Posted by Simone Fieni.
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Rinascimento sottovento
Peccato che ti sei sfasciato Rinascimento.
Eri tu, quella volta che, dalla volta di Michelagelo e ancora prima, ci tenevi per mano, raccontandoci la storia che sembrava sempre gloria. Rinascere era per tutti un impegno non solo di Lorenzo, il Magnifico, del suo “del doman non c’è certezza”. Aveva ragione anche alla lunga.
Ma tu Leonardo che dici, tu Giordano Bruno, tu Nicola Cusano, tu Pico della Mirandola, ormai siamo solo alla girandola. I protagonisti non sono gli uomini che rinascono, ma quelli che dalla letteratura alla politica, alla finanza, cambiano sempre danza.
Non è più il danzar delle signore delle signorie, e neanche l’emergere delle poesie o delle narrazioni realiste, delle fictions, dei realities, dei nuovi strumenti della comunicazione, della tecnologia, che ormai non sembra più neanche logica, ma solo analogica.
Insomma, un Rinascimento sotto vento ci appare all’orizzonte, anche se c’è ancora Caronte.
La divina commedia viene recitata e plasmata con i tre canti che sembrano introduttivi alla storia reale, sì, quella di tutti i giorni. Noi non accettiamo questa passività del pensiero e vogliamo inaugarare qua un Rinascimento sotto vento che, cominciando in chiave ironica, riporti soprattuto la letteratura nelle mani della passione per la scrittura che, oltre che essere naturale, se trascinata fuori dai luoghi troppo istituzionali, faccia parlare e scrivere appunto il nuovo Rinascimento sotto vento, perchè il vento sopra è il solito vento di blasonati peccatori della finta passione per arti, scienze, politiche e spesso anche poesie vere e proprie, che sono poi quelle che scrivete voi.
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