Sono cominciati oggi per più di 500.ooo giovani gli esami di maturità.

Ascoltavo stamattina un intervista dello scrittore Antonio Scurati proprio su questo argomento.

Lui sosteneva che la scuola è morta e che quella attuale sarà la prima generazione a non avere una formazione proprio da quelle istituzioni che dovrebbero fornirla.

Io ricordo quell’ esame un pò come il mio debutto in società.

E’ stata la prima prova “seria” che ho affrontato, anche perché poi si parlava di Università, con la U maiscola appunto, non più solo di scuola.

Insomma, per me si apriva un mondo completamente nuovo: il mondo della vita.

Oggi forse è difficile “fare” formazione anche perché questo mondo della vita si presenta molto in anticipo.

Non c’è più la coperta di Linus o il peluche che qualcuno ancora conserva in soffitta, ma la console che anticipa di qualche mese il primo cellulare.

I genitori spesso sono presi dalle necesssità di un tenore di vita che impone un ritmo di lavoro senza sosta a tutti e due i coniugi, con spazi di tempo libero forse troppo angusti, per sperare in una relazione costruttiva e serena con i propri figli.

E si arriva all’ esame di maturità armati ormai di sofisticati apparecchi che, a volte, richiedono un’abilità tale nell’ essere usati, che forse valeva la pena studiare le materie d’esame !

Certo, la scuola è noiosa oggi, si potrebbe replicare, per i contenuti che propone, spesso non attuali.

Dicevamo, ricordando  Scurati, la scuola è morta.

Ma la scuola, credo, è solo un anello della catena, ormai debole già in altri punti: la famiglia, le relazioni, i valori.

Si parla tanto di 5 in condotta, per esempio.

Io, in seconda liceo, rischiai l’ anno proprio per la condotta, perché stavo cercando la mia strada verso la crescita.

Beh, su quella strada incontrai il mio professore di matematica e fisica, che mi mise una nota.

Stetti così male quei giorni, che cambiai strada immediatamente !

Una buona parte del mio diploma e della successiva laurea, conseguiti a pieni voti, li devo a quel NO energico del mio professore, che aveva capito che, in fondo, stavo crescendo ed andavo educato.

E voi ?

Ricordate la vostra esperienza ?

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