Alberto Caruso, pseudonimo di Federico Caruso,classe 1979 nasce a Milano, ma abita a Termoli, in provincia di Campobasso.
Dall'eta di 17 anni scrive poesie, e da diversi anni pubblica le sue poesie su vari siti di poesia.
La poesia che predilige è quella di Juan Ramon Jimenez, Pessoa e Ruben Dario da cui trae ispirazione.
Ogni notte cerco di rapire le stelle
per poter nascondere sogni di luce
eburnea sotto le lenzuola.
Sentire poi l'alito dello scirocco
che trascina il profumo del glicine
nella stanza.
Affacciato sulla terrazza, le luci al neon
dei paesi mi rammendano ch'è maggio.
Presto è notte ...
22 maggio 2009
Terremoti, alluvioni , cataclismi
è forse la Natura che si ribella?
L'opera irrisoria dell'uomo in discussione
Gli argini dei fiumi che tracimano
ormai gridano vendetta
per le case abusive...
Tracimano i fiumi
Messina come L'Aquila è stata
spazzata via...
giovedi,22 ottobre 2009
Affacciato alla balaustrata mi spinsi
con lo sguardo ad osservare il mare.
Il mar di settembre è più bello
del diafano viso di fanciulla
Mi sorprende ogni giorno il moto
ondoso).
Le sponde dorate del tramonto
Finitudine dell'orizzonte
per me fu sogno.
25 settembre 2009
Dentro le tue mani c'era il mare,
il profumo di salsedine,la tua bellezza
Dentro le tue mani erano racchiuse
le onde che dolcemente mi cullavano
Dentro le tue mani è nascosta quella
nostalgia settembrina che t'accora
30 agosto 2009
I giovani d'oggi mi paiono strani.
Chiusi tra mura domestiche,
intenti a navigar
Se le piazze,ora abbandonate,
i giardini comunali,le strade
potessero comunicarci il loro dolore
Invano implodono di rabbia
La vita odierna m'accora
In questa società virtuale
non mi ritrovo.
Che brutto scherzo c'ha giocato
la tecnologia...
Un giorno alla villa comunale
esplosi tra me: "Ma dove son finiti
i tempi in cui ci si incontrava,si
viveva in armonia con la natura?
Questo è utopia
La vita odierna m'accora...
18 ottobre 2009
Intensità del verso.
Amai la poesia
più della mia vita,
Amai la poesia più
del cibo,
Amai la poesia più di me
medesimo.
La mia vita fù poesia
21 dicembre 2009
L'aria era dolce quella sera ricordi?
E noi già pregustevamo l'ora per l'eclissi.
Il pallor diafano rifletteva
negli occhi
La luna,immobile dal suo canto c'invitava
a salire...
La mattina era tersa come una primavera
L'anno che verrà -dicevi- sarà limpido
come questa giornata di sole.
Andammo così a sera alla marina
Ancora ci seguitava la luna piena,
e tu sommessamente sorridevi.
31 dicembre 2009
Meriggio nascosto
queste giornate che preferisco
ove tutto tace (...)
Ramingo dalla balaustrata contemplo
il paesaggio agreste,la casa colonica
Questa quiete che piano piano
m'accora.
Il sole entrò nella stanza
Non c'è vento,tramontana
Anche il mare plaude,le dolci onde
s'infrangono sul vetusto trabucco
Sì che pace,sempre così vorrei
queste giornate ove tutto tace.
25 febbraio 2010
Martedì è un giorno come tanti altri
ripetei
Vola volteggiando una rondine tra cielo e mare
E' arrivato marzo con le sue flebili speranze,
Già vedo incresparsi il mar
La piazza del paese,un amico che incontro
i gabbiani si posano sugli scogli
-loro forse sono liberi-
l'onda s'infrange e mi rammenda
una sottile nostalgia.
2 marzo 2010
"Quanto sono infami i miei tempi"
dissi un giorno ad un amico.
Tutto quel che cerco è utopia
Disadattato alla vita presente come
i poeti e i filosofi credetti e immaginai
di poter vivere in anni remoti.
Ma perchè non nacqui nel '59?
Tutto quel che cerco è utopia
Quel che cerco,una vita semplice,
una donna amorevole,un amico sincero...
Posso dire che la mia vita fu grande ricerca
cercai sempre il senso profondo delle cose
Non mi sono ancora abituato a vivere
Ma cos'è mai la mia vita?
Tutto quel che cerco è utopia.
27 febbraio 2010
D'inverno con le tue
burrasche mi fai trasalire.
Il mar d’agosto, placido
e armonioso mi rapisce
l’anima…
Mare ma perchè non m’inghiottisci
con i tuoi flutti (...)
Niente più eros, solo epos
Mare come sei vitale
Già a maggio t’assaporo
passeggiando sulla proda,
rimirandoti.
Racchiudendo un segreto
consumandosi sotto gli abissi
solo sirene conoscono.
Le leggendarie reti riaffiorano
a mezzogiorno
Alzandosi dall’acqua corrusca
empie di triglie
Amore infinito dei pescatori (…)
Il Venerdì Santo il crocifisso era
incappucciato con il drappo viola
Aveva luogo la processione
Don Ulisse nella chiesa di S.Timoteo
percorrendo il corridoio
tra gli astanti s'accingeva a scoprire il drappo
che ricopriva la croce.
Ecco il legno della croce,al quale appeso
il Cristo,Salvatore del mondo.
Ha inizio la Passione di Nostro Signore
Nelle vie della città snocciola la processione
Cristo è tra noi
Tutto pare bloccato,il traffico morto
anche l'autista del tram s'è fermato per
assistere all'evento.
Non c'è aria di mestizia , tra poco ci sarà
la resurrezione
La gente sul ciglio della strada commenta
Passano in rassegna i vecchi con le loro carrozzelle,
i giovani lupetti,le fiaccole dei bambini e delle loro
madri
Quando il sole già tamontato,il saluto della Croce
cede il posto per il silenzio del sabato.
2 aprile 2010
Si staglia nel cielo la cupola di San Pietro
Dalla televisione il cielo azzurro di Roma
la primavera è nell'aria non più monotona
Papa Benedetto si rivolge alla Croce Santa,
i presuli intonano canti di gloria
Gesù entra a Gerusalemme sul mite
asinello ,la folla lo acclama
La resurrezione è presto vicina.
29 marzo 2010
Respiro di natura,di mare ,di pineta
Lo sguardo sul belvedere incantato di fronte all'immensità
dell' Adriatico
I resti romani sotto
la balaustrata miscelano i colori e i profumi
della vecchia Histonium.
Ecco qui sorge la città della cultura.
Vasto 3 aprile 2010
La chiesa quel giorno era vuota
Entrai per farmi il segno della croce
Lì davanti assiso sopra l'altare il Crocifisso
Imponente ,sospeso a due funi d'acciaio
v'e Cristo Gesù.
Cristo morto giace sul legno
onnipresente la sua passione
il costato trafitto
sanguinolento e l'addome scolpito
mi parve umano.
Un giorno preso dal commiato mi rivolsi al
crocifisso ed esclamai: “Signore scendi ti prego
dalla croce, vieni con me per le strade del
paese . Vieni tra i vicoli
tra i bambini che giocano a pallone,
nei bar di periferia. Vieni presto
tra noi mio Salvatore”.
Termoli 25 marzo 2010
Per le strade della città svolazzavano
i manifesti elettorali.
C'è aria di primavera,il vento di Termoli
cancella i pensieri
Si apre la porta della chiesa
il parroco dice la via crucis di stazione
in stazione con la croce,
mentre per le vie del centro fermenta la tensione
elettorale.
I politici di paese parlano al cellulare,
qualcuno fuma,sbuffa e poi si ferma
davanti all'edicola a parlare.
26 marzo 2010
Davanti al presepe assiso a guardar
Oh caro Gesù ancora in fasce
così piccolo,così adorabile
ti mostri al mondo .
Tu sei venuto al mondo immacolato
Davanti ai tuoi occhi celesti
io mi perdo contemplando la tua beltà.
Davanti ancora al presepe tutti gli anni
io ridivento bambino.
La vita prima il caos
La vita dopo la morte
Mistero insondabile.
La vita oscura,tutto era in ombra
L'amarezza nel cuore
I versi echi di dolore e di morte.
24 aprile 2010
O Morte dove sei?
O Musa ispiratrice degli affanni
resopiti dove celi il tuo volto?
Credo nella vita e nella morte
Credo nell'immortalità.
24 aprile 2010
Hai visto l'Inter quella sera
amico mio al Camp Nou?
I nostri impavidi eroi contro
i blaugrana.
La remuntada contro il sogno epico
Esulta di gioia il condottiero Josè,
Corre sull'erba fatidica, di sogni e
vanaglorie
Ma il portiere Valdes lo ferma.
Grande festa sugli spalti
per loro sei già il nuovo mago.
29 aprile 2010