Posted by Simone Fieni.
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Storia d’Irlanda (di S. Franceschi)
L’isola d’Irlanda conosce ,nel percorso della sua storia,alcuni aspetti particolari rispetto a tutta la storia e la cultura del continente europeo .
E’ forse questa peculiarità del suo percorso che ha fatto si che gli irlandesi si siano sempre sentiti non appartenenti all’Europa e che abbiano mantenute intatte attraverso i secoli tradizioni,costumi ed anche lingua.
Si hanno prove di primi insediamenti celti nell’isola già dal IV-II secolo a.C.
I celti,popolo le cui origini non sono ancora certe ,dettero all’Irlanda una struttura sociale di tipo tribale:la loro società era divisa in clan con uguale potere e non ebbero mai un governo centrale.
Le decisioni che riguardavano comunità estese venivano prese attraverso consigli ai quali partecipavano tutti i clan,e tutti gli appartenenti ai clan.
Per certi versi ,quindi,una struttura estremamente democratica e partecipativa.
I celti diffusero la loro lingua:il gaelico che tuttora ,nella sua stessa forma ,è parlato in Irlanda:è come se in Italia si parlasse ancora latino,e questo a dimostrazione della straordinaria capacità di conservare modalità culturali del popolo celtico.
Una condizione senza dubbio unica è quella che riguarda l’assenza ,in tutta l’età antica,di qualsiasi invasione.
Unica nel mondo allora conosciuto,l’isola non fu mai raggiunta dalla colonizzazione romana,né dopo ,dalle invasioni barbariche.
L’Irlanda rimane per molti secoli un isola fantasma nello scacchiere politico europeo.
Fu però raggiunta dai primi predicatori della nuova religione:il cristianesimo.
Nella prima metà del V secolo il vescovo Palladio e poi Patrizio evangelizzarono la quasi totalità della popolazione.
Può apparire una discrasia storica:la religione celtica ,con il suo animismo e i le sue collusioni con la magia ed il mondo fantastico,poco avevano in comune con il cristianesimo e con il rigore morale della parola del Dio uomo.
Ma se l’evangelizzazione fu completa,capillare e soprattutto sentita dagli irlandesi,che tutt’ora sono fortemente cattolici,il merito va senz’altro alla genialità di Patrizio che portò il nuovo messaggio religioso senza mai interferire con l tradizioni e la cultura locale.
Non dimentichiamo che Patrizio era un romano e non fece altro che applicare le regole delle conquiste politiche alla religione :sottomessi a Roma,ma liberi di mantenere usi e costumi.
Patrizio con Palladio fecero di più:scelsero le principali feste tribali e le inserirono con rarissime modificazioni nel calendario liturgico cristiano.
Un esempio su tutti le feste del sostilizio d’autunno(31 ottobre-1-2 novembre)e le feste del sostilizio di primavera(dalla prima metà di marzo a aprile).Le prime vanno a coincidere con le nostre feste dei morti fino alla festa finale celtica del dicembre che segnava il Natale cristiano,le seconde nella festa pasquale del passaggio e della rinascita.
Il periodo dell’alto medioevo si distingue per la costruzione di grandi monasteri,splendidi quelli di Kilkenny,Iona e Clonmacnoise.
Il monachesimo irlandese ha un ruolo forte e decisivo nella conservazione scritta della storia e nella codificazione della cultura,rimangino ,a prova e quasi intatti ,gli splendidi scriptoria di Clonmacnoise dove monaci dell’ordine di Patrizio trascrissero e miniarono quasi tutti i volumi dell’età classica.
Una grossa trasformazione dell’assetto politico avvenne con le incursioni vichinghe.I Vichinghi provenivano dalla Danimarca e dalla Norvegia:erano un popolo forte e soprattutto avevano una struttura sociale verticistica con re guerrieri ed una nobiltà feudale assetata di nuovi territori:Ebbero facile vittoria sui poco organizzati clan e di fatto,anche se mai formalmente,fu riconosciuta ai Vichinghi la sovranità sulle coste sudorientali.
La conquista vichinga,ma soprattutto la loro compattezza sociale sposta la concentrazione della popolazione dalle campagne ai primi borghi che presto diventeranno città.
E’ di questo periodo la nascita di città come Dublino,Kilkenny,Limerick.
La conquista, come abbiamo detto,fu facilitata dalla divisione interna:nel V secolo abbiamo nell’isola cinque regni(Ulster,Munster,Meath,Connacht e Leinster)totalmente autonomi tra loro.
Bisogna arrivare al secolo XI per vedere i regni riunirsi sotto il grande re del Munster l’Ard –rig(in gaelico letteralmente re alto).
Sotto la giuda del Ard-rig Brian Boru(tutt’oggi eroe nazionale) gli irlandesi riuniti sconfissero gli scandinavi nell’epica battaglia di Clontarf nel 1014.
Ma alla morte di re Brian Boru nessun re delle coalizioni fu in grado di tenere uniti i clan e l’Irlanda tornò a dividersi.
La divisione questa volta fu fatale e determinante per il popolo irlandese:nel secolo XII i baroni anglonormanni con il favore di quel grande re che fu Enrico II il Plantageneto cominciarono ad invadere l’isola creando nuove baronie sotto la tutela della corona inglese.
E’ il sinodo di Cashel nel 1171 che segna la conquista anglonormanna dell’isola:il sinodo introduce l’obbligo delle decime e la supremazia dell’arcivescovo inglese di Armagh per tutte le questioni religiose irlandesi.
E’ l’inizio di una occupazione che continua fino ai nostri giorni.
Il sinodo di Cashel sancì a livello formale,ma anche istituzionale,la conquista inglese.
La graduale penetrazione proseguì sotto Giovanni senza terra ,figlio del Plantageneto.
Re Giovanni introdusse in Irlanda la Common Law(diritto comune)che portò la legislazione inglese nella terra celtica sostituendosi alle leggi dei clan.
L’estensione delle forme giuridiche inglesi si concluse nel 1217 con l’introduzione del codice della Magna Carta a tutto il territorio dell’isola.
Oltre a portare la loro legislazione ed i loro giudici e quindi ad avere il controllo totale sulla popolazioni celtiche,gli inglesi tentarono quello che non era riuscito né ai predicatori cristiani ,né ai fieri vichinghi:cercarono di imporre la loro cultura e la loro lingua.
Gli statuti di Kilkenny ,del 1366,avevano lo scopo di bandire usi,costumi e linguaggio gaelico da ogni territorio feudale inglese.
Nonostante un controllo capillare ,ed anche forme di repressione piuttosto incisive,l’operazione di deculturazione non riuscì.
La popolazione continuò,nemmeno troppo di nascosto,a parlare gaelico e a mantenere feste e costumi antichi:la lingua inglese tuttora,sebbene parlata da tutti gli irlandesi,è considerata la lingua degli occupatori e nelle famiglie si parla solo gaelico.
Il tentativo di estirpare la cultura della nazione si rivoltò,in realtà ,contro gli inglesi:furono infatti gli irlandesi a “colonizzare”culturalmente gli inglesi che andarono a stabilirsi nella loro isola .
Il fenomeno fu macroscopico per la nobiltà inglese che aveva ottenuto in privilegio feudi su quel territorio.
Il potere di questa nuova nobiltà di confine crebbe a dismisura a discapito dell’influenza che intendeva mantenere la monarchia inglese.
E’ anche vero che il trono d’Inghilterra era impegnato da una parte con il secolare conflitto con la Francia,da l’altro con una serie di guerre intestine di tipo dinastico,ultima di queste guerre quella delle “due rose”tra i Lancaster e gli York.,e quindi poco si occupava della” questione irlandese”
Emblematico di questo distacco della nobiltà anglo-irlandese dalla corona ,furono i Fitzgerald,potente casato che aveva ottenuto il privilegio della baronie all’epoca del Senza Terra.
Nel 1486 l’Earl(Conte) di Kildare ,il grande Gerald Fitzgerald,che si considerava irlandese e,soprattutto,voleva acquistare potere definitivo sulle sue terre,si ribellò contro la corona d’Inghilterra.
La rivolta dell’Earl Fitzgerald fu subito appoggiata dai baroni degli antichi casati irlandesi,ma soprattutto fu sostenuta in massa dal popolo che lesse una possibilità di cacciare gli odiati invasori.
Sul trono inglese sedeva Enrico VII ,lungimirante politico e coraggioso guerriero che ,fortunatamente,per l’Inghilterra,non sottovalutò la rivolta.
Enrico VII non considerò l’atto del Fitzgerald come una scaramuccia di confine,ma come una vera e propria dichiarazione di guerra ed un atto di alto tradimento.
Inviò in Irlanda Sir Edward Poynings,suo uomo fidato e il migliore stratega dell’esercito inglese.
Sir Poynings fu supportato di truppe scelte e di molte armi .
La rivolta fu sedata in pochissimi giorni con un enorme spargimento di sangue soprattutto da parte della popolazione civile.
Sir Poynings ,subito dopo la vittoria,promulgò ,sotto ordine di Enrico, quello che è passato alla storia come il “Poynings Act”.
L’editto sanciva la subordinazione assoluta dell’Irlanda al regno inglese e,soprattutto,imponeva l’approvazione di Londra per ogni legge ed ogni sentenza emanata nell’isola.
Il “Poynings Act”mise fine ad ogni forma di autonomia e di autodeterminazione del popolo irlandese.
Alla morte di Enrico VII,suo figlio ,Enrico VIII è il primo re inglese a cingere la corona d’Irlanda.
Il primo di una serie lunghissima di sovrani fino ad oggi ,con Elisabetta II Windsor,regina d’Inghilterra e Irlanda.
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Bella! Sono sempre stato affascinato dalla storia, soprattutto dei celti! Quindi… grazie!