Posted by Simone Fieni.
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Il sig. F – Una scoperta a puntate (prima puntata)
Avete letto il processo di Kafka?
Se si. conoscete Josef K. e la sua storia; altrimenti avete perso la possibilità di conoscerlo.
Quell’evento si sta ripetendo a rovescio.
Ve lo racconto, leggete.
Un certo sig. F, un giorno, decide di parlare a tutto il mondo.
Purtroppo, o per fortuna, per il sig. F i viventi sono quasi morenti.
Morenti di solitudine, morenti di protagonismo. Assetati di pettegolezzi.
Non vogliono conoscere le persone, a loro basta una loro fotografia.
Per non sentirsi soli, per acquisire amici sempre più virtuali, quasi inesistenti.
Assenti, nessuno può giurare sulla loro esistenza.
In questo vivere, il sig. F vede l’affare. La gente si può parlare, senza sapere, si può criticare, senza finire in tribunale.
Ma il tribunale c’è e non si vede.
E’ un tribunale che controlla con una molla, la molla dell’ambizione che, spesso, viene dalla solitudine.
Se si è acclamati, si è meno soli e questa è storia, è già successo.
Il sig. F intuisce che queste ambizioni ed esagerazione gli possono portare tanti doni, certo in soldi.
Capisce al volo ed intuisce che i tempi sono maturi per gli immaturi e si dice, accontentiamoli!
“Ma come fare ?” si chiede.
Si ricorda che il primo manager della storia è stato Gesù, e capisce che, se sul parlato si è creato un impero, lui lo può ripetere.
“Ma come?” si chiede ancora.
Ora, proprio in quel periodo, le onde elettromagnetiche erano diventate un potente magnete, e tutti ne erano attratti.
Bastava un microprocessore, quindi non serviva neanche il processo di Kafka, una tastiera, un video, quasi come il televisore, a cui ormai tutti erano abituati.
Semplice!
La gente si poteva parlare, vedere, scambiarsi complimenti e non aveva importanza se erano esistenti e veri.
Oppure se i complimenti erano veri. “Sono Giuseppe mi puoi chiamare anche Peppe”.
L’altro rispondeva “ mi piaci, possiamo frequentarci”.
Non aveva fatto in tempo a dirglielo che l’altro era sparito.
continua ….
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