Posted by Simone Fieni.
Posted by Simone Fieni.
Iscritto al ruolo
Sono giorni difficili, dicono, per l’ economia e per noi che siamo anche economia.
E’ una crisi globale, lo ripetono continuamente, quasi ci fosse la paura che qualcuno
se ne dimentichi.
Mi tornano in mente i giochi di ruolo, o meglio i ruoli stessi.
C’è chi parla, c’è chi ascolta, c’è chi compra, c’è chi vende, insomma, ad ogni azione corrisponde sempre una reazione, ad un ruolo ne corrisponde altrettanto sempre un altro.
Ma che succede se, improvvisamente, il meccanismo si inceppa ?
In altre parole, se una mattina mi alzo con il desiderio di voler licenziare il mio ruolo,cosa accade ?
“Beh, non lo sai,”mi sono risposto,” esistono i sindacati: devi avere una giusta causa per licenziarlo”.
A dire la verità, la giusta causa ce l’ avrei pure: il mio ruolo non si applica molto ultimamente, arriva sempre in ritardo, comincia ad avere segni di insofferenza per la sua posizione, ambisce in altre parole a qualcosa di più: vuole essere Protagonista.
“E no, caro mio, IO sono il Protagonista, tu mi servi come comparsa per gli altri, ma quando sono tra me e me, puoi anche riposarti, se vuoi”.
Il ruolo non ci sta, ormai ingombra tutta la mia vita. Ma io devo proprio liberarmene, a tutti i costi …
Idea ! Se non posso licenziarlo, lo elimino definitivamente !
Ma devo trovare la via giusta per non farmi scoprire …. Altrimenti tutte le ore passate a vedere Kojak, il tenente Colombo o l’ ispettore Tibbs a cosa sono servite ?
E poi non voglio scappare, voglio solo recuperare i miei spazi …
Trovato! Spengo il cervello, ed accendo la creatività.
Ah, finalmente respiro a pieni neuroni ! Comincio a vedere il mondo in modo diverso, Se i miei amici potessero fare lo stesso ….
Oh no … non voglio assumere il nuovo ruolo dell’ artista …
Forse ho capito: in fondo sono gli altri che, per necessità o comodità, ci danno dei ruoli; ma sentite un po’ che cosa bizzarra: quando mai un imprenditore assumerebbe per un altro imprenditore dei dipendenti ?
Allora perché mai dovrei IO assumere un ruolo che qualcun altro ha deciso per me ?
Forse, la crisi è anche questa. …
Cosa ne pensate ?
Sono discorsi complessi ed è difficile commentare in poche parole.
Schemi mentali condizionano le menti, condizionamenti sociali indeboliscono la capacità critica di molti, i valori materiali hanno il sopravvento su menti deboli.
Gli artisti, incompresi da sempre hanno diritto a poter essere se stessi. Gli scrittori se non rientrano nelle “richieste di mercato”, possono aver scritto l’opera più valida del mondo che, si presuppone, resterà in un cassetto.
Fuori da tutti i vari “appoggi” di conoscenze o agenzie letterarie che inducono a percorrere vie non certamente culturali, è difficile venire alla luce.
Essere se stessi e non accettare ruoli e circuiti che deviano da ciò che è arte, significa onorare la scrittura.
Ciao!
Maristella
Ragionamenti semplici che sembrano complessi. E’ l’IO (quello con la I maiuscola) che ci porta a ragionare. Forse siamo eroi. Ma basta solo che ci poniamo questi quesiti significa che la ragione funziona. E questo è importante.
Ciao.
Catello Nastro
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Aforisma »
Io penso che è così, non è che tu hai ragione, perchè qui la ragione è dei fessi, insomma la ragione è un’invenzione, non funziona. E’ potere.
Molto sottili i tuoi sentimenti perchè, per fortuna, sono sentimenti e non ragionamenti. La poesia è la risposta. Si dice che di poesia non si vive e poi di lavoro si muore e per fortuna che Fabrizio De Andrè ha scritto anche ” La domenica delle salme “. Chi vuole capire, capisce, anche se sono stato sintetico per forza di cose. Ma la Globalizzazione si sapeva a cosa portava se non programmata e non supportata da normali sentimenti umani.
Ciao, mi è piaciuta,