Stanze (a Rocco Barnabei - carcere di Greensville - Virginia - 15/09/2000)

Ho guardato
attraverso di me
con i miei occhi

sopra l'inferriata
tra croci di sbarre
il cielo, recintato
in una cravatta
d'aria sulla gronda
una rondine, impettita

La libertà
è una stanza
dell'anima

4 aprile

se provo ad ascoltarlo

come un graffio
m'assale
il ruggito del dolore

sigillato in una cornice
coperto dal vetro

tutto il fragore
di quella risata
appeso
al silenzio
bianco del marmo.

Del mio giardino

Mi piace
la voce confidente e schiva
di quella violetta
fuori dal mazzo
i ciottoli storti
la cancellata aperta
mi piace
il cespo di viburno
il ramo che non taglio
la chiusa alzata
mi piace
la fiera impertinenza
lo sguardo selvatico
familiarità intorno
delle cose fuori posto

mi fanno loro
e le sento mie, così
senza che ci apparteniamo.