1962 – Nel mese di agosto del 1962 , in California, viene trovata morta Norma Jeane Baker. La cosa mi interessa molto senza un motivo preciso, forse perché il caso non verrà mai risolto o forse perché il suo nome d’arte è Marylin Monroe. Fantastica Marylin, con te se ne andarono tanti sogni di tanti poveri cristi, come me.

Zimmermann – Nel settembre dello stesso anno, negli Stati Uniti, un certo Robert Allen Zimmerman incide un pezzo che sarà la colonna sonora di intere generazioni: “Blowin’ in the wind”! E come nome d’arte sceglie Bob Dylan.

I Beatles a TV7: Novembre 1962, a scuola qualcuno dice che la sera, alla televisione, durante la trasmissione TV7, si vedranno i quattro capelloni inglesi che si esibiscono davanti alla Regina! Si sono loro i Beatles! A dire il vero a quel tempo scrivevo “bitols” perché non sapevo come si scriveva. Fu in seguito la professoressa Brutti, di inglese, che mi e ci erudì. Il giorno dopo, a scuola, non si parlava d’altro. Mi colpì soprattutto vedere tante ragazze andare fuori di testa per quei quattro e constatai che a me non sarebbe mai successo. Alla batteria c’era Ringo Starr e Pete Best forse stava dicendo a se stesso quanto era stato stupido. I Beatles impazzavano con un brano storico, “Please please me” e per ascoltarlo andavo a casa di Ezio, un mio amico “ricco”, che aveva il giradischi e addirittura il mangiadischi col musicassette super8. Mi domandavo quanti soldi guadagnava il papà di Ezio, l’ingegnere che era venuto a Terni da Rho e che lavorava in Montedison. Pochi giorni dopo Ezio mi invitò a casa sua perché aveva una novità: il “gelosino”!!!

Il “Gelosino”: Vi chiederete cos’è, e vi rispondo che era una meraviglia! Era un registratore e dalla radio potevamo registrare e poi riascoltare tutto! Si chiamava “Gelosino” dal nome della fabbrica che lo produceva, la “Geloso”. Così registravamo le canzoni che la radio trasmetteva e poi andavamo in giro col Gelosino e le ascoltavamo quante volte volevamo. Si aggregarono molti amici e molte ragazze ed era un modo per scoprire quanto bello fosse pomiciare! Il luogo d’incontro era il Villaggio Polymer,dove abitavano i “ricchi”.

Un attentato – Una bomba esplode nella stazione ferroviaria di Verona uccidendo una persona. Viene indiziato di reato Herbert Kuhn , un altoatesino in contatto con l’OAS, l’organizzazione terroristica formata da coloni francesi che si oppongono all’indipendenza dell’Algeria. Non immaginavo neanche lontanamente che da lì a qualche anno con le bombe ci avremmo convissuto.

Il caso Mattei – Un aereo bireattore dell’AGIP, decollato da Catania Fontanarossa e diretto a Milano, si schianta al suolo con a bordo l’ingegner Enrico Mattei, grande capo dell’industria petrolifera di stato, l’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi). E’ accusato dalle compagnie petrolifere private anglosassoni di avere modificato le condizioni di sfruttamento delle riserve mondiali di idrocarburi a favore dei paesi del Terzo Mondo. Si sospetta che sia stato un attentato della mafia, commissionato dalla CIA. Con la morte di Mattei – meglio sarebbe dire “con l’assassinio di Mattei”, comincia la stagione dei “misteri di Stato”. L’omicidio Mattei fu archiviato in fretta e in furia dal Governo dell’epoca e nessun Magistrato si prese la briga di avviare una indagine. Ho come l’impressione che tutti volessero morto Enrico Mattei e provo un senso di disgusto.

La crisi di Cuba – La crisi di Cuba si verificò il 15 ottobre quando Mosca dislocò dei missili su territorio cubano puntati verso gli Stati Uniti. C’è da dire – per verità storica – che quello di Mosca fu un atto conseguente al tentativo di Washington di scatenare una rivolta contro Castro. Il tentativo, fallito, portò degli oppositori di Castro a sbarcare sull’isola e precisamente nella Baia dei Porci, sperando in una insurrezione popolare, che non ci fu! Da lì la richiesta di Castro a Mosca per difendersi.

Comincia così un braccio d ferro fra le due superpotenze che portò il mondo sull’orlo di una guerra atomica. Gli USA avevano messo il blocco navale all’isola e chiesero il ritiro dei missili.

Dopo giorni di tensione, Mosca, vista la fermezza di Washington, ordinò il ritiro dei missili in cambio della promessa dell’indipendenza dell’isola dagli Stati Uniti. In realtà gli Stati Uniti dovettero promettere di smantellare le loro basi missilistiche in Turchia, cosa che fecero 6 mesi più tardi ufficialmente perché vecchie e inutili.

1963 – L’estate del 1963 fu importante perché per la prima volta andavamo al mare. Pagava mio zio, che aveva a cuore mia madre e noi tre figli, che vivevamo lontano dalla “famiglia”, che aveva base a Giglio di Veroli, provincia di Frosinone.

Fermenti – Il 9 ottobre, a Roma durante una manifestazione sindacale avvengono incidenti. Strani personaggi in tuta mimetica e in divisa da poliziotto aggrediscono pesantemente i manifestanti provocando centinaia di feriti e molti danneggiamenti. Il senatore Ferruccio Parri accusa il Colonnello Rocca di aver mandato i provocatori. Ne scaturisce una polemica che porterà alla nascita di “Gladio”, del “piano solo” e di altre “stronzate” del genere.

Dallas – A Dallas, in Texas, una serie di colpi di arma da fuoco, di cui sarà incolpato Lee Oswald, raggiunge ed uccide il Presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy, mentre sta transitando con il corteo presidenziale di auto. Anche questo omicidio è pieno di lati oscuri e mi convinco sempre più che ogni nazione ha i propri misteri. Misteri che si infittiscono pochi giorni dopo quando Lee Oswald viene a sua volta assassinato da tale Jack Ruby che, indisturbato, entra nel comando della locale polizia, scende nei sotterranei e fredda Il malcapitato Lee Oswald. Ora ditemi voi come è possibile una cosa simile? Ma come: se devo entrare nella mia banca mi contano anche i peli del culo e questo se ne va bello bello a spasso per il comando di polizia e pure armato. Non prendiamoci per il culo per favore!

Nobel – Evviva il “genio italico”. Natta vince il Premio Nobel per la Chimica. Alfredo Nobel, svedese inventore della dinamite, ha legato il suo nome ad un premio che premia il lavoro di persone legate ad ogni settore dell’umana cultura.

La tragedia del Vajont – Avvenne il 9 ottobre 1963: una frana di notevoli proporzioni (circa 260 milioni di metri cubi di materiale), staccatasi dal monte Toc, precipitò nel bacino artificiale del Vajont.

Il materiale caduto, riempì l’invaso e il violento impatto provocò un’ondata enorme che, dopo avere lambito gli abitati di Erto, Casso e S. Martino, si abbatté sulla diga asportandone la parte superiore; quindi si incanalò nella profonda gola del Vajont, raggiungendo la sottostante Valle del Piave e cancellando in pochi minuti il grosso centro di Longarone ed altri abitati minori.

La catastrofe provocò oltre 2000 morti ed ebbe una logica conseguenza penale. Studi successivamente fatti posero in evidenza una serie di cause, alcune delle quali tuttora scarsamente conosciute, che in concomitanza avrebbero condotto alla catastrofe.

Io non so se la catastrofe poteva essere evitata, ma so che troppo spesso alcuni lavori vengono eseguiti cercando di lucrare sui materiali. Troppo spesso i lavori pubblici sono causa di drammatiche tragedie.

Vacanze – Come detto, per la prima volta andammo al mare. A Sabaudia. All’epoca era una meta per chi voleva spendere poco, oggi è diventata una meta per VIP. Mio zio affittò una casa grande (eravamo in 10!), ma la cucina era piccola ed allora per mangiare apparecchiavamo all’aperto. La casa era proprio sul mare ed io – che già allora ero mattiniero – facevo lunghe camminate sul bagnasciuga. Rispetto ai miei cugini e ai miei fratelli, me e stavo da solo e passavo ore ed ore a vedere quelli che facevano il gioco delle “tre carte”. Col tempo mi resi conto che quel mucchio di gente era solo corollario: erano tutti “compari” e aspettavano solo il fesso di turno da spennare! Che puntualmente trovavano! È incredibile come le persone – alcune almeno – siano masochiste al punto da sapere che ti stanno fregando e si lascino fregare!

Nel mio osservare cercavo di capire dove quel tipo metteva l’asso e avevo capito che il “tracciato” era sempre lo stesso: praticamente potevo rintracciare l’asso anche senza vedere i movimenti che faceva. E così ogni volta che mi capitava di incrociare uno di questi “giocolieri” ripassavo il compitino. Poi, un giorno divenni maggiorenne (ci volevano 21anni) e a Terracina mi misurai con uno di loro.

Ricordo che all’inizio avevo timore di sbagliare, la posta in gioco era 1.000 lire. Indovinai e i miei fratelli mi spingevano per mollare e andare via con le 1.000 lire. “Va bene” dissi. Ma la voce del biscazziere mi fermò: “giovinò la tenite la 5.000 lire?”.

“Certo” risposi.

“E allora se a tenite dimostra che tieni e palle, giocatevelle”.

Cominciò a muovere velocemente quelle tre carte e la sua voce nel dire “carta vince carta perde” era fastidiosa. Ripetevo a me stesso “il tracciato Danilo, segui il tracciato”. I miei occhi erano velocissimi e siii era quello il tracciato. L’asso sembrava fosse alla mia destra e invece no, io sapevo che era al centro. I “compari” puntarono tutti la carta sbagliata per influenzarmi ed anche un gruppo di stranieri ed una coppietta di Milano, puntarono sulla carta sbagliata. Io posai le 5.000 lire su quella centrale. Fui l’unico a vincere. Poi me ne andai e i miei fratelli tirarono un sospiro di sollievo.

Danilo Mar

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