una volta diminuivano.

Il sig. F. capì che lì si poteva guadagnare.

Comincia chiedere l’obolo a chi desiderava avere più fans, quindi essere presente più spesso e in modo più complesso.

Certo, pensava il sig. F, che fesso che sei? Lo pensava degli iscritti.

Quando incassava solo per aver fatto una promessa che, d’altronde, si erano fatti loro: quella di vedere senza vedere, ascoltare senza ascoltare, salutare senza salutare, fare i complimenti, senza che costassero niente, solo un ciao, che cazzo ne so che fai!

Non proprio così ma di più io sono se tu mi dai il permesso di entrata! Tutti cominciarono a iscriversi come avevano fatto a scuola.

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