“Una notte di luna piena i viaggiatori erano accampati sulla spiaggia. Ad un tratto sentirono un ticchettio
soffocato e subito si allarmarono; ma presto capirono cos’era. Poco lontano dalla costa, a pelo dell’acqua,
un’infinità di pesci volanti si sollevavano in aria per poi rituffarsi giocosamente nel mare. Sembrava non ce
ne fossero due dello stesso colore: gialli, rossi, verdi, blu, viola, con ali sottilissime e trasparenti.
Alina li vide, corse sul bagnasciuga e con i piedi nudi entrò in acqua fino alle caviglie. Rimase immobile
a guardare affascinata quegli esseri sconosciuti e desiderò di volare come loro. Rodrigo la raggiunse ma
non la fermò, sapendo che non correva alcun pericolo.
Alina cercò di imitare i pesci, facendo balzi fuori dall’acqua e poi immergendosi di nuovo con il naso tappato.
Lo fece diverse volte; ma poi rimase in piedi ferma, con l’acqua che le arrivava fin sotto le spalle e si mise
a piangere, guardando i pesci che facevano le loro capriole in aria. Si girò su se stessa e, a testa bassa,
tornò alla spiaggia, dove si fermò grondante di acqua salata e con le lacrime che le scendevano dalle guance.
Baldezaar e Rodrigo la osservarono senza parlare, sapendo che quella delusione era necessaria. Alina non aveva
sentito la Voce parlare in suo aiuto e non era riuscita a far le capriole come i pesci; non si sentiva più una
bambina speciale, come le avevano detto di essere.
Il vanderloo, allora, le si avvicinò e le parlò dolcemente. Il dono non le permetteva certo di fare qualunque cosa.
Quello di Alina era un dono dell’anima e non poteva farle superare i limiti fisici; semplicemente, lei non poteva
volare perché non aveva le ali. Ma la bimba era poco convinta.
“Vedi Alina, non è necessario essere capaci di fare tutto quello che fanno i pesci per essere loro amica.
E’necessario fare quello che tu sei in grado di fare; quello che è in tuo potere. Loro giocheranno con te
anche se non riesci ad alzarti in volo.” La rassicurò Rodrigo e, a queste parole, la bambina si rasserenò.
Non disse nulla, ma a testa alta si incamminò verso il mare, si tuffò di nuovo e raggiunse a nuoto i pesci
volanti. Con loro rimase a lungo, fino a quando non fu esausta.”