Un pensiero “vecchio” ma sempre attuale, dove ognuno ha il diritto di sbagliare, ma anche il dovere di correggere i propri errori.

(pensato e scritto circa 62 anni fa da Gandhi – Tratto da: Il pensiero etico-politico di Gandhi –Einaudi)

Eccovi un pensiero estetico ed etico sulla democrazia vissuta in un epoca non sospetta, ma così legata ad una realtà italiana da sembrare scritta ieri. Un concetto nuovo, vissuto in maniera diversa, dove la democrazia non è una visione di pochi eletti, ma diviene una nuova visione concettuale di umanesimo “a portata di tutti”, dove anche “la signora Pina” ha competenze sufficienti per gestire una forma di famiglia più grande, non legata a forme obsolete di governo (vedi sinistra, centro o destra), ma al ritorno all’essenziale …….. la democrazia come un onda che smuove pensieri e coscienze.

Serve competenza sicuramente, ma ancora di più buon senso, il buon senso del vivere quotidiano in una dimensione quotidiana di normalità .

Rimaniamo sempre stupiti dalla saggezza dei grandi…….ma ancora di più da quella della gente comune, come Nonna Iolanda che ha allevato 5 figli, di cui uno invalido, durante una guerra mondiale … a lei la vera laurea sia in filosofia applicata che in economia e commercio, a lei la vera lode di Gandhi.

Nello <<stato non violento>> ogni individuo è libero di forgiare la propria vita in solidale collaborazione con tutti gli altri individui, ciascuno << ha il diritto di sbagliare>> ma anche<< il dovere di correggere i propri sbagli >>. In un siffatto stato ciascuno ha uguali possibilità di realizzare se stesso,il che implica che ciascuno debba godere e poter effettivamente fruire di certe libertà fondamentali tra cui quella di pensiero, quella religiosa (per il religioso Gandhi lo stato non dovrebbe impartire alcun tipo di educazione religiosa), quella di parola e di associazione.

Lo stato non violento è uno stato democratico, formato da individui autonomi che partecipano responsabilmente alle decisioni della società a tutti i livelli; in esso il potere è di tutti, ed è distribuito ugualmente tra tutti e l’autorità statale è controllata dai cittadini.

Gandhi era piuttosto critico nei confronti del sistema parlamentale, almeno per come lo vedeva funzionare nei paesi occidentali, nei quali la democrazia gli sembrava sempre più puramente formale, burocratizzata e luogo di corruzione e intrighi.

Omissis

<<La vera democrazia non è incompatibile con il fatto che poche persone rappresentino lo spirito, la speranza e le aspirazioni di coloro che rappresentano>>; per questa ragione egli era contrario al sistema bicamerale.

Gandhi teneva a sottolineare che il sistema di elezioni indirette da lui prospettato non comportava la creazione di una gerarchia piramidale:preferiva la metafora <<dei cerchi oceanici>>.

Scriveva Gandhi già nel 1946: <<Questa struttura composta da innumerevoli villaggi dovrà essere costituita da cerchi che si allargano sempre di più e mai da cerchi ascendenti.La società non dovrà essere una piramide con il vertice sostenuto dalla base.

Dovrà al contrario essere un cerchio oceanico al cui centro dovrà trovarsi l’individuo, sempre pronto a perire per il villaggio , il quale a sua volta sarà sempre pronto a perire per l’insieme dei villaggi, fino a che l’intero tessuto sociale diverrà un insieme di individui mai aggressivi e arroganti ma sempre umili, partecipi della potenza del cerchio oceanico di cui fanno parte integrante.>>

Con infinito rispetto . . . Valter Giraudo

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