Siete ancora capaci di commuovervi? Leggete e lo saprete

Una donna e un uomo si danno la mano. Attraversano insieme la vita, scoprono il giardino. E’ l’ eden? Si, lo è. Un bambino sostituisce il serpente e l’amore diventa innocente. Si amano la donna e l’uomo. Questa è la loro favola. L’amore con il cuore in mano, il loro amore unico, dice Cleonice, esclusivo, indistruttibile. Un amore che sente le cose e le usa per quello che sono, solo cose, sempre superate dall’amore in quel lontano…….. presente.

Peppino Fieni

mani

L’Uomo e la Donna

In un tempo tanto lontano, che poi tanto lontano non è, esisteva una Donna proprietaria di grande Castello, costretta a vivere però in un Tinello. Ogni porta le era preclusa e viveva da sempre in quella stanza chiusa. Trascorsero giorni, mesi e anni e la Donna non evitò gli affanni, per aprir quelle porte tentò tutto persino la sorte, ma niente di quel che fece la portò oltre quella soglia, e di vivere perse la voglia.

Giunse il tempo dell’Amore e un Uomo venne a bussare alla porta del suo cuore, e con far cortese di entrare le chiese. La Donna vide che la sua dimora non era adorna e rossa di vergogna disse:

La prego faccia un giro in paese, e venga qui non prima di un mese!

L’Uomo s’inchinò alla Donna, dicendo:

Farò un giro in paese e tornerò esattamente tra un mese!

E si allontanò. La Donna era piena di emozione, ospitare un Uomo era un onore, ma seppur proprietaria di un grande Castello non poteva che ospitarlo in un tinello. In quel breve mese tutte le sue energie spese, affinché quel tinello divenisse più che bello. Tende nuove fece, e fiori di ogni grazia adornarono la sua piccola terrazza, leccornie giunsero da ogni paese, davvero la Donna non badò a spese, e quando alla porta l’Uomo bussò, ella vi si precipitò.

Siate il benvenuto in questa umile dimora, son sì proprietaria di un Castello ma posso ahimè viver posso solo il Tinello.

L’Uomo entrò con passo certo, e ammirato iniziò di parole un concerto:

Di grazia tale, di bellezza che traspare, voi Donna siete l’aurora che il ciel adorna!

La Donna era estasiata, ma ancora ribadì:

Uomo di questo grande Castello io posso abitare solo il Tinello!

Tinello o Castello non conta, laddove il bello risiede io ci voglio intrattener piede.

E fu così che l’Uomo prese la mano della Donna, nel palmo vi depositò una chiave. La Donna lo guardò stranita mentre quella chiave si passava tra le dita:

E’ questa la chiave del vostro Cuore?

Chiese poi guardandolo con amore.

E’ la chiave che apre tutte le porte, io con Voi voglio dividere la sorte, accettate d’essere la mia consorte?

La Donna affidò all’Uomo la sua mano ed insieme aprirono una ad una le porte, in una c’era una culla, in un’altra non c’era nulla, in un’altra ancora c’era quel che trastulla, il loro viandare per quell’immenso Castello, davvero non si può contare. La vita è lunga e larga più del mare quando dall’amore si fa cullare. L’Uomo e la sua consorte con amore aprirono tante porte, e quando il tramonto fu vicino bussò alla porta del loro cuore un luminoso bambino:

Nel condividere la sorte, avete aperte molte porte e dal viver in un Tinello siete passati a dimorar in un Castello. E’ in ciò il miracolo dell’Amore che alberga in ogni cuore!

L’Uomo e la Donna diedero la mano al luminoso bambino e dal Castello passaron a vivere in un bellissimo giardino.

In un tempo lontano, che poi tanto lontano non è…

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