Associamolo a vedere se ci riusciamo, ma non ci riusciamo perché non crediamo, eppure quando ci alziamo al mattino crediamo che vivremo, quando andiamo a dormire crediamo che ci sveglieremo il giorno seguente. Poi, quando parliamo, crediamo a quello che diciamo e, se poi scriviamo qualsiasi cosa, legale o narrativa, crediamo.

Quando amiamo crediamo, se ci capita di avere un amico, crediamo che sia un amico, se siamo convinti di essere “ vinti” crediamo.

Adesso stiamo leggendo e crediamo di saper leggere.

Abbiamo voglia di pizza e crediamo che abbiamo voglia di pizza, educhiamo i nostro figli, se ce li abbiamo, e crediamo.

Respiriamo, non ci accorgiamo, ma crediamo, pensiamo e crediamo che sia pensiero. Preghiamo se abbiamo paura e crediamo, mangiamo se abbiamo fame e preghiamo. Ridiamo se ci raccontano una barzelletta e crediamo di ridere, leggiamo il giornale e crediamo di leggere il giornale.

Vediamo i nostri genitori, magari li amiamo perché ci hanno cresciuto e crediamo di amare.

Vediamo la televisione e crediamo che sia la televisione perché crediamo di saperlo, siamo abituati.

L’uomo della pietra vedeva la pietra e provava ad usarla, e credeva che lo poteva aiutare per l’istinto alla vita.

Facciamo una partita a poker perché crediamo che possiamo vincere.

E poi, scusate!

Viviamo perché crediamo che sia meglio vivere che non.

Crediamo al medico perché ci serve e crediamo che lui abbia studiato.

Vediamo oggetti e persone e crediamo che esistano veramente.

Crediamo di avere un’anima e quasi la tocchiamo, anche se non la vediamo.

Pensiamo che la vita finisce e crediamo che un giorno succederà, anche se quello che ci riguarda in questo frangente è lo spirito.

Diciamo che ognuno ha la propria filosofia e crediamo nella filosofia che è implicita alla nostra vita.

Pensate: crediamo a un sacco di cose e la nostra fede è quasi incrollabile, punti di riferimento in cui la parola mento è abolita.

Allora, in fondo crediamo e, senza credere, non c’è neanche un vedere, sappiamo.

Della Certezza di Wittgenstein dice, a modo suo questo.

Quando l’ho comprato nel 1969 edizioni Einaudi ho chiesto al libraio perché costava così tanto.

Il libraio, che mi conosceva, mi ha risposto che pochi comprano questo libro perché pochi credono.

Gli ho risposto che forse la gente non sa di credere anche se è l’unico infinito che usa e pensa sempre.

Al momento sulla filosofia ho da dire questo, voi dite che è mistica ? Può darsi, ne parleremo ancora. Se vi interessa leggete perché quando leggete è inevitabile che credete di leggere.

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