21 marzo Giornata Mondiale della Poesia

Per festeggiarla un’intervista al gruppo “Lo scrittore” a cura di Maristella Angeli

Simone Fieni, Carmela Russo, Monica Iacobbe, Gioia Lomasti, Emanuele Marcuccio, Damiano Oberoffer, Michela Zanarella, Valentina Bellettini, Luigi Gulizia, Cleonìce Parisi, Teresa Di Gaetano, Rocco Chinnici, Maristella Angeli, Felice Serino, Simone Ferrara, Stefania Menegatti, Luisa Amendolara, Alberto Liguoro

Gli autori del gruppo della nostra community “Lo scrittore”, hanno risposto alle domande che ho posto. Ho chiesto di tenere in considerazione, quanto espresso dagli scrittori già intervistati.

(Domanda a Simone Fieni) Leggendo le interviste agli autori, quale definizione di “Poesia”, potremmo trarre?

Anche se non sono d’accordo con le definizioni, che per natura sono troppo riduttive

e tendono ad escludere le sfumature, credo che hai scritto bene tu: la Poesia è quella con la “P” maiuscola,

un desiderio quasi incontrollabile, più forte di noi, di prendere un foglio e

scrivere versi. Ma è anche Poesia il mettersi a nudo, confrontarsi con i nostri sentimenti,

anche quelli che forse conosciamo meno. In fondo è una sorta di catarsi,

questo ho letto nei nostri autori.

(Domanda a Carmela Russo) Come nasce l’ ispirazione?

É una domanda molto complicata perché penso che nessuno sappia come nasce l’ ispirazione, ovvero quale sia quella situazione mentale che può scatenarla, poi dipende anche da cosa si scrive e perché si scrive, io purtroppo ho iniziato a scrivere per situazioni familiari molto tristi e la mia ispirazione nasce solo dalla tristezza, ma si può scrivere anche per gioia spero e spero di poterlo fare anche io un giorno.

(Domanda a Monica Iacobbe) Credi che siti e blog, favoriscano o sfavoriscano la conoscenza di un autore esordiente?

Credo che blog e siti internet non pregiudichino ne’ favoriscano la popolarità di un autore esordiente. Siamo gocce nel mare, come dice qualcuno, e ciò che un tempo poteva apparire originale ed efficace, quale strumento di marketing e visibilità, oggi appare dispersivo e a mio parere poco influente, se pensiamo a quanti si affaccino a queste finestre e a quanti pochi si soffermino a leggerne attentamente l’unicità.

Trovo però che sia uno spazio di utile incontro tra autori, per confronti e stimoli, e che donino dinamismo in un mondo sempre più omologato nella cultura e nei rapporti.

(Domanda a Gioia Lomasti ) Le trasmissioni radiofoniche, favoriscono la conoscenza di un autore e delle sue opere?

“Ritengo importante la visibilità anche per quanto concerne la radio.

Essendo anche curatrice di puntate realizzate sotto forma di laboratorio creativo per autori e cantautori soprattutto emergenti non posso essere che favorevole a questo genere di promozione per gli autori stessi per dar modo a loro di presentarsi e di farsi conoscere.

(Domanda a Emanuele Marcuccio) Perché uno scrittore, preferisce scrivere poesie?

Penso che uno scrittore preferisca scrivere poesie, come nel mio caso, perché la poesia è la più profonda forma di comunicazione verbale mai creata dall’uomo per esprimere i più reconditi sentimenti umani, le più profonde emozioni; la poesia riesce a portare allo scoperto l’anima, come scrivo in una mia poesia “l’obliato proprio sé fanciullo”. La poesia riesce a far conoscere se stessi, riesce ad interrogarci, riesce a farci riflettere, riesce ad emozionarci, riesce a rendere l’ordinario straordinario e, in qualche maniera, anche a migliorarci, a renderci più sensibili nei confronti degli altri.

La poesia, infatti, è piacere per gli occhi e per il cuore, qualcosa che ci meraviglia e ci colma d’interesse, che ci spinge a ricercar nuovi lidi, dove far approdare questo nostro inquieto nocchiero che è il nostro cuore.

La poesia si nutre di sogni e il poeta non è solo un cultore di sogni ma, sogna, si emozione e si meraviglia lui stesso; spesso vorrebbe perdersi in quei sogni, ma deve ritornare alla realtà, alla dura realtà, che usa come filtro e come ancora per non annegare.

La poesia si nutre anche di musicalità, di armonia tra le parole, senza necessariamente fare uso della metrica o della rima.

Con tutto il rispetto la narrativa e la prosa in genere, preferisco leggerla e non scriverla ma, anche nella prosa possiamo trovare della poesia.

Infine, come scrivo in un mio aforisma: “Un poeta non deve mai lasciarsi condizionare dal marketing, dal consumismo o dalle mode del tempo, la sua ispirazione non sarebbe più spontanea e sincera, deve bensì lasciar parlare la propria anima, senza alcun condizionamento”. Quindi, nessuno può dirmi di scrivere un romanzo, perché ci sarebbero più lettori ma, mancherebbe la cosa più importante: l’ispirazione.

(Domanda a Damiano Oberoffer) Scuole di scrittura, Agenzie Letterarie, Case Editrici. Quali possibili scelte per un autore?

“Un autore che aspiri a diventare scrittore ha già dentro di sé un dono che altri non hanno o hanno a metà: quello del corretto uso del linguaggio e della capacità di elaborare e rielaborare a penna un po’ di tutto.

Le scuole di scrittura vanno bene per chi vuole specializzarsi, perfezionarsi. Altri, invece, preferiscono fare gli autodidatti, con un notevole sforzo, tra l’altro, però forse più emozionante.

Un autore esordiente, aggiungerei, è meglio se inizia con un libro semplice edito da una casa editrice “normale”. Andare a cercare le agenzie letterarie, per carità, va bene tutto, ma a parer mio, si rischia soltanto di allungare la filiera…

(Domanda a Michela Zanarella) Se avessi una bacchetta magica, quale magia vorresti fare affinché la poesia riemerga agli alti onori di un tempo?

Se avessi una bacchetta magica per portare la poesia agli alti onori di un tempo, darei uno spazio adeguato a quanti hanno nell’anima e nel cuore qualcosa da esprimere, creerei dei luoghi nuovi e originali per far conoscere il linguaggio e la funzione della poesia, soprattutto ai giovani.

Mettere in contatto i bambini con l’universo poetico, credo sia il modo migliore per reinventare e difendere la scrittura.

Riuscire a unire più generazioni, creando un ambiente semplice e accogliente, dove si può comunicare esponendo le proprie emozioni, mi sembra una strategia di sostegno alla cultura.

Portare la poesia, ma non solo la poesia, anche la voglia di vivere tra la gente, senza trasformarla in “linguaggio da salotto”, richiede un’onestà intellettuale che può gratificare chi scrive, ma anche chi vuole affrontare una maturazione personale nella società.

(Domanda a Valentina Bellettini)

Le poesie non vendono, così dicono gli editori. Cosa è possibile fare per promuovere la poesia?

Non so perché, ma la prima cosa che mi viene in mente è la radio (forse mi ha colpito l’iniziativa di Gioia Lomasti! Inoltre la radio ha un grande potere divulgativo); se tra una canzone e l’altra una qualsiasi trasmissione inserisse una breve poesia, magari con un sottofondo musicale…

(Domanda a Luigi Gulizia) Quali sono le tematiche affrontate dai poeti e dai narratori?

Secondo me il tema è assolutamente generale.

Ho scritto anch’io, moltissimo tempo fa, alcune poesie e qualche breve racconto che, in ogni caso, per quanto mi riguardava, erano comunque legati a interrogativi esistenziali.

C’è un volume poetico che rappresenta per me una delle espressioni più alte in questo campo ed è l’”ANTOLOGIA DI SPOON RIVER” di Edgar Lee Masters come ci sono opere narrative che mi hanno segnato e che appartengono ad Albert Camus, ad Ernest Hemingway, a Ray Bradbury, a George Orwell.

Credo che l’espressione poetica o narrativa dipenda dalle specificità individuali e che, in ogni caso, rappresenti una forma più immediata rispetto ad altre come la saggistica nella quale l’esigenza individuale è quella della riflessione e dell’analisi.

Ma, in definitiva, poesia, narrativa o saggistica sono comunque il frutto di personalità umane che, probabilmente, hanno qualche corda vibrante in più che necessita di esprimere il suono della mente.

Se questa musica risulti più o meno commovente per gli altri è un altro discorso.

(Domanda a Cleonìce Parisi) Quali possibilità ci sono per un autore esordiente, di diventare maggiormente conosciuto?

L’autore esordiente che dell’umiltà ne fa veste, che sulla pazienza investe, che della costanza ne fa danza e della lungimiranza speranza, per me ha molte possibilità di divenire un autore di successo. Il successo insegue se stesso, in un cammino fatto di passi avanti e di passi di arresto, l’uomo modesto il primo successo lo trova in se stesso, tutto il resto fa da cornice al suo contesto.

(Domanda a Teresa Di Gaetano) Poesia e narrativa, quali elementi differenziano un poeta da un narratore?

Bé… il poeta traccia una rapida immagine di una sensazione, di un’emozione che ha vissuto. Il narratore invece racconta una storia più o meno lunga costellata di personaggi. Mentre il poeta ha poco spazio da riempire e per lo più uno spazio fatto di versi e rime, lo scrittore può occupare tutta la pagina e far proseguire la storia per pagine e pagine.

(Domanda a Rocco Chinnici) Quali esperienze ritieni necessarie per un poeta?

Credo che non ci sia una esperienza specifica perché possa permetterti di scrivere poesie. Intanto, con questa bellissima dote, si nasce, ed è una fortuna per chi ce l’ha, in quanto riesce ad apprezzare le meraviglie che madre natura ci dona: dal semplice tramonto, al dolce cantare di un passero in amore… Se poi si frequenta gente con: gravi problemi di salute e di disabilità varia, allora il gioco è fatto, perché le sofferenze… anche se degli altri, avendo l’animo sensibile, ti toccano tantissimo, quindi ecco che arriva quella dannata voglia di scrivere su di un foglio l’elaborato di ciò che hai vissuto. E comunque l’importante non è scriverla la poesia, ma saperla vivere tutti i giorni.

(Domanda a Maristella Angeli) Dalle interviste, rilasciate dagli autori, che cosa ti ha particolarmente colpito?

Ho potuto conoscere, virtualmente, persone davvero stupende, poeti, narratori, saggisti e un personaggio come Giuseppe Lorin.

Confrontarsi ed “incontrarsi” è, secondo me, fondamentale. Sappiamo che i grandi letterati s’incontravano e dall’esperienza dell’altro traevano insegnamento, aderivano a nuovi movimenti e tendenze. Oggi sembra che questo si ritenga meno importante di un tempo.

Mi viene in mente una poetessa che ad una premiazione espresse il suo parere, sbandierandolo a tutti i presenti: “Io leggo solo le mie poesie, non voglio farmi condizionare da quelle degli altri”. Credo che si cresca proprio, con molta umiltà ma determinazione, nel momento in cui si è “in ascolto”, tenendo conto che ogni scrittore ha qualcosa che l’altro non ha.

(Domanda a Felice Serino) Quali eventi, incontri, studi o casualità, incidono maggiormente nella vita di un poeta?

Casualità, incontri, che possono incidere, positivamente, fino a cambiarti la vita come nel caso del poeta affermato che ti indirizzi nel vasto mondo della rete per permetterti di espanderti facendo sempre più nuove conoscenze. O anche eventi che possono verificarsi nel tuo percorso di scrittore e poeta, come la scomparsa prematura di un amico poeta appena conosciuto che ti ha arricchito spiritualmente e culturalmente, o di un altro, più giovane, i cui studi universitari lo hanno inaridito nella sua vena poetica finché è stato costretto a tagliare i ponti nei confronti di chi lo frequentava nel campo delle lettere e della poesia. Sono i casi della vita, con le sue esaltazioni e le sue delusioni.

(Domanda a Simone Ferrara) Quali scelte dovrebbe fare uno scrittore, per procedere positivamente nel suo percorso letterario?

Deve fare scelte coerenti, con un filo logico. L’insensatezza oramai fa parte del mondo, e un poeta, uno scrittore deve diluire, dimezzare l’insensatezza con il suo metro di giudizio, con il suo occhio sempre molto attento. Qualsiasi scelta deve essere dettata anche e soprattutto dal cuore.

(Domanda a Stefania Menegatti) Quali sono i poeti più letti?

Pessoa, Hesse, Dickinson, Plath, Woolf, Merini, Sanguineti, ma anche poeti non istituzionali come De Andrè e Maria Teresa di Calcutta. Ma vi dirò che ultimamente dedico molto del mio tempo alla lettura di poesie che si trovano numerosissime sui vari siti, blog e forum che la rete ha fatto fiorire dando voce a migliaia di signori ‘nessuno’ (come me), e ve ne sono di davvero straordinarie! C’è un vero e proprio ‘popolo azzurro (così mi piacerebbe battezzarlo il popolo della poesia, il popolo della cultura, dei valori, della pace auspicata!) straripante di idee, sentimenti, cultura e buona volontà, che prima dell’ era web rimaneva nell’ombra, ma che se ora prendesse coscienza di sè potrebbe essere il cuore pulsante della necessaria e urgente “rivoluzione culturale” di cui il mondo interno ha tanto bisogno!
Il mio cuore, la mia mente e la mia modesta penna vanno in questa direzione.
Un caro saluto a tutto il “popolo azzurro!!!”.

(Domanda a Luisa Amendolara) Quali sono le difficoltà di un poeta esordiente ?

Le difficoltà per un esordiente sono legate in primis al collegarsi ad un bravo editore. Ricevere più ascolto per inserire le proprie creature in un libro tanto amato. Spesso accade che l’editore si confà ai suoi desideri. Interagire per me è fondamentale.

(Domanda a Alberto Liguoro) Quali eventi, possono essere determinanti nel percorso letterario di un autore?

Gli eventi determinanti cambiano a seconda degli autori. Per chi una nascita, per chi un lutto per intenderci. C’è un’unica riflessione da fare, secondo me. L’animo umano è imperscrutabile. Quindi non ci resta che accettare (di buon grado – non siamo robot) il mistero!

Ringrazio tutti i poeti per la loro disponibilità e simpatia.

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