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	<title>Commenti a: La Pace nel Mondo</title>
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	<description>il blog a misura d&#039; uomo</description>
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		<title>Di: peppino fieni</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/04/11/la-pace-nel-mondo/comment-page-1/#comment-1010</link>
		<dc:creator>peppino fieni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 15:56:04 +0000</pubDate>
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		<description>Accidenti, leggo di una guerra 
giusta! Peccato, sono arrivato,
ho sempre pensato  che mi
avrebbe portato a terra
la guerra,
ho sbagliato, ma l&#039;ho sempre 
pensato.
Brecht facciamo un brek
dopo il cimento qui sopra
possiamo alzare il mento.
Accidenti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Accidenti, leggo di una guerra<br />
giusta! Peccato, sono arrivato,<br />
ho sempre pensato  che mi<br />
avrebbe portato a terra<br />
la guerra,<br />
ho sbagliato, ma l&#8217;ho sempre<br />
pensato.<br />
Brecht facciamo un brek<br />
dopo il cimento qui sopra<br />
possiamo alzare il mento.<br />
Accidenti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Massimo Vaj</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/04/11/la-pace-nel-mondo/comment-page-1/#comment-995</link>
		<dc:creator>Massimo Vaj</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 16:29:11 +0000</pubDate>
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		<description>La guerra non è fatta solo dagli uomini, ma anche quando la fanno le formichine rosse contro i formiconi neri, il terreno si copre di cadaveri. Questo, però, non è l&#039;unico risultato, perché nella parola &quot;guerra&quot; c&#039;è una guerra di significati che si accapigliano nella confusione, rabbiosa o pacificatrice. Sì, perché la guerra ha due volti che non si vogliono guardare negli occhi: quello che vuole attaccare e l&#039;altro che si deve difendere. La guerra non è sempre inutile distruzione, ma può anche rompere e ricomporre equilibri che una pace nel terrore aveva ridotto a simulacri pietosi, intrisi di vigliaccheria umana. Dietro a ogni pace c&#039;è stata una guerra e se la pace è buona per vincitori e vinti, quella guerra è stata giusta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La guerra non è fatta solo dagli uomini, ma anche quando la fanno le formichine rosse contro i formiconi neri, il terreno si copre di cadaveri. Questo, però, non è l&#8217;unico risultato, perché nella parola &#8220;guerra&#8221; c&#8217;è una guerra di significati che si accapigliano nella confusione, rabbiosa o pacificatrice. Sì, perché la guerra ha due volti che non si vogliono guardare negli occhi: quello che vuole attaccare e l&#8217;altro che si deve difendere. La guerra non è sempre inutile distruzione, ma può anche rompere e ricomporre equilibri che una pace nel terrore aveva ridotto a simulacri pietosi, intrisi di vigliaccheria umana. Dietro a ogni pace c&#8217;è stata una guerra e se la pace è buona per vincitori e vinti, quella guerra è stata giusta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Vittoria Arena</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/04/11/la-pace-nel-mondo/comment-page-1/#comment-70</link>
		<dc:creator>Vittoria Arena</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 14:33:57 +0000</pubDate>
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		<description>Girano presenze girano
la tua è una sana gioia
che sta per diventare qualcosa
di quieto e rosato
pari al tramonto
quando muta i colori 
tra dolci elisir
placa ansie
al soffio del grecale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Girano presenze girano<br />
la tua è una sana gioia<br />
che sta per diventare qualcosa<br />
di quieto e rosato<br />
pari al tramonto<br />
quando muta i colori<br />
tra dolci elisir<br />
placa ansie<br />
al soffio del grecale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: peppino fieni</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/04/11/la-pace-nel-mondo/comment-page-1/#comment-61</link>
		<dc:creator>peppino fieni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 13:53:23 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto tutto, poesie e commenti. Sono commosso dal fatto che, chi scrive, trovi nella scrittura la terapia della vita che, purtroppo, è terremoto, guerre, prevaricazioni mascherate oggi anche dalla globalizzazione. Insidie della mente che, sempre più spesso, risulta perdente ed ancora la parola oggi nostra, ma ieri di qualcun Altro, fa vibrare le corde del cuore. E&#039; per questo che la pace esiste, sì, perchè la parola insiste, forse siamo qui anche per questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto tutto, poesie e commenti. Sono commosso dal fatto che, chi scrive, trovi nella scrittura la terapia della vita che, purtroppo, è terremoto, guerre, prevaricazioni mascherate oggi anche dalla globalizzazione. Insidie della mente che, sempre più spesso, risulta perdente ed ancora la parola oggi nostra, ma ieri di qualcun Altro, fa vibrare le corde del cuore. E&#8217; per questo che la pace esiste, sì, perchè la parola insiste, forse siamo qui anche per questo.</p>
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		<title>Di: Valter Giraudo</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/04/11/la-pace-nel-mondo/comment-page-1/#comment-60</link>
		<dc:creator>Valter Giraudo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 12:58:30 +0000</pubDate>
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		<description>Bambini soldato: quando la guerra non è più solo un videogioco


Non vi guerra che sia giusta, che possa essere giustificata. La guerra porta sempre orrore, violenza, sofferenza. Non si può fare una “guerra” per “portare la pace”.


Tra gli orrori prodotti dalle varie guerre che ancora oggi insanguinano diverse parti del mondo, uno supera di gran lunga tutti gli altri fino ad essere definito, e a ragione, l’orrore per antonomasia: il reclutamento dei bambini-soldato. Nella Repubblica Democratica del Congo, in Sierra Leone, in Liberia, in Costa d’Avorio e in molti altri paesi segnati da interminabili conflitti interni, sono più di 300mila i ragazzi reclutati e mandati a combattere, vittime e carnefici di cruente guerre scatenate dai grandi e combattute dai piccoli.
Mentre per i loro coetanei, in altre parti del mondo, le guerre si combattano solo per gioco su un monitor attraverso i colorati tasti di un joystick, ai bambini asiatici, africani e latinoamericani l’infanzia viene invece “rubata”: a soli dieci, dodici, quattordici anni si ritrovano a combattere una guerra tutt’altro che virtuale, fatta di atrocità e morte, una guerra che non hanno scelto di fare e che li segnerà per tutta la vita.
Vittime di arruolamenti forzati, detenzioni illegali e sfruttamento sessuale, quello dei baby soldato rappresenta un fenomeno da anni in inarrestabile espansione.
Molti sono soldati a tutti gli effetti: combattono nei conflitti armati e vengono mandati avanti sui campi minati per aprire la strada all’esercito, mentre altri hanno ruoli diversi ma non per questo corrono meno rischi.
Un vero e proprio esercito armato di armi facili e leggere da maneggiare, (quasi come fossero armi giocattolo), fatto di ragazzi che non chiedono paga, più controllabili degli adulti, spesso rapiti, privati di istruzione e di cure mediche ed infine reclutati e usati come soldati, imbottiti di droghe e alcool e con un addestramento minimo, se non inesistente, mandati a combattere, pena la loro stessa vita. In alcuni casi si tratta anche di minori che si arruolano “volontariamente” per sopravvivere: bambini resi orfani dalla guerra, senza mezzi e in balia di sé stessi in paesi devastati da continui conflitti, oppure ragazzi motivati ed istigati dal desiderio di vendicare le atrocità perpetrate contro i loro parenti o contro le loro comunità.
E’ l’Africa a detenere il triste primato dei bambini soldato, per il costante proliferare di conflitti, ma anche in altri continenti, come l’Asia, l’impiego dei baby soldato rappresenta un’allarmante realtà: in Afghanistan, nell’ultimo conflitto, sono stati coinvolti nella guerra civile oltre centomila bambini.
E in Birmania la storia non è diversa, in quanto l’arruolamento forzato di ragazzi è una realtà sia per l’esercito di Rangoon che per i guerriglieri separatisti che combattono contro il governo centrale.
Ma anche il civilissimo occidente arma i minorenni: Canada, Stati Uniti, Australia e Gran Bretagna arruolano ragazzi non ancora diciottenni creando il paradosso secondo il quale persone non ancora in grado di esprimersi per decidere della vita politica del proprio paese, possono invece decidere di uccidere in nome del loro paese. 
La memoria storica della nostra umanità, quella che dovrebbe servire da monito ed esempio per non ricommettere gli stessi errori, evidenzia ancora una volta il fallimento di un tempo trascorso senza insegnare nulla, senza che nessuno sia stato in grado di imparare da esso. Purtroppo ci mostra quanto tutto questo sia radicato nel tempo: l’impiego dei bambini nei conflitti non è solo un orrore di questo secolo né una prerogativa dei paesi meno sviluppati o dei popoli primitivi. Dagli “enfants perdus” degli eserciti napoleonici fino agli “Hiitlerjugend” chiamati a difendere Berlino nella seconda guerra mondiale, passando per i “figli del reggimento” di Stalin, l’innocenza dei bambini ha sempre pagato un caro tributo alla follia dei grandi. . .  e continua a farlo . . .
Valter</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bambini soldato: quando la guerra non è più solo un videogioco</p>
<p>Non vi guerra che sia giusta, che possa essere giustificata. La guerra porta sempre orrore, violenza, sofferenza. Non si può fare una “guerra” per “portare la pace”.</p>
<p>Tra gli orrori prodotti dalle varie guerre che ancora oggi insanguinano diverse parti del mondo, uno supera di gran lunga tutti gli altri fino ad essere definito, e a ragione, l’orrore per antonomasia: il reclutamento dei bambini-soldato. Nella Repubblica Democratica del Congo, in Sierra Leone, in Liberia, in Costa d’Avorio e in molti altri paesi segnati da interminabili conflitti interni, sono più di 300mila i ragazzi reclutati e mandati a combattere, vittime e carnefici di cruente guerre scatenate dai grandi e combattute dai piccoli.<br />
Mentre per i loro coetanei, in altre parti del mondo, le guerre si combattano solo per gioco su un monitor attraverso i colorati tasti di un joystick, ai bambini asiatici, africani e latinoamericani l’infanzia viene invece “rubata”: a soli dieci, dodici, quattordici anni si ritrovano a combattere una guerra tutt’altro che virtuale, fatta di atrocità e morte, una guerra che non hanno scelto di fare e che li segnerà per tutta la vita.<br />
Vittime di arruolamenti forzati, detenzioni illegali e sfruttamento sessuale, quello dei baby soldato rappresenta un fenomeno da anni in inarrestabile espansione.<br />
Molti sono soldati a tutti gli effetti: combattono nei conflitti armati e vengono mandati avanti sui campi minati per aprire la strada all’esercito, mentre altri hanno ruoli diversi ma non per questo corrono meno rischi.<br />
Un vero e proprio esercito armato di armi facili e leggere da maneggiare, (quasi come fossero armi giocattolo), fatto di ragazzi che non chiedono paga, più controllabili degli adulti, spesso rapiti, privati di istruzione e di cure mediche ed infine reclutati e usati come soldati, imbottiti di droghe e alcool e con un addestramento minimo, se non inesistente, mandati a combattere, pena la loro stessa vita. In alcuni casi si tratta anche di minori che si arruolano “volontariamente” per sopravvivere: bambini resi orfani dalla guerra, senza mezzi e in balia di sé stessi in paesi devastati da continui conflitti, oppure ragazzi motivati ed istigati dal desiderio di vendicare le atrocità perpetrate contro i loro parenti o contro le loro comunità.<br />
E’ l’Africa a detenere il triste primato dei bambini soldato, per il costante proliferare di conflitti, ma anche in altri continenti, come l’Asia, l’impiego dei baby soldato rappresenta un’allarmante realtà: in Afghanistan, nell’ultimo conflitto, sono stati coinvolti nella guerra civile oltre centomila bambini.<br />
E in Birmania la storia non è diversa, in quanto l’arruolamento forzato di ragazzi è una realtà sia per l’esercito di Rangoon che per i guerriglieri separatisti che combattono contro il governo centrale.<br />
Ma anche il civilissimo occidente arma i minorenni: Canada, Stati Uniti, Australia e Gran Bretagna arruolano ragazzi non ancora diciottenni creando il paradosso secondo il quale persone non ancora in grado di esprimersi per decidere della vita politica del proprio paese, possono invece decidere di uccidere in nome del loro paese.<br />
La memoria storica della nostra umanità, quella che dovrebbe servire da monito ed esempio per non ricommettere gli stessi errori, evidenzia ancora una volta il fallimento di un tempo trascorso senza insegnare nulla, senza che nessuno sia stato in grado di imparare da esso. Purtroppo ci mostra quanto tutto questo sia radicato nel tempo: l’impiego dei bambini nei conflitti non è solo un orrore di questo secolo né una prerogativa dei paesi meno sviluppati o dei popoli primitivi. Dagli “enfants perdus” degli eserciti napoleonici fino agli “Hiitlerjugend” chiamati a difendere Berlino nella seconda guerra mondiale, passando per i “figli del reggimento” di Stalin, l’innocenza dei bambini ha sempre pagato un caro tributo alla follia dei grandi. . .  e continua a farlo . . .<br />
Valter</p>
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	<item>
		<title>Di: Valter Giraudo</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/04/11/la-pace-nel-mondo/comment-page-1/#comment-59</link>
		<dc:creator>Valter Giraudo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 12:57:29 +0000</pubDate>
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		<description>Guardare gli eventi e le situazioni in una luce positiva è importante. La forza, la saggezza e la gioia che accompagnano un simile atteggiamento portano alla felicità. Guardare le cose con ottimismo o benevolenza non significa essere stupidamente ingenui e permettere agli altri di approfittare della nostra buona disposizione d&#039;animo. Significa avere la saggezza e l&#039;intuizione di muovere le cose in direzione positiva, considerandone l&#039;aspetto migliore pur rimanendo concentrati sulla realtà. 

Daisaku Ikeda


«La felicità non viene dal possedere un gran numero di cose, ma deriva dall&#039;orgoglio del lavoro che si fa; la povertà si può vincere con un sistema costruttivo ed è di fondamentale importanza combattere l&#039;ingiustizia anche a costo della propria vita.» 

Gandhi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guardare gli eventi e le situazioni in una luce positiva è importante. La forza, la saggezza e la gioia che accompagnano un simile atteggiamento portano alla felicità. Guardare le cose con ottimismo o benevolenza non significa essere stupidamente ingenui e permettere agli altri di approfittare della nostra buona disposizione d&#8217;animo. Significa avere la saggezza e l&#8217;intuizione di muovere le cose in direzione positiva, considerandone l&#8217;aspetto migliore pur rimanendo concentrati sulla realtà. </p>
<p>Daisaku Ikeda</p>
<p>«La felicità non viene dal possedere un gran numero di cose, ma deriva dall&#8217;orgoglio del lavoro che si fa; la povertà si può vincere con un sistema costruttivo ed è di fondamentale importanza combattere l&#8217;ingiustizia anche a costo della propria vita.» </p>
<p>Gandhi</p>
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	<item>
		<title>Di: Valter Giraudo</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/04/11/la-pace-nel-mondo/comment-page-1/#comment-58</link>
		<dc:creator>Valter Giraudo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 12:55:36 +0000</pubDate>
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		<description>In ogni guerra non esiste vincitore o vinto, esiste solo la crudeltà, la morte, l&#039;oppresione, l&#039;ingiustizia. E non vi è ragione alcuna che possa giustificarla. Non vi è mai stata e non vi sarà mai...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In ogni guerra non esiste vincitore o vinto, esiste solo la crudeltà, la morte, l&#8217;oppresione, l&#8217;ingiustizia. E non vi è ragione alcuna che possa giustificarla. Non vi è mai stata e non vi sarà mai&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Maristella Angeli</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/04/11/la-pace-nel-mondo/comment-page-1/#comment-57</link>
		<dc:creator>Maristella Angeli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 14:05:27 +0000</pubDate>
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		<description>Guerre


Pulpito di un tempo
a dichiarare guerre fratricide
balconi aggiunti ad edilizia
come cuori gelati

crimini di guerra
stanze chiuse da muri
segnati da graffiti
prigioni, urla non ascoltate

libertà conquistata
e morti dimenticati
nella nebbia del tempo
croci sussurrate

Maristella Angeli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guerre</p>
<p>Pulpito di un tempo<br />
a dichiarare guerre fratricide<br />
balconi aggiunti ad edilizia<br />
come cuori gelati</p>
<p>crimini di guerra<br />
stanze chiuse da muri<br />
segnati da graffiti<br />
prigioni, urla non ascoltate</p>
<p>libertà conquistata<br />
e morti dimenticati<br />
nella nebbia del tempo<br />
croci sussurrate</p>
<p>Maristella Angeli</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: carmen gullo</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/04/11/la-pace-nel-mondo/comment-page-1/#comment-56</link>
		<dc:creator>carmen gullo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 20:14:54 +0000</pubDate>
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		<description>La pace


La pace è
una parola sincera,vera e passeggera,
un urlo del cuore che batte nel
petto.
L&#039;ho cercata,inseguita,
l&#039;ho trovata e sempre piu&#039; spesso mi è
sfuggita.
La pace nel mondo,
fra i popoli... chimera che insegue l&#039;uomo
fin dai tempi dei tempi.
Ma l&#039;uomo,
lui,quellla meraviglia della
natura,
quante volte l&#039;ha cercata?
Non e&#039; forse vero che bisogno far
pace con se stessi,
col proprio cuore,ancor prima di cercare la pace
con gli altri.
Non è star bene che aiuta a stare meglio?
Forse...la
pace...non è parlarne un giorno,
cercarla un mattino di primavera e
scordarla in un giorno di pioggia.
La pace va perseguita sempre,
oggi,
domani e per l&#039;eternità.
Riusciremo un giorno a gridarlo a braccia
aperte al cielo&quot;io sono la pace,la pace è intorno a
me&quot;.Domani faro&#039;
pace con chi la pace non l&#039;ha vista mai.
E pace sarà.
Buona pasqua...a
tutti al di l&#039;a di essere cattolici,atei,la pace è il sentimento del
bene.
Vogliamoci bene e pace sarà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La pace</p>
<p>La pace è<br />
una parola sincera,vera e passeggera,<br />
un urlo del cuore che batte nel<br />
petto.<br />
L&#8217;ho cercata,inseguita,<br />
l&#8217;ho trovata e sempre piu&#8217; spesso mi è<br />
sfuggita.<br />
La pace nel mondo,<br />
fra i popoli&#8230; chimera che insegue l&#8217;uomo<br />
fin dai tempi dei tempi.<br />
Ma l&#8217;uomo,<br />
lui,quellla meraviglia della<br />
natura,<br />
quante volte l&#8217;ha cercata?<br />
Non e&#8217; forse vero che bisogno far<br />
pace con se stessi,<br />
col proprio cuore,ancor prima di cercare la pace<br />
con gli altri.<br />
Non è star bene che aiuta a stare meglio?<br />
Forse&#8230;la<br />
pace&#8230;non è parlarne un giorno,<br />
cercarla un mattino di primavera e<br />
scordarla in un giorno di pioggia.<br />
La pace va perseguita sempre,<br />
oggi,<br />
domani e per l&#8217;eternità.<br />
Riusciremo un giorno a gridarlo a braccia<br />
aperte al cielo&#8221;io sono la pace,la pace è intorno a<br />
me&#8221;.Domani faro&#8217;<br />
pace con chi la pace non l&#8217;ha vista mai.<br />
E pace sarà.<br />
Buona pasqua&#8230;a<br />
tutti al di l&#8217;a di essere cattolici,atei,la pace è il sentimento del<br />
bene.<br />
Vogliamoci bene e pace sarà.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: monica iacobbe</title>
		<link>http://www.gliautori.it/blog/2009/04/11/la-pace-nel-mondo/comment-page-1/#comment-55</link>
		<dc:creator>monica iacobbe</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 17:24:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gliautori.it/blog/?p=73#comment-55</guid>
		<description>La vita è un dono. Penso a me e ai miei cari come a una traccia sfuggente, un passaggio precario in questo mondo. Proprio perchè precario, il cammino dev&#039;esser lieve, morbido, leale e armonioso, privo di astio, rancore, aspre e inutili perdite di tempo. E proprio perchè il tempo, il nostro, non è eterno, inutile è sprecarlo con avide partite a scacchi, dove il re mangia e il popolo striscia sullo scacchiere. Il linguaggio è ciò che ci distingue dagli animali, dicevano filosofi ed empiristi dell&#039;Ottocento, il processo mentale che eleva la specie umana. La poesia, la scrittura, la musica, l&#039;arte in genere è la vera chiave del futuro, la fede nella vita, e in essa va riposta ogni speranza.
Un pensiero a tutti voi e a tutte le vittime del terremoto. Buona Pasqua.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La vita è un dono. Penso a me e ai miei cari come a una traccia sfuggente, un passaggio precario in questo mondo. Proprio perchè precario, il cammino dev&#8217;esser lieve, morbido, leale e armonioso, privo di astio, rancore, aspre e inutili perdite di tempo. E proprio perchè il tempo, il nostro, non è eterno, inutile è sprecarlo con avide partite a scacchi, dove il re mangia e il popolo striscia sullo scacchiere. Il linguaggio è ciò che ci distingue dagli animali, dicevano filosofi ed empiristi dell&#8217;Ottocento, il processo mentale che eleva la specie umana. La poesia, la scrittura, la musica, l&#8217;arte in genere è la vera chiave del futuro, la fede nella vita, e in essa va riposta ogni speranza.<br />
Un pensiero a tutti voi e a tutte le vittime del terremoto. Buona Pasqua.</p>
]]></content:encoded>
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