1

E’ calda
la mano tua,
radioso
il tuo sorriso,
all’infinito
s’illumina
l’ aggraziato viso;
chissà
se il calore
dalla sventura proviene
o, se invece
effonde
la quiete del cuore.
Urlare fa la vita
ma il tuo irradiare
fa pure perdonare.

2

S’innevate vette
nel chiarore
del brioso cielo
stagliano.

Si, la pungente brinata
della notte
ormai andata,
i veti della mente
fende inevitabilmente.

Si, trasluce
lo schiumoso biancore
delle onde repentine,
alla vista
di volteggianti gabbiani
fra rigature di cielo
e mare,

un sospiro con gli occhi,
uno sguardo con la mente,
l’orizzonte
al cuore
apre prepotente.

3

Nella notte fluiremo
dalle nostre ombre,
strisciando
ci stenderemo,
ci confonderemo,
ci toccheremo.

Le nostre forme
lambiranno
prati variopinti,
mari sfolgoranti,
monti verdeggianti.

Nella notte,
sul chiarore riflesso
delle spumose
onde argentee,
nell'eco trascinante
del pietrisco sulla battigia,
placheremo
la nostra sete
e l'infinito tormento.

4
inserita il 17 giugno 2009

Tra di noi,
luci soffuse,
corpi ignudi
desiosi di carne,
di basse pulsioni,
non so perché

tra di noi
non il sole
al nuovo mattino
né cinguettio festoso
né brezza di primavera.
Tra di noi,
lo sguardo
scava nel profondo,
come fosse ieri
confonde nei pensieri.

5
inserita il 2 luglio 2009

Siamo
forse ombre,
nel buio
il pensiero volge,
allunga
non contiene.

Al calar della sera
il reale penetriamo,
spezziamo
e nell’irreale
scivoliamo,

né pudori
né confini,
ormai
solo siamo.

Somos Islas (Siamo isole)
inserita il 14 agosto 2009

Somos islas
islas,
con un corazón grande,
sólido escollo
en el medio del mar,
islas apartadas
olvidadas
maltratadas,
pero siempre presentes
pulsantes de vida,
vida propia
que desde las vísceras,
brota espóntaneamente.
Somos islas
e isleños
ya comprimidos
y englobados
por peninsulas
sin vida
ni confines
donde el mar
no logra
llegar ya,
haciendo aridecer
nuestro sentir
y el desco
de amar.

Siamo isole
tante piccole
isole,
con un cuore grande,
saldo scoglio
in mezzo al mare,
isole sperdute,
dimenticate,
bistrattate,
ma sempre là,
pulsanti di vita,
vita propria
che dalle viscere
scaturisce spontaneamente.
Siamo isole
e isolani,
ormai compressi
e fagocitati,
da penisole
senza vita
né confini,
ove il mare ormai
non riesce più
ad arrivare,
facendo inaridire
il nostro sentire,
e il desiderio
d’amare.
(Concorso Letterario: BRESCIA LEONESSA D’ITALIA
Primo premio – Sezione Lingua Straniera)

Cantico dei grilli
inserita il 25 agosto 2009

Così come allora,

complice il soffuso

cantico dei grilli

che pare accogliere

il mio arrivo,


quasi a voler

localizzare il luogo,

sospendere il tempo,


nel cicalio

tu,

fermo momento

alimenti

il mio ormai

dolce tormento;


così come allora

a cercarti

torno ancora.

_Ode a mia madre_
inserita il 30 settembre 2009

E' l'odore

ciò che distingue

che ormai frappone

il solito grigiore,

menta

cipolla,

sedano

basilico;

è l'odore,

gracile madre

che ti dava vigore,

menta

cipolla,

sedano

basilico.

Le tue vesti

ormai

non odorano più,

ma anche tu

forse

dall'odore

riconosci l'amore.

Nubifragio al villaggio
inserita il 15 ottobre 2009

La fanghiglia vien giù
dalla montagna
in sul calar del sole,
lampi
e scrosci d’acqua piovana
dal ciel Divino,
forse
è un segno del destino.

La vecchierella stanca
su la scala siede
a filar
dopo una giornata
quasi ormai passata,
ma come un presagio,
un batticuore
nell’aria ormai imbrunita
da un oscuro
nero cielo,

e giù
dai colli avvera
su fragili tetti
la natura sfrena,
dall’inferno
fango scatena.

Su la piazzola
ormai distrutta,
al biancheggiar
della lucente luna,
fanciulli,
giovani,
vecchi
e famiglie ormai in rovina.

Tutto attorno
quando ormai
la natura già tace
e il cuore
non si da pace,

odi il martello
ticchettare,
la pala
spalare
e una voce
che continua a cercare.