Posted by Simone Fieni.
Posted by Simone Fieni.
Cilindro (A.Liguoro)

L’impianto, come si vede, è di ispirazione futurista, una corrente artistica che, in questo periodo, mi interessa molto e attorno alla quale sto lavorando.
La struttura della poesia, descrive un CILINDRO ( lo spazio ), però ricorda anche una CLESSIDRA (il tempo); l’UOMO è al centro, ma senza forzature enfatiche.
In definitiva, però, c’è qualcosa di sottofondo, che non emerge in modo palese, che dovrebbe ricordare un’arpa, comunque uno strumento a corda.
Il riferimento è, con intenzione assolutamente palese, ad un’opera scultorea, che ho avuto modo di vedere, dedicata al grande artista napoletano, nonché mio vecchio amico, lo scultore Giovanni De Vincenzo, “Nino”, in occasione della celebrazione in laude magistris voluta nel 2008 da alcuni artisti che si sono riconosciuti nella sua scuola indipendentemente dal fatto che fossero stati o meno suoi allievi, in particolare lo scultore Ernesto Pengue, autore anche dell’opera suddetta, alla quale la poesia stessa si ispira .
Ho riportato i materiali normalmente utilizzati dal maestro De Vincenzo, come a me indicati da sua figlia Clelia, nello stesso preciso ordine in cui mi sono stati dati, convinto come sono che “i segni” hanno un loro significato recondito, che non va mai manipolato.
Ho aggiunto, le parole, i pensieri, i versi che, d’istinto, pensando all’amico Nino, mi si presentavano sul foglio.
Ma questo non ha importanza decisiva. Non bisogna guardare alle parole. Avrebbero potuto essere altre, o diversamente disposte, o avrei potuto aggiungerne altre (non mancano: il bene il male, i sogni ecc. – peraltro è nel costrutto d’insieme il senso onirico).
Quello che importa è il suono in se stesso delle parole (come tra vari violini o, appunto, lire, arpe, chitarre, nessuno andrebbe mai a preoccuparsi dei singoli materiali, ma piuttosto di come vibrano, che cosa trasmettono) e il suono che chi legge riesce a trarne.
Ho, successivamente, immerso il tutto nei 4 elementi fondamentali ACQUA, TERRA, FUOCO, ARIA come si può notare guardando con attenzione l’immagine scannerizzata.
Non so se lo merito, ma ringrazio di vero cuore
Interessante! L’immagine visiva, è sicuramente determinante.
Un saluto
Maristella
Nelle mani dell’artista la materia mostra la propria origine spirituale solo quando l’artista è un essere che celebra la spiritualità attraverso un’arte che diviene rituale e sacra. Purtroppo il futurismo è la cosa più lontana dalla spiritualità, ed è la consacrazione dell’arte al materialismo che ribalta i valori dell’essere. Lo schema riportato sopra rappresenta soltanto la pienezza gonfia di chi pensa di poter racchiudere la totalità delle possibilità del creato in uno schemino sistematizzato. Nessuna sistematizzazione può comprendere la realtà, perché in quanto sistema deve necessariamente escludere ciò che non appartiene a quel sistema, e se nulla sfuggisse allora non sarebbe più un sistema di pensiero né nessun altro tipo di sistema, ma diverrebbe pura consapevolezza incomunicabile. L’Arte merita questo nome quando è l’espressione tangibile e sovra individuale di un Mistero che parla solo nel silenzio assoluto.
« Festa della Repubblica, ci sarà sempre (P. Fieni) Next Post
Viaggio nell’ universo (Ignazio S. Basile) »
Semplicemente geniale!
Complimenti!
Valter