Posted by Peppino Fieni.
Posted by Peppino Fieni.
Berlino
Era il muro ed era
duro accettarlo.
Un muro alzato con
le schioppettate, con
i rancori.
Poi dei cuori hanno
aperto le porte. Religiosi
e politici hanno capito!
Il muro è bello, quando
dura poco, era durato
troppo ed aveva stancato.
E’ successo, i grandi
hanno pensato che i
piccoli avevano ragione,
che il rancore doveva finire.
La gente si poteva
incontrare, per parlare,
anche senza gridare.
Berlino era partita ed è
ritornata, oggi è amata
da tutti.
Belle poesie!
E’ giusto ricordare per non commettere più certi errori!
O almeno, così si spera!
Un lungo muro scabro
che tagliava passi, sguardi
strade, piazze, sogni.
Cemento in antitesi d’odio
cortina di ferro e filo spinato
grigio fitto sul nero, a dividere.
Quella stretta montagna arroccata
su una storia densa di guerre,
il sangue che si mischiava
a sorrisi lustri di speranze
e gioia e utopie così ardue
da realizzare in fraterna libertà
di pace, nonostante tutto..
Ho mandato recentemente una mia poesia grafica sull’argomento “muro di Berlino”, siccome non mi pare sia stata pubblicata (a meno che, come al solito, non sia io incapace di trovarla) vorrei sapere se c’è per caso qualche problema tecnico o qualche altro motivo?
Grazie a presto A. Liguoro
Berlino il Muro
Accosto l’orecchio per sentire
Se oltre il muro devo ancora soffrire
Lancio l’occhio per vedere
Se ho la possibilità di fuggire
Fa freddo
Non riesco a scaldare
questo corpo pieno di ferite
diviso dal mio amore
ho lasciato il mio avvenire
che dolore
quanto dolore
ancora
neanche un santo
mi può aiutare a superare
questo muro,
questo filo spinato
che ci cinge la testa come un Cristo
che non esiste
ma , ecco un Papa e un governante
che si fanno avanti
che cercano aiuto per rompere il muro
l’Europa è a conoscenza
la guerra fredda deve finire
la popolazione si deve riunire
per un progresso che deve venire
allora giù
questo muro,tutto deve cadere
solo un pezzo deve restare
per ricordare
la storia da tramandare
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Laissez faire, laissez passer!
Come on! Laissez faire, laissez passer!
Today is not time
To arrest people anymore!
Don’t you know is November the 9th 1989?
Today there is not time
To stop goods anymore!
Come on!
Only one thousand dollars
Will cost you
A plenty full track!
At 9 past 21 p.m.
The wall is crashing down!
Laissez faire, laissez passer!
There are bound to be changes
For our lives further on!
It’s crashing down
Together with our illusions
Their false promises
The wrong secular hopeness!
Come on!
The wall is not hiding anymore
The totems of progress!
Let’s go worshipping
The glittering gods
Bounding ahead!!!
In Berlin, on November 9th 1989
Laissez faire, laissez passer! (traduzione italiana)
Come on!
Laissez faire, laissez passer!
Oggi non è tempo
Per arrestare più persone!
Non lo sai che oggi è il 9 novembre 1989?
Oggi non è più tempo
Per interrompere il flusso della merce!
Come on!
Solo un migliaio di dollari
Vi costerà
Un rimorchio pieno zeppo !
Alle 9 e 9 di sera
Il muro è crollato!
Laissez faire, laissez passer!
La nostra vita cambierà d’ora in avanti!
E ‘crollato il muro
Insieme con le nostre illusioni
Le loro false promesse
La fallace secolare speranza!
Come on!
Il muro non ci nasconde più
I totem del progresso!
Andiamo ad adorare
Gli dèi scintillanti
Della nostra nuova civiltà!
A Berlino, il 9 novembre 1989