Posted by Cleonice Parisi.
Posted by Cleonice Parisi.
La Forza della Disperazione – La favola della Forza
Come i bambini possono aiutarci a vivere, ce lo dice Cleonice Parisi. Vedono meglio di noi grandi, i bambini, e bisogna ascoltarli, osservare le loro espressioni ed imparare. Farci aiutare, quando il destino sembra avere una forza superiore, quella della disperazione, non ce l’ha. Siamo noi che, leggendo il giornale, ci deprimiamo e perdiamo la forza e poi ci disperiamo. Tutto può essere una scivolata pericolosa! Leggete questa favola scritta per voi. Cleonice vi dice che la forza della disperazione si può superare e che questo lo sa perfino una bambina . Leggete!
Una bambina, simbolo della nostra forza passata. Riprendiamocela, dice Cleonice! E questo è un consiglio spirituale, poi voi fate come vi pare! Siete liberi, credete! Dico che è meglio ascoltare…..
Peppino Fieni
La Forza della Disperazione
Un Uomo era in bilico su un burrone e in quel buio abisso vi scivolò miseramente. Nel cadere ebbe il tempo di salutare la sua vita, vide la luce del cielo divenire sempre più lontana, mentre quella bocca avida lo inghiottiva rapidamente quanto voracemente, mancavano ormai pochi istanti all’impatto e l’uomo raccomandò la sua anima a Dio. Un tonfo…e un mare di fango si sollevò attorno al suo corpo.
Morto ? Ferito? In agonia?
Improvvisamente l’Uomo ancora in uno stato di confusione, prese a muoversi, dapprima lentamente e poi persino ad alzarsi. Constatò con rassegnazione che era “caduto davvero molto in basso” e che la luce del cielo era lontanissima, preso dalla disperazione si buttò con la faccia nel fango fetido del burrone, urlando alla vita il suo diniego.
Vita, ti disprezzo! Con la mia morte pagherò il tuo amaro prezzo? Perché non sono morto in questo mio misero scivolare? Anche qui di me ti volevi beffare???
E così dicendo si mise a scavare con un energia sino ad allora sconosciuta, una fossa in terra per seppellirsi e attendere così la sua fine. Mentre era intento nello scavarsi la fossa, un forte tonfo alle sue spalle lo fece sussultare, schizzi di fango lo colpirono sul volto e disgustato da questa ennesima viltà della vita, andò a vedere cosa fosse caduto dal precipizio e vide un corpo giacere senza vita, completamente immerso nella melma.
Un’altra vittima, Vita schifosa questa altra putrida carcassa arricchirà la tua avida cassa!
E nel proferire queste ultime parole diede al corpo un violento calcio.
Aiaaaaa!!!!!!!!
Una vocina piccola fuoriuscì dal corpo e una bambina di appena sei anni si sollevò da terra dolorante e piena di lacrime.
Perché mi hai dato un calcio?
Scusa piccola pensavo fossi morta, e poi qui è talmente buio che neppure avevo capito che eri una bambina! Ma come mai ti trovi qui in questo profondo burrone?
Chiese l’Uomo.
Tu sei una bambina?
Non lo so mi ci ha buttato qualcuno!
La bambina prese a piangere disperata implorando la mamma di venirla a salvare, ma niente in quel profondo burrone solo l’eco della sua piccola voce:
Aiuto!!!!
Aiuto, Aiuto, aiuto, ripeteva l’eco.
Mamma!!!
Mamma, mamma,mamma. Ancora l’eco. La bambina era disperata, ma al contrario dell’Uomo voleva vivere, nonostante tutto voleva vivere, e prese ad arrampicarsi sulle pareti irte del profondo burrone.
Piccola sciocca creatura, non sprecare energie per risalire l’abisso, accetta la morte sul crocifisso.
Nooooooooooooooooooooo!!!!
Urlò la piccola.
Io devo uscire da qui!
La bambina aveva scalato metà abisso, quando scivolò ricadendo miseramente nel fango, e l’Uomo che intanto si era messo comodo nella fossa in attesa della morte, prese a schernirla.
Avresti fatto prima a scavarti la fossa e ad aspettare la morte come me…
Nooooooooooooooooooooo!!!!
Urlò di nuovo la bambina e ritentò l’impresa, attingendo forza dalla sua disperazione. E tentò, tentò mille volte, sino a quando riuscì a risalire l’abisso. E quando fu nella luce affacciandosi, nella gola profonda disse:
Uomo della tua disperazione fanne mani non per scavarti la fossa, ma per risalire la china te lo dice una piccola bambina.
Napoli, 12/5/2010
Oggetto: lettera
Spett.le redazione,
spero interessino queste mie brevi e sconsolate riflessioni. Lo Stato meno produce, più s’indebita e più la bancarotta è vicina. Perché allora si continua ad assumere (raccomandati) in settori parassitari?
Università, dove il numero di docenti a volte è il triplo di quello dei discenti e con scarsa resa scientifica.
Ospedali, dove si entra per raccomandazione e si diventa primari per attinenza politica. La spesa ospedaliera in molte regioni è incontrollabile.
Scuola dove regna il marasma qualitativo e quantitativo.
Concorsi pubblici, per esempio in magistratura senza controllo alcuno: constatare se i vincitori lo siano per merito, o per DNA.
Mancanza di trasparenza nelle grandi spese regionali.
Mancata eliminazione di enti inutili come le province.
Eliminazione di tasse inutili, ad esempio quella per i regi lagni (borbonici) in Campania.
Falsi invalidi.
Evasori fiscali a vita.
Qualcosa bisogna fare dal basso. I partiti non si morderanno mai la coda.
Saluti
Giuseppe C. Budetta
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Gli autori attraverso i loro testi »

Napoli, 12/2/2010
Oggetto: lettera
Spett.le redazione,
spero interessino queste mie riflessioni.
Grazie e saluti
Giuseppe Costantino Budetta
LA CASTA
Grecia, Spagna, Portogallo ed Italia sono in bilico tra salvezza economica e fallimento. Sono le nazioni dell’Europa occidentale dove più forte è il potere delle caste. Il Brunetta ministro dice che il PIL italiano crescerà quest’anno del 1,5%. Senza riforme strutturali, a crescere del 5-6% sarà il potere trans-partitico della casta italiana, molto articolata ed estesa. La diagnosi degli esperti è chiara: la speranza è valorizzare il merito. Il cervello umano ha oltre cento miliardi di cellule nervose organizzate in un sistema mirabile. Il nemico della mente umana e del valore intellettivo è la CASTA, causa dell’inarrestabile fuga dei cervelli. Non c’è posto in una società che premia l’appartenenza familiare e l’aderenza a potenti politici. Il rafforzamento del potere sovrano di CASTA genera il conflitto sociale, la netta suddivisione della società in classi e l’esposizione dei deboli alla frustrazione, alla emarginazione, alla violenza ed alle malattie (anche mentali).
Dicono che l’attuale generazione di giovani sia la più povera dal dopoguerra, con laureati che fanno la fame. Il quadro fosco sarebbe aggravato dalla corruzione dove l’accesso ai posti migliori non spetta ai meritevoli. Non c’è cambiamento se i posti di comando sono controllati strettamente dalla CASTA. Diventare prof. universitario, primario ospedaliero, dirigente di banca, giudice, politico brillante prima dei trent’anni (con prospettive di carriera fulminanti) è possibile solo se si appartiene alla CASTA.
Mi auguro che il popolo italiano tramite forti movimenti democratici di base chieda riforme radicali. Per me, sarebbero le seguenti.
Durata dell’incarico di un parlamentare: anni cinque, non rinnovabili con uno stipendio di 4.000-5.000 euro. Scaduti i cinque anni, il deputato torna un normale cittadino come accade in Svizzera ed in altri paesi democratici.
Riduzione degli emolumenti agli onorevoli regionali. Abolizione delle province.
Riforma universitaria. Abolizione del valore legale del titolo di studio. Abolizione immediata del rettore; istituzione di nuovi organi di governo più democratici ed attenti al merito. Concorsi universitari gestiti da agenzie private che se ne prendano la responsabilità civile e penale. Concorsi finalizzati a premiare il merito.
Riforma sanitaria che metta in primo piano merito ed onestà, esautorando del tutto la pesante ingerenza politica.
Riforma di tutti i concorsi del pubblico impiego (in particolare della magistratura), secondo criteri di trasparenza e di onestà. La gestione e la buona riuscita dei concorsi affidati ad agenzie private come accade in quasi tutti i paesi occidentali.
Riforma scolastica che preveda la responsabilità civile e penale dei presidi e direttori didattici sulla resa della struttura da essi diretta.
Michel Foucault: “E’ un fatto che la vita quotidiana sia cambiata tra l’inizio degli anni Sessanta ed oggi, la mia vita ne è testimonianza. E’ evidente che questo cambiamento non lo dobbiamo ai partiti politici, ma a numerosi movimenti. Questi movimenti sociali hanno veramente trasformato le nostre vite, la nostra mentalità e i nostri atteggiamenti, e anche gli atteggiamenti e la mentalità di altre persone – di persone che non appartenevano a questi movimenti. E’ un fatto importante e molto positivo.”