Posted by Fabula madam.
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Non stuzzicare il can che dorme (di Fabula madam)
Dormiva, e come dormiva bene!
Il sonno lo aveva preso all’improvviso, forse per stanchezza, forse per aver mangiato troppo. O forse perché aveva proprio rotto.
A forza di abbaiare non capiva più qual’era la morale.
Ma un cane, direte, non ha morale:questa è per la gente normale !
E’ vero anche questo!
Ma cosa c’è più di normale? Qua bisogna proprio scavare!
E, a forza di scavare, il cane trovò l’osso.
Lo guardò e disse, certo abbaiando: “osso non hai più carne? Allora non ti posso spolpare!”
Ma l’osso rispose: “non sai che la carne intorno all’osso finisce, cane? Questo lo dovevi sapere, anche se non hai una morale. La carne finisce e tutto si esaurisce”.
Rispose il cane: “ma questo è vero per chi capisce. Purtroppo noi cani non capiamo o capiamo diversamente dalla gente”.
“E che vuol dire cane diversamente? Forse che non avete la mente o che la vostra, mente?” osservò l’osso.
Il cane, guardando l’osso, capì che lui aveva superato il dosso e per questo nessuno gli dava più l’osso.
“Che vita da cani è questa? “, si disse.”Adesso non ho neanche l’osso! Che mangio allora? Devo forse cambiare tavolo, qui non si fa un cavolo!!”
Ecco che il cavolo arrivò. Era proprio un cavolo e anche lui, parlando sommessamente disse: “anch’io non ho la mente e che ci faccio se tutti dicono ormai che questa mente?” Insomma cane, osso, cavolo, furono d’accordo nel dirsi che erano d’accordo almeno sul fatto che è meglio non stuzzicare i cani che dormono, perché se si svegliano malamente nessuno avrà più la mente, perché questa, automaticamente, può portare il cane che dorme a svegliarsi e mozzicare, fino a far male.
Allora niente fu più come prima, la morale tornò a regnare e osso, cane e cavolo capirono che erano tutti nella stessa barca. Questa era quella famosa, arca che Noè aveva costruito per salvare il vissuto di tutti i viventi, senza mostrare i denti.
Finì la guerra e tutti rimasero a terra, proprio perché tutti capirono che venivano da là e là dovevano tornare, prima o dopo, senza scavare quella fossa già sepolta.
“Il posto c’è per tutti ed è inutile cercarsi un avamposto.
Il cacciatore non sparerà più a casaccio, ma solo ad ore.
Il cavolo sarà sul tavolo, il cane non sarà stuzzicato,ma solo amato.”
Dormiva, e come dormiva bene!
Il sonno lo aveva preso all’improvviso, forse per stanchezza, forse per aver mangiato troppo. O forse perché aveva proprio rotto.
A forza di abbaiare non capiva più qual’era la morale.
Ma un cane, direte, non ha morale:questa è per la gente normale !
E’ vero anche questo!
Ma cosa c’è più di normale? Qua bisogna proprio scavare!
E, a forza di scavare, il cane trovò l’osso.
Lo guardò e disse, certo abbaiando: “osso non hai più carne? Allora non ti posso spolpare!”
Ma l’osso rispose: “non sai che la carne intorno all’osso finisce, cane? Questo lo dovevi sapere, anche se non hai una morale. La carne finisce e tutto si esaurisce”.
Rispose il cane: “ma questo è vero per chi capisce. Purtroppo noi cani non capiamo o capiamo diversamente dalla gente”.
“E che vuol dire cane diversamente? Forse che non avete la mente o che la vostra, mente?” osservò l’osso.
Il cane, guardando l’osso, capì che lui aveva superato il dosso e per questo nessuno gli dava più l’osso.
“Che vita da cani è questa? “, si disse.”Adesso non ho neanche l’osso! Che mangio allora? Devo forse cambiare tavolo, qui non si fa un cavolo!!”
Ecco che il cavolo arrivò. Era proprio un cavolo e anche lui, parlando sommessamente disse: “anch’io non ho la mente e che ci faccio se tutti dicono ormai che questa mente?” Insomma cane, osso, cavolo, furono d’accordo nel dirsi che erano d’accordo almeno sul fatto che è meglio non stuzzicare i cani che dormono, perché se si svegliano malamente nessuno avrà più la mente, perché questa, automaticamente, può portare il cane che dorme a svegliarsi e mozzicare, fino a far male.
Allora niente fu più come prima, la morale tornò a regnare e osso, cane e cavolo capirono che erano tutti nella stessa barca. Questa era quella famosa, arca che Noè aveva costruito per salvare il vissuto di tutti i viventi, senza mostrare i denti.
Finì la guerra e tutti rimasero a terra, proprio perché tutti capirono che venivano da là e là dovevano tornare, prima o dopo, senza scavare quella fossa già sepolta.
“Il posto c’è per tutti ed è inutile cercarsi un avamposto.
Il cacciatore non sparerà più a casaccio, ma solo ad ore.
Il cavolo sarà sul tavolo, il cane non sarà stuzzicato,ma solo amato.”