Posted by Simone Fieni.
Posted by Simone Fieni.
Jane Grey (S. Franceschi)
La infelice regina dei nove giorni
Nell’esaminare la storia e soprattutto la storia delle donne che regnarono tra il medioevo e l’età nuova, nessuna vicenda è più triste e dolorosa di quella della regina bambina Jane Grey.
Altre donne furono più o meno consapevoli vittime sacrificali all’ambizione dei genitori o dei mariti, o dei fratelli o parenti di vario grado, ma Jane è senz’altro l’agnello sacrificale per eccellenza.
La vicenda della giovane erede Grey si colloca temporalmente in quella Inghilterra del 1550 sconvolta ed insanguinata dalle scelte di un re forte ed arrogante Enrico VIII.
Di Jane Enrico era pronipote in quanto figlia legittima di Frances Brandon , figlia a sua volta di Maria Tudor,sorella del re.
Il padre era Henry Grey, nobile di corte ed appartenente ad una potente famiglia.
Per linea materna Jane era quarta nel diritto di successione al trono.
Se il matrimonio di Enrico con Caterina D’Aragona avesse funzionato ,probabilmente Jane avrebbe felicemente sposato un duca o un barone ed avrebbe goduto di una vita normale.
Ma nella vita di Enrico e nella storia inglese entrò una ragazza dagli occhi di cerbiatto, Anna Boleyn, e il mondo fu sconvolto.
L’asse ereditario fu travolto da matrimoni, nascite, morti e ripudi:chiunque fosse in linea ereditaria poteva formalmente aspirare al trono d’Inghilterra.
Immaginiamo per un’attimo come questa condizione d’incertezza e di anarchia legata solo al capriccio del sovrano e alle sue tempeste ormonali potesse alimentare,a volte in maniera ossessiva i genitori di giovani fanciulle in lizza per il potere.
Da sempre le donne erano merce di scambio per collocare le famiglie a posti di potere sempre più prestigiosi:ma il trono d’Inghilterra poteva suscitare aspirazioni simili al delirio.
I genitori di Jane strutturarono la vita della bambina su questa ipotesi: Jane sul trono come regina e loro a governare il paese.
Per prima cosa la mandarono , a soli nove anni, a corte come damigella d’onore di una donna ch stava per divenire la più potente del regno: Caterina Parr.
La Parr,già due volte vedova di nobili potenti e ricchissimi, aveva ottime possibilità di diventare l’ottava (e sarà l’ultima) moglie del re , ormai malato e propenso a scelte matrimoniali più sagge.
Caterin poteva fare di più, per i Grey:poteva favorire l’amicizia e la conoscenza affettuosa tra Jane e il malaticcio e rachitico Edoardo VI, il figlio maschio di Enrico ed erede al trono.
Questo era il progetto, sponsorizzato anche da quella vecchia volpe di corte che era Thomas Seymour, tante volte vicino al boia e tante volte tornato al potere.
Jane doveva sposare l’erede , attendere la sua indubbia precoce morte e regnare.
Il piano però fallì.
Evento che non demoralizzo’ minimamente la famiglia Grey.
Il testamento del re prevedeva infatti (almeno in quel periodo, perché ne cambierà per lo meno tre) che se il figlio Edoardo fosse morto senza eredi e cosi Elisabetta e Maria, altre figlie del re , il trono sarebbe passato a discendenti inglesi non stranieri o sposati con stranieri.
Il gioco era fatto :la piccola Grey sarebbe potuta essere regina.
Subito fecero sposare la figlia con Guildfort Dudley dei conti di Northumberland , la più pura ed antica famiglia nobile inglese.
Ma fecero di più: convinsero Edoardo di cui Guildfort era amico e consigliere, a designare Jane sua erede in caso di morte.
A questo punto era come se Jane fosse già nella Torre ad attendere il boia.
Edoardo muore poco tempo dopo ed ha designato Jane sua erede.
La ragazza ,ha 17 anni, non vuole affatto diventare regina,anche perché,nel suo istinto fanciullesco avverte pericoli immensi.
Ma con ragione o con la forza la famiglia ed il marito la costringono ad accettare:sono consapevoli del pericolo,ma sono disposti a sacrificare il bel collo bianco di Jane ad un anello con il sigillo reale.
Ed il sacrificio fu consumato con tempi così rapidi che nemmeno loro prevedevano.
Jane viene incoronata e regna per nove soli nove giorni.
La agguerrita Maria , forte dell’appoggio del popolo e dei nobili cattolici , si fa proclamare regina e marcia su Londra tra il tripudio della folla.
Jane è deposta e chiusa nella Torre con un destino già annunciato :il boia.
Dopo otto mesi di dura prigionia fu decapitata nel febbraio del 1554.
Quando , bendata, sul patibolo ,non riusci’ a trovare il ceppo, il decano di ST Paul con il quale Jane aveva avuto conversazioni durante la prigionia, la prese per mano e parlandole dolcemente , la condusse alla sua morte annunciata.
« Omaggio a Totò Next Post
Solitudine (E. Dickinson) »
Dopo circa 550 anni qualcuno, tu per esempio, si ricorda di Jane e delle sua storia, la memoria e il ricordo danno a quest’articolo un’attualità che è come se fossimo là. Se non c’eravamo noi, c’era qualcun’ altro, ma che importa! La storia siamo comunque noi. A me è piciuto l’articolo e Jane è tornata a vivere nella nostra mente.