Posted by Simone Fieni.
Posted by Simone Fieni.
Gli esami non finiscono mai (S. Fieni)
Sono cominciati oggi per più di 500.ooo giovani gli esami di maturità.
Ascoltavo stamattina un intervista dello scrittore Antonio Scurati proprio su questo argomento.
Lui sosteneva che la scuola è morta e che quella attuale sarà la prima generazione a non avere una formazione proprio da quelle istituzioni che dovrebbero fornirla.
Io ricordo quell’ esame un pò come il mio debutto in società.
E’ stata la prima prova “seria” che ho affrontato, anche perché poi si parlava di Università, con la U maiscola appunto, non più solo di scuola.
Insomma, per me si apriva un mondo completamente nuovo: il mondo della vita.
Oggi forse è difficile “fare” formazione anche perché questo mondo della vita si presenta molto in anticipo.
Non c’è più la coperta di Linus o il peluche che qualcuno ancora conserva in soffitta, ma la console che anticipa di qualche mese il primo cellulare.
I genitori spesso sono presi dalle necesssità di un tenore di vita che impone un ritmo di lavoro senza sosta a tutti e due i coniugi, con spazi di tempo libero forse troppo angusti, per sperare in una relazione costruttiva e serena con i propri figli.
E si arriva all’ esame di maturità armati ormai di sofisticati apparecchi che, a volte, richiedono un’abilità tale nell’ essere usati, che forse valeva la pena studiare le materie d’esame !
Certo, la scuola è noiosa oggi, si potrebbe replicare, per i contenuti che propone, spesso non attuali.
Dicevamo, ricordando Scurati, la scuola è morta.
Ma la scuola, credo, è solo un anello della catena, ormai debole già in altri punti: la famiglia, le relazioni, i valori.
Si parla tanto di 5 in condotta, per esempio.
Io, in seconda liceo, rischiai l’ anno proprio per la condotta, perché stavo cercando la mia strada verso la crescita.
Beh, su quella strada incontrai il mio professore di matematica e fisica, che mi mise una nota.
Stetti così male quei giorni, che cambiai strada immediatamente !
Una buona parte del mio diploma e della successiva laurea, conseguiti a pieni voti, li devo a quel NO energico del mio professore, che aveva capito che, in fondo, stavo crescendo ed andavo educato.
E voi ?
Ricordate la vostra esperienza ?
La scuola… cavoli… ogni tanto stento a ricordarmela!!! Sicuramente, come dici, una volta esistevano valori importanti, che oggi non si trovano quasi più, a partire dalla famiglia. Questa società ci succhia in un vortice terribile che vuole cancellare la nostra personalità. Ecco che è importante mantenere vivi i valori e non essere succubi della vita, ma dobbiamo scegliere sempre noi come viverla!!!
ciaooooooo
Sono d’accordo con Antonio Scurati, l’alternativa? Solo un nuovo Socrate o un nuovo Platone visto che conosciamo quello da questo. La scuola peripatetica di Aristotele? Non siamo in Grecia e i tempi non sono cambiati, sono precipitati e ci sono solo salvati, sopravvissuti.
Ricordare è sempre importante: la nostra “memoria” è la traccia del nostro vissuto.
La Scuola Media la ricordo come non molto positiva per me che ero timida, chiusa, con i dentoni e l’apparecchio che non sopportavo.
Eh sì, ero un brutto anatroccolo! L’Istituto Statale d’Arte è stato per me occasione di fondamentali esperienze creative: ho scoperto che di “diversi” ce ne erano molti e tutti in gamba! La fortuna è stata l’avere, come ins.ti, grandi artisti che ricordo con affetto: gli anni più belli della mia vita scolastica. L’esame di maturità una prova importante, dimagrii ben sei chili e, la soddisfazione: 60/60!! La frase che ricordo? “Questa ragazza, può fare molto di più: quand’è che ti metti a lavorare seriamente?”
Un caro saluto
Maristella Angeli
bhe,non li scordera’ mai nessuno gli esami di maturita’……quel senso di onnipotenza appena si finiscono……un peso lungo 5 anni…..che di colpo libera lo spirito…….alla fine il risultato neanche importava….era l’atto di forza nell’affrontare piu’ che altro una prova psicologica,,,,la prima prova vera dell’essere non piu’ ragazzini ma gente matura……se ci ripenso ora mi vien nostalgia…..nostalgia di una tensione che mai piu’ ritornera’.
Dici bene Carmen… nostalgia di una tensione che mai più tornerà… ma la gioia di averla vissuta pienamente!
Ragazzi, che vi devo dire? Io non li ho vissuti in questa maniera così importante. Non so, mi sono sembrati una pura formalità…
Vero Fabio, una formalità che spesso confonde la realtà amplificandone l’importanza.
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E come se la ricordo, caro Simone! Dovetti affrontare l’insulso tema su Norberto Bobbio (chi se lo ricorda?). Una frase sul rapporto cultura – vita politica talmente generalizzata e decontestualizzata da risultare inutile in quanto traccia. Risultato, per me che ero abituato ad avere una media altissima (la media dell’otto) nei temi di Italiano: un deludente sette. Io, tuttavia, penso che la scuola non vada rinnovata tanto nei contenuti quanto nel modo di “educare” gli alunni e i ragazzi. Come dici anche tu, a volte un “NO” può cambiarti la vita in meglio.