Posted by Simone Fieni.
Posted by Simone Fieni.
Il pensiero etico di Gandhi (V. Giraudo)
Un pensiero “vecchio” ma sempre attuale, dove ognuno ha il diritto di sbagliare, ma anche il dovere di correggere i propri errori.
(pensato e scritto circa 62 anni fa da Gandhi – Tratto da: Il pensiero etico-politico di Gandhi –Einaudi)
Eccovi un pensiero estetico ed etico sulla democrazia vissuta in un epoca non sospetta, ma così legata ad una realtà italiana da sembrare scritta ieri. Un concetto nuovo, vissuto in maniera diversa, dove la democrazia non è una visione di pochi eletti, ma diviene una nuova visione concettuale di umanesimo “a portata di tutti”, dove anche “la signora Pina” ha competenze sufficienti per gestire una forma di famiglia più grande, non legata a forme obsolete di governo (vedi sinistra, centro o destra), ma al ritorno all’essenziale …….. la democrazia come un onda che smuove pensieri e coscienze.
Serve competenza sicuramente, ma ancora di più buon senso, il buon senso del vivere quotidiano in una dimensione quotidiana di normalità .
Rimaniamo sempre stupiti dalla saggezza dei grandi…….ma ancora di più da quella della gente comune, come Nonna Iolanda che ha allevato 5 figli, di cui uno invalido, durante una guerra mondiale … a lei la vera laurea sia in filosofia applicata che in economia e commercio, a lei la vera lode di Gandhi.
Nello <<stato non violento>> ogni individuo è libero di forgiare la propria vita in solidale collaborazione con tutti gli altri individui, ciascuno << ha il diritto di sbagliare>> ma anche<< il dovere di correggere i propri sbagli >>. In un siffatto stato ciascuno ha uguali possibilità di realizzare se stesso,il che implica che ciascuno debba godere e poter effettivamente fruire di certe libertà fondamentali tra cui quella di pensiero, quella religiosa (per il religioso Gandhi lo stato non dovrebbe impartire alcun tipo di educazione religiosa), quella di parola e di associazione.
Lo stato non violento è uno stato democratico, formato da individui autonomi che partecipano responsabilmente alle decisioni della società a tutti i livelli; in esso il potere è di tutti, ed è distribuito ugualmente tra tutti e l’autorità statale è controllata dai cittadini.
Gandhi era piuttosto critico nei confronti del sistema parlamentale, almeno per come lo vedeva funzionare nei paesi occidentali, nei quali la democrazia gli sembrava sempre più puramente formale, burocratizzata e luogo di corruzione e intrighi.
Omissis
<<La vera democrazia non è incompatibile con il fatto che poche persone rappresentino lo spirito, la speranza e le aspirazioni di coloro che rappresentano>>; per questa ragione egli era contrario al sistema bicamerale.
Gandhi teneva a sottolineare che il sistema di elezioni indirette da lui prospettato non comportava la creazione di una gerarchia piramidale:preferiva la metafora <<dei cerchi oceanici>>.
Scriveva Gandhi già nel 1946: <<Questa struttura composta da innumerevoli villaggi dovrà essere costituita da cerchi che si allargano sempre di più e mai da cerchi ascendenti.La società non dovrà essere una piramide con il vertice sostenuto dalla base.
Dovrà al contrario essere un cerchio oceanico al cui centro dovrà trovarsi l’individuo, sempre pronto a perire per il villaggio , il quale a sua volta sarà sempre pronto a perire per l’insieme dei villaggi, fino a che l’intero tessuto sociale diverrà un insieme di individui mai aggressivi e arroganti ma sempre umili, partecipi della potenza del cerchio oceanico di cui fanno parte integrante.>>
Con infinito rispetto . . . Valter Giraudo
Ma è grazie a persone così che qualcosa nella storia è cambiato, e ci vorranno sempre persone così che pensano oltre il proprio piccolo “io” pr portare altri cambiamenti!
ciao a tutti e… Buone Vacanze!!!
Leggo molta saggezza nelle parole di Gandhi certo, visto ciò che accade nel nostro tempo, sembra davvero utopistico.
Già Peppino, ma Madre Teresa di Calcutta insegna: “tante piccole gocce, possono formare un Oceano…”.
Per tornare alla nostra storia, ho trovato interessante la visita al Museo Ladino in Trentino dove è documentata un tipo di società che non aveva subito la tipica impostazione feudale e, scoperta interessante, le donne contavano molto!!
Concordo con il tuo pensiero Valter.
Un caro saluto
Maristella
Frazer ne “Il ramo d’oro”, monumentale opera di antropologia, ha detto che in passato esisteva il matriarcato e l’ha documentato. Mi chiedo: qual è la differenza? Interessante invece questa cosa che hai visto nel Trentino.
Gandhi era un induista, in rigorosa aderenza ai principi universali espressi dalla dottrina vedica. Non era, quindi, un “democratico”, perché né la dottrina metafisica, unica in tutte le sue forme tradizionali, e nemmeno le religioni non duali, sono democratiche. Questo è semplice da vedere, perché il principio sul quale prende avvio la democrazia è di un ordine quantitativo e non qualitativo, attribuendo la ragione alla maggioranza che è solo una quantità. Quello che viene chiamato “buon senso” non è un principio, essendo diverso se espresso da un pacifista o da un nazista. Il buon senso deriva da una forma di sentimentalismo che è di tipo morale, e la morale cambia col variare delle culture e delle latitudini, perché è il risultato dell’intrusione dell’emotività all’interno dei principi. Solo i principi universali non mutano, nella loro essenza, non certo nelle loro interpretazioni distorte dall’incomprensione umana. Prima di fare un esempio di principio universale occorre ricordare che universale indica “valido per tutta la manifestazione della realtà”. È un principio universale la legge che impone al tutto il movimento, mentre, a propria volta, essa non è sottomessa al mutare degli eventi, almeno fino a quando sussisterà la manifestazione esteriore dell’universo. Altro principio universale è costituito dalla relazione, analogica e invertita, che vuole il sopra essere invertito e capovolto nel sotto. Molteplici, e coordinati in un rapporto gerarchico tra loro, sono i principi universali, e questo rapporto dipende dal grado di approssimazione che ognuno di loro ha al Principio primo che è il riflesso dall’Assoluto. Prossimità di ordine logico, ontologico e, infine, temporale. Per questa molteplicità i princìpi non possono essere “assoluti”, perché l’Assoluto deve essere unico e totale, non potendo sussistere nulla al di fuori di questa assolutezza. La loro fissità è sempre in relazione al movimento e non all’Assoluto, il Quale è oltre ogni relazione e dualità.
Citazione: Scriveva Gandhi già nel 1946: <>
———————————————————————————————————————————————————————————————————
Questa interpretazione di Gandhi indica che lui traspone la centralità dell’Uno all’origine della molteplicità sociale, e questo è lo specchio della modalità creativa universale la quale è, essenzialmente e sostanzialmente, di un ordine qualitativo prima che quantitativo. Non è una visione attribuibile al principio democratico che pone l’individuo esclusivamente al centro di interessi specifici di potere, i quali usano le individualità ai loro fini personali. Mai una verità può essere piegata e costretta a cambiare in seguito all’opinione dei molti, ed è noto come l’intelligenza della massa di individui debba sempre corrispondere a quella del suo elemento meno dotato. È dall’Unità che procedono i molti, non il contrario, per questo nessuno società, che voglia dirsi tradizionale e di principio, si organizzerà democraticamente. Il fatto, incontrovertibile, che nei tempi odierni l’organizzazione democratica sia rimasta l’unica sostenibile, mostra quanto questo ciclo storico sia lontano dalla centralità, dalla quale il tempo ha preso avvio nel suo scorrere ciclico. È, quindi, un sintomo di degrado sociale e non di perfezione.
« NELSON MANDELA: IL SIMBOLO DEL SUD AFRICA Next Post
Quante altre cose ci siamo persi ? (S. Fieni) »
Gandhi, a modo suo, anelava all’Isola di Utopia di Tommaso Moro, così come il Che voleva partire dalla Bolivia per liberare le americhe. Tutti e due uccisi, anche se in modo diverso. Ma non sarà forse che non esiste l’uomo, che non esiste l’umanità ? Che questa è un’invenzione dell’illuminismo? Non sarà che non esistono geometrie, perfino i cerchi concentrici di Gandhi, l’universo curvo di Einstein? Ma che Euclide continua ad essere la nostra retta, il nostro punto e noi non ci rassegnamo ad essere quello che siamo? UN PUNTO DELL’UNIVERSO.