Per la rubrica GLI AUTORI ED I LORO CUORI, Luigi Gulizia ci propone un articolo scritto il 14 giugno 2006 che, per il tema che affronta e per come lo affronta, sicuramente riflette ancora l’ attualità.

“La figura dell’eroe, o meglio la sua nuova mitologia che ormai dilaga nei quotidiani bollettini di guerra che giungono dalla terra devastata d’Irak, è risorta nell’America del 2001 con la fraseologia teologica del novello gran sacerdote George W. Bush.
Dapprima utilizzata per descrivere il sacrificio reale di quei pompieri che persero la vita tra le fiamme delle Torri Gemelle nel tentativo di soccorrere coloro che erano rimasti intrappolati nel rogo, è stata progressivamente estesa con ritmo incalzante a quanti, in un modo o nell’altro, sono stati coinvolti in modo mortale nello scatenamento della cosiddetta “guerra al terrorismo”.
Ma non è senza ragione che il mito dell’eroe è stato fatto abilmente risorgere in questi anni coniugando con esso un’ appropriata comunicazione mediatica e i rituali governativi che il mito stesso alimentano in modo che non sappiamo definire se più ridicolo o più inverecondo e forse ambedue.
In realtà, se penetriamo oltre le barriere delle immagini e delle parole, ci accorgiamo che si tratta di una semplice, per quanto abile, vergognosa operazione di marketing commerciale finalizzata a “vendere la guerra” nel suo mercato occidentale in primo luogo e alle ramificazioni internazionali di questo stesso mercato.
Se qualsiasi guerra ha sempre avuto bisogno, infatti, della sua cornice di eroi da parte di tutte le parti combattenti, ma tali, infine, sono divenuti solo quelli della parte vittoriosa, tanto più di essi vi è bisogno nell’attuale guerra da parte di un paese come gli Stati Uniti d’America che, rimuovendo con spudorata disinvoltura il pretesto delle famigerate “armi di distruzioni di massa”, lo hanno piamente sostituito con una evangelica missione per “la democrazia e la libertà”.
E’ giunto ormai il tempo di dire “BASTA” con forza a quanti in giro per il mondo sfruttano le leve di un potere conquistato su masse private di capacità di comprensione e discernimento e utilizzate come clave per gli squallidi giochi di interessi economici che sono il vero movente di ogni guerra fin qui combattuta. Ma è giunto anche il tempo di dire “BASTA” con uguale forza ai cervelli malati che all’ombra del potere alimentano le loro perversioni psichiche succhiando il sangue e l’anima di un genere umano che ogni giorno vede depredate le proprie energie vitali per rifornirne coloro che gli parlano suadentemente di “democrazia e libertà” tacendo che così intendono in realtà il loro potere e la loro libertà.
Il mondo degli umani è stanco di eroi e soprattutto di eroi per decreto di fanfare presidenziali che nascondono, dietro lo sventolio delle bandiere e le note delle trombe funebri, volti ripugnanti di piccoli “presidenti” criminali giullari di un circo di morte.”

Luigi Guliza

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