La vita che, ad un certo punto, si avvita. Intorno a noi, proprio come quel serpente di Eva, che le meritò la cacciata dal paradiso.

Se ne andò, costretta, insieme ad Adamo.

Vennero sulla terra e cominciarono a pensare al futuro. Adamo capì subito che sarebbe stato duro. Eva, aveva già saputo che avrebbe partorito con dolore, Dio glielo aveva detto. Per lei diventò una condanna, ma continuò ad amare Adamo e a partorire, anche se con dolore. Il pensiero era in agguato e la filosofia prese il pensiero e ne fece un luogo austero.

La paura del futuro, cominciò a pervadere le coscienze. L’anima ne risentì e cominciarono i meccanismi di difesa. Prima erano logici, poi divennero psicologici. Lo spirito scalciava e ci voleva una favola, per tentare di ritornare a quell’eden abbandonato. Nacque la favola spirituale, che non sapeva della fenomenologia dello spirito di Hegel, ma la vita è vita per tutti.

La favola ritornò, era per adulti, la filosofia faceva pace con lo spirito, e l’eden ricominciò ad intravedersi tra i versi della favola. Questa mitigava la paura, e la vita, da banale, divenne più spirituale. La filosofia si arrese e accettò la contesa. In fondo, erano tutti sulla stessa terra.

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