Con grande piacere vi presentiamo una serie di interviste che Giuseppe Lorin
ha fatto a uomini e donne di cultura.
Giuseppe non è solo giornalista.
Nato a Roma, laureato in psicologia e diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico",
è sicuramente un artista poliedrico.
Numerose infatti sono le sue produzioni non solo come attore, ma anche come sceneggiatore e come regista.
Altrettanto numerosi sono i suoi progetti in corso, per i quali vi rimandiamo alla
sua pagina su Facebook.
Un ringraziamento particolare va anche a L'UNICO, quotidiano indipendente di Roma,
ed al suo direttore Riccardo Corsetto per la gentile concessione degli articoli.
Buona lettura !
L’affabilità e la disponibilità della nostra scrittrice contemporanea più tradotta al mondo è spiazzante; si rimane disorientati, non
ci si aspetta di suscitare noi, interesse in lei che è l’opinion leader per antonomasia. Poi, riflettendo, si prende coscienza che
rientra negli stereotipi degli autentici “grandi” che riescono a mettere gli altri a proprio agio. Ciò mi capita tutte le volte che,
all’aeroporto di Ginevra, ogni due anni, incontro il nostro “Premio Nobel” Carlo Rubbia, che quando mi vede da lontano, mi chiama con
n gesto della mano per offrimi al bar dell’aeroporto un caffè!
L’impegno creativo la vedono alternarsi con incredibile disinvoltura tra narrativa, drammaturgia, giornalismo critico, sceneggiature
cinematografiche, scrittura creativa in genere e, non ultimo, la poesia.
L’impegno sociale la vedono coinvolta nella difesa dei diritti umani, la salvaguardia dell’ecosistema e, non sono da dimenticare, le
lotte femministe degli anni passati. Dacia Paola, Toni e Yuki sono figlie della principessa Topazia Alliata di Salaparuta e dell’etnologo,
antropologo Fosco Maraini. Ha avuto una nonna cilena che voleva fare la cantante lirica. Gli occhi azzurro verdi Dacia li ha ereditati
dalla madre, mentre la passione dei viaggi, intesa come mezzo per conoscere altre realtà culturali, dal padre. Marianna Ucrìa è stata
una sua antenata che, con la sua presenza inquietante, l’ha ispirata, o meglio, le ha suggerito di scrivere la sua storia: “La lunga
vita di Marianna Ucrìa”, romanzo trasformato in film dal Maestro Roberto Faenza.
Il romanzo da poco pubblicato per la Rizzoli “Il treno dell’ultima notte” è un viaggio attraverso le sofferenze europee del secolo
appena trascorso. Nel titolo non avverte un segno, un simbolo, un evento straordinario, di felicità o di sofferenza, che ha attraversato
similmente la sua vita?
"Si, certo la vita di uno scrittore, con le sue gioie e le sue sofferenze, sempre si proietta sulle pagine dei suoi romanzi anche se
non è proprio il racconto di quel dolore o di quella gioia; per esempio la mia esperienza del campo di concentramento in Giappone, mi ha
spinto a visitare tante volte i campi di sterminio nazisti, per capire meglio il mondo della prigionia.."
Negli anni sessanta sposa il pittore milanese Lucio Pozzi, attende un figlio con amore che mai vedrà la vita. “Un clandestino a bordo”
è la storia dell’attesa? La sofferenza, come rientra nei ritmi della sua creatività letteraria?
"Si, “Un clandestino a bordo” è la storia di una attesa, ma l’attesa può essere raccontata o anche prestarsi a dei ragionamenti sul tempo
e la memoria. La sofferenza è una esperienza che per uno scrittore diventa stile e ritmo ed il lettore attento riesce ad interpretare quei
ritmi e quello stile attraverso un progetto che è anche musicale".
Essere scrittori oggi è anche dare la testimonianza del tempo che si sta vivendo. Dagli anni quaranta ad oggi molte cose sono cambiate.
Gli stili di vita sono poi così differenti?
"Molto differenti certo, anche per le nuove tecnologie che ormai fanno parte delle nostre abitudini e delle quali non possiamo fare a meno:
le conquiste sociali, l’emancipazione, il crollo di alcuni tabù, sono passi importanti verso una libertà individuale e sociale, sempre che la
ragione politica mantenga in primo piano i diritti dell’individuo. Naturalmente c’è l’altra faccia della luna: il pericolo che le conquiste
tecnologiche ci esproprino della capacità di trattare gli altri come corpi umani e non come entità astratte."
Ci parli della poesia che ultimamente l’ha costretta affinché venisse lei stessa scritta. E’ la filosofia dei sei personaggi in cerca
d’autore?
"Ho sempre sostenuto che sono loro, i personaggi che vengono a bussare alla mia porta per chiedere di essere raccontati. Bisogna essere
umili e saperli ascoltare. I personaggi conoscono le proprie storie meglio dell’autore che deve avere la curiosità di starli a sentire
senza pretendere di sapere tutto di tutti !"
Giuseppe Lorin
ringraziamo per la gentile concessione
"L'UNICO", quotidiano indipendente di Roma
Abbiamo incontrato a Carrara il 3 luglio u.s. in occasione della presentazione alla stampa di SPIRITUS FESTIVAL
(www.spiritusfestival.it) un… “testimone della sua epoca”, parafrasando in questo modo il dictat espressivo e
delucidante di S.S. Benedetto XVI; un personaggio sensibile alla superficialità imperante, un cantautore poetico
che con il suo impegno sociale riesce, almeno in parte, a risvegliare quei valori etici, morali e civili assopiti
dall’attuale stressante vita collettiva. Roberto Vecchioni sa infondere alle nuove generazioni, che incontra nelle
aule universitarie, la poesia, quell’ archetipo insito in una umanità ormai “distratta”. Oltre a partecipare a SPIRITUS FESTIVAL,
come cantautore - sabato 25 luglio a Carrara, in Piazza Alberica alle ore 22,30 è nel suo concerto “IN CANTUS”, potpourri di opere
liriche e non, interpretate in modo originale da questo multiforme e vario animale da palcoscenico – Roberto Vecchioni è per promuovere
la sua ennesima opera letteraria edita dalla Einaudi: “Scacco a Dio”. E sempre a Carrara, sabato 25 ma alle ore 20,00 in Piazza del
Teatro, presenta il suo libro, coordinato da Massimo Lucchesi insieme a Paolo Crepet. D'altronde è solo dal 1996 che alterna la sua
scrittura creativa con quella per i racconti e per i romanzi. Roberto Vecchioni scrive anche poesie, o meglio, è la poesia che lo
afferra e lo costringe a scrivere. L’ala della Poesia quando passa ti soggioga!
Da appena un mese è uscito il tuo ultimo romanzo “SCACCO A DIO”, cosa significa e qual è il messaggio
subliminale che vuoi mandare; e a chi in particolare?
Non c’è messaggio subliminale, “Scacco a Dio” è chiaro come il sole: noi sfidiamo la vita di tutti i
giorni e quella dei giorni rari concessi a pochi… Perché? Dio non ci ha voluti felici e con la pancia piena,
sarebbe stata la nostra fine. Dio ha voluto che ci costruissimo tra il dolore ed il respiro per non addormentarci
mai, per cercare sempre.
Secondo la tua opinione, ci sono dei limiti, dei confini, tra l’arte del musicare, del comporre, e l’arte dello scrivere?
I limiti sono tutti formali. Una canzone è l’intreccio di tre semantiche: parola, musica interpretazione.
Scrivere (poesia – narrativa)è parolare (un limite e un vantaggio) e basta. Il punto cruciale e finale sta
sempre nella sintesi lirica e questa si può raggiungere in vari modi, da qualunque parte si provenga.
Che rapporto c’è tra la fatalità, il destino e il libero arbitrio?
Io credo che all’Uomo sia dato di scegliere sempre in piena libertà. Quel che chiamiamo “destino”
altro non è se non ciò che abbiamo già scelto, scegliamo o sceglieremo e di cui Dio tiene un archivio.
L’archivio è ininfluente, siamo noi a scriverglielo. Il caso è la più grande prova della libertà degli
eventi, tragico o fortunato che sia.
Credi nei simboli, nei messaggi, negli avvertimenti o consigli che una realtà a noi invisibile,
impercettibile, sconosciuta ai nostri sensi ci fa arrivare alla nostra coscienza?
Credo ad un’immensa forza intuitiva, mediatica che ci percorre e ogni tanto si palesa.
Penso che il mondo, l’universo siano disseminati di simboli che ci sfidano a capire.
Credo mediocre ed inattendibile un’esistenza basata su domande e risposte abituali, rituali. Credo che l’Arte, come “Inventio”, ci dia risposte uniche.
Cosa pensi della sfida continua che l’Uomo nei secoli e ripetutamente, muove a Dio attraverso
le scoperte scientifiche o attraverso intenzioni opportunistiche dell’umanità in genere?
Penso che Dio abbia creato gli Uomini e il Mondo non aspettandosi niente di diverso da ciò.
Non siamo una riserva di branzini, uno zoo di animali da collezione. Dio per primo voleva queste sfide continue.
Una riflessione sull’opera di Robert Louis Stevenson “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde
(The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde, 1886), non può anche questa sfida essere considerata uno “scacco a Dio” ante litteram?
Assolutamente sì.
Come definisci questa tua nuova opera “SCACCO A DIO” una raccolta di racconti, un romanzo dell’esistenza,
o un diario delle sfide? Resta comunque assodata la tua capacità di scrittura chiara, precisa, sobria e limpida.
Questo è un romanzo di racconti; ma le sfide sono solo dei pretesti. In realtà quel che mi premeva
era arrivare ad una fede, ad una certezza emozionale fuori dalla teologia e dalla filosofia.
Torniamo un attimo alla tua discografia. C’è un lavoro con il quale sei particolarmente in empatia totale e per quale motivo?
La mia ricerca è stata progressiva e non facile: ho eliminato (prolissità – supereghi politici del momento –
amori strazianti) e ho aggiunto ( l’Uomo per sempre – i ricordi come salvezza – i valori per sempre) e ad ogni
tappa ho amato e difeso quel che facevo. Se devo dire cosa è venuto fuori credo che di meglio non potevo; penso
a “Il cielo capovolto”, a “Il lanciatore di coltelli”, a “Rabbia di stelle”.
Giuseppe Lorin
ringraziamo per la gentile concessione
"L'UNICO", quotidiano indipendente di Roma
Parlare d’amore ai tempi di Facebook evidenziando i pruriti erotici di una cinquantenne che sfoga la propria voglia di… sesso … su
chiunque le capiti a tiro, eccitandolo prima con gli sguardi concupiscenti e scivolosi verso le parti ambite da una pantera affamata e
poi da carezze erotiche delicate sui tessuti che contengono tanto prorompente … amore! Ecco che qui l’autore si trasforma e si
immedesima come un vero attore fa con il personaggio che deve interpretare. L’UNICO incontra Fabio Brigazzi, l’autore del libro
erotico “Sesso, scarpe e pesciolini” che in questi giorni sta invadendo le pagine virtuali di Facebook.
Cosa è l’immedesimazione per Fabio Brigazzi, l’autore dell’erotic book “Sesso, scarpe e pesciolini” delle edizioni Anordest?
Diciamo che il sesso, insieme all’arte, è una delle componenti principali della mia vita. Pertanto, il romanzo può in parte
considerarsi autobiografico anche se scritto al femminile e attraverso le esperienze di una donna matura e, almeno inizialmente,
inibita. Forse, lo scrivere come se fossi una donna è stato un modo per nascondermi dietro emozioni e sensazioni non proprio
maschili, oltre a un mettermi alla prova per vedere se, effettivamente, conosco l’universo femminile. Mentre dal riscontro che
il romanzo sta avendo tra il gentil sesso, posso tranquillamente affermare di esserci riuscito anzi, qualche lettrice nemmeno
crede al fatto che il libro sia stato scritto da un uomo.
Torniamo sempre a parlare del padre della Psicoanalisi, Sigmund Freud. Nella teoria freudiana, arricchita dagli studi
multietnici junghiani, si accenna alla mimesica dove “il diventare” prende le distanze dall’imitare. Quanto ha influito
nel tuo comportamento il “diventare” quell’essere che nel tuo libro fagocita e sfoga, senza inibizioni di sorta, la libido in una maniera altamente erotica?
L’influenza principale è venuta sicuramente dal mio conoscere le donne. Un mondo che mi affascina e che non finirò
mai di scoprire ma che ritengo, nemmeno le donne riusciranno mai a svelare appieno, in quanto veramente complesso e
articolato e forse, proprio per questo intrigante. Invece, anche per mezzo del mio romanzo, mi sono trovato catapultato
in una scissione quasi schizofrenica di due entità ben distinte ma che convivono nella stessa persona. Per giungere così
all’uomo-donna del terzo millennio, una figura nuova in grado di capire e comprendere l’universo femminile ed addirittura
contrapporsi a loro con dolcezza, sensibilità e maggior cura di sé, pur rimanendo uomo e maschio. Per arrivarci, oltre alla
mie esperienze - dopotutto ancora non sono sposato - mi sono calato letteralmente nei loro panni, osservandole minuziosamente,
leggendo riviste femminili e parlando con loro e di loro. Mi sono immedesimato nell’anima femminile, non con il solo fine di
scrivere bensì per il piacere che ho nel vivere a metà strada tra gli uomini e le donne, anche se attratto solo dal gentil sesso.
Come è avvenuto il tuo incontro con il principe dell’eros filmico Tinto Brass?
Ho conosciuto Tinto ad una mostra di arte erotica, alla quale mi sono recato sia per la mia passione per l’arte che per
incontrare il Maestro dell’eros. Quindi, dopo varie insistenze, nemmeno fosse una bella donna, siamo andati a casa mia –
casualmente proprio nelle vicinanze - per fargli conoscere la personalità e le passioni dell’autore di “SESSO, SCARPE e PESCIOLINI”.
E’ iniziata così la mia avventura nel mondo della scrittura erotica e della fantasia senza limiti e confini…
Il tuo debutto letterario con un racconto hard che ricorda molto un “diario erotico”, raccontami in sintesi cosa è racchiuso nel
tuo scrigno erotico di questa tua prima opera e giustifica la tua scelta d’esordio.
Si tratta della scoperta del sesso vero, trasgressivo e senza limiti di una cinquantenne in carriera, con un rapporto ormai
stanco e prevedibile con il proprio coniuge. Una donna spenta e senza più sogni sessuali che troverà, spinta anche dalla curiosità
femminile, la forza e il coraggio di affrontare prove erotiche sempre più ardite e imprevedibili. Sarà il suo Pigmalione, che il
destino le farà incontrare, a forgiarla e farla così divenire frutto della propria immagine e creatività, fino a superare il suo
maestro, anche grazie alla sua nuova intraprendenza e femminilità. Con il sesso inteso come un gioco e non più una cosa sporca
ed immorale. Senza tabù, regole e restrizioni e praticato per il proprio piacere e di chi le sta accanto. Lei ha gli orgasmi
anche sentendo come gli uomini godono usufruendo del proprio corpo. Le sue fantasie erotiche saranno messe a nudo e le
permetteranno di andare oltre i limiti imposti dalla morale e dalla sua rigida educazione. Proverà e “sentirà” quello
che mai e poi mai, avrebbe lontanamente immaginato.
Siamo in cammino nel terzo millennio; quali valori sono cambiati nel rapporto di coppia? Credi nel matrimonio?
Gli stimoli di questa realtà informatica influiscono sui sentimenti d’amore?
Purtroppo, la coppia del XXI secolo sta attraversando un momento di crisi sessuale dovuto alla nascita di nuovi
strumenti di conoscenza ed approccio, ora a disposizione anche di chi non aveva mai visto il tradimento come
appagamento dei propri sensi e desideri. La coppia non è affatto complice, la Chiesa sta rimanendo inesorabilmente
indietro, non trovo che sia al passo con i tempi, ed avere l’amante, sembra essere quasi la norma per compensare
la lacune del matrimonio e del rapporto di coppia in genere. Pertanto, sì al matrimonio come istituzione sia civile
che religiosa e strumento per la creazione di una famiglia, che però permetta alla coppia di potersi esprimere
sessualmente in piena libertà e complicità. Altrimenti torneremo, o forse è meglio dire rimarremo, ai sotterfugi
e al maschilismo che ha imperato fino ad ora e, in alcune regioni dell’Italia, ancora la fa da padrone. Quindi,
parità dei sessi anche nella trasgressione e nelle fantasie erotico sessuali ed anche se gli uomini ancora non
se ne sono accorti, le donne stanno già cambiando e questo si avverte quando stai nel groviglio dell’amplesso.
Tinto Brass come si è espresso, a riguardo, nella prefazione?
Il Maestro del nostro cinema erotico così ha scritto: “Ciò che mi ha maggiormente -e positivamente- incuriosito
in “Sesso, scarpe e pesciolini”, è l’età della protagonista: cinquant’anni. Un’età che, salvo il caso di diari
autobiografici, è più che canonica per l’eroina di un romanzo erotico, con il rischio di relegarla automaticamente
se non fuori tempo massimo, almeno borderline, ai confini della menopausa, fra le donne che, anche se ancora belle e
desiderabili, l’industria culturale impietosamente bolla, per dirla con il brutale pragmatismo dei tycoon americani,
come “no more fuckable!”. E invece Marina è “still very fuckable!” E il romanzo non è affatto un diario autobiografico!
Ancorché la protagonista si racconti in prima persona, è in realtà la penna di Fabio Brigazzi, il grimaldello espressivo
con cui scassinare lo scrigno della libido più intima, il passepartout psicologico per penetrare nel caveau dei desideri
più segreti e vergognosi, il deragliatore ideologico grazie al quale smascherare gli eterni inganni che i corifei della
Dignità e del Sentimento, ci hanno per troppo tempo e con troppe bugie propinato. La penna di un autore schierato decisamente
con la cultura più avvertita e moderna, quella per intenderci che riconosce valenze estetiche non solo all’erotismo ma anche
alla pornografia definisce le donne come Marina, in preda a le demon du midi”.
Fabio Brigazzi è nato a Belluno negli anni sessanta ma vive da sempre a Roma, vicino San Pietro. Comunque la vicinanza al
regno dello spirito ha fatto sì che la sua fervida fantasia erotica aggiungesse quel quid in più al kamasutra, libro dell’erotismo
per eccellenza. Fabio Brigazzi rientra in quella schiera di autori che come Franz Kafka, Arthur Rimbaud, Charles Bukowski, Corrado
Calabrò, ed altri, lavorano o hanno lavorato nella funzione pubblica o in imprese di assicurazioni o geologiche o di finanza o di
archivio o di pari impegni lavorativi.
La sua fluida scrittura passa da toni ironici, a volte comici, sarcastici, spesso impositivi di voglie erotiche sovrastanti la malizia,
intriganti, eccitanti fino all’orgasmo narrativo dell’autore e dei lettori che per questo libro si sono dimostrati più di sesso femminile.
La voluttà d’espressione dei vari amplessi hanno una valenza immaginativa che augurano la trasmutazione dello stesso libro in soggetto
cinematografico degno di quel filone erotico rappresentato dai maestri del cinema hard.
Cosa è la sensualità e la complicità per Fabio Brigazzi? Quali elementi coronano la femme fatale? In una donna apprezzi la
decisione erotica o l’ambiguità ingenua della voglia sessuale?
La sensualità è una dote innata e purtroppo, non tutte ce l’hanno ma con alcuni accorgimenti, è possibile avvicinarvisi molto.
Non solo con i tacchi 12 o la minigonna esagerata bensì diventando più determinate e sicure nei confronti dell’altro sesso ed
anche le esperienze di vita e sessuali, saranno sicuramente un valido aiuto. Determinazione da non confondere con l’aggressività,
che spesso le donne sfoggiano come fosse un gioiello prezioso e facendo così fuggire la maggior parte degli uomini. Invece Marina,
la protagonista del mio romanzo, scopre il suo “sex-appeal” forse un po’ in ritardo rispetto alle altre, anche a causa di non aver
avuto accanto l’uomo giusto. Ma le basterà un nuovo ed inatteso incontro, per trasformarsi da donna insicura delle sue potenzialità
a mantide mangiatrice di uomini e non solo… Per quanto riguarda l’ultima domanda, sono entrambe donne altamente eccitanti. Però,
nel sesso a 360 gradi, non bisogna fossilizzarsi in uno stereotipo di donna ma si deve essere dei veri e propri camaleonti, capaci
di trasformarsi ed eccitarsi ad ogni nuova situazione che si verrà a creare nella nostra vita erotica. Sia generata da una donna
in grado di prendere l’iniziativa – uomini, ma perché avete tanta paura?- che di un’ingenua femmina come Marina, bisognosa di un
maestro che la guidi e conduca lungo il difficile e tortuoso sentiero del sesso.
Incipit di “Sesso, scarpe e pesciolini”:
Quella mattina di fine luglio, guardando la mia immagine riflessa nello specchio del bagno………”
Explicit di “Sesso, scarpe e pesciolini”:
Non capita tutti i giorni, di scoprire il sesso vero e senza limiti e trovare l’Amore. E chi ci riuscirà, non se lo faccia scappare.
Mi raccomando. Un bacio grande come il cielo e profondo come il mare. Marina
Giuseppe Lorin
ringraziamo per la gentile concessione
"L'UNICO", quotidiano indipendente di Roma
Miei carissimi lettori, avrete notato i commenti riportati su tutti i giornali dopo la dipartita della nostra Alda Merini?
Riflessioni di chi se la ricordava come “animale raro” nel gran serraglio del Maurizio Costanzo, di chi la criticava ai giardinetti
del suo quartiere al naviglio, di chi la comprendeva ma non sapeva proteggerla, di chi l’apprezzava e taceva, e di altre situazioni
analoghe comparative!
La coscienza di ognuno di noi è stata triturata dall’evidenza poetica di questa “grande”, criticata in vita dalla superficialità
dell’amorfismo mentale; lei rientra solo ora, a pieno diritto, nel novero di quei tre o quattro POETI che ogni secolo riserva al
mondo intero, così come nell’Orazione Funebre a Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia rammentava all’italica gente, e non solo,
che non ha saputo “proteggere” il Poeta della Poesia Civile di sinistra: “E di poeti non ce ne sono tanti, nel mondo. Ne nascono
soltanto tre o quattro in un secolo… Il poeta dovrebbe essere sacro, e va protetto”. È con questa riflessione che desidero qui
presentarvi chi dall’ala della Poesia è stata catturata e amorevolmente costretta ad esprimere, non solo nella lirica seguente,
concetti da ricercarsi nei più reconditi anfratti del sentimento umano: “Emozioni che uscite dalla retina della mia pelle, come
singhiozzi alla luce, siete terra di istanti che cerco. Mutate il vostro odore con l'altezza di un desiderio, vi perdete lungo
rugiade, come tramonti rivelati ad un bambino. Dove i vostri silenzi guardano, i miei respiri arrossiscono.” È solo il silenzio
e la riflessione di quanto avete anche voi qui letto, il miglior commento a questi versi. Michela Zanarella è nata a Cittadella,
in provincia di Padova, il primo giorno di luglio del 1980, e solo dopo 24 anni percepisce che la sua anima poetica è sollecitata
da un aspetto nuovo, alto, sublime, capace di percepire e vedere la realtà che la circonda. Esprime la vita in versi ed il suo animo
è irrorato da questa misteriosa sensazione che l’avvolge. Inizia a comporre liriche, le fa leggere e ottiene le prime menzioni
ufficiali nel concorso Beniamino Capparelli nel 2005 e nel concorso Don Luigi Riva di Varese.
Le sue poesie vengono pubblicate in diverse antologie nazionali. Pubblica una sua prima raccolta dal titolo “Credo” con
l'associazione culturale Medusa, e mille copie vengono subito acquistate dai diretti interessati. La sua attività nel
diffondere la cultura la vedono protagonista di dibattiti dove la poesia è il centro di una periferia fatta di giovani in
formazione, ed il centro diventa così periferia; il centro di tutto! Tra le sue passioni troviamo la letteratura internazionale
con particolare interesse per quella francese, lo studio dei grandi pittori della storia, i viaggi e la conoscenza di nuove culture.
È stata ospite alla trasmissione radiofonica di Rosanna Perozzo su Radio Cooperativa a Padova. Alcuni articoli sono presenti su
quotidiani quali il Mattino di Padova, il Gazzettino di Padova, il Padova, la voce dei Berici. Ha partecipato alla trasmissione
televisiva "Poeti e Poesia" di Elio Pecora su Televita, a Roma. “Risvegli”, ed. Nuovi Poeti, è la sua seconda raccolta lirica.
È tra i primi posti in assoluto nel concorso "Città di Manziana 2007". Nel concorso internazionale del 2008, “Vitamine per l’anima”,
ottiene il terzo posto su 7000 partecipanti. Nel Premio Onlus Mecenate è tra i primi sei.
Ottiene la “Menzione d'Onore” al Premio Mondolibro di Roma, il secondo posto al premio Groane 2008. È la prima classificata
al “Premio Calogero Rasa” di Palermo. Ottiene vari premi tra cui, il premio "L'aquilaia" a Grosseto, il premio "Invito alla
poesia" a Trieste, la menzione speciale al premio "Irpinia mia" di Avellino, il premio "l'umanità non sposa la violenza" a
Cremona; è menzione di merito al "Premio Solaris", menzione di merito al premio "Cà Domnicu" di Cadoneghe, Padova; ottiene
il sesto posto al "Premio Marguerite Yourcenar" di Montedit; è seconda al premio Comune di Riolunato, ed ottiene la segnalazione
al premio "Olinto Dini". Ha iniziato a scrivere i primi racconti nel gennaio 2008. Ha collaborato alla realizzazione del libro
"Solitudini dentro" di Carmen Tomasi, ed. Nuovi Poeti. Nel 2009 ha ottenuto menzione di merito nel concorso internazionale poesia
e immagine "Marco Pantani", e si è classificata al terzo posto al "Premio Animo Animale" di Pordenone; è prima classificata al
Premio "Anime e luci 2008", a Padova; ha il secondo posto al premio "La Rondine", di Trento; ha la Menzione di Merito al Premio
"Contemporanei d'autore"; è finalista al "Premio Tindari-Patti" e al premio "Salvatore Cerino". A giugno del 2009 ha pubblicato
il terzo libro "Vita, infinito, paradisi" ed. Stravagario. Michela Zanarella, ispirata e limpida voce del terzo millennio, ci
riserva quella sorpresa illuminante del suo essere “poeta”. “Vita, infinito, Paradisi” questo volume raccoglie un prezioso e
casuale assemblaggio di liriche dove l’archetipo primordiale del sentimento, oggi si scontra con una realtà inaccettabile.
La vittoria sulle incongruità dell’esistenza moderna apre le infinite vie che accedono a quell’equilibrio supremo dantesco
dove è la luce estrema l’ultima dea.
Trovo doveroso riportare un florilegio, di passi tratti da quest’ultima opera di Michela Zanarella, scelto da chi si è
dedicato alla prefazione del libro di questa giovane, ma già grande poetessa del nostro millennio appena iniziato, Irene
Sparagna: "Sfumature di diamante/grappoli di sole d'ambra/lungo le file di spighe/russa il grano/…” (tratta da “Ad un
grillo, le sue estati”). “Intorno a me l'immenso/che sbadiglia,/…/il senso del silenzio/ che rimane tra gli scogli/…”
(tratta da “Come volano i gabbiani”). “Mille anime/sudano l’identità,/solo una ha il mio nome e filtra le pareti/disegnando il mio essere./…”
(tratta da “Abissi”). “E quando rimanevo sola/e senza nome/mi fermavo a frugare nelle vertigini/spezzando il mio profilo/con un orizzonte /allucinato.”
(tratto da “Amiche follie”).
Io, Giuseppe Lorin, come giornalista e attore, posso solo aggiungere che si tratta di liriche straordinarie molto
intense, ed a tratti passionali che risvegliano e portano alla memoria moti dell’animo forse dimenticati. “Ogni croce
è l'eco del tuo sangue ed il Tuo sangue, Signore, ha urlato amore a tutte le razze ha perdonato l'inferno e le forche.
Ancora ci parli dai prati e dal destino. Nelle vertebre del tempo oltre le volontà dell'aria hai pietà e gentilezza
dei nostri midolli. Sei altra vita dentro ai cieli, carne di luce, uomo che chiede all'uomo di ascoltare.” Michela
Zanarella si pone nel mondo con la sua originalità, offre se stessa al ritmo indefinito della quotidianità, in una
ininterrotta costruzione di rapporti, di possibilità che variamente si intrecciano, si confondono, si sovrappongono,
si infittiscono e si districano; presenza dentro il corpo e in mezzo alle cose, agli elementi fondamentali che guidano
la vita sulla terra e agli elementi che scaturiscono dal suo modo di percepire che guidano l’anima verso nuovi orizzonti.
“E ricomincia l' amore a ripetere baci, ignora il limite e vuole. Vuole tutto e brucia le geometrie della pelle,
lotta nella sua terra la libertà del fuoco. Entra nelle carni ed è muschio che spinge sospiri, in nude forme rinnova
il suono del piacere. Scende come luna a tornare gioco di sguardi, volontà di labbra e pioggia precoce. Amore e ancora
amore a colpire a vita l'adolescenza del mio fiato, impronta di un istinto mai finito.”
Giuseppe Lorin
ringraziamo per la gentile concessione
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Il racconto che troverete nella sua pagina personale s'intitola: IO.
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Un personaggio mitologico ricordato dallo pseudonimo di un nuovo autore
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Sono una giovane ventottenne, scrivo poesie per pura passione cercando di gremire tutte le frasi con i miei sentimenti: vorrei
che ogni parola potesse trasparire pienamente le emozioni che nutro.
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Scrive racconti, fatti di periodi brevi, snelli, ma a volte ricchi di metafore significative.
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Classe '72, si avvicina alla scrittura "seria" in un profondo momento di solitudine. Al
suo attivo già 2 libri di cui trovate estratti nella sua pagina.
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Scrive in un'intervista che è venuta in Italia per amore.
Vive felicemente a Firenze, città che è anche l'oggetto di alcuni suoi versi.
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Scrive anche poesie in dialetto romano, magari avremo occasione e piacere di leggerle !
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Ci propone un racconto o forse anche un cammino spirituale, un incontro con la Madonna di strada.
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Un giovane appassionato di poesia, che sembra trovare nei suoi versi le risposte che cerca.
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Laureato in scienze agrarie ed appassionato di letture da bambino, in particolare avventure,
Hemingway, Smith, geografia, storia coloniale e di conquiste.
Ho viaggiato molto: Indocina, Africa, Sudamerica. Scrivo su molti portali di politica ed i suoi racconti sono sui più bei portali di viaggio.
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Scrive sul suo blog: "Quando tutti i volti intorno mi appaiono stranieri,
sono felice che l'essere umano abbia il dono della poesia."
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Un piccolo caso dell'editoria, perché il suo romanzo psicologico DECADENT DOLL giunge ad
una nuova edizione grazie al successo di critica e pubblico.
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Mi è piaciuta l'ironia della sua poesia "L'autore", nata, come lui stesso dice, come
"piccola parodia dei profili biografici che ogni autore scrive nella quarta di copertina".
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Da Capri un poeta, un ricercatore, uno scrittore.
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Una personalità poliedrica, sempre attiva, che trova nelle avventure fantastiche
un universo da esplorare.
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Un autore che usa anche l'ironia nei suoi versi, quasi sempre
incentrati sulla relazione dell'IO con gli ALTRI.
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Un lessico ricercato, preciso, che quasi evoca una pazienza certosina
nella construzione dei versi, mai banali, ma soprattutto sempre densi di significato.
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Scrive di lui Roberta Calce, conduttrice radiofonica e poetessa:
"Scrive le sue emozioni rendendole creative e vere agli occhi del lettore."
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Poesia e psicologia, senso della vita e sperimentazioni del linguaggio:
questi gli ingredienti salienti delle sue opere.
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Scrive sul suo blog:
"La poesia è un rifugio per trovare un dialogo con me stesso, è un parto della mente per ricucire un graffio dell’anima.
La poesia non va solo letta ma interpretata, recitata, per restituire il senso del tempo in cui è stata scritta."
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L' ironia è la sua forza, soprattutto se auto-ironia.
Sul suo sito personale si descrive "malato" di scrittura.
Il racconto che ci ha inviato è da leggere davvero tutto d'un fiato !
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Ama la poesia semplice, quella che arriva dritta al cuore.
In una sua poesia leggiamo:
"No, non c’è penna che scrive nel mio cuore
ma solo espressioni del mio io di bambina."
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"Quando scrivo ascolto sensazioni e spazi interiori o remoti che siano, oscillando fra
l'intimo sentire emozionale e la percezione del vivere quotidiano.
Ed è in questa terra di mezzo che a volte scovo qualche storia da raccontare e qualche bandolo di poesia da cogliere."
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“Tutto cambia, tutto si trasforma e nulla rimane uguale a se stesso. Troppe forme di vita,
troppe incognite. Come non impazzire davanti ad una simile vastità? Basta.”
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Il mio motto è: "Vivi e lascia vivere..."
In un presente, ch'è già futuro, in un futuro che
non fu mai presente,
ma solamente passato...
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Il suo sogno nel cassetto è di diventare un giornalista sportivo.
Gli auguriamo, intanto, che il suo futuro sia azzurro, come il titolo
della poesia che ci ha inviato.
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"Il difficile compito di chi scrive, è, secondo me, quello di porre un momento, le persone su
un piano di riflessione, non importa quante persone leggeranno quello che un poeta scrive,
ma è importante come lo percepiscono."
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"... voglio solo passeggiare
ed approfittare del silenzio."
Sono due versi di una sua poesia.
Chi non ha desiderato, almeno una volta, di poter fare lo stesso ?
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...come Icaro intraprendo voli pindarici
in universi trasudanti di sogno...
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Le sue origini russe farebbero pensare
ad un'autrice austera.
Ci hanno colpito invece la sua versatilità, la sua semplicità e la sua schiettezza nell' affrontare
anche temi complessi.
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Per alcuni vent' anni
sono pochi, per altri
ad averceli ancora !
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Una raccolta di poesie
e di riflessioni in forma di aforismi
da una località che fa sognare, per sognare.
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In un' intervista dichiara
che la scrittura è la Sua più grande passione e
che viaggiare l' aiuta a cercare se stessa.
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L'uomo si confronta con l'Universo
si pone domande
cercando di risolvere i suoi dubbi.
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Un altro autore noir si unisce a noi.
A me ha incuriosito il titolo del Suo libro. Lo trovate nella Sua pagina personale.
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"La poesia
forse è nata con l’uomo;
l’aspirazione di sollevare lo spirito al trascendentale lo ha portato pian piano, alla
scoperta del sentiero che comunica con il segreto della sua esistenza.
Egli esalta questo sentimento e lo confronta con la natura,
e soffermandosi negli aspetti più affascinanti che gli sollecitano il cuore,
rinnova ogni giorno,il suo spirito a Dio."
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I poeti effettuano un viaggio nel corso della loro esistenza.
Tutti gli uomini sono dei viaggiatori, però i poeti viaggiano in modo più
spedito rispetto a tutti gli altri, e si attendono di poter raggiungere presto una meta.
Infatti per loro è vero che con la morte c’è l’epilogo dell’esistenza, ma è anche vero
che al di là della vita terrena c’è qualcosa di meraviglioso.
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"Si va avanti per piccoli passi... una collaborazione, un articolo, un racconto, un sito, prima
o poi qualcuno ti legge e ti apprezza e se anche non ti apprezza, basta che ti legga... perchè come diceva Oscar Wilde:
"C'è solo una cosa al mondo peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé."
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Scrivo poesie nella convinzione che esse siano anche uno strumento di conoscenza spirituale, per questo
mi piace citare una frase di Allen Ginsberg che dice: " Non serve scrivere quando il tuo spirito non guida".
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Una persona come tante,
proprio per questo
cerca con la poesia
il riscatto dall' anonimato
della società in cui viviamo.
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Uno scrittore dei 2 mondi.
Scoprite perchè nella sua pagina personale !
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Se io giocassi con tutto,
certo soffrirei meno
ma tanto è il dolore di questa pena,
che in me crea viva coscienza.
Essa mi ha fatto veder
ciò che ho voluto divenir
solo in carta.
Perdonate se con me e voi
non ho saputo aver
sublimi termini
ma sol deboli ideali:
prometto che rimedierò
ovunque...
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Poesia intrisa di luce, una luce che non è quella spazio temporale, ma che mostra
tendenze metafisiche dove l'io è dissolto nella sua stessa scalata verso la metà.
Così e l'occhio dello spirito a fotografare per un istante uno spiraglio d'eternità.
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Un giovane incontra la poesia attraverso la fede e la trasforma, come lui stesso
dice, in un "inno d'amore".
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I momenti più duri possono essere affrontati anche
con la forza della poesia, perché la sofferenza,
in qualche modo a noi misterioso, ci aiuti a vivere.
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Ci regala un affresco poetico della Sua città, Firenze, attraverso una raccolta
che scopriremo un pò alla volta.
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Una giovane artista fotografa e poetessa,
dedicata all'Arte e alla sua delicata magia.
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La poesia ha un tempo assoluto, che ti catapulta fuori
da un prima ed un dopo, per avvolgerti in un ora.
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Poetessa, scultrice, pittrice dalla personalità poliedrica e versatile per la pluridirezionalità
delle sue potenzialità espressive.
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La poesia s'incontra con la prosa,
in un connubio di riflessioni sulla Vita e l' Essere.
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La Poesia è l'arte che trova amore per ogni cosa,
ove nulla è lasciato in
sospeso e come una sposa,
la si bacia pur tenendo il velo
tanto è l'amore che gli si porta.
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Una giovane autrice
per cui la scrittura è indispensabile
per il suo essere.
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"La libertà è una stanza dell'anima"
recitano alcuni versi di una sua poesia.
Una libertà che non ha nessun confine, neanche quelli di una stanza.
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Credo nel mio destino di essere umano.
Credo nella possibilità che Dio esista o non esista.
Credo nel bene, in quella parte dell’umanità che persevera nel bene, che sa quanto male ci sia nel
destino dell’uomo e cerca il bene dell’uomo. Credo in tutto questo.
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Un istante, un incontro, versi che ristabiliscono una pace interiore.
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La poesia è la forma verbale più profonda che possa esistere, per esprimere i più reconditi sentimenti umani.
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Gandolfo Macaluso è uno dei tanti nostalgici delle tradizioni popolari, al punto da usare ancora oggi
nel linguaggio comune proverbi detti, in uso anticamente a Petralia e nei paesi madoniti in genere.
Qualche anno addietro ebbe l'idea di scrivere su un quaderno i proverbi,a cui in seguito Salvatrice Di Dio
ha aggiunto traduzione e commenti.
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Quando il mondo interiore è
più grande di quello esteriore,
quando il sentire è più grande del fare,
questa differenza può confluire nell'arte.
Perciò la speranza di ogni poeta
che sia anche un vero uomo
è smettere un giorno di scrivere..
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Ringrazio di cuore dell'invito.
Cordialità!
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La natura racchiude i sinigicati più reconditi
della nostra vita, ed ogni tanto ce li mostra.
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Le nostre radici popolari
nascondono una ricchezza tutta da scoprire, attraverso i Suoi testi.
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Uno scrittore messinese, dallo stile romantico e triste, ma
con notevoli slanci verso l'onirico e il misterioso, sempre attentissimo e
portato verso introspezioni psicologiche.
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La poesia arriva dove la vita frenetica
non può arrivare: al silenzio della nostra anima.
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Poesia è
l’acqua che mi disseta
è
l’aria che respiro
è
la bellezza di un paesaggio
è
la carezza di un bambino
è
lo sguardo triste di un randagio.
Forse poesia è anche raccontare le mie emozioni.
grazie per l'invito e per lo spazio concessomi.
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Anche un attimo
è sufficiente per dare forma
a versi che attraversano il tempo.
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La parola
è un filo
tenace che unisce
i cuori.
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Vorrei intrappolare le mie parole in questa ragnatela di carta e inchiostro,
in modo che il mio pensiero continui ad esistere
anche quando io non ci sarò più.
E, attraverso lui, vivrò.
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Grazie dell'invito.
Fa piacere sapere che
qualcuno c'é !
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L' inesprimibile espresso
attraverso il paradosso
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Ringrazio davvero per il gradito invito e plaudo di cuore all'iniziativa.
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Fiumi di parole...
Scrittore è chi offre alla gente parole di coraggio e speranza,
cercando una prospettiva - un gradino più in giù o più in su -
che renda tangibili le realtà spirituali costanti nelle nostre vite.
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Un modo di guardare
la realtà, per
guardarsi meglio dentro
e scoprire la propria natura.
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Ringrazio di cuore dell'invito,
molto gradito.
Complimenti per il sito che trovo
molto bello e ben concepito.
Buon cammino !
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Non amo definirmi uno scrittore e neanche credo di esserlo poichè ho
solo un po' di fantasia e mi diverto a scrivere.
Ma quel sottile senso
di piacere nel vedere pubblicato (cartaceo od on-line) una propria
creatura, anche se non è un capolavoro.......... beh, porta nell'animo
quel minimo di soddisfazione che aiuta a vivere più "leggeri".
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La poesia diventa
un' amica confidente
che capisce senza
bisogno di domandare,
come il mare.
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La poesia incontra
l' universo infinito
di istanti che si susseguono,
quasi immobili.
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L' incontro di un
autore con la poesia
gli fa sentire
pace e serenità nel cuore.
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La sua scrittura dipinge con
realismo la nostra vita
attraverso odori, immagini, ironia.
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Rime sciolte
come tratti della vita vissuta,
raccolte in un diario
di emozioni, sensazioni, desideri.
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Usa i suoi versi per sentire
il suo cuore.
Là non c'è solo tempesta.
C'è anche amore per la vita.
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Ho scelto un brano del libro "Cara Trapani" che si
lega al mio periodo di studi perchè ritengo che esso sia stato
per me molto formativo, anche dal punto di vista caratteriale oltre che culturale.
I miei più cordiali saluti.
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Grazie per avermi invitata. L'immagine conferma il mio amore per la natura.
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là dove il cielo rompe alla montagna ,là sono io .
Vi ringrazio dell'invito:sono scrittrice e fotografa.
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Un giovane poeta
si spinge fino alle profondità di sentimenti
tutti da scoprire.
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E' stata una piacevole e inaspettata sorpresa leggervi e mi sento
lusingato dell'attenzione accordatami: grazie.
Io si scrivo ma senza alcuna velleità e solo per rappresentare quelle
voci dai mille toni diversi che mi raggiungono mentre attraverso la vita
e si compie il mio destino. Da dove esse scaturiscano, a volte mi resta
ignoto ma io le sento e tanto basta. Se a volte qualcuno le ascolta mi
sento meno solo, mi distraggo dalle mie tristezze e mi accorgo di
esistere, dimentico le amputazioni affettive e sento fermenti
percorrermi e incitarmi ancora.
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E' una interessante iniziativa, vi sono grato d'avermi invitato.
Sarà un piacere inviarvi qualche mio scritto (non amo definirle poesie;
sono estemporenee elucubrazioni mentali)
Vi invio una foto da me scattata. Una libellula: vita breve,
intensamente e liberamente vissuta.
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Fa sempre piacere che qualcuno apprezza quanto hai seminato nei tuoi giorni.
Colgo l'invito rivoltomi inviandovi le mie composizioni.
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Son ben lieto di rispondere al Vs. appello al fine di ricevere mie poesie, scritti, foto.
Grazie !
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La dolcezza di versi diversi,
l' abbandono a un sogno senza bisogno,
la ricerca di un silenzio dell'esistenza.
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sono carmen classe 1977........ beh,io scrivo....
per me è vitale.....soprattutto poesie.........
ciao carmen
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Grazie per aver pensato a me. Molto onorata. Mi piace quello che vedo qui, forse mancano i commenti ma
non sempre sono necessari. Saluto chi mi ha preceduto nell'iscrizione, alcuni di
loro sono miei carissimi Amici, un grande abbraccio a Tutti !
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La divulgazione della Poesia è l’unico modo per poterla conoscere ed amare.
Chi scrive lancia un urlo al cielo e chi legge lo accoglie trasformandolo
in ragione ed amore.
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Miei cari tutti
Mai visto un sito così concepito, innovativo, diverso.
Auguro a quanti vi collaborano ogni fortuna come è giusto sia!
Onestamente allego i miei complimenti e...
sempre avanti!!!
Grazie
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Scrivere in versi,
l'alba di una nuova vita
animata finalmente
da profonde emozioni.
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Accolgo il vostro invito
nell'inviarvi alcune poesie.
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Il pensiero che piange l'eresia della ragione senza emozione si colora
con questo fiore, ma le lacrime sono del mare, un oceano di gocce.
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Carissimi, è stato un bel regalo leggerVi, sarò subito uno dei Vostri.
Intanto Vi mando i miei più sinceri auguri di un buon lavoro e tantissima serenità ricca di cose belle per i giorni a venire.
Cosa Vi invio?
Comincio con alcuni testi, con l'augurio che siano di Vostro gradimento.
Grazie ancora,
Rocco Chinnici
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Grazie per l’invito che mi è giunto!
Ho visitato il sito e mi è piaciuto, quindi invio una mia poesia e un disegno.
Spero che sia gradito.
Maristella Angeli
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raccontare è anche volare o no?
E' di più, sento di sì .
Icaro ancora racconta, è lui la
storia delle nostre illusioni, a noi rimane la fantasia e l'infanzia.
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