Posted by Simone Fieni.
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Verità o false verità di V. Sartarelli
Ci siamo mai chiesti che relazione intercorra tra la comunicazione di scoperta di nuove tecnologie o di nuovi traguardi della medicina o della biologia o della scienza in genere, e la verità sulle reali applicazioni di queste nuove scoperte? Forse no, eppure spesso, per orientare l’opinione pubblica o la maggior parte di essa, la verità sulle nuove scoperte della scienza e della tecnica, viene taciuta o peggio, sofisticata strumentalizzata quando, addirittura, non viene sostituita con una di comodo.
Tutto viene ricondotto, purtroppo, molto riduttivamente e poco eticamente, all’imperativo del condizionamento ideologico delle masse a fini quasi esclusivamente politici e di profitto. Quello che a dirsi può sembrare un’enormità assolutamente inaccettabile per la morale antropologica, in realtà, tuttavia, quotidianamente prendiamo cognizione ed accettiamo informazioni, che non hanno altra funzione se non quella di orientare le opinioni in una certa direzione.
Gli esempi, a questo proposito, possono essere molti e riguardare le discipline più disparate dello scibile umano. Chi può dimenticare le emozioni che dispensarono, a milioni di telespettatori, le immagini del primo uomo sulla luna? Era il 20 Luglio del 1969, per la prima volta l’uomo era riuscito, non solo ad avventurarsi nello spazio, ma anche a mettere i suoi piedi su un corpo celeste, al di fuori della Terra.
E’ a tutti noto come in quel periodo, tra Stati Uniti ed Unione Sovietica, fosse in corso una lotta senza quartiere e contro il tempo per la supremazia nello spazio. L’episodio, storico ed epocale, fu pubblicizzato adeguatamente e forse, oltre il necessario, dai mezzi d’informazione, non trascurando ma, anzi, evidenziando il fatto che sul suolo lunare era stata piantata la bandiera statunitense. Quel gesto, oltre a simboleggiare il possesso, indicava il primato.
Alcuni anni dopo lo storico evento, cominciarono a circolare nell’ambiente giornalistico americano, alcune perplessità sulla effettiva realizzazione dell’impresa, forse, si diceva, c’era alle spalle di tutto il confezionamento di un filmato molto accurato e, scenograficamente, quasi perfetto che sarebbe stato messo in onda in sincronia con la data e l’ora dell’effettivo allunaggio.
A seguire, si andò oltre, la cinematografia statunitense produsse addirittura un film, che fece il giro del mondo, nel quale addirittura si spiegava, dettagliatamente, come si fosse realizzato il falso evento. Fu vera gloria, dunque, o siamo stati raggirati dalla più grossa “bufala” del secolo XX? Non fu mai provato niente e il dubbio, anche se inquietante, svanì pian piano, nell’oblio del tempo.
Di recente, tuttavia, il problema è stato riesumato dai soliti bene informati e la conclusione alla quale gli scettici sono pervenuti è che anche le successive missioni della Nasa con destinazione il nostro satellite, siano state una perfetta sofisticazione dell’informazione, in quanto pare si sia trattato di altrettanti film molto ben congegnati e sceneggiati. Credere o no è opinabile, tuttavia, una cosa è certa, il dubbio rimane.
Altro tema dibattuto che, oltre a riguardare l’ingegneria genetica e la bioetica, investe anche e soprattutto la corretta informazione delle masse, è la scoperta e l’applicazione pratica dei così detti “OGM” che altri non sono che degli organismi geneticamente modificati. Di questa scoperta della biotecnologia non è, attualmente, quantificabile l’entità ed il numero di applicazioni pratiche possibili queste, infatti, possono riguardare sia il regno vegetale che quello animale e, purtroppo, nel regno animale c’è anche l’uomo.
Quello che stupisce, poi, oltre al fatto economico e speculativo che ne deriva, è che queste modificazioni di organismi possono essere brevettate, con tutte le possibili e intuibili strumentalizzazioni di ogni tipo, non escludendo la relazione con l’industria, il commercio e quindi il profitto. La possibilità di estendere questa pratica a tutti gli organismi più complessi e ai procedimenti industriali che ne permettono l’ottenimento, suscita atteggiamenti diversi e contrastanti, infatti, notevoli sono le perplessità sui possibili effetti a lungo termine sulla salute umana del consumo di prodotti derivanti dagli OGM.
A questo, punto sorge, inevitabile e necessaria, la corretta e veritiera informazione per la pubblica opinione. Oggi, purtroppo, in un mondo ormai condizionato fortemente dagli interessi economici e dalla ricerca del profitto, anche l’informazione può venire manipolata e indirizzata con finalità che niente hanno a che spartire con l’etica e la tutela della salute pubblica. E così, anche di questi “OGM” non si sa esattamente se siano dannosi oppure no, e i dubbi persistenti tendono ad ingrossare, alternativamente, le file dei fautori dell’iniziativa da una parte e dei denigratori dall’altra. E allora, qual è la verità vera? Il “popolo” rimane disorientato!
Che la “Scienza” debba progredire non ci sono dubbi, che questo progresso debba essere rivolto essenzialmente al miglioramento delle situazioni di vita dell’uomo e del suo ambiente è altrettanto incontrovertibile, quello che non è assolutamente accettabile, invece, è l’uso dei nuovi ritrovati della scienza e della tecnica a fini esclusivamente utilitaristici, riservati ad una parte dell’umanità, magari la più ricca, a danno dell’altra parte di umanità, quella più povera e derelitta. Questo, oltre ad essere eticamente esecrabile, ci appare come un crimine contro il genere umano.
La disamina del problema iniziale continua, limitatamente ad un altro argomento che è venuto alla ribalta, non molto tempo fa: intendiamo parlare delle “Cellule Staminali”. Ma, gli esempi da trattare potrebbero essere molti altri, tuttavia, lo spazio che ci è consentito non ci permette di ampliare la nostra disquisizione etico-filosofica. Anche questo settore della scienza appartiene alla ingegneria genetica e come tale contiene in sé il germe dell’umanità, per la qualcosa, non si può intervenire in questo settore, senza prendere in considerazione la sacralità dell’essere umano sin dal suo concepimento.
Se l’esistenza di cellule e tessuti capaci di rigenerarsi è un fatto noto da tempo, la scoperta delle cellule staminali è un fatto relativamente recente, l’isolamento e la coltivazione di cellule embrionali umane risale al 1998. Una grande quantità di queste cellule ottenute da embrioni congelati derivanti da procedure di fecondazione in vitro, eccedenti per tali finalità, potrebbero in teoria essere utilizzate per la ricerca. Nell’adulto le cellule staminali permettono la ricostituzione di tessuti danneggiati, tuttavia, verso la fine degli anni novanta è stato dimostrato che esse possiedono capacità inaspettate, molte delle quali devono ancora essere scoperte.
L’impiego di cellule staminali adulte, anche se disponibili in minore quantità e di più lenta proliferazione di quelle embrionali, ha fornito risultati incoraggianti. Alcuni ritengono, giustamente, inaccettabile l’uso di embrioni e pensano che le cellule staminali prelevate dagli adulti rappresentino una valida alternativa alla ricerca. Altri ritengono, invece, che la sperimentazione debba procedere, parallelamente, su entrambi i tipi di cellule e che possa addirittura integrarsi con le tecniche di ingegneria genetica. Anche qui, qual è la verità? I mass media non ci aiutano!
Occorrerebbe, a questo punto, auspicare un incremento della correttezza nel pluralismo dell’informazione, ai fini della ricerca della verità, possibilmente aumentando i dibattiti pubblici sui temi e chiamando al tavolo della discussione, proprio i responsabili delle nuove scoperte e delle innovazioni tecnologiche. Quanto precedentemente espresso, apre scenari inimmaginabili per la qualità della vita futura dell’intera umanità. Basterebbe pensare ad un utilizzo più razionale ed universale delle risorse a disposizione, che non sia in contrasto con la coscienza morale e civile dell’individuo, fatto ad immagine e somiglianza dal suo Creatore, con finalità sicuramente diverse da quelle finora perseguite da alcuni dei suoi simili, non proprio ecumeniche.
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Bello l’articolo! Sartarelli. Dico la mia. E’ meglio non scambiare l’informazione con la propaganda, di questa, gli americani sono maestri e gli altri hanno imparato bene. Chissà se questa frase chiude la partita ? E’ possibile che la ” coscienza tecnologica abbia superato quella umana” proprio per questo? La cibernetica ne è solo un esempio!