Ogni settimana concentreremo la nostra attenzione su alcuni autori presenti nel nostro portale.
Sarà possibile, per un tempo definito, commentare la loro pagina personale, in modo da lasciare
un feed-back, una sensazione, un'idea, insomma ciò che è scaturito dalla lettura dei testi presenti.
Le autrici scelte sono:
Annamaria Cherchi, una tenca donna sarda, appassionata di poesia;
Chiara Luciani,che ha scritto sulla pace e sualla guerra;
Maristella Angeli, autrice di diverse raccolte poetiche, tra cui l'ultima "IN ASCOLTO";
Valentina Bellettini, giovane scrittrice, appassionata di fantasy, autrice del libro "PROFUMO DI INCENSO"
Mettiamoci in gioco !
Codice ISBN 9788851721008
Sigla: MEF – L'Autore Libri Firenze
Collana: Biblioteca 80 - Poeti
Genere: Poesia
Formato: 16°, cm 11,5x16
Pagine: 112
Prezzo: Euro 8,70
Edizione: Prima
Volumi: 1
Confezione: Brossura
Versi di copertina
Pulsa e batte
sul polso il sangue
impaziente
un cuore, un senso
la vita di ognuno
Come nasce l’esigenza di scrivere poesie? É sicuramente un impulso molto forte che mi spinge ad esprimermi attraverso parole ed è questa la forma comunicativa che mi permette di creare immagini, di oltrepassare il tempo e i luoghi, di navigare in ricordi, di ricercare risposte, di osservare la vita nei momenti significativi o nella quotidianità, nell’evocare ricordi attraverso oggetti, nell’affrontare problematiche sociali ponendo interrogativi, puntando sulla forza della vita che è insita nell’uomo, nell’importanza delle piccole grandi cose di ogni giorno.
Ho iniziato a scrivere da piccolina, poi ho avuto l’occasione di approfondire l’arte pittorica, ho studiato recitazione, canto, danza per sei anni e ho fatto parte di un gruppo teatrale per sei anni; queste esperienze mi hanno permesso di approfondire la conoscenza letteraria.
Ho viaggiato molto, cercando di assorbire conoscenze ed esperienze.
Nel mio lavoro d’ins.te di Sostegno, ho realizzato molti progetti d’integrazione sociale, sviluppando attività specifiche in cui i linguaggi teatrali, musicali e delle arti si fondessero.
Solo due anni fa, ho deciso di mettermi alla prova inviando le mie poesie a dei siti letterari da cui ho ricevuto consensi ed incoraggiamenti.
Ho pubblicato due raccolte di poesie, ne ho pronte due e altre due sono in lavorazione.
Leggo molto e approfondisco continuamente lo studio poetico.
In questa raccolta invito all’ascolto di se stessi e di tutto ciò che ci circonda: la natura, le persone, gli oggetti, i luoghi, i ricordi, i sentimenti.
Mentre leggete ascoltate il ritmo del cuore: è quello che io seguo.
L’Autrice
Maristella Angeli
leggi la recensione della poetessa Tinti Baldini
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Il nostro blog prosegue nel segno delle recensioni
di Michela Zanarella.
Questa settimana è la volta di "30 secondi di clandestinità" di Matteo F. Ponti.
Potete leggere il contributo di Michela qui
Ricordate i racconti a puntate ?
Noi vi presentiamo "Il sig.F - Una scoperta a puntate"
Eccovene un piccolo assaggio:
"Avete letto il processo di Kafka?
Se si. conoscete Josef K. e la sua storia; altrimenti avete perso la possibilità di conoscerlo.
Quell’evento si sta ripetendo a rovescio.
Un certo sig. F, un giorno, decide di parlare a tutto il mondo.
Purtroppo, o per fortuna, per il sig. F i viventi sono quasi morenti.
Morenti di solitudine, morenti di protagonismo. Assetati di pettegolezzi.
Non vogliono conoscere le persone, a loro basta una loro fotografia.
... continua ...
Vi aspetta il nuovo forumdella nostra community.
Una veste grafica rinnovata, nuovi argomenti ed una squadra
di moderatori vi attendono per costruire insieme relazioni,
scambi di informazioni, nuove conoscenze.
Troverete già questi gruppi:
POESIE E POETICA (NEW!),
per scoprire il piacere di leggere la poesia, anche con approfondimenti tecnici
LABOR LIMAE - NARRANDO... (NEW!)
per scoprire i segreti della scrittura, anche attraverso la rpesentazione dei proprio scritti
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il gruppo dove gli autori intervistano gli autori;
RACCONTARSI IN POESIA,
poesie, pensieri, aforismi e haiku sul tema suggerito settimanalmente;
NEWS ED EVENTI,
tutte le notizie (le news) sul mondo della scrittura: concorsi letterai, blog, siti, eventi;
IL SIGNIFICATO DEI LIBRI ,
Parliamo non solo delle trame dei libri, ma anche dei temi racchiusi, dei significati nascosti, delle emozioni provate scrivendoli o leggendoli, dei segreti, delle impressioni, delle riflessioni, dei perchè...;
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con le schede di presentazione dei libri pubblicati dai nostri autori;
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il vademecum che permette a tutti gli scrittori di scegliere liberamente con chi pubblicare;
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dedicato alle vostre domande su cosa e come essere presenti sul web ed avere visibilità.
LE TERRE DEL FANTASY (NUOVO!),
libri, film, manga... tutto ciò che riguarda il fantasy senza limite di forma!
Manca qualcosa ? Suggeriscicelo tu !
Elsy Aparicio, responsabile della segreteria generale dell’Associazione Camera di Commercio Italo-Boliviana (ACaCIB) con sede a Roma, in un recente incontro, avvenuto nello studio privato del Presidente Marco Loi, ha voluto esprimere le sue considerazioni sulle problematiche inerenti la popolazione femminile boliviana sotto l’ottica delle nuove idee costituzionali.
È opportuno ricordare che la Bolivia è formata da 9 dipartimenti regionali e da 36 nazioni, così chiamate, che rappresentano le diverse popolazioni indigene boliviane, secondo la divisione amministrativa del territorio boliviano. Il 25 gennaio 2009 in Bolivia c’è stato il Referendum Costituzionale che ha visto l’affluenza di più di 3 milioni di elettori. I dati ufficiali riportano una vittoria del SI al 61,49%, e per il NO solo il 38,51%. Non un plebiscito, ma certamente una forte adesione al progetto costituzionale, e un’indiscussa vittoria del governo di Evo Morales, primo Presidente indigeno aymara (coltivatori di coca), a guidare lo Stato Boliviano. Masticare foglie di coca è una tradizione millenaria per le popolazioni indigene dell'America Latina che non potrebbero ne vivere ne lavorare a quelle altitudini andine, fra cui le popolazioni Aymara e Quechua, che considerano le foglie di tale pianta come sacre. Il relativo basso effetto narcotico di queste foglie ha chiaramente sortito effetti benefici all'interno della società boliviana, permettendo agli operai del paese di lavorare più di quindici ore al giorno. Almeno nelle regioni andine, più povere, popolose e a prevalenza indigena. Analizzando il voto costituzionale si ritrova la spaccatura che caratterizza il paese tra le regioni orientali, più ricche e bianche, e quelle occidentali.
Lo stile di vita di queste popolazioni è studiato dagli antropologi che con l’osservazione sistematica affermano la tesi che i loro comportamenti hanno caratteristiche ancestrali legate alla tradizione etnica, a pratiche devozionali panteistiche, all’isolamento morfologico di alcune zone, all’integralismo boliviano.
D - Chiediamo ad Elsy Aparicio informazioni sul modo di vivere di un nucleo familiare ad estrazione indigena tradizionale?
R - Nella vita di tutti giorni, nell’ambito familiare e della comunità, le donne indigene affrontano molti ostacoli che derivano dalla inadeguatezza di servizi primari e dalla bassa scolarità che in molti casi è carente o inesistente, fattori che si aggiungono a tante altre problematiche. Questi fattori limitano fortemente la partecipazione della donna alla vita sociale la quale ogni giorno si fa sempre più violenta, la discriminazione di genere inizia nella propria famiglia dove la donna viene esposta a costanti maltrattamenti, sopracaricamento di lavoro e responsabilità.
In qualche comunità il genitore uomo e il marito hanno il pieno diritto “naturale” di gridare, offendere, malmenare e maltrattare la donna.
D - Una sua riflessione sulla violenza?
R - La violenza sulla donna in Bolivia? Direi che tutto il problema è una questione di punti di vista. L’essere costrette a sposarsi presto per me è una violenza, la nostra società così impone, rimaniamo segregate a una vita domestica senza sbocchi personali, trattate come una classe inferiore alla quale viene soppresso ogni tipo di aspirazione, e questo avviene quotidianamente. La donna sposata deve sopportare l’infedeltà del marito in silenzio e con “dignità” per essere considerata la signora. Lui è libero di fare ciò che vuole, le sue scappatelle sono giustificate dalla tradizione nazionale; il famoso “Viernes de soltero” (venerdì da scapolo). Ci sono troppi comportamenti che vengono giustificati come forme di tradizioni e consuetudini che diventano parte integrante delle nostre culture popolari. Comunque noi, donne di questo secolo… siamo per la lotta per la conquista dei nostri spazi, di un posto degno nel governo e per i pari diritti in un società piena di pregiudizi contro le donne.
D - Secondo il suo punto di vista, i matrimoni imposti, la poligamia, le pratiche di violenza sulle donne fanno parte ancora, nel terzo millennio, del comportamento sfrenato maschilista boliviano?
R - Il comportamento maschilista pur troppo non è solo boliviano, esiste in tutto il Sudamerica e anche in tutto il mondo, negli Stati Uniti a Dallas (Texas) si copia il modello Mexicano, molto “macho”, in Europa gli Italiani con la scusa dell’amore per la famiglia tradizionale vorrebbero che la donna fosse sempre a sua disposizione, che stia in casa ma anche in ufficio, vogliono una donna con tradizioni antiche e con pensieri moderni… Ma in Bolivia è molto più sentito il maschilismo; in questi anni di inizio del terzo millennio si stanno facendo dei progressi, la donna imprenditrice è ammirata non più criticata per le sue scelte di vita; un chiaro esempio del cambio ideologico generazionale lo vediamo nel governo attuale con Celima Torrico la prima donna indigena Ministro della Giustizia e dei Diritti Umani. Le donne di questo millennio sono donne d’ammirare, perché cercano di partecipare attivamente per essere protagoniste nello scenario culturale, sociale e politico del contesto in cui vivono; anche perché finalmente hanno acquisito la forza e il coraggio per denunciare qualunque forma di violenza.
D - In quali di questi dipartimenti - Potosí (Potosì), Santa Cruz (Santa Cruz de la Sierra), Beni (Trinidad), Pando (Cobija), Tarija (Tarija), La Paz (La Paz), Oruro (Oruro), Cochabamba (Cochabamba), Chuquisaca (Sucre) - si avverte maggiormente lo schieramento maschilista e la violenza sulle donne?
R - La nostra società boliviana è ancorata ad una visione maschilista, non siamo ancora capaci di fare il determinante salto culturale che determini il definitivo cambio di rotta in questo senso, ovviamente tutto questo non si riscontra in una città specifica, il fatto è generale. Le pari opportunità sono una sfida ancora lontana, ma non impossibile, siamo sulla buona strada, e noi abbiamo fiducia nell’attività anche di crescita politica.
Sebbene la Bolivia, almeno per gli standard occidentali, ricorra con una certa disinvoltura a riforme costituzionali, quest’ultimo progetto costituzionale può vantare un carattere proprio, che la rende forse una delle costituzioni più amate della storia del paese.
Il progetto di una nuova costituzione risale almeno agli anni ’90, quando i movimenti indigeni richiesero con maggiore forza il riconoscimento dei loro diritti. Coloro che tutt’ora si muovono in
questo marasma di idealità, progetti e azioni vantano spesso con orgoglio questa genesi.
Un decennio dopo, la riforma costituzionale è diventata il punto di incontro per i movimenti indigeni e contadini in Bolivia, la sintesi di richieste di autodeterminazione, equità sociale, un modello socioeconomico e politico nuovo, e Evo Morales ne ha fatto una delle bandiere del suo governo. Il fatto che “El Evo”, come lo chiamano tutti qui in Bolivia, sia un indigeno aymara emerso da questo mondo e abbia lavorato con estrema decisione alla nuova costituzione boliviana, ha reso il voto un’occasione per schierarsi con lui. I sostenitori del progetto ammirano il carattere autoctono, indigeno di questa costituzione, che riconosce alle 36 nazioni – cioè alle diverse popolazioni indigene boliviane – dignità e diritti. Tra questi, quello di intervenire sulle risorse rinnovabili e non, presenti nel loro territorio, alla proprietà collettiva della terra, il diritto a vivere, curarsi, istruirsi ed esprimersi secondo i loro usi e costumi, a parlare la loro lingua e a partecipare alle istituzioni dello Stato. Inoltre, lo stato assume e promuove i principi del costituzionalismo occidentale accanto a quelli indigeni, antichi, (per esempio: ama qhilla, ama llulla, ama suwa: non essere pigro, bugiardo o ladro, oppure il suma qamaña, il vivere bene, tipico degli aymara). In generale, tutta la costituzione richiama principi e pratiche dei popoli indigeni originari contadini, andando ben al di là del riconoscimento della repubblica pluriculturale e multietnica della costituzione del 1994.
Dal punto di vista economico, la nuova costituzione di “el Evo” attribuisce un ruolo chiave allo Stato nell’intervento e nel controllo diretto di settori strategici, e per questo è stata definita socialista da amanti, e oppositori. Più in generale, il modello economico di riferimento non è certamente quello neoliberale, vissuto come dolorosa imposizione esterna durante la presidenza di Paz Estensoro.
D - Medioevo e Modernità, come possono andare di pari passo questi due modi di interpretare l’evoluzione civile? Un principio indigeno è il monito: ama qhilla, ama llulla, ama suwa: non essere pigro, non essere bugiardo, non essere ladro. È un monito sintetico che include la non violenza o si tratta di fondamentali diritti umani, tolleranza e democrazia che potrebbero essere affrontati solo con un’autentica rivoluzione culturale?
R - Come ho detto prima, continuiamo a nasconderci dietro le vecchie radici maschiliste di una società arcaica, nascosta nelle tradizioni, questo rimane un fatto difficile da interpretare o meglio di capire dove inizia la modernità, se per moderno si intende dare lavoro a una donna, darle l’opportunità di gestire un carico politico, etc.; allora siamo moderni; comunque nel medioevo le donne lavoravano lo stesso e la politica era solo per gli uomini come sempre; allora vuol dire che siamo ancora nel medioevo! Ebbene sì, c’è bisogno di una rivoluzione culturale per cambiare questo sistema obsoleto e mettere in pratica i principi che fanno dell’essere umano una persona degna d’esistere perché nulla toglie che il lavoro dona dignità, indipendenza, perciò è importante non essere pigro e dire sempre la verità perché il buon comportamento, il rispetto di se stessi e degli altri fa si che un essere leale, onesto, possa rispettare i diritti del prossimo. Sono stati proprio questi principi indigeni che hanno dato origine ai fondamentali diritti umani e vanno perseguiti, perché questo è l’unico modo per ottenere una emancipazione della donna.
D - Si è discusso a lungo nelle sale vetuste del Campidoglio, dei gruppi etnici culturali delle minoranze qui a Roma. Chiediamo al Dott. Madisson Godoy Sanchez Consigliere aggiunto per il Comune di Roma per il Continente America, cosa sta facendo la giunta capitolina per l’integrazione della comunità boliviana a Roma, ci sono delle proposte di legge in atto, delle intenzioni governative italiane?
R- La realtà è che a Roma e in tutta Italia non esiste un modello vero, autentico di integrazione interculturale. Quello che è stato fatto fino adesso sono soltanto decreti dei governi di turno, per superare una determinata crisi o per pressioni politiche di determinati gruppi o partiti, perciò mancano veramente di integrazione responsabile, seria, concreta e moderna, che prendano in considerazione la realtà del contesto migratorio italiano e non siano adattati alla nostra realtà da altri paesi, come la Francia o l'Inghilterra, modelli che tra l’altro si sono rivelati non precisamente come una panacea per dare risposte adeguate ai vari aspetti dell'integrazione. Partendo da questo presupposto è evidente che la comunità boliviana in Roma sia influenzata da questo vuoto programmatico italiano. Comunque la presenza dei Consiglieri Aggiunti al Consiglio Comunale di Roma istituita ai tempi del Sindaco Veltroni e confermati dall'attuale Sindaco Gianni Alemanno sono un esempio di un percorso integrativo di rappresentanza politica importante in questi momenti e che con la nomina del Delegato del Sindaco all'Integrazione e a un Consigliere Aggiunto si dà un'ulteriore spinta per lavorare sulla creazione di un Modello Romano d'Integrazione. Allo stesso modo sono convinto che la promozione della cultura latinoamericana e boliviana in particolare, che per le sue somiglianze culturali, linguistiche e sociali con la cultura italiana, sia la strada giusta da percorrere per fare conoscere parte della nostra ricchezza culturale e sottolineare gli aspetti positivi dell'immigrazione dell'America Latina, che è senza dubbio una delle comunità migliori inserita nel tessuto sociale del paese ospitante.
Ringrazio il Dott. Madisson Godoy Sanchez per la sua chiarezza espressiva, e segnaliamo qui di seguito le intenzioni governative boliviane: il modello economico boliviano sarà basato sulla differenziazione dell’offerta, sarà costituito da organizzazioni economiche comunitarie, statali, private e da società cooperative, anche estere. La proprietà privata sarà garantita, ma nel caso della terra questa dovrà svolgere una funzione socioeconomica a favore del paese e della popolazione. La terra boliviana dovrà essere protetta dal governo e dal suo popolo, senza ingerenze straniere con scuse di “sfruttamento”. Lo sfruttamento delle proprie risorse sarà fatto con l’aiuto, caso mai, dell’economia straniera. L’idea è che l’economia boliviana favorisca una migliore qualità della vita e il benessere di tutto il popolo boliviano, non la crescita economica in sé basata sull’accumulo di valore! Uno degli argomenti dell’opposizione è stato che la costituzione attuale, differentemente dalla precedente, progetta uno stato laico, che non attribuisce nessun ruolo di primo piano alla religione cattolica, pur riconoscendo la libertà di culto.
Il testo costituzionale in questo è contraddittorio. La Conferenza Episcopale Boliviana infatti è intervenuta in modo equilibrato: se da un lato, lo Stato boliviano si dice laico, dall’altro dichiara ambiguamente di volersi rafforzare anche tramite i culti indigeni originari contadini. Un accenno ai rapporti tra Stato Boliviano e Chiesa Cattolica si trova anche nell’Osservatore Romano di marzo 2010. Nulla di scandaloso, lo stato moderno occidentale è in debito con il pensiero filosofico e religioso e lo stesso può accadere tra stato, spiritualità e la cultura indigena qui in Bolivia. Tuttavia, pochi qui e in occidente sarebbero disposti ad accettare una relazione esclusiva e organica tra culti e stato. Sul versante economico i detrattori, dell’idea riformistica di Evo Morales, sostengono che la costituzione bloccherà l’economia e scoraggerà i già scarsi investimenti esteri nel paese. Inoltre, dato l’alto livello di corruzione presente, il timore è che questo modello di stampo statalista possa fare di questa dolorosa abitudine un fenomeno inarrestabile. Ma tutti noi abbiamo fiducia nell’operato di Evo Morales, l’illuminato per il suo paese; lasciamolo lavorare in santa pace!
Vorrei qui aggiungere una “confidenza”, un istante magico di riflessione, una catarsi liberatoria di una bella e coraggiosa donna boliviana della quale non rivelerò mai il nome, non solo per la privacy ma anche ed unicamente per far percepire ai nostri lettori che spesso l’evoluzione culturale e la sensibilità propria dell’individuo non vanno di pari passo con le leggi e le tradizioni endemiche della nazione di appartenenza, per nascita, e cosa vuol dire, nel contempo, avere ancora la propria Patria nel cuore: “Mi sono sposata che avevo solo 19 anni per motivi personali, e non ero incinta. Niente a che vedere con le tradizioni! Mi sono laureata molto in là con gli anni. Dopo circa un anno di matrimonio è nata la mia piccola. Sono figlia unica, ringrazio mia madre, un’altra donna da esempio, che mi ha cresciuta con amore e con immensi sacrifici. Il mio matrimonio è durato appena tre anni, mi sono separata… e subito sono stata giudicata male dalle mie più care amiche. Avevo con me la mia bimba! Questo mi ha reso felice e mi ha dato la forza di continuare nel mio intento, di lottare. Le mie amiche mi guardavano male perché pensavano che ero alla ricerca di un padre per mia figlia, e cosi erano gelose del loro partner, e mi hanno allontanata. A questo comportamento porta la superficialità del giudizio e l’ignoranza culturale del posto! Il mio spirito ha sempre pensato in grande, cosi la mia amata Bolivia l’ho avvertita troppo piccola, troppo stretta per il mio modo di pensare, di percepire la vita, di comprendere fino in fondo cosa fosse l’autentica cultura; è per questa ragione che sono fuggita, grande Europa! Sono nata a La Paz Bolivia, il 9 marzo del ‘71, il giorno dopo la “Giornata Internazionale della Donna!”
Ringraziamo per la gentile concessione
"L'UNICO", quotidiano indipendente di Roma
Nato a Roma, laureato in psicologia e diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico",
Giuseppe Lorin è sicuramente un artista poliedrico.
Numerose infatti sono le sue produzioni non solo come attore, ma anche come sceneggiatore e come regista.
Altrettanto numerosi sono i suoi progetti in corso, per i quali vi rimandiamo alla
sua pagina su Facebook.
Vi segnaliamo in particolare la recensione del critico letterario Antonio Sangervasio del suo "Manuale di dizione", che trovate sul nostro blog.
Un ringraziamento particolare va anche a L'UNICO, quotidiano indipendente di Roma,
ed al suo direttore Riccardo Corsetto per la gentile concessione degli articoli.
Di seguito riportiamo l'intervista che Giuseppe ha rilasciato a Michela Zanarella e Maristella Angeli, in occasione della giornata mondiale della Poesia.
Buona lettura !
Un brillante percorso artistico come attore, regista, sceneggiatore, giornalista ed un amore particolare per la poesia. Quale è il suo rapporto con questa forma di scrittura, o meglio cos'è la poesia per Giuseppe Lorin?
Complimenti, bella domanda che per forza di cose mi farà ricordare… gli esordi del percorso artistico! Mi trovo nel mondo dell’arte per “destino”, così come i popoli orientali giustificano le proprie situazioni contingenti. Attore, poiché a soli tre mesi Ingrid Bergman, che stava girando un film diretto dal suo Rossellini, mi volle tra le sue braccia; regista, per volontà dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, diretta da Ruggero Jacobbi che mi scelse, con borsa di studio, quale possibile uditore straniero per frequentare un anno pieno all’International Film Institute of London per il XIII corso di regia cinematografica, diretto da Richard Attemborough; sceneggiatore, perché, per molto tempo, ho fatto parte del gruppo di scrittori sotto l’egida di Leo Benvenuti per la scrittura cinematografica. Una scena del film “Al lupo al lupo” con Carlo Verdone è stata scritta interamente da me per un accordo con Leo, il padre della Commedia all’italiana, un film prodotto dalla Titanus. Poi perché per sette anni ho organizzato, insieme ad Alma Daddario, i corsi di Scrittura Creativa, al Café Notegen in Via del Babuino. Ed in ultimo, ma non l’ultimo interesse, o predisposizione, la professione di giornalista, perché seguii gli incontri e le chiacchierate sulla professione di giornalista di Indro Montanelli e quelli di Enzo Biagi. Sono troppi anni che non pago la tassa dei giornalisti pubblicisti di Roma! Potrò ancora scrivere??? La scrittura non si può arrestare per una questione unicamente burocratica! I miei articoli, le recensioni, le interviste, i miei saggi, sono letti da migliaia di lettori sia in internet on web sia sul supporto cartaceo. Quindi, oltre a www.lunico.eu, oltre a www.gliautori.it, oltre alla rivista ORIZZONTI della Aletti edizioni con distribuzione Feltrinelli, ultimamente collaboro anche con PERIODICO ITALIANO, una rivista … che unisce l’Italia! C’è però da sottolineare che giornali on web, come Il Tempo, se trovano nella rete un mio articolo che gli interessa, di buon grado lo “cattura”, lo fa proprio e lo pubblica nel suo palinsesto. È il caso della mia intervista a Roberto Vecchioni.
Lei nella sua domanda mi chiede del mio rapporto con la Poesia. Le rispondo che essere catturati da questa ala misteriosa, che ti induce a scrivere con l’afflato dell’anima, è una sensazione di autentica “illuminazione”. Proprio per questi rari ed improvvisi momenti sono pienamente d’accordo con ciò che disse Alberto Moravia nell’orazione funebre a Pier Paolo Pasolini: “… di poeti non ce ne sono tanti, nel mondo. Ne nascono soltanto tre o quattro in un secolo… Il poeta dovrebbe essere sacro, e va protetto…”. Con ciò voglio dire che è praticamente un raggiro illusorio avere questa marea di antologie poetiche o antologie di novelle, racconti o quant’altro istituite da faziose associazioni culturali che “illudono” i giovani concorrenti con la speranza di “diventare” il prossimo poeta del terzo millennio! Gli individui non vanno illusi in alcun senso. Ultimamente sono uscito da una “giuria” di un concorso, organizzato negli spazi del Black Hotel, per racconti sul vino, solo perché avevo dato dei veri, autentici giudizi con bassissimi voti, scevri da ogni “raccomandazione”; perché non è deontologicamente accettabile l’idea di illudere le persone; per me l’etica è al di sopra di ogni situazione! Cosa è per me la Poesia, con la “P” maiuscola? Non è certo un elenco di versi in prosa poetica dove al centro sono descritte delle situazioni biografiche o non. Non è certo un “poetare” comune a molti. Non è certo lo sproloquio di chi non sa che fare quel giorno e a quella determinata ora. La Poesia è il verso dell’anima, è il contatto diretto con una realtà che ci spalanca nuovi orizzonti, nuove mete, nuovi… versi! È la Poesia che sceglie il momento giusto per essere percepita e scritta da noi! Ciò che sto esprimendo come definizione di Poesia, sarà compreso solo da chi è poeta almeno nell’intimo della sua anima.
Da giornalista ci può confidare quale è il poeta del passato che lei avrebbe voluto intervistare? E tra gli scrittori contemporanei?
Di poeta del passato che avrei voluto intervistare, non ce n’è solo uno. Mi sarebbe piaciuto intervistare alcuni poeti francesi dell’800 come Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, Charles Baudelaire, Stéphane Mallarmé. Andando a ritroso, mi sarebbe piaciuto intervistare Catullo. Tra gli scrittori contemporanei? Tra quelli che ci hanno preceduto nel fatidico passo mi sarebbe piaciuto intervistare Pier Paolo Pasolini, Salvatore Quasimodo, Giuseppe Ungaretti, Mario Luzi, Attilio Bertolucci, Tiziano Terzani, Alda Merini. Tra gli scrittori “vivi” e vegeti non ho intervistato ancora Alma Daddario, dalla complicata personalità e Tiziano Scarpa, il vincitore del Premio Strega 2009.
Ha pubblicato recentemente un Manuale di Dizione, edito da Tespi, ha altri progetti per quanto riguarda la sua produzione letteraria?
Sa che non è poi così semplice pubblicare un libro? Troppe variabili si inseriscono tra il “fuoco sacro” e la dura realtà degli “affari”. La prima domanda degli editori è stata: “ma a chi potrebbe interessare un Manuale di Dizione?” Frase pronunciata con una forte inflessione milanese! Beh, il mio carattere ha fatto si che rispondessi d’istinto: “certamente a lei!” E così è iniziata la mia scelta dell’editore, fino a quando non ho incontrato Nicola Pesce, direttore unico della Tespi, che mi ha pubblicato e prodotto il Manuale di Dizione con prefazione di Corrado Calabrò e contributi di Dacia Maraini. A maggio 2009 è stato presentato al Lingotto di Torino, alla Fiera Internazionale del libro, ed ha avuto successo di critica e di pubblico. Interviste e articoli sul Corriere della Sera. A novembre il Comune di Roma, con l’organizzazione per grandi eventi Zetema, mi ha presentato il Manuale alla Casa dei Teatri a Villa Pamphilj e il GR2 mi ha intervistato nella fascia oraria delle 7,30, la più ascoltata da tutti coloro che… lavorano. Un grande successo, e soddisfazione alle stelle! Sulla mia persona sentivo realizzarsi l’augurio latino “Per aspera ad astra!” Ora sto assemblando il mio lavoro da giornalista poiché ho intenzione di pubblicare: “INSIEME NEL TERZO MILLENNIO, raccolta di articoli, interviste e recensioni a chi sta segnando questo inizio secolo”
C’è qualche editore in ascoltooooooo???????
Laureato in psicologia con 110/110. Quanto ha contato nel suo lavoro il percorso di studi?
Sì, laureato con una tesi su “I potenziali evocati nelle ricerche sull’autismo infantile”, dove il relatore è stato il Prof. Luciano Mecacci, ora Direttore della Facoltà di Psicologia a Firenze. I miei studi hanno contato moltissimo, potrei affermare che sono stati fondamentali anche per le professioni da me svolte, di giornalista, attore, regista, scrittore, insegnante, nonché addestratore al trasporto aereo delle merci pericolose poiché sono Certificato I.A.T.A. (International Air Transport Association) come addestratore per il D.G.R. (Dangerous Goods Regulations) edito appunto dalla I.A.T.A.. Qui in Italia si parla tanto di meritocrazia, ma purtroppo se ti trovi in una organizzazione aziendale “inesistente”, come quella della nostra Compagnia di bandiera dove l’inettitudine regna a discapito della Nazione Italiana, vieni emarginato per invidie, limiti di aperture mentali e quant’altro. Ogni due anni continuo a mantenere la Certificazione, con il recurrent training, che mi permette l’insegnamento in strutture riconosciute e certificate dalla I.A.T.A. Dimenticavo del diploma alla Bocconi per il Corso di Marketing e Pubblicità! Ho sempre ammirato lo spirito della nostra rinascita cinquecentesca. Quell’uomo di multiforme ingegno che riuscì ad ampliare la conoscenza all’umanità del rinascimento italiano! Questo è il mio ideale! Con questa ideologia mi sono formato.
Autore teatrale e cinematografico. Quali tematiche ha affrontato nei suoi testi?
Ancora non sono un autore ne’ teatrale ne’ cinematografico, come lo intendo io! Ho solo scritto delle sceneggiature cinematografiche, una di queste, ma solo per una breve scena, è stata inserita nel film con Carlo Verdone, grazie al mio amico Leo Benvenuti. Per Carlo Verdone scrissi “Cocco de nonna”, ma poi la sora Lella ci lasciò! Di sceneggiature comunque ne ho scritte molte nel corso gestito da Leo Benvenuti e tutte approvate ed in attesa del “regista giusto”. Qui, in sintesi, alcune mie sceneggiature:
"Quella Casa Sugli Alberi": un'amicizia, una storia, a Roma e dintorni.
"Sulle Orme Di Paolina": una Roma misteriosa per giustificare il comportamento fatuo della sorella dell’Imperatore Napoleone, di Paolina Bonaparte, ingiustamente non compresa. È una storia moderna. Ho la consulenza storica del compianto Antonio Spinosa.
"La Signora Della Luna": una barbona per scelta in una Roma materna.
"Scambio Di Persona": un giovane sequestrato nella propria villa in una Roma indifferente.
"Il Castello In Cima Al Tetto": i sentimenti di un lavavetri egiziano, dei semafori, in una Roma al massimo del degrado.
"Progetto Proust": il sogno non realizzato di Ennio Flaiano, Luchino Visconti, Suso Cecchi D'Amico. Un'intervista evidenzia la gelosia tra Marcel Proust e Albertine.
Quanto è stata ed è importante l’esperienza di giornalista?
Beh, i miei incontri e le frequentazioni sia con Indro Montanelli ed in seguito con Enzo Biagi, sono stati basilari, fondamentali, le ciliegine sopra una torta unica, irripetibile! Uscito dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico ai tempi delle direzioni di Renzo Tian e di Ruggero Jacobbi, rientrava nella consuetudine andare a cena con personaggi che hanno segnato la cultura italiana. Lavorare con Luca Ronconi, Giuliano Montaldo, Gianni Amelio, Roberto Faenza, Franco Giraldi, Fabio Mauri, Mario Landi e tanti altri mi ha permesso di essere un attore propositivo e non soltanto un attore esecutivo di ciò che vuole il regista. Essere propositivi vuol dire aiutare la genialità del regista! Sì, certe cose non vengono accettate ma è proprio qui che si riscontra l’umiltà del vero attore!
L’esperienza giornalistica così come quella della laurea in psicologia mi aiuta a comprendere chi ho di fronte e dare risalto al personaggio o alla situazione contingente nel modo adeguato e nel rispetto del giusto equilibrio.
Ha organizzato Corsi di Scrittura Creativa. Cosa ha potuto osservare negli autori esordienti?
La buona volontà e l’umiltà ad apprendere! Ho “osservato” proprio questa disposizione dell’anima degli iscritti ai corsi organizzati dall’Antica fucina dello Scrittore nella sala bassa del Café Notegen di via del Babuino, strada parallela di via Margutta, dove hanno abitato i coniugi Fellini, Federico e Giulietta. Altri tempi di una dolce vita e di una sensibilità culturale ed artistica diversa!
Alma Daddario ed io, con l’aiuto dei nostri amici Dacia Maraini, Maria Luisa Spaziani, Age e Scarpelli, Antonio Spinosa, e tanti altri, abbiamo forgiato la sensibilità scrittoria dei nostri allievi con i Corsi di Scrittura Creativa che abbiamo condotto per sette anni, fino al 2003!
Il nostro mondo è prevalentemente d’immagini. Quale futuro possibile per gli scrittori e, in particolar modo per i poeti?
È un mondo da film! Per il romanzo è la parola, per il film è l’immagine quella che conta. Mica saremo preoccupati per ciò? L’immagine, il nostro segno, il ritratto, l’autoritratto, è ciò che fin dai primordi dell’esistenza dell’uomo sulla terra ci ha dato la forza di affermare la nostra esistenza sia nel gruppo sociale sia come individualità del nostro esistere. Leggete il saggio sulla ritrattarte! Ecco, rimando questa lettura a questo saggio facilmente rintracciabile in internet, su Google, basta scrivere nel cerca di Google: Ritrattarte Lorin.
Buona lettura!
Un grazie speciale a Giuseppe Lorin
(intervista a cura di Maristella Angeli e Michela Zanarella)
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Riportiamo di seguito gli articoli/interviste di Giuseppe Lorin che abbiamo avuto il piacere di ospitare nelle nostre pagine:
COSTITUZIONE E FINALITA’
L’associazione si è costituita nel 2008 a Banchette, in provincia di Torino. Si pone come obiettivo
fondamentale realizzare attività in ambito artistico, letterario e psico-pedagogico. Attraverso l’utilizzo
e la promozione di nuove modalità espressive, come la scrittura collettiva e l'arte digitale, intende
coniugare tradizione e tecnologia, valorizzando tutte le potenzialità del presente attraverso l’eredità del passato.
ATTIVITA’
L’associazione organizza annualmente la Manifestazione “Fiaba”, in cui confluiscono i risultati delle
attività svolte durante l’anno con gli alunni delle scuole d’infanzia, primarie, secondarie di primo e
di secondo grado e il materiale prodotto nell’ambito delle iniziative rivolte agli adulti. In occasione
della manifestazione viene dato alle stampe un libro che raccoglie tutti i contributi più significativi.
RICONOSCIMENTI
L’agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (ex- Indire) ha conferito il premio “Gold” 2009 ai
tornei “Costruiamo Insieme una Fiaba” e “Ogni Volta una Svolta”, organizzati dall’associazione e segnalati
dal 3° Circolo Didattico di Ivrea come pratica educativa d’eccellenza. La vittoria per l’esperienza didattica
più innovativa nell’area dell’educazione linguistica è stata ottenuta grazie alle attività di scrittura collettiva
e grafica svolte negli anni 2007/2008 e 2008/2009 tramite i blog
http://progettoemateria.splinder.com e http://cibodafiaba.splinder.com.
INIZIATIVE IN CORSO
Attualmente l’associazione ha lanciato due nuove iniziative: il Primo Festival Nazionale del Self-Publishing (leggi qui a fianco) e
il premio letterario gratuito “Il sogno di Icaro”. Quest’ultimo si inquadra in un più vasto progetto di
contaminazione tra diversi linguaggi comunicativi. Gli autori sono infatti invitati a scrivere un racconto
breve ispirandosi a una delle dodici opere di pittura digitale pubblicate sul blog http://fotofiabe.splinder.com.
L’interazione si svolgerà unicamente sul web - eliminando qualunque spedizione di materiale cartaceo -
e saranno i partecipanti stessi a costituire la giuria per decretare i vincitori.
Ringraziamo vivamente Chiara Abrardi dell'associazione "PROGETTO E MATERIA", che ci guiderà nell'avvicinamento al PRIMO FESTIVAL DEL SELF PUBLISHING.
Con questo primo contributo, Chiara ci spiega di cosa si tratta.
PREMESSA
Una volta chi decideva di pubblicare un libro a proprie spese andava a chiedere la consulenza dal tipografo
del paese oppure si rivolgeva a uno dei quelli che venivano definiti “editori a pagamento” e che (giustamente o
ingiustamente?) non godevano sempre di fama cristallina. Contratti fumosi, mancate distribuzioni, edizioni a
piene di refusi, cifre non indifferenti da sborsare per coprire le spese di stampa dell’intera tiratura.
Ovviamente non era sempre così, ma spesso questo complesso meccanismo, non privo di incognite e trabocchetti, scoraggiava l’iniziativa.
Da alcuni anni, invece, si è imposta prepotentemente la possibilità di auto-pubblicare i propri testi attraverso piattaforme
innovative che consentono di impaginare un libro direttamente online e di venderlo agli interessati attraverso la stampa on-demand.
Anche in questo caso non sono sicuramente tutte rose e fiori, ma il numero di autori che decidono di pubblicare autonomamente il
proprio libro è cresciuto in modo esponenziale. Rimane però la difficoltà successiva alla pubblicazione, ovvero far conoscere il
proprio libro, anche se la maggior parte degli editori di self publishing forniscono sul proprio sito una buona vetrina e
l'inserimento della pubblicazione nel catalogo delle principali librerie online.
PROGETTO
Per dare un contributo in tal senso, associazione artistico culturale “Progetto e Materia” ha deciso di organizzare il
Primo Festival del Self-Publishing, dal titolo "Se son storie, fioriranno...", a cui tutti gli autori che hanno scelto
l'autopubblicazione sono invitati a partecipare gratuitamente. Il festival si terrà a Banchette (TO) nel mese di aprile
2011, in occasione della sesta edizione della manifestazione “Fiaba”.
Il progetto ha un duplice scopo: da un lato offrire agli autori la possibilità di presentare il proprio libro di fronte
a una platea, di commercializzarlo o di scambiarlo con quello di altri autori con cui potrebbero innescare nuove collaborazioni,
dall’altro quello di abbinare alla manifestazione culturale Fiaba” una mostra mercato del libro che non offra le solite
pubblicazioni disponibili nelle librerie o negli stand delle fiere.
Ci piacerebbe anche abbinare al festival una non-conferenza, in cui chiunque si senta libero di dibattere sul tema del
self publishing, in modo che si possano scambiare liberamente consigli, esperienze, punti di vista.
Fin da ora ci auguriamo di ricevere le osservazioni e suggerimenti, per lavorare insieme agli autori e ai lettori alla
realizzazione di questo progetto.
La scheda di presentazione del Festival, con il regolamento per proporre la propria partecipazione, è pubblicata sul nostro blog all’indirizzo:
http://progettoemateria.splinder.com/post/22685881/primo-festival-del-self-publishing
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