Posted by Simone Fieni.
Posted by Simone Fieni.
Visione dentro uno squarcio di luce (D. Bardelli)
Il cielo grigio corre-
qua e là squarci di luce-
mi tuffo nel più grande
l’esploro, cerco-
nubi chiare di sole
mi accarezzano il viso-
nuoto senza peso
come un palloncino a cui
una mano invisibile
dia piccoli colpetti
con dita delicate-
rimbalzo leggera
tra una nube e l’altra
dentro questo uovo chiaro
che è lo squarcio di luce-
che non si chiude
che nessuna nube grigia, bianca o nera copre-
di lì beati
si osserva divertiti il mondo.
divertire qualcuno è la cosa più bella che si possa fare …grazie del commento
Dianella
Sono d’accordo, grazie a lei per averla scritta.
Divertirsi fa sempre bene. E anche sognare!
SLENDIDA POESIA COMPLIMENTI.
Non ho mai creduto alla felicità dei due cuori e una capanna,anche perché una capanna per il fatto di essere abitata da due cuori,non per questo diventa una reggia. E di regge hanno bisogno gli artisti, e di re e di mecenati e di gente che crede nel bello,cosa sempre più improbabile in questo mondo di ipocriti e di ragionieri. Avete tramutato la vostra abissale sofferenza in dolcezza e intimità,se siete artisti trasformatela in forza e in urlo,perché sorde sono diventate le orecchie dei più sensibili solo al tintinnio del denaro. Garanzia di quella sicurezza che voi avete rinunciato. E la vostra rinuncia non deve essere silenzio e neppure abbraccio di consolazione,ma deve partorire bellezza. Oggi la vita degli artisti è la più coraggiosa e nella loro sofferenza c’è ad un tempo quel che può proteggere dal male e può dispensare dal benessere. Perché la loro sofferenza è lo stato di eccesso di cui il benessere è soltanto privazione e che tutte le persone benestanti hanno evitato per paura. C’è infatti in voi artisti qualcosa che nessun medico capirà mai. Voi siete al di fuori o al di sopra della vita, e avete dei mali che nessun uomo conosce. Voi superate il livello del normale,è di ciò che gli uomini vi accusano. Avvelenate la loro quiete,dissolvete la loro stabilità. Non spegnete nell’intimità quel vostro dolore irreprimibile che è quello di essere inadattabili a qualsiasi stato conosciuto. Raccontate agli adattati quel residuo di speranza che è il non-adattamento. Mettetevi in scena. E alla fine,non so se nel compatimento o nel turbamento,ve ne saremo grati’’. By Candido Autero // alias Caravaggggio. Pittore artiatco Napoli ( Italy )
« Viviamo l’universo (A. Ingemi) Next Post
L’ universo e l’uomo (C. Gullo) »
Senza forza di gravità e lo sguardo dell’astronauta. Una poesia che forse gli astronauti hanno visto? Chissà! Comunque mentre leggevo mi sono divertito, forse come succede a loro.