Nostro compagno storico, ci conduce, per mano, laddove la mano da sola non arriva.

La scrittura e il pensiero si alleano, in un sodalizio che sembra sempre sia all’inizio.

E’ l’inizio della nostra vita “ elementare”, della nostra vita media. Si, perché il libro media tra quello che siamo e quello che pensiamo di essere.

Ci apre nuovi orizzonti e mai ce li chiude, ci fa sognare, filosofeggiare, vedere meglio il reale e l’irreale.

Ci mette davanti un autore che, mentre è davanti a sé, pensa a noi perché insieme andiamo prendendoci per mano, per fare una passeggiata quasi peripatetica.

Aristotele ci parla dell’esperienza, mentre Platone esce dalla caverna.

La ragione e l’anima si sposano e non trovano più riposo il quel divenire che la scrittura ammorbidisce con vocali, consonanti, dittonghi, sillabe, rime, controcanti e canti.

Quelli di Dante, per esempio, fanno della filosofia una Divina Commedia.

Qua, personaggi storici e la loro esperienza di vita, ci dicono che storia e filosofia sono insieme a dirci che senza libro nessuno sarebbe libero.

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